Sicurezza nelle cave, firmato protocollo d’intesa tra Regione, Procure e Forestale

FIRENZE - Un nuovo, prezioso tassello, che va a completare il pacchetto di interventi varati dalla Regione per sviluppare e coordinare le attività di prevenzione e controllo nelle cave e nelle aziende del marmo nel distretto apuo-versiliese. E' questo il senso del protocollo d'intesa sottoscritto oggi a Firenze dalla Regione, dalle Procure generali presso le Corti di appello di Firenze e Genova, dalle Procure presso il Tribunale di Massa e Lucca e dal Comando regione Carabinieri Forestale "Toscana".

La firma di oggi è stata apposta dai massimi rappresentanti di tutti questi soggetti istituzionali: il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, i procuratori generali delle Repubblica Marcello Viola (Procura generale presso Corte di Appello di Firenze),  Valeria Fazio (Procura generale presso Corte di Appello di Genova), Aldo Giubilaro (Procura generale presso Tribunale di Massa), Pietro Suchan (Procura della Repubblica presso Tribunale di Lucca) e il Generale Giuseppe Vadalà (Comando Regione Carabinieri Forestale "Toscana").

Al cuore del documento sottoscritto c'è in primo luogo un'azione di monitoraggio e di coordinamento ex ante da parte di tutti i soggetti firmatari rispetto al tema della sicurezza del lavoro: è questo il nodo centrale per un settore che assiste al drammatico ripetersi di troppe morti bianche.

Ma il protocollo "per la salvaguardia della legalità e la promozione dello sviluppo sostenibile dell'attività estrattiva nel distretto Apuo versiliese"  mette al centro delle azioni di coordinamento anche il rispetto dell'ambiente e dell'assetto idraulico e più in generale centra la sua attenzione sulla corretta modalità di coltivazione delle cave.

A pochi mesi dal varo del Piano speciale cave, che permetterà, tra l'altro, di quadruplicare le ispezioni sulla sicurezza sul lavoro in cava e nelle aziende lapidee e di  aumentare i controlli  sull'impatto ambientale, e a breve distanza dalla firma di un primo protocollo d'intesa con le Procure, viene dunque varato un nuovo strumento che ridefinisce soggetti e ambiti di tutte le misure di prevenzione e  inserisce in questo percorso anche il Comando Carabinieri Forestale.

All'interno dei suoi otto articoli il documento innanzitutto  favorisce la massima collaborazione tra gli uffici delle Procure e dell'Asl e Arpat,  in relazione alle attività di controllo in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro e di ambiente. E sempre in tema di sinergie tra tutti i soggetti preposti  istituisce  un coordinamento operativo a livello locale tra  Asl, Arpat e Comando regione carabinieri forestale "Toscana", affidandolo a quest'ultimo soggetto.

Oltre alle azioni di verifica, controllo e ispezione il protocollo si occupa anche di promozione e incentivazione dell'innovazione e dello sviluppo sostenibile con interventi a sostegno delle imprese che introducano tecniche di estrazione capaci di ridurre la produzione dei  volumi del materiale di scarto dell'estrazione e della lavorazione, e migliorino la sostenibilità ambientale dell'attività estrattiva.

 

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