Sgombero Panciatichi. Miriam Amato (Potere al Popolo): “Le occupazioni nascono dall’emergenza abitativa che l’amministrazione non è in grado di risolvere”

Sgombero Panciatichi. Miriam Amato (Potere al Popolo): “Le occupazioni nascono dall’emergenza abitativa che l’amministrazione non è in grado di risolvere”

d74672 24 Ottobre 2018

“Presenterò un question time per capire quale sarà il destino delle famiglie coinvolte, fra cui circa 50 bambini”

“Ancora uno sgombero nella nostra città, mentre l’amministrazione degli annunci ha dichiarato di stanziare 400 milioni di euro per il Piano Casa, ma di cui ancora non si sa nulla del finanziamento di ben 344 milioni.

Quando si parla di sgomberi di immobili occupati – spiega la consigliera di Potere al Popolo Miriam Amato – non ci si accorge che stiamo parlando di persone che vivono a Firenze da molto tempo e di bambini che frequentano le scuole. Non ci si sofferma sul fatto che alla base delle occupazioni c’è il tentativo di trovare una soluzione abitativa d’emergenza, che la povertà costringe le persone ad occupare un immobile abbandonato, in una città in cui il problema abitativo è lungi dall’essere risolto.

Se l’amministrazione crede di risolverlo sgomberandoli, accogliendo solo parte di loro in strutture fra l’altro costose, allontanando i bambini dal quartiere in cui vanno a scuola, è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità di affrontare l’emergenza abitativa nel suo complesso. Si tutela, nel caso di via Panciatichi, l’interesse economico di una banca senza essere in grado di garantire i diritti essenziali come quello all’abitare.

Dietro al baluardo della legalità si costringono in realtà le persone al sommerso, lasciandole sole a vagare per la città, d'altronde “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”. Magari l’assessore alla casa – conclude la consigliera di Potere al Popolo Miriam Amato – crede di rassicurare la cittadinanza, allontanando quei “cattivoni” di occupanti da uno stabile abbandonato da anni, così che ora non si vedono più, ma la verità che non dice è che le persone non si dissolvono nel nulla, non lasciano Firenze, restano nella nostra città senza neanche un tetto dal quale ripartire per un futuro migliore”. (s.spa.)

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