Musei, Toccafondi-Di Giorgi: ‘Bonisoli fermi abolizione autonomia Accademia’

Musei, Toccafondi-Di Giorgi: ‘Bonisoli fermi abolizione autonomia Accademia’

Gabriele Toccafondi e Maria Rosa Di Giorgi tornano sulla questione dell’ente fiorentino la cui autonomia è messa in discussione dalla riforma targata governo giallo-verde. “Il ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli – commentano i deputati fiorentini – fermi la riforma che toglie l’autonomia dell’Accademia di Firenze, smetta di fare nomine a raffica, non intenda fare adesso nomine che scadranno tra mesi. Se non se n’è accorto non ha più una maggioranza che lo sostiene”.

La situazione politica in corso, per Toccafondi e Di Giorgi, richiede un passo indietro da parte del ministro. “Andare avanti sulla irragionevole abolizione dell’autonomia dell’Accademia, come se niente fosse accaduto in questi giorni – affermano i due parlamentari in una nota – sarebbe un’ulteriore riprova del fatto che Firenze viene vista come una nemica politica cui dare un segnale. Come abbiamo sempre detto e ribadito in aula, in commissione e nell’incontro avuto con il ministro, i numeri e le statistiche di questi quattro anni dimostrano tutta l’utilità dell’Accademia”. “È di cattivo gusto per un ministro senza una maggioranza – concludono – continuare poi a sfornare nomine su nomine ed ancora di più sarebbe anticiparne alcune che scadranno tra qualche mese. Il ministro si fermi e attenda il prossimo ministro della cultura che speriamo possa dialogare con i sindaci e non vedere Firenze come una città politicamente avversa”.

Sulla questione interviene anche il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella che spiega come l’assegnazione della Galleria dell’Accademia agli Uffizi colpisca “l’autorevolezza di Firenze declassando un museo statale di prim’ordine a livello internazionale e accorpandolo come se fosse una ruota di scorta”: ma l’Accademia è “un grandissimo museo che custodisce una delle più grandi collezioni al mondo”.

Smpre secondo Nardella “trattare così l’Accademia è avvilente per Firenze, per il patrimonio culturale italiano e per giunta con una firma all’ultimo momento di un Governo che è già sfiduciato ed è già in piena crisi”. Il sindaco parla di “un’operazione inspiegabile, nata all’ultimo momento e che fa parte di una ‘riformicchia’ che spero verrà al più presto rivista dal nuovo governo” ed evidenzia le “inusuali accelerazioni di atti da parte del ministro quando siamo in piena crisi di governo. Credo che sia il Parlamento che gli organi giudiziari deputati alla verifica delle legittimità degli atti dovrebbero mettere gli occhi su questa inusuale accelerazione”.

Alberto Bonisoli, ministro dei beni culturali, ha siglato ieri il primo decreto ministeriale di attuazione della riorganizzazione interna del Mibac. La modifica è stata decisa con un decreto approvato lo scorso 19 giugno dal Consiglio dei Ministri e passata al vaglio della Corte dei Conti. Lo rende noto l’ufficio stampa del ministero. Il provvedimento, che contiene disposizioni sull’organizzazione e funzionamento dei Musei statali, introduce le Direzioni territoriali delle reti museali al posto dei Poli museali regionali: entrerà in vigore il prossimo 22 agosto.

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