25 Aprile, Giani, fu Resistenza come oggi si vede in Ucraina

25 Aprile, Giani, fu Resistenza come oggi si vede in Ucraina

Firenze, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, parlando coi giornalisti a margine delle celebrazioni del 25 Aprile a Sant’Anna di Stazzema, ha ribadito le sue posizioni, rispetto alla guerra in Ucraina, che vedono un forte parallelismo tra la resistenza attuale dell’Ucraina nei confronti dell’invasione Russa, con la resistenza italiana e l’antifascismo.

“E’ un 25 aprile di unità e di bando alla retorica, – ha detto il presidente Giani – perché quello che sta avvenendo in Ucraina dove l’aggressione di Putin, il mettere in discussione nel cuore dell’Europa la libertà, la democrazia, l’autodeterminazione rende inevitabile il parallelo con quello che fu la Resistenza, fu l’antifascismo, fu la lotta a soprusi così drammatici come quello di Sant’Anna di Stazzema, e avvicina moltissimo il concetto di Resistenza a quello che anche oggi nel 2022 si sta vivendo in Ucraina, nel cuore dell’Europa”.

Giani, sempre rispetto alla guerra in Ucraina, ha anche evidenziato che “l’informazione ha ruolo fondamentale, ce ne rendiamo davvero conto in questi giorni con la vicenda dell’Ucraina che tutti ci coinvolge quanto l’informazione, la capacità di comunicare in modo giusto, saggio e obiettivo sia uno degli elementi fondamentali di una democrazia”.

“Grazie a tutto il mondo dell’informazione – ha detto ai cronisti saliti a Sant’Anna -, ci rendiamo davvero conto di quanto possiamo essere orgogliosi del vostro lavoro”.

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“Portavo il pane ai partigiani e mi innamorai di uno di loro”

“Portavo il pane ai partigiani e mi innamorai di uno di loro”

Elena Viaggi, 92 anni, di Carrara: la sua testimonianza della Resistenza e l’amore con Egidio, partigiano

“Ho 92 anni e tutti i giorni rammento le cose di quando avevo 15 anni”, così inizia il ricordo di Elena Viaggi di Carrara, “avevo la tessera del pane ma un etto di pane era poco, avevamo fame”.

Elena andò a vivere con la zia che aveva un negozio di alimentari a Massa. Il capo dei partigiani, Giovanni chiamato il Corsaro, contattò sua zia per per organizzare una staffetta partigiana e portare il pane in montagna, da Massa a Bergiola Maggiore. “Andiamo a trovare la nonna che è malata a letto”, così la zia mentì ai tedeschi per andare dai partigiani e incontrare il Corsaro.

Rimasero d’accordo che ogni mattina avrebbe portato un sacchetto di pane ai partigiani: Elena e le sue cugine lo fecero fino alla fine della guerra. “Camminavamo seguendo i sentieri nei boschi per una mezz’ora. Prendevamo delle scorciatoie, ci nascondevamo per paura che i tedeschi ci seguissero”.

I tedeschi la fermarono solo una volta, per vedere il “papier”, il foglio che le avevano dato e le lasciarono passare.

La prima volta che portò il pane in montagna, vide un ragazzo partigiano, Egidio. “Sbucò da un cespuglio. Aveva un cappotto lungo fino ai piedi. Quando l’abbiamo visto ci siamo un po’ impaurite, poi ci sorrise e ci chiese dove andavamo. Noi andiamo dal Corsaro”.

Si trattava del partigiano Egidio Bongiorni, che poi avrebbe incontrato di nuovo in una serata di ballo dopo la guerra. Elena ed Egidio si innamorarono, si fidanzarono e poi si sposarono il 24 aprile 1949.

“Quanto pane abbiamo portato ai partigiani: lo rifarei ancora”, conclude Elena Viaggi. Per celebrare il 25 aprile ha deciso di raccontare la sua storia insieme alla nipote Francesca Goggioli, 33 anni, che raccoglie i racconti della nonna dai tempi del liceo.

 

La storia di Elena Viaggi a cura di Monica Pelliccia

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25 aprile: ‘un fiore per partigiane e deportate’ a Firenze

25 aprile: ‘un fiore per partigiane e deportate’ a Firenze

Iniziativa Anpi, Aned e Comune in 23 luoghi simbolo città per la giornata del 25 aprile

Si intitola ‘Un fiore per partigiane e deportate’ l’iniziativa con cui Anpi, Aned e Comune di Firenze celebrano il 25 aprile: 23 i luoghi simbolo della Resistenza e della Deportazione scelti nei cinque quartieri della città in cui saranno deposte corone in ricordo delle vittime del nazifascismo.

La celebrazione della Resistenza, spiega una nota, è anche un momento collettivo di partecipazione e di testimonianza politica che riaffermi l’attualità dell’impegno democratico e antifascista, del ripudio di ogni razzismo e discriminazione, della difesa e dell’espansione dei diritti individuali e collettivi. Per questo motivo l’invito a partecipare all’iniziativa è aperto a tutta la cittadinanza che in assoluta sicurezza, potrà nel corso dell’intera giornata portare un fiore alle lapidi ed ai monumenti situati vicino a casa, scoprendo così storie di vicinato, talvolta sconosciute.

“La pandemia – si legge ancora – anche quest’anno non ha permesso l’organizzazione della consueta cerimonia in piazza Signoria, ma nel contempo non si può rinunciare a ricordare pubblicamente il significato della ricorrenza del 25 Aprile, i valori per cui tante donne e tanti uomini si sono battuti fino al sacrificio della vita per permetterci oggi di essere persone libere”.

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’25 aprile oggi’, maratona Controradio: Intervista a Fabio Picchi

’25 aprile oggi’, maratona Controradio: Intervista a Fabio Picchi

“La lotta continua c’è poco da fare, abbiamo le panetterie, i campi, gli ospedali, gli infermieri, i dottori, un dottore albanese che ha scritto un bellissimo articolo… i miei collaboratori dentro il forno sono tutti extra comunitari, se non li facciamo cittadini oggi, subito ma quando?” così dice Fabio Picchi, intervistato da Raffaele Palumbo e Domenico Guarino per la maratona di Controradio per il 25 aprile 2020.

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’25 aprile oggi’, maratona Controradio: Intervista a Aldo Cazzullo

’25 aprile oggi’, maratona Controradio: Intervista a Aldo Cazzullo

“Non ho condiviso alcune polemiche sui giornali di oggi sul perché festeggiare… è una polemica capziosa” così dice l’inviato speciale ed editorialista del Corriere della Sera nonché scrittore, Aldo Cazzullo, intervistato da Raffaele Palumbo e Domenico Guarino per la maratona di Controradio per il 25 aprile 2020.

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