Scomparsa Ceseri, Rossi: “Uomo capace di scegliere la strada giusta, anche se meno facile”

FIRENZE- “Con la scomparsa di Ceseri viene a mancare un grande uomo, che con la sua vita ha testimoniato il coraggio di schierarsi dalla parte dei valori dell’antifascismo anche quando la via più semplice e sicura era un’altra. Una lezione quanto mai importante ed attuale davanti ai rigurgiti fascisti che vediamo oggi sollevarsi”. A dirlo è stato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, commentando la notizia della morte di Antonio Ceseri, internato militare e testimone delle crudeltà del nazismo e del fascismo.

“A Ceseri, militare fiorentino fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’Armistizio – ha spiegato Rossi – fu data la possibilità di scegliere tra l’adesione alla Repubblica di Salò e la deportazione nel campo di Treuenbrietzen. Lui e molti altri soldati italiani scelsero di dire no, furono internati e nel campo subirono feroci privazioni e violenze. Quando i militari tedeschi, certi della sconfitta, sgombrarono il campo di Treuenbrietzen e fecero strage dei prigionieri soltanto in quattro si salvarono, nascosti sotto i corpi trucidati dei compagni. Uno di questi era Ceseri, che ha raccontato gli orrori e la disumanità del nazismo fino alla fine, condividendo in video la sua esperienza anche nel gennaio di quest’anno con gli studenti toscani del Treno della Memoria in visita nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau”.

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