Siria: svastica sulla lapide di Lorenzo Orsetti a Torino

Siria: svastica sulla lapide di Lorenzo Orsetti a Torino

L’altra notte la lapide che ricorda a Torino Lorenzo Orsetti, l’italiano morto lo scorso marzo in Siria, dove combatteva in una milizia internazionale contro l’Isis, è stata imbrattata. Sul basamento della targa commemorativa di corso Allamano, all’altezza del civico 40/45, è
stata tracciata una svastica con vernice blu. A posare la targa commemorativa erano stati alcuni compagni torinesi di Orsetti.

“Siamo orgogliosi di Lorenzo, siamo orgogliosi della sua scelta. Ha scelto di unirsi alla rivoluzione curda che tanto potrebbe insegnare anche a noi. Ha messo in gioco la propria vita per degli ideali”. Lo ha detto Alessandro Orsetti,  intervenendo ieri insieme al sindaco Lorenzo Falchi e al presidente dell’Anpi di Sesto Fiorentino, Roberto Corsi, in piazza De Amicis, al termine del corteo partito da piazza Vittorio Veneto per il 25 aprile. “Memoria della Resistenza – ha aggiunto – è praticarne i valori ogni giorno”.
Andrea Orsetti ha poi letto alcune frasi scritte dal figlio: “Non può esistere libertà senza assumersi i propri rischi. La rivoluzione curda è la cosa più vicina ai miei ideali che abbia mai trovato ed è un piacere ed un onore prendervi parte. Non avete idea di che sollievo sia trovare un posto dove parole come uguaglianza, libertà, democrazia, rispetto, femminismo,
socialità hanno ancora un senso, non sono state stravolte o, peggio ancora, svuotate di ogni significato -, scriveva ancora Lorenzo -: La cosa più bella che ho trovato qua finora? La
speranza, e me la tengo ben stretta”. “Lorenzo – ha proseguito il padre – sentiva i valori dell’antifascismo e della democrazia ed era particolarmente fiero di aver ricevuto la tessera
onoraria dell”Anpi. Ogni volta che lo sentivo, mi chiedeva di mandargli la foto della tessera. Io gliel’ho mandata, ma non credo che abbia fatto in tempo a vederla perché non ha risposto all’ultimo messaggio”.
“Fare memoria – ha detto ancora Alessandro Orsetti – vuol dire ricordare, ma anche riattualizzare nella propria vita i valori di cui facciamo memoria. Credo che Lorenzo abbia cercato di farlo, dando la sua vita. Questo è uno sprone anche per noi.
Chiedo alla politica, alle associazioni di recuperare e vivere questi valori. Denunciamo i torti, tutto quello che non funziona, perché altrimenti diventa una Resistenza, una rivoluzione incompiuta”.

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