Scuola, Barni: “Robotica opportunità per aggiornare metodologie didattiche”

PISA - La didattica scolastica si aggiorna grazie alla robotica e, per prepararsi all'arrivo in classe delle nuove tecnologie, 400 docenti delle scuole toscane di ogni ordine e grado iniziano oggi un corso di alta formazione alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Questa iniziativa di formazione e di aggiornamento rientra nelle opportunità nell'accordo sottoscritto tra l'Istituto di BioRobotica della Sant'Anna, l'Università di Firenze e la Regione Toscana, che ha finanziato il progetto alla base della "Rete regionale sulla robotica educativa delle scuole toscane", con il coinvolgimento del Ministero dell'Istruzione, Università, Ricerca.

Alla giornata di apertura del corso riservato agli insegnanti, che prevede 32 ore di lezione, ha partecipato la vicepresidente con delega a ricerca e università Monica Barni, insieme a Paolo Dario, direttore dell'Istituto di BioRobotica del Sant'Anna di Pisa, Antonio Calvani del Dipartimento di Scienze della formazione e psicologia dell'Università di Firenze e Claudio Bacaloni, vicedirettore dell'Ufficio scolastico regionale della toscana.

"Siamo qui per creare un ponte – ha sottolineato Monica Barni – tra le scuole toscane, i centri di ricerca, le università e le aziende. Da questo punto di vista la robotica educativa rappresenta un'occasione preziosa per gli insegnanti che partecipano al corso organizzato dalla scuola superiore Sant'Anna di Pisa, per aggiornare le loro metodologie didattiche con una delle opportunità più avanzate che la tecnologia mette a nostra disposizione in un settore, quello della robotica, in forte crescita. L'auspicio è che con questo corso si riescano a piantare nuovi semi capaci di dare buoni frutti in numerosi campi, penso ad esempio a quello dell'integrazione degli alunni diversamente abili, ma anche a quello dell'educazione al lavoro di gruppo, allo sviluppo della creatività, all'imparare facendo e alle migliori tecniche di coinvolgimento attivo: tutte buone pratiche che sta al mondo della scuola di utilizzare, diffondere, condividere".

Grazie alla "robotica educativa" i docenti e soprattutto gli studenti di 150 scuole toscane (il 30 per cento di tutte quelle presenti sul territorio toscano), dalle elementari alle superiori, potranno sperimentare in prima persona, già al termine del corso di alta formazione, entro la fine di novembre, come la ricerca e le tecnologie robotiche possano rivelarsi utili per sperimentare nuove forme di didattica, adatte ad allievi di ogni età, utili per tutte le discipline, non soltanto per quelle scientifiche.

Aspettando l'arrivo in classe, la formazione dei docenti avviene da oggi grazie alla collaborazione tra l'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna e l'Università di Firenze.

I vantaggi della "robotica educativa" saranno evidenti soprattutto per gli studenti, mentre gli insegnanti potranno essere coinvolti in un processo che ne valorizzerà il ruolo e le competenze. La "robotica educativa", infatti, potrà diventare il mezzo che agevolerà l'apprendimento o, addirittura, può trasformare lo stesso robot in un tutor per agevolare l'apprendimento delle materie curricolari e affini a quelle scientifiche e tecnologiche.

La robotica può diventare utile anche per coinvolgere in materie come la letteratura italiana, le lingue straniere, la filosofia la geografia, adattandosi agli obiettivi didattici e pedagogici di ciascuna fascia d'età, oltre a favorire la capacità di orientamento degli studenti verso il mondo della ricerca nei settori scientifici e tecnologici e per educare le nuove generazioni agli sviluppi del progresso scientifico e tecnologico. In questo contesto, la "robotica educativa"potrà trasmettere conoscenze utili per un uso responsabile della scienza e tecnologia da parte dei più giovani.

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