“La Fabbrica dell’Italiano”, il film sull’Accademia della Crusca

“La Fabbrica dell’Italiano”, il film sull’Accademia della Crusca

Con “La Fabbrica dell’Italiano” la Crusca si racconta in un docufilm tra scene di fiction, interviste a personaggi illustri del panorama culturale italiano. L’anteprima del film nell’ambito del 62° Festival dei Popoli

“La Fabbrica dell’Italiano”, il primo docufilm sull’Accademia della Crusca, un vero e proprio viaggio alla scoperta della nostra lingua. Il film, in uscita a novembre, della durata di circa 55 minuti, ripercorre la storia della Crusca dalle sue origini nel Cinquecento a oggi, grazie anche a scene di fiction ad opera della Compagnia della Seggiole di Fabio Baronti, approfondimenti e interviste a personaggi illustri del nostro panorama culturale, artistico e accademico. Tra questi si ricorda lo storico Alessandro Barbero, l’attrice Monica Guerritore, lo storico dell’arte Tomaso Montanari, il presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini, i presidenti onorari Francesco Sabatini e Nicoletta Maraschio, e Marco Biffi dell’Università di Firenze.

Realizzato dalla società di produzione fiorentina Berta Film, grazie al sostegno della Fondazione CR Firenze, di Unicoop Firenze e dell’Associazione Amici dell’Accademia della Crusca. In collaborazione con Toscana Film Commission e la Fondazione Teatro della Toscana alla presenza in veste di narratori de “I Nuovi”.

Vedremo i primi fondatori dell’Accademia in scene ambientate nelle sale e nel Giardino monumentale della Villa medicea di Castello, oggi sede dell’Accademia. Assisteremo per la prima volta “dal vivo” alle loro prime riunioni accademiche, per lo più scherzose, e all’avvio della grande impresa del Vocabolario che portò nel 1612 alla pubblicazione del primo moderno vocabolario europeo. La narrazione cinematografica, attraverso le scene in costume e le interviste agli esperti, vuole avvicinare il grande pubblico alla più ampia riflessione sull’importanza del linguaggio e sul ruolo, di primo piano, che la lingua italiana ha avuto nel percorso di formazione culturale e politica del nostro Paese.

L’anteprima del film è programmata, fuori concorso, nell’ambito del 62° Festival dei Popoli, il più importante festival internazionale di cinema documentario,  in programma a Firenze dal 20 al 28 novembre 2021. Grazie al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale il film verrà distribuito a tutti gli Istituti Italiani di Cultura.

VIDEO DI PRESENTAZIONE

 

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L’Accademia della Crusca illustra parole di Dante per Beatrice, 14 febbraio

L’Accademia della Crusca illustra parole di Dante per Beatrice, 14 febbraio

Il lessico d’amore di Dante Alighieri domani sarà al centro della discussione su Fb tra Marazzini presidente dell’Accademia della Crusca, Di Valvasone e Meacci per il 14 febbraio

Parlar d’amore a San Valentino nell’anno di Dante Alighieri. Succede sulla pagina Fb di Informatore grazie alla collaborazione fra Unicoop Firenze e Accademia della Crusca. L’appuntamento è per le ore 18 del giorno più romantico dell’anno, con il presidente dell’Accademia Claudio Marazzini e le incursioni dell’attrice Anna Meacci.

‘Tanto gentile e tanto onesta pare…’, queste le parole di Dante all’apparizione di Beatrice, amore idealizzato nella Vita nova, scritta fra il 1282 e il 1293. Parole di altri tempi, per caratterizzare una giovane donna. Parole che hanno attraversato i secoli e che ancora oggi raccontano un sentimento eterno: l’amore. Ma cosa direbbe un Dante di oggi alla sua ‘Bea’? Come descriverebbe oggi l’oggetto del suo amore, magari sui social network? A queste domande risponderanno il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini per la parte sul lessico amoroso di Dante e la studiosa Luisa Di Valvasone per la parte contemporanea.

Interverrà anche Anna Meacci, con alcuni contributi in diretta, e sarà possibile anche per i soci e per il pubblico commentare. Le interazioni più curiose verranno lette e “interpretate” da Meacci. Inframezzeranno la conversazione due brevi video-contributi con attori della Compagnia delle Seggiole che reciteranno i due più famosi brani d’amore di Dante: ‘Tanto gentile e tanto onesta pare’ e dal Canto V della Divina commedia l’amore di Paolo e Francesca.

