Stragi nazi-fasciste, a Pratovecchio Stia le 108 vittime di Vallucciole

FIRENZE - Fu una terribile rappresaglia, gratuita e barbara: donne e bambini uccisi in casa e poi dati alle fiamme con le loro abitazioni, uomini tirati fuori e costretti a trainare casse, uccisi al primo vacillare con un colpo alla testa. In 108 furono trucidati quel giorno a Vallucciole, sulle pendici del Monte Falterona, da repubblichini e soldati tedeschi. Era il 13 aprile del 1944. Fu la prima strage dell'Appennio tosco-romagnola con la Wermacht pronta, di lì a poco, ad arroccarsi sulla linea gotica.

Fu un crimine premeditato e atroce contro persone inermi, per cui dopo il 2010 sono finalmente finiti alla sbarra alcuni ex ufficiali tedeschi. Allora la Regione Toscana si era costituita parte civile. Oggi, come accade ogni anno, il comune di Pratovecchio e Stia si è fermato a ricordare,  commemorando quei 108 uomini, donne e bambini rastrellati e uccisi dall'alba al tramonto.

"Il compito delle istituzioni – commenta la vice presidente della giunta regionale, Monica Barni – è proprio quello di continuare a ricordare, perché le nuove generazioni conoscano, sappiano e decidano di non ripercorrere i tragici sentieri della storia. Solo così gli abitanti di Vallucciole, vittime inconsapevoli della follia e della barbarie umana, non sarà stato vano".

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