Shimon Peres: il ricordo di Enrico Rossi

FIRENZE - "Uomo di pace e campione del dialogo, un combattente per i diritti umani.  Con lui scompare l'ultimo protagonista dei negoziati di pace fra israeliani e palestinesi che portò agli accordi di Oslo del 1993, quando Yitzhak Rabin e Yasser Arafat per la prima volta si strinsero la mano, nella convinzione che non si può rinunciare al dialogo".

E' con questo ricordo che Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, rende omaggio allo statista israeliano, scomparso nella nottata.

Rossi sottolinea poi che dall'inizio degli anni '90 Peres era diventato amico della Regione Toscana attraverso il progetto "Saving Children" per la cura dei bambini palestinesi negli ospedali israeliani. La sua Fondazione, insieme ai medici palestinesi e alla Regione Toscana, ha costruito ponti di dialogo e curato più di diecimila bambini in quindici anni, con risultati straordinari, frutto di  una intuizione culturale e politica che poneva i bambini palestinesi come protagonisti del processo di pace.

"Peres – aggiunge Enrico Rossi - fu protagonista indiscusso di quella stagione, che gli valse il premio Nobel per la Pace nel 1994. Poi tutto si è chiuso nel 2000 e da allora hanno prevalso gli opposti e violenti estremismi. Ma anche negli ultimi anni della sua vita, Peres non ha mai perso la bussola della pace. Dal 2007 è divenuto Presidente della Repubblica, padre della patria e testimone di una cultura della pace che non si è arresa alla cultura della guerra, del conflitto e della violenza".

Il presidente della Toscana osserva poi che "costruire la pace è un lavoro quotidiano, fatto di piccole conquiste e  di grandi delusioni, ma fondato su un'idea sempre valida e attuale: la scommessa sulle capacità dell'uomo di trovare la strada del dialogo fra le diversità, della convivenza pacifica in nome dell'appartenenza all'unica razza umana".
 
"Peres – questa la conclusione del presidente Rossi - ha sperimentato ogni giorno la difficile condizione dei costruttori di pace. Senza di lui oggi il mondo è più povero, e anche la nostra Regione perde un grande amico, la sua sapienza, la sua visione. Per questo la Toscana gli tributa oggi un riconoscente ricordo e, anche nel suo nome, si impegna a continuare nel tentativo di costruire la pace, la convivenza, il rispetto dei diritti umani e civili nel Medio oriente e in tutto il Mediterraneo".

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