Silvia Noferi (Movimento 5 Stelle): “Finalmente anche i consiglieri comunali potranno accedere al protocollo informatico del Comune di Firenze”

Silvia Noferi (Movimento 5 Stelle): “Finalmente anche i consiglieri comunali potranno accedere al protocollo informatico del Comune di Firenze”

d74672 31 Ottobre 2018

“Grazie alla circolare del 18 ottobre 2018, in cui il Prefetto di Firenze, Laura Lega, annunciava ai Sindaci, Presidenti del Consiglio, Segretari Generali dei Comuni della Città Metropolitana la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Interno del parere del 21 agosto 2018 in materia di diritto di accesso al protocollo informatico da parte dei consiglieri comunali e il loro diritto di informazione, che come previsto dall’art.43 del DPR 267/00, hanno diritto di ottenere dagli uffici comunali, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del mandato, la sottoscritta – informa la consigliera del Movimento 5 Stelle Silvia Noferi – ha inviato ieri pomeriggio una richiesta formale al Segretario Generale, Presidente del Consiglio e Direttore Generale del Comune di Firenze per ottenere l'accesso al protocollo informatico del Comune.

Con grande solerzia il Segretario Generale, dott. Vincenzo Del Regno, ha dato immediatamente disposizione agli uffici competenti per predisporre urgentemente quanto necessario a rendere effettivo il diritto dei consiglieri comunali.

Questa vittoria la lasceremo, con grande piacere, soprattutto ai consiglieri che ci seguiranno, dato che noi ormai siamo a soli cinque mesi dalla fine del mandato.

Speriamo adesso – conclude Silvia Noferi – che anche tutti gli altri soggetti dell'Amministrazione Comunale e degli Enti Partecipati capiscano che la violazione di quanto sancito dall'art.43 del DPR 267/00 costituisce il reato di omissione di atti d’ufficio di cui all’art. 328, comma 2 c.p. il quale stabilisce che “fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l'atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a milletrentadue Euro”. (s.spa.)

I commenti sono chiusi