L’arte di Francesco

L’arte di Francesco alla Galleria dell’Accademia, in collaborazione con l’Ordine dei Frati Minori, e ideata scientificamente con la Commissio Sinica (Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani, Pontificia Università Antonianum di Roma), la mostra si propone di documentare ai massimi livelli qualitativi la produzione artistica di diretta matrice francescana (pittura, scultura, arti suntuarie) dal Duecento al Quattrocento e, nel contempo, di porre inevidenza la straordinaria attività evangelizzatrice dei francescani in Asia, dalla Terra Santa alla Cina, rievocandola anche con oggetti di eccezionale importanza storica e incomparabile suggestione.

Tra questi, il corno ritenuto tradizionalmente quello donato al Santo dal Sultano d’Egitto Malik-al-Kamil nel 1219-20 in occasione del loro incontro e conservato in Assisi nella Cappella delle reliquie della basilica di San Francesco.Per la pittura riveste un’importanza fondamentale l’opera di Giunta di Capitino, il primo pittore ufficiale dell’Ordine francescano, la cui influenza si estese nella prima metà del Duecento in vaste aree dell’Italia centrale e fino in Emilia. Il grandissimo artista, il primo pittore ‘nazionale’ della storia dell’arte italiana, ricoprì il ruolo d’interprete della spiritualità francescana che poi sarà assolto da altre due altissime personalità, Cimabue e Giotto.

Di particolare interesse si rivela la sezione che ospita alcune fra le più antiche immagini devozionali del santo di Assisi, che tramandano gli episodi più famosi della sua agiografia.
Oltre alle celebri tavole cuspidate di Pisa (Museo Nazionale di San Matteo) – oggi riferita dai più a Giunta – e di Firenze (sull’altare della Cappella Bardi in Santa Croce), attribuita a Coppo di Marcovaldo, sarà presente in mostra quella analoga del Museo Civico di Pistoia e il San Francesco con due storie della sua vita e due miracoli post mortem attribuito a Gilio di Pietro (Orte, Museo Diocesano).
Tra gli artisti presenti in mostra figurano anche il Maestro di San Francesco e il Maestro dei Crocifissi francescani, due protagonisti di primo piano della pittura su tavola e in affresco nel corso del XIII secolo
Un grande affresco staccato dalla chiesa di San Francesco a Udine di cultura tardogotica introdurrà il visitatore alla straordinaria vicenda umana del Beato Odorico da Pordenone (1286–1331), che intraprese intorno al 1314 un viaggio incredibile, sostenuto dal fervore missionario che lo porterà prima in Asia Minore, per incontrare poi i Mongoli della dinastia Yuan (1279-1368) negli anni 1323-28, e in India.

L’arte di Francesco
Capolavori d’arte e terre d’Asia dal XIII al XV secolo
Firenze, Galleria dell’Accademia
31 marzo – 11 ottobre

Uffizi e Accademia aperte il 5 gennaio

Uffizi e Accademia aperte il 5 gennaio. Prima apertura straordinaria dell’anno  lunedì 5 gennaio sia della Galleria degli Uffizi, sia della Galleria dell’Accademia, sempre con orario d’apertura dalle 8.15 alle 18.50, e ingresso a pagamento.


In particolare agli Uffizi, con un solo biglietto d’ingresso, oltre le collezioni del museo si possono ammirare ben tre esposizioni temporanee. Al piano nobile, nella Sala Detti del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi è visibile la mostra di disegni “L’Amico rivisitato. Amico Aspertini e altri bolognesi”; nell’attigua Sala del Camino, da non perdere la mostra “Ieri. I musei. Allestimenti storici dei Musei fiorentini nelle immagini del Gabinetto fotografico”, realizzata dal Gabinetto Fotografico della Soprintendenza: qui c’è anche una fotografia del 1913 che ritrae la Gioconda di Leonardo da Vinci in esposizione nella Sala degli Autoritratti degli Uffizi, subito dopo il suo ritrovamento a Firenze che seguì il furto di due anni prima al Louvre di Parigi. Sempre al piano nobile della Galleria, ma nell’ala di ponente, ultimi giorni per ammirare la mostra “Puro semplice e naturale nell’arte a Firenze tra Cinque e Seicento”.
Apertura straordinaria anche per la Galleria dell’Accademia che, oltre al David, alle altre opere di Michelangelo e ai dipinti, propone fino all’8 febbraio la mostra “L’Arnina di Lorenzo Bartolini. Il marmo ritrovato per Giovanni degli Alessandri”; inoltre è possibile ammirare anche il riallestimento delle tre sale bizantine del museo, con opere di Giotto, Giottino, Gaddi e Orcagna.
Da segnalare, infine, che nella stessa giornata di lunedì 5 gennaio saranno aperti per turno:
Museo di San Marco (dalle 8.15 alle 13.50);
Chiesa e Museo di Orsanmichele (dalle 10 alle 17);
Villa medicea della Petraia (dalle 8.15 alle 16.30);
Villa medicea di Poggio a Caiano (dalle 8.15 alle 16.30);
Villa medicea di Cerreto Guidi (dalle 8.15 alle 16.30);
Cenacolo di Ognissanti (dalle 9 alle 12);
Cenacolo di Sant’Apollonia (dalle 8.15 alle 13.50);
Chiostro dello Scalzo (dalle 8.15 alle 13.50).
È possibile prenotare le visite nei musei chiamando il numero 055-294883 di Firenze Musei oppure, anche nei giorni festivi, collegandosi al sito web www.firenzemusei.it.