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Visite virtuali alla scoperta della Crusca e della lingua italiana

Visite virtuali alla scoperta della Crusca e della lingua italiana

Accademia della Crusca: un calendario di visite virtuali gratuite  per sopperire all’attuale fase di chiusura per l’emergenza Covid e poi, in futuro, per permettere a chiunque in Italia e nel mondo di conoscere l’istituzione nata nel 1583 e ancora oggi punto di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana. Il progetto ‘Dentro la Crusca.

Dentro l’Italiano’ è realizzato dall’associazione Amici dell’Accademia della Crusca con il contributo di Unicoop Firenze. Le visite virtuali partiranno a febbraio e proseguiranno anche dopo la riapertura.
I partecipanti saranno accolti da un linguista, presente fisicamente nella sede dell’Accademia, che farà loro da guida, curerà un percorso specifico e accompagnerà i visitatori nelle sale, rispondendo alle domande del pubblico. Sono stati, inoltre, prodotti specifici filmati, realizzati da Berta Film, e destinati alle diverse fasce di pubblico: bambini, adulti, scuole, stranieri.
FIRENZE ACCADEMIA DELLA CRUSCA

“Da oggi è realmente possibile per tutti conoscere meglio l’Accademia della Crusca – ha commentato il presidente Claudio Marazzini -. Si tratta di una nuova offerta di visita, che non vuole certo sostituirsi all’invito a tornare a Firenze e nella nostra meravigliosa sede. Anzi auspico che a breve il visitatore possa cogliere la possibilità di visitare la Crusca insieme al futuro museo della Lingua Italiana. Questo nostro progetto vuole essere uno strumento in più, che resterà a disposizione di chi abita lontano da Firenze, o abbia difficoltà di mobilità di qualunque genere”.

Gli incontri si svolgono
• per i gruppi su prenotazione
• per i singoli su prenotazione
• il primo mercoledì del mese alle 17
• l’ultima domenica del mese alle 11
La prima visita per i singoli è prevista il giorno 28 febbraio 2021. Nell’ambito di questo progetto, dal mese di febbraio al mese di ottobre 2021, le visite saranno gratuite, grazie al supporto di Unicoop Firenze.
Per informazioni e prenotazioni delle visite:
• email: incontralacrusca@crusca.fi.it
• telefono per le scuole (lunedì, mercoledì: ore 10-18; martedì, giovedì, venerdì: ore 10-15): 366 6423512
• telefono per privati e gruppi di adulti (lunedì, mercoledì: ore 10-18; martedì, giovedì, venerdì: ore 10-15): 366 6461986
Per lanciare l’iniziativa è stato realizzato un video con un’intervista immaginaria a Leonardo Salviati, scrittore tra i principali promotori della fondazione dell’Accademia, interpretato dall’attore Francesco Gori che, con i vestiti e il linguaggio del 1500, invita a partecipare alle visite guidate.

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Visite virtuali ad Accademia della Crusca a partire da febbraio

Visite virtuali ad Accademia della Crusca a partire da febbraio

Un calendario di visite virtuali gratuite all’interno dell’Accademia della Crusca di Firenze per sopperire all’attuale fase di chiusura

Si tratta di un’iniziativa volta a permettere a chiunque in Italia e nel mondo di conoscere l’Accademia della Crusca nata nel 1583 e ancora oggi punto di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana.

Il progetto ‘Dentro la Crusca. Dentro l’Italiano’, presentato oggi, è realizzato dall’associazione Amici dell’Accademia della Crusca con il contributo di Unicoop Firenze. Le visite virtuali partiranno a febbraio e proseguiranno anche dopo la riapertura.

I partecipanti saranno accolti da un linguista, presente fisicamente nella sede dell’Accademia della Crusca, che farà loro da guida, curerà un percorso specifico e accompagnerà i visitatori nelle sale, rispondendo alle domande del pubblico. Sono stati, inoltre, prodotti specifici filmati, realizzati da Berta Film, e destinati alle diverse fasce di pubblico: bambini, adulti, scuole, stranieri. Per lanciare l’iniziativa è stato realizzato un video con un’intervista immaginaria a Leonardo Salviati, scrittore tra i principali promotori della fondazione dell’Accademia, interpretato dall’attore Francesco Gori che, con i vestiti e il linguaggio del 1500, invita a partecipare alle visite guidate.

