Settanta anni del voto alle donne, Barni: “Evento da celebrare, ma il cammino è ancora lungo”

FIRENZE - "Un anniversario che va celebrato per ricordare lo storico risultato che fu raggiunto 70 anni fa, nella consapevolezza però che il cammino per arrivare a una reale parità è ancora lungo". Con queste parole la vicepresidente della giunta regionale Monica Barni ha aperto l'incontro organizzato per ricordare i 70 anni del voto alle donne. Nell'auditorium del consiglio regionale la vicepresidente ha esordito salutano una protagonista diretta di quell'evento, presente in sala: la signora Marisa Ramagli, 92 anni, che il 2 giugno del 1946 potè esercitare per la prima volta il diritto di voto.

Nel suo intervento la vicepresidente ha ricordato le principali tappe di questo cammino delle donne verso il suffragio femminile, a partire dal 1877 quando Anna Maria Mozzoni, considerata la pioniera del  femminismo italiano, presentò al Parlamento la prima petizione a favore del voto femminile.  Da quel momento ci sarebbero voluti ancora 70 anni per raggiungere l'obiettivo. "La pienezza dei diritti politici – ha evidenziato la Barni – arrivò nel 1946 grazie a una maturazione socio-culturale della società italiana, sospinta dal movimento femminista, nonché al riconoscimento dell'impegno profuso dalle donne durante la Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza".

La vicepresidente ha anche ricordato come, all'epoca, le 21 donne che furono elette nell'Assemblea costituente ebbero un ruolo fondamentale per la scrittura degli articoli della Costituzione  che riconoscono i diritti di uguaglianza e il riconoscimento delle diversità.

"E' quindi indiscutibile - ha aggiunto - il valore di questa ricorrenza. Che diventa però anche occasione di riflettere sulla strada che ancora resta da fare.  A tutt'oggi la parità di diritti tra uomini e donne é ancora troppo spesso solo formale".

La vicepresidente ha elencato alcuni degli ambiti in cui questo cammino di emancipazione deve ancora svilupparsi appieno: "Le difficoltà di accesso al mondo del lavoro, la pratica mai scomparsa delle dimissioni in bianco (solo recentemente affrontata e ci auguriamo risolta da questo Governo), gli equilibrismi tra vita familiare e lavoro ancora non sufficientemente supportati dalla rete dei servizi e dal permanere di ruoli di genere, il miraggio delle posizioni apicali con la conseguente necessità di istituire il meccanismo imperfetto delle quote rosa, e naturalmente il gravissimo tema della violenza sulle donne". 

Tanti ambiti per i quali c'è ancora tanto da fare perché, ha detto, "come per ogni cambiamento culturale, i tempi sono lunghi e si procede per piccoli ma significativi passi".

Scarica il video realizzato dalla Regione per ricordare i 70 anni del voto alle donne

 

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