Aperture dei musei del Polo Fiorentino

Per una fortunata coincidenza, il visitatore che decida di recarsi nella Galleria degli Uffizi in questo periodo, fino al 6 gennaio ha l’opportunità di ammirare non solo il museo, ma anche tre mostre che si stanno svolgendo. A tale scopo gioverà ricordare che fino al giorno dell’Epifania, la Galleria resterà chiusa solo il 25 e il 29 dicembre e per Capodanno, aprendo straordinariamente lunedì 5 gennaio. Di seguito una breve sintesi delle tre mostre aperte in contemporanea.

Puro semplice e naturale nell’arte a Firenze tra Cinque e Seicento
Ultimi giorni (chiude infatti il 6 gennaio) per la mostra “Puro semplice e naturale nell’arte a Firenze tra Cinque e Seicento” che punta ad illustrare l’identità dell’arte fiorentina, attraverso un ricco e serrato contrappunto tra pittura e scultura, articolato in nove sezioni che raggruppano circa ottanta opere e trentacinque artisti. Dopo una scenografica ouverture dedicata a due protagonisti emblematici, Andrea del Sarto e Santi di Tito (sezione 1), e dopo un omaggio al disegno dal vero come strumento di conoscenza (sezione 2), nella prima parte della mostra (sezioni 3-6) si segue in senso diacronico la persistenza di piacevole chiarezza e quieta grandezza di questo corso dell’arte fiorentina, restituendo così, accanto ai maestri fondatori, un più adeguato ruolo ai Della Robbia e ai Sansovino, a Franciabigio, Bugiardini e Sogliani, artisti ‘mediatori’ verso Bronzino, Poggini, Giovanni Bandini e la più tarda generazione di Ciampelli, Tarchiani, Vannini e Antonio Novelli. Nella seconda parte (sezioni 7-9), si può verificare, in un confronto diretto incentrato su tre temi (l’espressione degli affetti, l’evidenza degli oggetti quotidiani, la nobile semplicità degli eventi sacri), l’effettiva consistenza di questo particolare lascito culturale.

L’Amico rivisitato. Disegni di Amico Aspertini e di altri bolognesi
Fino all’8 febbraio 2015 nella sala Detti del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi prosegue la mostra di originali dal titolo “L’Amico rivisitato. Amico Aspertini e altri bolognesi”. Si tratta di un’interessante rassegna di disegni dell’articsta bolognese avente una sorta di catalogo online che si sviluppa all’interno del Progetto Euploos, programma interdisciplinare volto alla rivisitazione critica dell’intera collezione di disegni del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. La recente analisi del vasto nucleo di fogli attribuiti storicamente ad Amico Aspertini (Bologna, 1473/75-1552) ha consentito una ricostruzione filologicamente coerente delle opere di sicura autografia, concorrendo a illustrare alcuni aspetti della sua poliedrica ricerca grafica caratterizzata da diverse tecniche artistiche. Esse spaziavano dall’uso dell’inchiostro diluito, della biacca e di pigmenti colorati, per ottenere effetti pittorici destinati progressivamente a sfaldare le forme; all’adozione della penna, sottile o larga e declinata in molteplici modi (dalla linea a puro contorno, al tratteggio parallelo, al vigoroso tratto incrociato, quest’ultimo in parte assimilabile al segno silografico).

Ieri. I musei. Allestimenti storici dei Musei fiorentini nelle immagini del Gabinetto Fotografico
Nella sala del Camino, al Piano Nobile degli Uffizi, fino al 1° febbraio 2015 è in corso la mostra “Ieri. I musei. Allestimenti storici dei Musei fiorentini nelle immagini del Gabinetto fotografico”. La mostra vuole fornire un contributo alla documentazione delle mutazioni avvenute nell’esposizione delle opere d’arte nei musei, prendendo le mosse da un gruppo di fotografie realizzate ai primi del Novecento. Si tratta di fotografie del Gabinetto Fotografico, scattate dai suoi operatori interni nei primi anni di attività del medesimo (fu fondato nel 1904, raccogliendo anche materiale realizzato in anni precedenti). L’indagine documenta i cambiamenti di percorsi espositivi, di allestimenti e di fruizione del museo come contenitore di opere d’arte e come promotore culturale, cambiamenti che la fotografia aiuta molto a evidenziare.Di particolare richiamo una fotografia del dicembre 1913 che mosyra La Gioconda di Leonardo da Vinci in esposizione nella Sala degli autoritratti della Galleria, a due anni dal suo furto nel Museo del louvre di Parigi.

Gli altri Musei tra Natale e l’Epifania
Anche la Galleria dell’Accademia – dove è stato appena presentato il nuovo allestimento delle tre sale “bizantine” – osserverà il turno di chiusura il 25 e il 29 dicembre e per Capodanno, aprendo invece straordinariamente lunedì 5 gennaio.
In occasione delle prossime festività Natalizie e diinizio anno, il Museo Nazionale del Bargello prolungherà l’orario di apertura. Più in dettaglio: da venerdì 26 dicembre 2014 a martedì 6 gennaio 2015 compresi (esclusi i giorni di chiusura programmata, e cioè il 1° e il 5 gennaio) il Bargello aprirà come di consueto alle 8.15, ma chiuderà alle 17 invece che alle 14. Da sottolineare che la giornata festiva del 26 dicembre l’offerta sarà particolarmente invitante poiché è prevista l’apertura continuata dalle 8,15 alle 21; infatti alle 17 il museo non chiuderà i battenti, ma sarà possibile l’ingresso fino alle ore 19,00 quando, grazie all’iniziativa ministeriale di apertura del venerdì sera, l’orario di visita sarà prolungato fino alle ore 21.
Infine le Cappelle Medicee: anche il mausoleo di Piazza Madonna degli Aldobrandini da venerdì 26 dicembre 2014 a martedì 6 gennaio 2015 prolungherà l’orario di apertura al pubblico dalle 8:15 alle 16:50.
Infine, da segnalare che anche durante i giorni di festa sarà possibile prenotare le visite nei musei del Polo Fiorentino collegandosi al sito web www.firenzemusei.it.
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Sale bizantine alla Galleria dell’Accademia

Sale bizantine alla Galleria dell’Accademia.
Presentato questa mattina alla Galleria dell’Accademia di Firenze – alla presenza del Soprintendente ad interim del Polo Museale Fiorentino, Alessandra Marino, e del Direttore del museo, Angelo Tartuferi – il rinnovato allestimento delle “Sale bizantine”,  i tre spazi al piano terra del museo che i visitatori incontrano arrivando dal braccio laterale della Tribuna del David, avviandosi verso l’uscita del museo .

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Esse ospitano l’importante collezione di tavole a fondo oro del Duecento e del Trecento, acquisite perlopiù con le soppressioni delle chiese e dei conventi tra la fine del Settecento e l’avvento dell’unità d’Italia. Tra i dipinti presenti, anche opere di Giotto, Taddeo e Bernardo Daddi, e degli Orcagna (Andrea, Nardo e Jacopo di Cione).
L’intervento eseguito in questo scorcio dell’anno ha riguardato in primo luogo il rinnovamento completo dei pannelli didattici delle opere esposte e dell’impianto d’illuminazione delle sale, nonché il riposizionamento di alcuni dipinti.

Le novità
L’imponente pala d’altare (cm 350 x 190) eseguita da Jacopo di Cione e dai suoi collaboratori nel 1372-1373 per la Corporazione della Zecca è stata spostata al centro della parete maggiore della sala di sinistra (arrivando dalla Tribuna del David), in modo da risaltare da subito all’occhio del visitatore. Lo spostamento ha consentito l’installazione di un ulteriore corpo illuminante, in posizione simmetrica rispetto a quello già esistente, in modo da completare la nuova illuminazione anche di questa sala – dedicata alle opere degli Orcagna (Andrea, Nardo e Jacopo di Cione) -, che accoglie inoltre due dei dipinti più celebri della Galleria, il Compianto sul Cristo morto firmato e datato 1365 da Giovanni da Milano e l’affresco stupendo di Giotto di Stefano, detto Giottino, con la Madonna col Bambino in trono fra otto angeli e i santi Giovanni Battista e Bernardo, che fu staccato fra Sei e Settecento dal tabernacolo all’angolo di Piazza Santo Spirito, dove una data ne testimoniava l’esecuzione nel 1356.
Tuttavia, le novità principali riguardano la sala di destra dedicata ai dipinti di Giotto e dei giotteschi, dove sono ospitate anche le celebri formelle quadrilobate dipinte da Taddeo Gaddi verso il 1340, appartenenti al ciclo delle storie parallele di Gesù e di San Francesco che decoravano il bancone della sacrestia della chiesa di Santa Croce a Firenze.
Una nuova vetrina consente ora la messa in sicurezza di tutte le opere di piccolo formato, compreso il prezioso sportello di tabernacolo di Bernardo Daddi con la Crocifissione e San Cristoforo, che era esposto ancora direttamente al pubblico e quindi non in condizioni ottimali di sicurezza.
Le due fronti del dossale dipinto dal cosiddetto Maestro delle Immagini domenicane, un pittore e miniatore fiorentino attivo nel secondo quarto del Trecento, raffiguranti rispettivamente la Madonna col Bambino e quattro santi a mezzo busto e l’Incoronazione della Vergine fra quattro santi a figura intera, sono ora collocate una sopra l’altra al centro della parete opposta a quella con le formelle del Gaddi.
Con questa sistemazione la sala risulta più ampia e in grado di assorbire meglio il flusso assai considerevole dei visitatori della Galleria.
Il rinnovamento dei pannelli didattici delle opere, con i testi in italiano e in inglese, ha consentito la revisione e, soprattutto, il necessario aggiornamento critico delle informazioni fornite al pubblico.
Da sottolineare, infine, la nuova illuminazione delle sale, sensibilmente potenziata e di natura diffusa, che consente una piena visibilità dei dipinti esposti, contribuendo all’ulteriore valorizzazione di questo segmento fondamentale e costitutivo delle collezioni del secondo museo della città per numero di visitatori.

L’Arnina inedita di Lorenzo Bartolini

L’Arnina inedita di Lorenzo Bartolini in mostra alla Galleria dell’Accademia
Si apre domani, 18 novembre, e resterà visibile fino all’8 febbraio 2015 nella Gipsoteca della Galleria dell’Accademia di Firenze, la mostra “L’Arnina di Lorenzo Bartolini.  Il marmo ritrovato per Giovanni degli Alessandri”.

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La piccola e preziosa esposizione, curata da Lia Brunori, vicedirettrice della Galleria dell’Accademia, rappresenta l’occasione per condividere con il pubblico gli ulteriori studi intorno all’opera dello scultore neoclassico pratese Lorenzo Bartolini, che la Galleria fiorentina promuove da anni.
Protagonista d’eccellenza della mostra una statua in marmo raffigurante la Ninfa Arnina, di squisita fattura, testimoniata dai documenti e dalle fonti, ma della quale si era perso traccia, che è stata rinvenuta in una collezione privata inglese dallo studioso John Kenworthy-Browne.
L’opera, inedita, viene quindi esposta per la prima volta al pubblico affiancata dal suo bellissimo calco in gesso, di proprietà della stessa Galleria dell’Accademia, rientrato dopo essere stato depositato per alcuni decenni presso il Museo Civico di Prato, ed insieme ad alcuni documenti volti ad evocare la complessa vicenda dell’opera bartoliniana che, in questa versione, riporta la dedica a Giovanni degli Alessandri, personaggio di spicco nella vita culturale fiorentina del primo Ottocento.
Il catalogo della mostra, pubblicato dall’editore Sillabe, come afferma Angelo Tartuferi, Direttore della Galleria dell’Accademia, “conferma l’interesse speciale della Galleria per l’opera di Lorenzo Bartolini e inaugura la nuova serie dei ‘Quaderni di studio’ che saranno uno strumento agile e prezioso per approfondire temi inerenti le collezioni del museo”.
Il fortunato ritrovamento della statua si deve appunto alle ricerche del celebre studioso inglese John Kenworthy-Browne che presentò questa scoperta al convegno su Lorenzo Bartolini promosso dalla Galleria dell’Accademia nel 2013, dopo il successo della fondamentale mostra dedicata allo scultore nel 2011.
È stato però solo grazie ai contatti sviluppati da Franca Falletti – già Direttrice della Galleria dell’Accademia – che si è potuto precisare la localizzazione della scultura e concretizzarne la sua presentazione in questa sede.
Come testimonia la lettera di dedica esposta in mostra, il marmo ritrovato ed il gesso portano la dedica di Lorenzo Bartolini a Giovanni degli Alessandri, presidente dell’Accademia di Belle Arti, cui lo scultore si rivolse nel 1825 nella speranza di ottenere la Cattedra di Scultura allora vacante.
Bartolini, però, era in profondo conflitto con il mondo accademico fiorentino mal tollerandone la rigida impostazione dell’insegnamento, nonostante egli fosse ormai considerato come uno dei più importanti scultori del tempo, non riuscì ad ottenere quell’incarico che fu dato invece a Stefano Ricci, scultore neoclassico di ben minore fama ma integrato nell’ambito accademico.
Solo nel 1839 Bartolini ebbe la desiderata nomina accademica a professore di Scultura e l’amico Vittorio Fossombroni, illustre scienziato e ministro del Granducato di Toscana, gli dedicò un sonetto. Bartolini rispose all’amico sia in rima, sia con un ritratto di cui in mostra sono presentate le testimonianze.

Scheda tecnica e Servizi mostra

Enti promotori
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico
e per il Polo Museale della città di Firenze
Galleria dell’Accademia
Firenze Musei

Titolo
L’Arnina di Lorenzo Bartolini
Il marmo ritrovato per Giovanni degli Alessandri
Sede espositiva
Galleria dell’Accademia
Periodo della mostra
18 novembre 2014 – 8 febbraio 2015
Prezzo biglietto
Fino all’8 dicembre 2014: intero € 12.50; ridotto € 6.25 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 ed i 25 anni
Dal 9 dicembre 2014 intero € 8.50; ridotto € 4.25 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 ed i 25 anni
Biglietto gratuito riservato a minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità, insegnanti della Comunità Europea delle scuole statali, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, Diploma di Laurea di lettere e filosofia con indirizzi di laurea archeologico o storico-artistico, Diploma di Laurea o corsi corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea
Orario
Martedì – domenica ore 8.15 – 18.50; la biglietteria chiude alle 18.20
Chiuso il lunedì

Soprintendente per il Patrimonio Storico, artistico
ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze  ad interim
Alessandra Marino
Direzione della Galleria dell’Accademiaa
Angelo Tartuferi
Vicedirezione della Galleria dell’Accademiaa
Lia Brunori
Direzione amministrativa per la Galleria dell’Accademia
Marzia Marigo
Mostra a cura di
Lia Brunori
Comitato scientifico
Cristina Acidini, Silvestra Bietoletti, Lia Brunori, John Kenworthy-Browne, Silvia Melloni Franceschini
Angelo Tartuferi
Segreteria scientifica
Cristina Panconi
Segreteria generale
Giorgio Angioloni
Francesca Ciaravino
Simone Giordani
Cristina Panconi

Produzione e gestione della mostra
Opera Laboratori Fiorentini – Civita Group

Comunicazione a cura di
Opera Laboratori Fiorentini – Civita Group
Coordinamento, comunicazione e relazioni esterne
Mariella Becherini Tel. 055 290383 – m.becherini@operalaboratori.com
Ufficio Stampa
Marco Ferri – Cell. +39-335-7259518: marcoferri.press@gmail.com
Salvatore La Spina – Tel. 055 290383 – Cell. 331 5354957 – s.laspina@operalaboratori.com
Direzione amministrativa del personale
Silvia Sicuranza
Ufficio Servizi aggiuntivi
Simona Pasquinucci, Veruska Filipperi, Angela Rossi

Progetto dell’allestimento e direzione lavori
Cristina Valenti Quintana
Realizzazione dell’allestimento
Opera Laboratori Fiorentini – Civita Group

Catalogo
Sillabe
A cura di
Lia Brunori