“Da oggi è realmente possibile per tutti conoscere meglio l’Accademia della Crusca – ha commentato il presidente Claudio Marazzini -. Si tratta di una nuova offerta di visita, che non vuole certo sostituirsi all’invito a tornare a Firenze e nella nostra meravigliosa sede. Anzi auspico che a breve il visitatore possa cogliere la possibilità di visitare la Crusca insieme al futuro museo della Lingua Italiana. Questo nostro progetto vuole essere uno strumento in più, che resterà a disposizione di chi abita lontano da Firenze, o abbia difficoltà di mobilità di qualunque genere”.

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Accademia della Crusca pubblica una parola di Dante al giorno nel 2021

Accademia della Crusca pubblica una parola di Dante al giorno nel 2021

Su sito Accademia della Crusca nel 2021 per 700 anni morte poeta

Per ciascuno dei 365 giorni del 2021, dall’1 gennaio al 31 dicembre, sul sito internet dell’Accademia della Crusca apparirà una diversa parola o espressione di Dante arricchita da un breve commento, pensato per raggiungere il pubblico più ampio. La parola di Dante, “fresca di giornata” nonostante i 700 anni trascorsi dalla morte del sommo poeta, sarà rilanciata attraverso i canali social dell’Accademia (Facebook, Twitter, Instagram).

L’iniziativa della Crusca, tra quelle promosse dall’Accademia nell’ambito delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte dell’Alighieri, vuole essere un modo, si spiega, per “sottolineare la capacità creativa, l’attualità e la straordinaria leggibilità del grande poeta”. La Crusca tra l’altro ha già da tempo in corso il Vocabolario Dantesco, frutto della stretta collaborazione fra l’Accademia e l’Istituto del Cnr Opera del vocabolario italiano, “una risorsa informatica accessibile gratuitamente e in continuo aggiornamento ”

Tra le parole e le espressioni dantesche che saranno pubblicate nel mese di gennaio locuzioni, motti, latinismi, neologismi creati dal sommo poeta, che in gran parte fanno ancora parte del nostro patrimonio linguistico, “espressioni – si spiega – divenute proverbiali come lo bello stilo (Inferno, I, 87), lo stile poetico di cui Dante è fiero, e che ha imparato dai grandi modelli classici, Virgilio per primo. Color che son sospesi (Inferno, II, 52), passato nell’italiano come forma proverbiale per indicare uno stato di incertezza e di attesa. Il ben dell’intelletto (Inferno, III, 18), oggi l’espressione è usata per indicare la pienezza della razionalità umana. Bella persona (Inferno, V, 101), espressione che usa Francesca da Rimini per riferirsi al proprio corpo, oggi invece riferita a doti morali come generosità, lealtà”. Tra i latinismi, ad esempio ‘rosso’ che Dante “usa soltanto nell’espressione ‘lito rubro’ (ricalcata sul litore rubro di Virgilio) per indicare il Mar Rosso”. Molti anche i neologismi creati da Dante come “trasumanar (Paradiso, I, 70), per indicare un’esperienza che va oltre l’umano. Incielare (Paradiso, III, 97), la vita perfetta di Beatrice la ‘inciela’, cioè la mette nel cielo. Imparadisare (Paradiso, XXVIII, 3), Beatrice ‘imparadisa’ la mente di Dante, cioè colloca la sua mente nel cielo”: Dante, si spiega, “non aveva paura di usare parole nuove, soprattutto per descrivere l’esperienza paradisiaca e la dimensione sovra-umana”. Ci sono poi “parole espressive e tuttora dense di significato come tetragono (Paradiso, XVII, 24), capace di resistere agli urti della sfortuna, botolo (Purgatorio, XIV, 46) cane piccolo e di poca forza, ma che si sfoga nel latrare e abbaiare. Broda (Inferno, VIII, 53), non il brodo dei cuochi stellati di oggi, ma l’acqua del fiume infernale” e “bruti (Inferno, XXVI, 119), non uomini, ma quasi animali, o animali a tutti gli effetti”. E poi “voci onomatopeiche come cricchi (Inferno, XXXII, 30), forse la più antica voce onomatopeica attestata nell’italiano scritto, con cui Dante rende il rumore dello scricchiolio del ghiaccio che sta per rompersi, riferendosi al Cocito, il fiume ghiacciato infernale. Tin tin (Paradiso, X, 143) per indicare il gradevole suono prodotto dalle ruote del congegno di un orologio a sveglia, a cui viene paragonata la corona delle anime beate che appaiono a Dante, muovendosi in giro e cantando”.

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