L’agricoltura toscana ha bisogno dell’Euroa. Ungulati: servono nuove norme nazionali

FIRENZE – Caccia, ungulati ed Europa.  Gli agricoltori della Cia Toscana, che hanno tenuto oggi la loro assemblea regionale a Firenze, chiedono una radicale riforma della legge nazionale sull'attività venatoria, inadeguata oggi per fronteggiare l'emergenza ungulati su cui lo Stato, ribadiscono, deve intervenire.  Parlano di 400 mila animali che vagano sul territorio: cinque ungulati per ogni agricoltore, venti cinghiali ogni cento ettari, animali che arrivano a volte ai margini delle città, complice l'abbandono di alcuni terreni non più coltivati, e che danneggiano le coltivazioni.

La Regione il problema l'ha affrontato, fin dal 2016. L'hanno ribadito il presidente della Toscana e l'assessore all'agricoltura, presenti ai lavori dell'assemblea. La Regione è intervenuta con una propria legge obiettivo, per quanto di sua competenza. E i risultati ci sono stati: i cinghiali l'anno scorso in Toscana sono tornati ai livelli del 2005, 40 mila capi in meno rispetto al 2015. Anche caprioli, daini e cervi si sono ridotti.

Ma per fare di più è necessario modificare la legge nazionale. E le reti e recinzioni che sempre più numerose nascono al limitare di vigne e campi, si è detto durante i lavori dell'assemblea, non possono essere la soluzione: costano (cinquemila euro per ettaro, spiega un agricoltore), hanno bisogno di controlli e manutenzioni periodiche (e dunque altre spese), ma sono anche anche brutte e trasformano la campagna in un susseguirsi di reticolati dove è assai meno piacevole (e complicato a volte) muoversi, anche per una scampagnata a piedi.

All'hotel Baglioni di Firenze gli agricoltori della Cia non hanno comunque parlato solo di ungulati. Durante la tavola rotonda a cui è intervenuto il presidente della giunta toscana, si è ragionato di Europa: un'Europa, ha sottolineato ripetutamente il presidente, di cui a volte si dice troppo male  e troppo poco di quello che dovrebbe essere, un'Europa che offre ai prodotti toscani e italiani i vantaggi di un grande mercato di mezzo miliardo di persone ma che è fonte anche di iniziative e programmi che hanno permesso grandi passi in avanti. Sulle procedure e i controlli sulla macellazione ad esempio che si è riflessa nella riduzione di certe infezioni, sui prodotti Dop e Igp anche.

Per il presidente della Toscana uscire dall'Europa, l'ha già spiegato in più occasioni, sarebbe devastante. Nel settennato 2014-2021 dalla Ue sono arrivati in Toscana un'ottantina di milioni in più per l'agricoltura. La battaglia per il 2021-2027 deve essere quella di confermare almeno le attuali risorse.

Quanto al futuro dell'agricoltura in Toscana, per il presidente il primo obiettivo deve essere quello di investire nella creazione di filiere complete: sei o sette in tutte la Regione,  utilizzando magari in modo trasversale i fondi europei, non solo quelli per l'agricoltura ma anche quelli per l'innovazione e la ricerca. E' necessario dar vita ad un sistema toscano di trasformazione dei prodotti agricoli, ripete, per non dipendere da altri.  E poi c'è il problema della siccità e dell'adeguata irrigazione dei campi: il clima sta cambiando, accenna all'impegno della giunta regionale su Montedoglio, ma servono risposte veloci e non ci si può oppure ogni volta, spiega, alla realizzazione di nuovi bacini. 

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Garanzie sui prestiti per gli agricoltori e le piccole e medie imprese di trasformazione

FIRENZE – Accesso più facile al credito per gli agricoltori e per le piccole imprese che trasformano e commercializzano prodotti agricoli. Oltre ai tradizionali contributi a fondo perduto, la Regione Toscana lancia un nuovo strumento che offrirà garanzie gratuite agli imprenditori intenzionati ad investire nella propria azienda nell'ambito di operazioni previste dal Programma di sviluppo rurale 2014-2020. I prestiti bancari saranno coperti dal fondo di garanzia gestito dal Fondo Europeo per gli Investimenti. Cinque sono gli istituti presenti in Toscana che hanno presentato una manifestazione di interesse in risposta al bando della Fei: Banca di Cambiano, Credem, Creval, Iccrea Banca Impresa e Monte dei Paschi di Siena. I primi quattro sono già operativi.

Delle possibilità di accedere alle nuove garanzie si è parlato nel corso di un workshop in Regione, a cui ha partecipato anche l'assessore all'agricoltura della Toscana. Il contesto è quello di un mercato del credito che è peggiorato nell'attuale settennato rispetto a quello precedente, a svantaggio anche degli agricoltori. E' uno degli effetti della prolungata crisi economico finanziaria. In particolare sono i finanziamenti oltre il breve termine ad aver registrato una flessione a partire dal 2011. La Regione Toscana ha provato così a colmare il vuoto introducendo, nell'ambito del proprio programma di sviluppo rurale, strumenti finanziari con più di un vantaggio rispetto alle sovvenzioni a fondo perduto.

C'è anzitutto l'effetto ‘leva': con 9 milioni e 845.500 euro, che è la quota a disposizione della Regione Toscana, e con le risorse messe anche da Fei e Bei potranno essere erogati prestiti per 57 milioni.

