Seminario di studi e ricerche parlamentari “Silvano Tosi”

Stamani alla Fondazione Biblioteche presentazione dello studio “La valutazione delle politiche pubbliche: i nuovi compiti del Senato in prospettiva comparata”

La possibilità di valutare le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni è una nuova funzione di grande rilevanza contenuta nel nuovo testo della Costituzione (in particolare nel comma 6 dell’articolo 57) che sarà sottoposta al Referendum, ma deve essere messa in pratica concretamente, con competenza, indipendenza di giudizio. E’ quanto emerge dalle conclusioni del primo studio sul nuovo testo della Costituzione compiuto dagli allievi del Seminario di Studi e Ricerche Parlamentari Silvano Tosi 2016, scuola di alta formazione nota in tutta Italia che si avvale della collaborazione di Camera e Senato, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Giunta e del Consiglio Regionale della Toscana, della Conferenza permanente dei Presidenti dei Consigli delle Regioni italiane e del contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e annovera, tra i suoi docenti, nomi di primissimo piano nel diritto, nell’economia pubblica e nelle scienze politiche e sociali.

Stamani, alla Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio di Firenze, la ricerca è stata presentata in anteprima alla presenza del Vice Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze Pierluigi Rossi Ferrini e dei professori Paolo Caretti e Massimo Morisi della segreteria generale dell’Associazione Studi e ricerche Parlamentari, che promuove il Seminario. Domani si svolgerà la cerimonia di chiusura con la presenza del Presidente del Senato della Repubblica Pietro Grasso, alle 9.30 nell’Aula Magna dell’Università di Firenze (Piazza San Marco, 4).

Il Seminario non solo è interdisciplinare ma ha un taglio comparatistico in quanto il tema scelto ogni anno viene messo a confronto con analoghe situazioni di altri Paesi e Parlamenti. In questo caso l’argomento La valutazione delle politiche pubbliche: i nuovi compiti del Senato in prospettiva comparata è stato affrontato confrontando le esperienze maturate in Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Parlamento europeo. “Sulla carta – hanno osservato i 24 studenti provenienti da tutta Italia che hanno trascorso cinque mesi di studio a Firenze – la nuova funzione del Senato può essere fondamentale per migliorare le scelte politiche sia in fase di formulazione che di verifica dei risultati, verifica peraltro inerente anche le politiche pubbliche dell’Unione europea’’. Ci sono però alcuni elementi che esigono una riflessione: l’esigenza di poter disporre di specifiche professionalità (provenienti non solo dal mondo del diritto ma anche dalle scienze sociali ed economiche), capaci di definire metodi e tecniche di analisi e di studio dei fenomeni che si vogliono monitorare, e l’esigenza di disporre di canali di informazione e strumenti di analisi indipendenti e distinti da quelli utilizzati dal Governo. La ricerca, infine, si chiede se non sia preferibile far svolgere questa funzione, invece che direttamente e in proprio dal Parlamento (o da una Camera), avvalendosi della collaborazione di un’Agenzia di valutazione esterna come è il modello britannico.

“Si tratta di problemi non semplici da risolvere – conclude la sintesi della ricerca – che dovranno essere affrontati per tempo in sede di attuazione della riforma in discussione se si vuole evitare che questa nuova funzione resti sulla carta. In questa prospettiva, la ricerca condotta quest’anno serve a trattare il tema con cognizione di causa e lontano dalle polemiche in corso sulla riforma della Costituzione’’. “La chiusura di quest’anno dà evidenza all’azione di sinergia tra istituzioni pubbliche e private, essenziale garanzia di una tradizione con solide radici fiorentine e altrettanto forte respiro nazionale – hanno commentato i professori Caretti e Morisi – siamo particolarmente lieti di accogliere in Università il Presidente Grasso, la cui vicinanza al Seminario e agli studenti rappresenta oramai una costante. Il Presidente ha riconosciuto in altre occasioni il valore delle idee e dell’entusiasmo dimostrato dai giovani studiosi del Seminario, che già si mettono al servizio delle istituzioni con passione e competenza, accompagnando il Parlamento in un cruciale passaggio storico per le assemblee rappresentative”.

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