Sicurezza sui treni, Rossi: “Dai prefetti mi aspetto un piano speciale”

FIRENZE - "Mi rivolgo ai prefetti e alle forze dell'ordine. Abbiamo bisogno di una presenza straordinaria e costante sui treni in modo da scoraggiare i malintenzionati di ogni tipo e provenienza sociale ed etnica. Non è possibile che i lavoratori delle ferrovie e i cittadini che prendono il treno non abbiano risposte adeguate da parte delle istituzioni. Chiedo che si faccia un vero e proprio piano regionale che coinvolga tutte le prefetture interessate. Per quanto mi riguarda combatterò questa battaglia con grande determinazione. Spero che dopo tante sollecitazioni non mi sia necessario salire sui treni, come ho fatto per denunciare la situaizone dei pendolari, questa volta per rendere pubblico ciò che i cittadini già vedono ogni giorno". 

Con queste parole il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che sulla questione della sicurezza e della legalità sui treni regionali in mattinata ha già inviato una lettera al ministro Alfano, ha chiesto ai prefetti di attivarsi su quella che va considerata una vera e propria priorità. Convocazione dei comitati provinciali per la sicurezza, coordinamento regionale da parte del prefetto di Firenze, adozione di un vero e proprio piano per la sicurezza che preveda presidi delle forze dell'ordine sui treni, videosorveglianza, controlli e filtraggio alle stazioni e quanto altro sia necessario: questo quanto chiede il presidente.

"La Regione - sottolinea il presidente - non ha proprie forze dedicate all'ordine pubblico, ma ha già più volte posto la questione. Ha scelto di pagare il biglietto al personale delle forze dell'ordine che si reca al lavoro in treno, per garantire una maggiore presenza. E' disposta a investire ulteriori risorse per integrare il personale di polizia con agenti privati. Ma ora tocca allo Stato fare la sua parte. Mi aspetto risposte concrete".

Tutto questo, conclude Rossi, anche per combattere la piaga dell'abusivismo così come per assicurare che i biglietti siano pagati. "La Regione Toscana - ricorda infatti - paga il servizio pubblico. I biglietti non fatti sono un danno per le nostre casse e danneggiano la possibilità di mantenere i livelli del servizio pubblico".

 

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