Seggi aperti per i ballottaggi in 65 comuni, si vota a Lucca e Carrara

Seggi aperti per i ballottaggi in 65 comuni, si vota a Lucca e Carrara

Si sono aperti i seggi elettorali per i ballottaggi in 65 comuni per un numero complessivo di elettori che supera i 2 milioni. I comuni capoluogo sono 13, di cui solo Catanzaro è capoluogo di regione. Gli altri sono: Alessandria, Cuneo, Como, Monza, Verona, Gorizia, Parma, Piacenza, Lucca, Frosinone, Viterbo e Barletta. Le urne resteranno aperte fino alle 23: subito dopo inizierà lo spoglio dei voti.

A Lucca si arriva all’apertura dei seggi per l’elezione del sindaco di Lucca, con la spaccatura all’interno del polo che al primo turno ha sostenuto il direttore d’orchestra Alberto Veronesi, con una lista costituita tra gli altri, da Italia Viva, Azione e +Europa. Questi tre partiti, infatti, in una nota diffusa pochi giorni fa hanno confermato il loro sostegno al ballottaggio per il candidato del centrosinistra Francesco Raspini, mentre Veronesi ha ribadito il suo per il candidato del centrodestra Mario Pardini.

A quest’ultimo, in vista del ballottaggio, hanno dato il loro sostegno anche Fabio Barsanti, ex di Casapound, che ha corso con la lista ‘Prima Lucca – Italexit con Paragone’ e Andrea Colombini sostenuto dalle liste ‘No Green Pass’ e ‘Ancora Italia’.

“Niente di personale contro Mario Pardini – avevano scritto in una nota Italia Viva, Azione e +Europa – ma, al di là delle differenze sostanziali tra il nostro modo sia di pensare che di agire e il programma dell’ormai destra, che sono insormontabili, è impensabile un connubio tra il il pensiero riformista e quello della destra estremista e populista”.

“Sono molto fiducioso perché dei 13 ballottaggi noi governavamo solo in due città, a Cuneo e Lucca. Domenica sera sono sicuro che sarà un bel risultato”. Ha detto il segretario del Pd Enrico Letta a margine della chiusura della campagna elettorale per il ballottaggio a Lucca, insieme al leader di Azione Carlo Calenda, a sostegno del candidato sindaco Francesco Raspini.

“Uno che pensa al secondo turno di poter appoggiare una coalizione con dentro gente di Casa Pound, i No vax, Italexit è una persona che non ha capito niente di cosa sia Azione. Noi possiamo collaborare anche con il centrodestra moderato ma i fascisti sono una cosa con cui non abbiamo nessun rapporto”. Lo ha detto Carlo Calenda, a margine di un comizio elettorale con Enrico Letta a sostegno del candidato Francesco Raspini.

A Cararra (Massa Carrara) la candidata del centrosinistra, senza M5s, Serena Arrighi (29,92%) se la vede con il candidato della Lega Simone Caffaz (18,93%) che potrà contare sul sostegno del candidato di Fi e Fdi Andrea Vannucci (16,98%) e del deputato Iv Cosimo Ferri che ha rotto l’alleanza con socialisti. 

“Trovo davvero stupefacente e molto grave che l’onorevole Cosimo Ferri, eletto in Parlamento con il Partito Democratico, poi passato con Italia viva che in Toscana è parte integrante della maggioranza che governa in regione, si auguri che il Pd perda le elezioni a Carrara a favore di un candidato della destra. E sono ancora più sorprendenti le giustificazioni che prova ad utilizzare per motivare questa decisione: Il Pd non ha mai chiuso la porta in faccia a nessuno. Al contrario il Pd di Carrara ha lavorato fin dall’inizio per costruire attorno alla candidatura di Serena Arrighi un campo largo in grado di tenere alleate tutte le forze del centro sinistra, da IV ed Azione fino ad Articolo 1”. Lo afferma in una nota diffusa stasera, l’on. Simona Bonafè, segretario regionale del Pd in Toscana.

“Serena Arrighi sarà una ventata d’aria nuova per Carrara, una sindaca capace di governare la città con lo sguardo rivolto al futuro. Serena, grazie alle sue qualità, alla sua coerenza, al suo progetto è riuscita a conquistare il consenso di tante persone progressiste e di sinistra. Noi siamo siamo felici di averla sostenuta sin dall’inizio e invitiamo tutte le cittadine e i cittadini di Carrara a fare questa scelta al ballottaggio. Sarà un voto impegnato e solare, l’opposto della triste e imbarazzante posizione espressa da Cosimo Ferri che, preso dal rancore per l’insuccesso personale, si è buttato con la destra a dispetto perfino dei suoi elettori”. Lo afferma in una nota Sinistra Civica Ecologista.

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