Silvia Noferi (M5S): “L’Aeroporto di Firenze, le omissioni e i mancati controlli”

Silvia Noferi (M5S): “L’Aeroporto di Firenze, le omissioni e i mancati controlli”

d74672 27 Settembre 2018

“Mentre il traffico aereo dello scalo di Peretola continuava ogni anno ad aumentare flagellando la popolazione dei quartieri delle Piagge, Brozzi, Peretola, Quaracchi, una Commissione prevista dalla Legge per controllare e mitigare gli effetti dell’inquinamento acustico sulla popolazione – spiega la consigliera del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi – non riusciva nemmeno ad avviare i procedimenti necessari a:

stabilire quali opere di mitigazione adottare;

entro quali tempi;

chi dovesse sostenere i costi delle opere di mitigazione;

sapere perché il Ministero dell’Ambiente non avesse mai approvato il Piano di Contenimento del Rumore presentato da Toscana Aeroporti.

Solo dopo molti anni dall’insediamento della Commissione Anti-rumore avvenuto nel 2005, finalmente nel maggio 2017, ENAV e la società Softech riescono a superare le difficoltà tecniche per capire le anomalie dei tracciati radar e trasmetterli alla Direzione Aeroportuale. Questo fatto, per un Ente che gestisce la sicurezza dei voli aerei, è sconcertante ed inammissibile! Oltretutto per un’altra straordinaria coincidenza, da questi tracciati “risulta una palese violazione della procedura anti-rumore in vigore sull’aeroporto di Firenze”, cosa per altro già evidenziata dalle proteste di numerosi cittadini che vedevano le loro case sorvolate da un numero sempre maggiore di aerei, tanto da non riuscire a riposare nemmeno durante la notte.

Tutto questo è stato possibile senza che ENAC (la quale aveva il compito e la responsabilità del controllo dell’attività aeroportuale dello scalo fiorentino) intervenisse fattivamente e si accorgesse che qualcosa non andava. Non solo, ENAC davanti alle affermazioni della dott.ssa Giannardi di ARPAT, nel verbale del 10 maggio 2016 che evidenziava la violazione delle disposizioni di due soli voli notturni dalle ore 23 alle ore 6 da parte di Toscana Aeroporti che invece ne effettuava tre, rimase silente e non prese provvedimenti.

ENAC non solo ha permesso che il traffico aereo nello scalo fiorentino aumentasse senza che il gestore, Toscana Aeroporti, ottemperasse alle prescrizioni della Commissione VIA del 2003, ma anzi ha addirittura continuato a rilasciare ogni anno a Toscana Aeroporti la certificazione per l’esercizio dell’attività aeroportuale.

Rimane da chiarire chi al Ministero dell’Ambiente non abbia provveduto ad informare il gestore Toscana Aeroporti, la Commissione Anti-rumore e soprattutto ENAC, dei motivi della mancata approvazione del Piano Anti-rumore, permettendo in questo frattempo che il traffico aereo aumentasse senza l’adozione di ogni benché minimo accorgimento, teso a proteggere la popolazione residente e rendendo contemporaneamente obsoleto lo stesso Piano Anti-rumore.

Sorprende – aggiunge Silvia Noferi – la straordinaria coincidenza del ripetersi di quanto avvenuto con la sparizione del parere del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano tenuto nascosto per ben 5 anni al gestore. Sembra che qualcuno, nei vari Ministeri, abbia interesse che le comunicazioni contenenti disposizioni non favorevoli al gestore Toscana Aeroporti, non arrivino a destinazione.

Grazie a questa indeterminatezza, la società Toscana Aeroporti, ha potuto trarre notevoli vantaggi e profitti senza che nessuno, tantomeno ENAC, ne chiedesse mai conto; tutto ciò soprattutto alla luce delle affermazioni di ARPAT che, giustamente, sottolinea che “il procedimento di VIA per la nuova pista è ancora in corso” (vedi verbale del 4 novembre 2015).

Rimane inoltre inspiegabile il comportamento inerte di ENAC di fronte alle gravissime affermazioni della dottoressa Giannardi di ARPAT nella seduta del 10 maggio 2016, la quale rileva che il gestore Toscana Aeroporti, non solo omette di pubblicare i dati sul sito, ma che tali dati riportano gravissime “lacune in chiarezza e in completezza, relativamente alla cartografia indicante la posizione delle centraline di monitoraggio, alle tabelle dei dati riportati in maniera sintetica e non esaustiva, alla mancata suddivisione di tutti i movimenti riportati in atterraggi e decolli…”. Perché ENAC non interviene? Perché ENAC continua a rilasciare la certificazione all’esercizio dell’attività aeroportuale?

Rimane inspiegabile anche come sia potuto accadere che per ben due anni, dalla seduta del 12 giugno 2015 a quella del 12 maggio 2017, ENAC abbia potuto chiudere un occhio sulla mancata trasmissione dei tracciati radar, per stabilire le violazioni della procedura anti-rumore per le quali avrebbe dovuto comminare delle sanzioni al gestore Toscana Aeroporti. E soprattutto sarebbe opportuno indagare per verificare se, dal 12 maggio 2017 ad oggi, ENAC abbia mai comminato sanzioni per questo motivo a Toscana Aeroporti e se tali sanzioni siano state anche retroattive, come aveva dichiarato possibile a pag. 6 del verbale 12/06/2015 il dott. Crisafulli di ENAV.

Giova inoltre ricordare che a livello medico in una popolazione l’esposizione a livelli di rumore spesso improvvisi possono provocare effetti negativi sullo stato di salute: sordità, ipertensione e malattie cardiovascolari, disturbi del sonno, fastidio ed effetti negativi di tipo comportamentale, relazionale e sociale.

I più colpiti – conclude Silvia Noferi – sembrano essere i bambini sui quali i rumori avrebbero effetto sulle capacità cognitive dei più piccoli con disturbi della memoria, attenzione e rallentamenti nell’apprendimento scolastico. Non è questo un problema marginale in quanto si è visto che in zone aeroportuali i bambini esposti al rumore degli aeroplani in fase di decollo o atterraggio mostravano capacità di apprendimento inferiori rispetto a bambini in altre zone”. (s.spa.)

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