Sensi Contemporanei, investimenti pubblici in Toscana per lo sviluppo dell’audiovisivo

FIRENZE - Investire nel settore audiovisivo significa promuovere cultura, creare opportunità di crescita e nuova occupazione, avviare e sostenere le piccole e medie imprese, nonché sperimentare nuove forme di sviluppo territoriale. Sono gli obiettivi di Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema, un programma sperimentale di investimenti culturali pubblici, che approda oggi nella nostra regione per puntare allo sviluppo del settore audiovisivo con un investimento complessivo in Toscana nel prossimo triennio di 5 milioni 520mila euro, di cui quasi 1 milione e 900mila già nel 2016.

 

Settore cinematografico ed audiovisivo costituiscono infatti una molteplice opportunità per lo sviluppo territoriale: genera una filiera industriale in grado di incidere sul profilo culturale ed economico dei territori interessati, valorizza le interdipendenze con altre filiere (turismo, formazione, attività produttive) e attiva forti forme di cooperazione istituzionale pubblico-privato con una pluralità di soggetti.

 

"Investire in cultura, ed in particolare nel settore cinematografico ed audiovisivo, è un modo per scommettere sul futuro, sulla creatività dei giovani, sulla crescita dei territori – scrive il presidente Enrico Rossi salutando l'intesa raggiunta -. Grazie a questa importante collaborazione con il Ministeri, che porterà in Toscana investimenti per oltre 5 milioni e mezzo di euro nei prossimi tre anni, puntiamo a far crescere il nostro cinema di qualità e la sperimentazione di nuovi linguaggi, e a sostenere la produzione audiovisive, con la creazione di nuove imprese e posti di lavoro nel settore culturale. Perché con la cultura, se si hanno le idee e gli strumenti adatti a farle germogliare, crescono i rapporti sociali e l'economia".

 

Dopo gli accordi di programma raggiunti in sette regioni del Mezzogiorno, Sensi Contemporanei ne realizza uno nuovo con la Regione Toscana, coinvolgendo Fondazione Sistema Toscana quale strumento operativo, che darà impulso alla filiera dell'audiovisivo toscano per investire sulla sperimentazione e sull'innovazione. L'Agenzia per la Coesione Territoriale, rappresentata oggi alla presentazione dell'intesa da Alberto Versace, direttore Area Progetti e Strumenti, e la Direzione Generale Cinema del MiBACT, presente con il suo direttore Nicola Borrelli, valutano la Toscana terreno fertile e collaudato in relazione a progetti, strutture, servizi ed esperienze applicate all'audiovisivo e al cinema di qualità. Condizioni di contesto favorevoli che giustificano l'investimento di risorse nazionali finalizzate ad integrare le attività promosse ogni anno dalle politiche culturali con nuove sperimentazioni per valutarne la riproducibilità in altri contesti regionali.

 

"La Toscana grazie a questa intesa saprà farsi modello di esperienze per metodi, pratiche e progetti di successo, progetti coerenti e raggiungibili perchè già chiari nelle loro linee di attuazione. Oggi non presentiamo utopie, ma strumenti di sviluppo sociale ed economico pronti e attuabili – ha sostenuto la vicepresidente e assessora alla cultura Monica Barni -. Ci concentreremo in particolare sulla formazione intervenendo sulle scuole e i loro studenti pubblico di oggi e domani, sull'ampliamento della rete regionale dei servizi, sul potenziamento delle strutture per il cinema di qualità, sulla sperimentazione di nuove forme di impresa nelle aree di Firenze, Prato e Pisa".

 

"Si parte dalla prossima apertura del rinnovato Teatro della Compagnia a Firenze che diventa la Casa del Cinema e del Documentario, terza esperienza nel mondo di questo tipo dopo Parigi e Toronto – ha proseguito la vicepresidente -: aperto 340 giorni all'anno, sarà sede di rassegne internazionali importanti a partire dalla 50 giorni di cinema internazionale, ma anche di tanti altri eventi . A Firenze celebreremo insieme al Comune anche i 50 anni dall'alluvione; mentre a Prato e a Pisa, in una sorta di rispetto dei genius loci votati al manifatturiero e alla ricerca, apriremo le porte di Manifatture Digitali, autentiche fucine di mestieri per il futuro del cinema e delle tecnologie ad esso legate, ma non solo".

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