Sicurezza in cava, accordo con le Procure: dalla Regione personale e giovani del servizio civile

FIRENZE - Troppi incidenti, a volte mortali, nelle cave ed aziende del marmo della Lunigiana e lucchesia. Dal 2015 gli infortuni purtroppo sono tornati a farsi più frequenti. Serve una più diffusa cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro e maggiori controlli potrebbero essere di aiuto. Così, un po' come è successo due anni fa a Prato con le aziende cinesi dopo il rogo della Teresa Moda, la giunta toscana, concordando con la Procura di Massa sulla necessità di incrementare i controlli, ha deciso di lanciare un piano straordinario biennale.

L'ha approvato qualche settimana fa ed ora è pronto il protocollo d'intesa che sarà firmato nelle prossime settimane dal presidente Rossi con le procure di Massa e Lucca, con la procura generale presso la Corte di appello di Firenze e con l'omologa genovese. Come a Prato infatti ispezioni più frequenti potrebbero far crescere il lavoro anche delle procure e dei tribunali; così la Regione Toscana, avvalendosi anche dell'esperienza negli anni maturata nei controlli  in questo settore da Massa e di Lucca,ha deciso di venire in aiuto mettendo a disposizione delle stesse (a proprie spese) personale amministrativo del sistema sanitario regionale e giovani del servizio civile. Sarà costituito anche un tavolo di monitoraggio, per verificare periodicamente l'andamento delle azioni di prevenzione e di contrasto messe in atto. L'accordo aiuterà inoltre a creare maggiore sinergia tra gli uffici delle procure e dell'Asl,favorendo laddove non ci siano esigenze di riserbo investigativo lo  scambio di informazioni.

Il piano straordinario per la sicurezza nelle cave: 33 nuovi assunti
Per il piano straordinario biennale per la sicurezza nella lavorazione del marmo nel distretto apuo-versiliese la giunta ha stanziato due milioni e mezzo: due sono destinati al personale e il resto all'acquisto di diciassette fuoristrada indispensabili per l'accesso in cava, tre ulteriori automezzi, computer e macchine fotografiche. Entro luglio saranno assunti, con contratto a termine, venticinque nuovi tecnici della prevenzione ed otto geologi o ingegneri a tempo determinato. In tutto sono trentatré professionisti in più rispetto all'attuale dotazione che conta otto addetti. Fino alla fine dell'anno la squadra sarà inoltre ulteriormente rafforzata da cinque tecnici che ora effettuano controlli in altri settori.

Undici morti dal 2006
Sono 170 i siti estrattivi che si contano tra le Apuane e la Versilia e seicento sono le aziende lapidee sul territorio: in genere piccole e medie imprese con non più di sei o dieci dipendenti, solo qualcuna con oltre venti addetti ed ancor meno quelle che superano i cinquanta. Una su nove si trova nella provincia di Massa Carrara. In tutto il 2015 gli infortuni in cava sono stati 73 e 98 quelli nelle aziende. Il 2016 è iniziato nel peggiore dei modi, con due morti ad aprile in uno stesso incidente e un altro incidente mortale in azienda. Tre complessivamente erano state l'anno prima.  Dal 2006 fino ad oggi nelle sole cave di Carrara ci sono stati otto morti, quattro solo dal 2015, e  nei dieci anni dal 2006 al 2015  1.145 infortuni. Con duecentocinquanta giornate lavorative distribuite nei dodici mesi, è un po' come dire che c'è stato un ferito ogni due giorni. Nelle aziende del lapideo, nello stesso periodo, si sono contati 1340 infortuni e tre morti, due dal 2015. Complessivamente gli incidenti mortali sono stati dunque undici. 

Ispezioni destinate a quadruplicare
I controlli ci sono stati: nel 2015 sono stati 280 gli accessi in cava con cento valutazioni sulla stabilità dei versanti. Con più tecnici della prevenzione in forza alla Asl saranno almeno quattro volte di più: 2280 programmati nei due anni, con cinquecento valutazioni sulla stabilità dei versanti e sei o sette ispezioni in ogni cava ogni anno contro i meno di due di oggi. Nelle aziende lapidee invece dai cinquanta accessi registrati nel 2015, uno per azienda ogni dodici anni, si arriverà a 450 l'anno, novecento nel biennio, con ogni impresa che sarà dunque controllata almeno una volta in un anno e mezzo.

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