C'è il moltiplicatore (e l'efficienza) garantita dalla natura rotativa del fondo. C'è un vantaggio nel tasso a cui saranno offerti i prestiti: le banche dovranno infatti fornire i finanziamenti richiesti a prezzi migliori rispetto a simili strumenti non coperti da garanzia. La Fei effettuerà su questo un monitoraggio attento. C'è il fatto, non di poco conto, che i prestiti potranno coprire, fino ad un massimo di 600 mila euro, l'intero valore dell'investimento. C'è infine un fattore di maggior responsabilizzazione dell'imprenditore, nel momento in cui si accinge alla richiesta di un credito.

I prestiti garantiti dalla garanzia della Fei potranno essere erogati entro il 2023 e c'è tempo fino al 2031 per la restituzione. Potranno avere una durata massima di 12 anni ed una minima di due.

In particolare, per quanto riguarda gli imprenditori agricoli, il finanziamento potrà essere richiesto per acquisto di macchinari ed attrezzature, per interventi o acquisto di fabbricati, per il miglioramento dei terreni o la realizzazione o il rinnovamento di strutture per lo stoccaggio e il trattamento dei reflui legati all'attività agricola, compreso il ricorso a tecnologie per ridurre le emissioni di Co2 e ad altri gas ad effetto serra in atmosfera. I prestiti potranno essere utilizzati anche per impianti per il trattamento delle acque di scarico aziendale, acquisto di software ed hardware, per macchinari per la cosiddetta agricoltura di precisione e conservativa e per l'adozione di sistemi di difesa contro gli eventi meteorici e contro i danni provocati da animali selvatici e predatori.

Le micro, piccole, medie imprese e ‘small mid-caps' che operano nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli e le imprese agricole professionali che trasformano e commercializzano prodotti realizzati da altri potranno godere delle garanzie sui prestiti per investimenti per l'acquisto di nuovi macchinari e attrezzature, per interventi ed acquisto di immobili o per acquisizione di software ed hardware.

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Gli studenti toscani a sostegno della agrobiodiversità, il 20 maggio iniziative nelle scuole

FIRENZE - La difesa delle razze autoctone e della varietà locali dal rischio di estinzione ha alcune centinaia di alleati in più: sono gli studenti degli istituti a indirizzo agrario della Toscana.
Sono 12 infatti le scuole di questo tipo che hanno risposto al bando promosso dalla Regione per organizzare iniziative pubbliche in occasione della Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare in programma lunedì prossimo, 20 maggio.

Per preparare questo evento gli studenti si sono documentati a fondo, hanno compiuto ricerche sul campo, realizzato video, promosso attività, e lunedì metteranno a frutto questo percorso dando vita a  manifestazioni pubbliche nelle loro scuole con la partecipazione di personalità del mondo scientifico, di  agricoltori e allevatori custodi di varietà e razze locali a rischio di estinzione della Toscana.
Nel corso delle iniziative gli studenti presenteranno pubblicamente il frutto del loro lavoro,  esporranno le loro riflessioni, i loro suggerimenti , i loro personali spunti di approfondimento.

L'obiettivo della Regione attraverso le iniziative realizzate dalle Scuole, ha spiegato l'assessore regionale all'agricoltura presentando l'iniziativa, è quello di attivare un processo virtuoso che porti gli studenti delle scuole ad indirizzo agrario della Toscana, alla scoperta dell'agrobiodiversità del proprio territorio.  Proprio per questo il progetto per l'animazione della giornata del 20 maggio è stato finanziato  interamente dalla Regione.

Il vicepreside dell'istituto tecnico agrario Datini di Prato, Mario Battiato, ha ricordato come questa iniziativa non sia un evento spot. Sicuramente il convegno del 20 maggio , che segna la fine di questo percorso, sarà una iniziativa puntuale, ma il tema della biodiversità e delle problematiche legate alla sua tutela sono parte integrante dell'iter curricolare degli studenti che con queste si dovranno confrontare sul territorio insieme ai temi della tutela, dello sviluppo e della valorizzazione economica".

Le scuole partecipanti alla giornata nazionale sulla agrobiodiversità
I 12 istituti che hanno aderito all'iniziativa sono: l'Istituto Tecnico Agrario di Portoferraio (Isola d'Elba), l'Istituto Tecnico Agrario di Carrara, l'Istituto I.S. "A. Pacinotti" di Bagnone (Massa Carrara), l'Istituto Francesco Datini di Prato, il Professionale Alberghiero-Tecnico Agrario Istituto di Istruzione Superiore Statale "A. Vegni" delle Capezzine (AR), l'Istituto Omnicomprensivo Statale "A. Fanfani - A. M. Camaiti" di Pieve Santo Stefano (AR), l'Istituto Statale di Istruzione Superiore Leopoldo II di Lorena (Grosseto), l'Istituto Tecnico Agrario, Commerciale e Geometri E. Fermi di Pontedera, l'Istituto di Istruzione Superiore E. Santoni di Pisa, l'I.S.I.S. M.Polo – C.Cattaneo di Cecina (LI), l'Istituto Tecnico Agrario "D. Anzillotti" di Pescia, l'Istituto Tecnico Agrario di Firenze.

Che cos'è l'agrobiodiversità
L' agrobiodiversità è un sottoinsieme del più grande tema della "biodiversità" e riguarda in modo specifico le varietà vegetali e le razze animali, coltivate o allevate e il territorio ad esse legato. