Incendio boschivo sul Monte Serra, nel Comune di Calci (Pi)

FIRENZE - Incendio boschivo in corso sul Monte Serra nel Comune di Calci. Intorno alle 13 è stata segnalata una colonna di fumo nel bosco in una zona già percorsa da incendi nel passato.

Data la zona impervia e in forte pendenza e la vegetazione costituita da pini e macchia mediterranea, il fuoco si è propagato velocemente richiedendo l'intervento massiccio di squadre e elicotteri dell'antincendio boschivo regionale.

Sul posto operano 11 squadre del volontariato del coordinamento Monti Pisani e una squadra Racchetta di Cascina, tre elicotteri, due squadre di operai dell'Unione dei comuni sotto il coordinamento del direttore operazioni di Regione Toscana.

La stima provvisoria parla di circa 5 ettari bruciati per gran parte di chioma. Presente sul posto anche personale dei Vigili del Fuoco. Gli sforzi di tutto il sistema si stanno concentrando per evitare che il fuoco salti una strada forestale che delimita l'incendio.

La situazione sembra comunque in via di miglioramento anche se è previsto l'invio di ulteriori squadre per le operazioni di bonifica che sicuramente andranno avanti per tutta la notte e la giornata di domani.

Caporalato, tra aziende condannate o indagate recuperati o sospesi contributi regionali per oltre 92 mila euro

FIRENZE – Per due aziende sono state avviate le procedure di recupero dei contributi a suo tempo erogati - pari a 80mila euro – dopo la condanna per reati connessi al caporalato e alle norme in materia di immigrazione. Ad altre due imprese, coinvolte in inchieste per omicidio colposo per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro e per lesioni personali gravissime per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, è stata sospesa l'erogazione dei contributi assegnati, pari complessivamente ad oltre 12mila euro.

"La decisione adottata nel 2016 dalla giunta per il contrasto al caporalato – sottolinea il presidente della Regione Enrico Rossi - ha già avuto, come si vede, i suoi effetti. Funziona per le nuove imprese che fanno domande di contributi, e alle quali viene negato l'accesso alla richiesta se queste hanno riportato condanne definitive, e per le imprese che dopo aver superato l'istruttoria del pagamento sono interessate da procedimenti giudiziari in corso. Gli uffici regionali vigilano costantemente e con attenzione e per questo li ringrazio: sui diritti dei lavoratori e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non faremo mai sconti".

"Oggi stesso – annuncia poi il presidente - abbiamo richiesto con una lettera agli organi inquirenti di fornirci i nominativi delle aziende coinvolte nelle ultime inchieste, in modo da sospendere eventuali contributi regionali o richiederne la restituzione. Si tratta di una procedura – rivendica il presidente - non prevista dalla legge nazionale contro il caporalato, ma che risulta particolarmente efficace per combattere lo sfruttamento brutale in agricoltura e tutelare l'attività economica impedendo che le attività illegali da parte di imprese inquinate possano danneggiare la maggioranza delle altre aziende che sono sane. È degno di nota – prosegue - che i recuperi siano stati attivati verso casi di caporalato e la sospensione sia stata attività a seguito dell'accertamento di pesanti reati come l'omicidio colposo e violenze gravissime. Penalizzare le imprese criminali è un dovere delle istituzioni che risponde al comune senso di giustizia e per questo scriverò al ministro dell'agricoltura Centinaio affinché questa buona pratica della Toscana, che per ora mi risulta essere la sola in Italia, sia adottata sul piano nazionale con un provvedimento governativo. Interesserò al tema anche le commissioni parlamentari affinché anche esse possano attivarsi. Colpire negli interessi economici chi delinque e non rispetta le persone e le leggi – conclude Rossi - è il modo migliore per tutelare le aziende sane e corrette e per valorizzare il lavoro delle forze dell'ordine e delle autorità inquirenti".

Tar respinge ricorso su caccia di selezione al capriolo, Remaschi: “Conferma che la Regione ha agito correttamente”

FIRENZE - "Prendiamo atto con soddisfazione di una sentenza che ci permette di proseguire nell'azione di riduzione della pressione degli ungulati, una pressione che da molto tempo ha messo alle corde i nostri agricoltori". Così l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi commenta l'ordinanza del Tribunale amministrativo regionale che ha respinto l'istanza di sospensiva sulla caccia di selezione al capriolo presentata da Urca (Unione Regionale Cacciatori dell'Appennino).

"La sentenza del Tar dimostra che la Regione ha agito correttamente, in piena coerenza con le normative nazionali". "Il Tribunale amministrativo – aggiunge - si è espresso in tempi rapidi, ed è anche questo un elemtno positivo. Purtroppo anche i soli 20 giorni intercorsi tra un primo accoglimento, in via provvisoria, della sospensiva e la sentenza di oggi sono bastati a produrre danni ingenti soprattutto alle aziende vinicole che, si sono trovate senza la tutela dello strumento normativo, proprio nella fase di piena maturazione dell'uva, quindi in un momento in cui era ancora più appetibili da parte di questi ungulati".
"Ora – conclude l'assessore - riprendiamo il cammino, nella speranza che, grazie all'azione normativa regionale, si riesca nel giro di pochi anni a ristabilire una situazione di equilibrio faunistico e che ciò consenta agli agricoltori di poter salvaguardare il frutto del proprio lavoro".

Agrobiodiversità, ad Alberese torna la ‘Mostra Mercato del Coltivatore Custode’

FIRENZE – Le varietà a rischio estinzione possono rappresentare una occasione di sviluppo per l'agricoltura toscana. Sono oltre 751 su un totale di 877 le varietà di frutta, ortaggi, cereali, foraggi 'autoctoni' e di razze animali che rischiavano di scomparire e che sono state mantenute in vita grazie al sistema di salvaguardia della agrobiodiversità agricola della Regione Toscana (legge regionale 64/2004) basato sulla sapiente azione dei Coltivatori Custodi e sulla 'Banca del Germoplasma'. La Regione Toscana intende ora promuovere il possibile rilancio nel sistema produttivo di molte di queste risorse anche attraverso la riedizione della 'Mostra Mercato del Coltivatore Custode', che si terrà nella tenuta di Alberese, al Granaio Lorenese, dal 14 al 16 Settembre. Contestualmente la Banca regionale del Germoplasma allestirà anche una mostra pomologica di frutti antichi della Garfagnana e del Casentino. Verranno presentati alcuni Progetti Integrati di Filiera che hanno avuto per oggetto studi sulla trasformazione e modalità di valorizzazione di varietà locali toscane.

La visita della 'Mostra Mercato del Coltivatore Custode' sarà libera e gratuita e comprenderà anche la partecipazione ad eventi collaterali, come la dimostrazione pratica del lavoro tradizionale dei Butteri, con sbrancamento della mandria di bovini e doma del puledro (sabato 15 alle ore 10); oppure il racconto della storia e delle origini della tenuta di Alberese, con riflessioni sul suo presente e sul futuro (sabato 15 alle ore 15.30); o, ancora, la visita della Selleria, con focus sulle tecniche di allevamento dei cavalli allo stato brado e dei bovini di razza maremmana (domenica 16).

"La salvaguardia delle varietà di frutta, ortaggi, cereali, foraggi e delle razze animali autoctone – ha detto l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi - è uno dei fondamenti delle nostre politiche agricole. Proteggere dal rischio di estinzione e valorizzare questo patrimonio di biodiversità è elemento irrinunciabile della nostra strategia volta a garantire l'identità di un territorio, la sua cultura rurale, il lavoro degli agricoltori che ci vivono e delle loro comunità. Ma oggi fondamentale è anche l'impegno a reimmettere queste varietà, o almeno alcune di queste, in un circuito produttivo. La loro presenza non solo può sostenere attività di rilancio economico, specie nelle zone considerate marginale, ma rafforza anche l'immagine della Toscana come luogo di qualità per l'equilibrio fra ambiente, agricoltura e attività dell'uomo, un vero e proprio agroecosistema".

La mostra sarà una occasione unica per conoscere e apprezzare le risorse genetiche locali attraverso il racconto dei protagonisti, per tessere relazioni con le contadine e i contadini, per apprezzare il loro lavoro, impegno ed entusiasmo. Attraverso la mostra mercato si vuole sensibilizzare la comunità a sostenere produzioni agrarie e alimentari di qualità e a valorizzare le produzioni locali, riconoscendo ai Coltivatori Custodi una importante funzione di creatori del paesaggio toscano, di custodi di sapori e saperi, di cultura e patrimonio identitario, anche in un contesto generale di sostenibilità agroambientale e lotta ai cambiamenti climatici.

L'evento rappresenterà anche l'occasione per presentare al pubblico le attività ed i prodotti dei Coltivatori Custodi e far nascere circuiti locali di produzione e consumo. A questo scopo venerdì 14 Settembre alle15 sarà organizzato anche un workshop dal titolo "Azioni per animare l'agrobiodiversità toscana: Hub, rete di imprese e altro".

Che cos'è l'agrobiodiversità
L'agrobiodiversità è un sottoinsieme del più grande tema della biodiversità e riguarda in modo specifico le varietà vegetali e le razze animali, coltivate o allevate e il territorio ad esse legato. Questo tema è venuto alla ribalta perché la diversità della natura coltivata o allevata è stata messa a rischio dall'industrializzazione dell'agricoltura. La spinta alla massima produttività delle colture ha infatti richiesto la selezione e la diffusione di cultivar uniformi e standardizzate sia a livello delle sementi che del loro metodo di coltivazione. Il lavoro su questo tema è cominciato in Toscana nel 1997, con una specifica legge regionale (la 50/97) sulla tutela delle risorse genetiche autoctone locali, che nel 2004, è stata modificata e sostituita dalla 64/2004 su 'Tutela e valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale', legge per la quale la Regione Toscana ha ricevuto nel 2010 una menzione d'onore dal World Future Council (fondazione impegnata sul fronte dell'individuazione e sostegno alle migliori politiche sostenibili e rispettose dei diritti universali).

La Toscana e la conservazione delle sue risorse genetiche
Attualmente sono iscritte al repertorio della Regione Toscana 877 risorse genetiche: 578 di specie legnose e da frutto, 138 erbacee, 114 specie ornamentali e da fiore, 25 di interesse forestale. Infine 24 sono le risorse genetiche animali. Di queste 877 ben 751 sono considerate a rischio di estinzione. Per mantenerle in vita da oltre 20 anni esiste una rete di protezione formata da quasi 200 coltivatori custodi, il cui impegno consiste nel mantenimento in purezza di queste varietà e da alcuni nodi di riferimento, le cosiddette banche del germoplasma: sono ben 9 in Toscana e in queste si garantisce la conservazione di tutte le varietà.

 

“Mostra mercato del coltivatore custode” ad Alberese, presentazione martedì 11 settembre

FIRENZE - La salvaguardia dell'agrobiodiversità delle specie autoctone e dei prodotti agricoli locali e la valorizzazione dell'attività degli agricoltori che se ne occupano sono fra i principali obiettivi della Mostra mercato del coltivatore custode che si terrà presso la tenuta di Alberese dal 14 al 16 settembre. 

L'iniziativa sarà presentata dall'assessore all'agricoltura Marco Remaschi con una conferenza stampa martedì 11 settembre, alle 13, nella Sala Stampa Cutuli, Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10, Firenze. Con l'assessore saranno presenti il direttore di Terre regionali toscane Claudio Del Re e il direttore del settore gestioni agricole di Terre regionali Marco Locatelli.