25 aprile, Lega: domani ricordo carabinieri uccisi, a Fiesole

25 aprile, Lega: domani ricordo carabinieri uccisi, a Fiesole

“Purtroppo il 25 aprile è diventata una festa di parte, di una parte, che ne ha fatto un appuntamento politico e non una celebrazione della libertà ma tra coloro che hanno sacrificato la propria vita per gli altri, che hanno lottato per la libertà di tutti, ci sono anche i militari, come i tre carabinieri La Rocca, Marandola e Sbarretti, uccisi il 12 agosto 1945”.

Lo afferma il consigliere regionale della Lega e candidato alle europee Jacopo Alberti che domani, 25 aprile, sarà a Fiesole (Firenze) per deporre un mazzo di fiori al monumento dei carabinieri uccisi il 12 agosto 1945.

“Noi vogliamo rendere omaggio a questi uomini – sottolinea Alberti in una nota -, che hanno combattuto fino alla morte, proprio come oggi fanno i loro colleghi. Sarò a Fiesole con la candidata sindaco Alessandra Gallego, della lista di centrodestra ‘Fiesole Viva’, e con il capolista Edoardo Canino”.

Per l’esponente leghista “questo 25 aprile lo vogliamo dedicare a coloro che non hanno mai smesso di far parte della Resistenza: le forze dell’ordine che vegliano su di noi, sulla nostra sicurezza e tranquillità ogni giorno, e spesso a costo della vita”. “Questi sono partigiani moderni – conclude -, troppo spesso insultati e denigrati, che invece meritano il nostro rispetto.

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Toscana, M5S: “25 aprile, è festa di tutti”

Toscana, M5S: “25 aprile, è festa di tutti”

“Il 25 aprile è una festa di tutti. Incarna i valori di democrazia, libertà e giustizia che furono alla base della Liberazione dal nazifascismo”. Lo affermano i consiglieri regionali M5s della Toscana.

“Crediamo sia quanto mai opportuno che la giornata di domani non finisca per essere gettata nel tritacarne della contrapposizione elettorale – aggiungono in una nota -. I valori della festa della Liberazione sono ben più elevati e ben più solidi di qualunque competizione partitica. Il 25 aprile è il giorno dell’unione; il giorno della forza delle idee libere e democratiche; il giorno del coraggio e della dignità.”

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25 aprile, Enrico Rossi: “Festeggiare non è retorica, ma patrimonio di tutti”

25 aprile, Enrico Rossi: “Festeggiare non è retorica, ma patrimonio di tutti”

“Festeggiare la nostra liberazione dal fascismo e dal nazismo come italiani, come Toscani, significa certamente gioire ancora una volta; meditare, custodire la memoria dei partigiani e di tutti gli antifascisti che hanno riconquistato le nostre città alla civiltà e al rispetto dell’uomo sull’uomo; assicurasi che questa memoria giunga ai giovani, nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi di aggregazione e di vita.” Questo il senso delle iniziative per il 25 aprile secondo il presidente della Regione Toscana.

Enrico Rossi sottolinea, inoltre, “come celebrare il 25 Aprile serva anche a ritrovare la radice della democrazia rappresentativa, dei partiti democratici, del parlamento, delle libere elezioni. Ecco perché il 25 Aprile è sopratutto una grande responsabilità collettiva: consapevolezza che libertà e democrazia non sono ‘doni’, ma conquiste raggiunte con la lotta; patrimonio collettivo da presidiare e manutenere costantemente. In questo senso ricordare è militare, battersi e parteggiare. Essere partigiani della memoria è l’esigenza profonda del tempo presente.”

“In questo tempo i diritti dei lavoratori – aggiunge Enrico Rossi -, delle donne, l’inviolabilità delle persone e la Costituzione stessa sono tornati sotto attacco. Festeggiare il 25 Aprile non è quindi vuota retorica – come balbettano i tanti improvvisati maestri dell’indifferenza – ma rispetto e difesa di queste grandi premesse della nostra Repubblica. Non bisogna essere pessimisti né disperare, la Costituzione italiana è viva. E se lo è la Carta, lo sono anche i valori e le forze storiche di fondo che hanno contribuito a scriverla. In questo orizzonte c’è la spinta ideale con la quale impegnarsi, affrontare e vincere le sfide attuali.”

Il presidente conclude informando che, domani, sarà a Firenze, città medaglia d’oro per la Resistenza e per il valor militare dal 10 agosto del 1945 (un anno dopo la sua liberazione dal nazifascismo avvenuta l’11 agosto del’44).

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