Sequestrati beni per 80mila euro a imprenditore

Sequestrati beni per 80mila euro a imprenditore

L’imprenditore, attivo nel settore compravendite immobiliari, indagato dalla procura per aver omesso al fisco gli incassi delle locazione per il 2015

Livorno, nei giorni scorsi militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione, su ordine della Procura della Repubblica labronica (P.M. dott.ssa Sabrina Carmazzi) ad un decreto finalizzato al sequestro preventivo di beni mobili e immobili per 80mila euro, riconducibili a R.G., settantenne imprenditore livornese attivo nel settore delle compravendite e delle locazioni immobiliari.

Tale provvedimento fa seguito ad altra misura cautelare che lo stesso personale della Guardia di Finanza aveva eseguito nei confronti del medesimo imprenditore, su ordine che stavolta era stato dato dal GIP di Lucca (Dott.ssa Antonia Aracri), nel maggio di quest’anno, con il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, quote sociali e ben 84 immobili per circa 5,6 milioni di euro. Infatti, a seguito di indagini condotte dal 1° Nucleo Operativo del Gruppo della Guardia di Finanza di Livorno era emerso che l’imprenditore livornese, con circa 500.000 euro di debiti verso l’Erario per imposte relative ad affitti nel tempo incassati e mai pagate, con lo scopo di rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva da parte dell’Erario, si era spogliato, nel 2014, di tutti i beni mobili e immobili di proprietà (ben 84 immobili, anche di pregio, e quote sociali), conferendoli in due trust (fissandone formalmente la sede a Lucca).

Lo scopo truffaldino dell’operazione immobiliare architettata da R.G. non era passata inosservata alle Fiamme Gialle livornesi che avevano appurato come l’imprenditore avesse, in buona sostanza, ceduto solo formalmente i suoi beni ai due trust, ma avesse continuato ad avere un potere di ampia gestione del patrimonio immobiliare, riscuotendo –tramite gli stessi trust – gli affitti per la locazione dei numerosi appartamenti, garage e locali commerciali. Inoltre, in relazione ai proventi così accumulati, i due trust (e, quindi, l’imprenditore ad essi retrostante) avevano sistematicamente omesso la presentazione delle dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi, occultando all’Erario gli ulteriori ricavi percepiti.

Svelato il fine, tutt’altro che lecito, dell’operazione così architettata, l’imprenditore era stato, dunque, denunciato per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte alla Procura della Repubblica di Lucca (competente in ragione del luogo di consumazione del reato, posto che la sottoscrizione dei contratti istituitivi dei due trust era avvenuta presso lo studio di un notaio lucchese).

I finanzieri del 1° Nucleo Operativo del Gruppo di Livorno non si sono però fermati ma hanno parallelamente analizzato la posizione dell’imprenditore, eseguendo nei suoi confronti un controllo fiscale. Questo ha consentito di appurare come l’imprenditore (tra il 2014 ed il 2016) avesse occultato al fisco materia imponibile per oltre 400mila euro. Da qui la denuncia del citato imprenditore alla Procura della Repubblica di Livorno (competente in ragione del suo luogo di residenza e domicilio) per il reato di omessa dichiarazione. All’esito delle nuove indagini, è stato così proposto il sequestro per equivalente del valore relativo alla citata imposta evasa; di conseguenza, nei giorni scorsi, il giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza finalizzata al sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, titoli, quote societarie e beni mobili registrati.

In sede di esecuzione del provvedimento cautelare, i militari hanno provveduto a ricostruire  le disponibilità finanziarie e patrimoniali dell’imprenditore, sottoponendo così a vincolo cautelare denaro ed un appartamento per un valore complessivo di € 80.375,50.

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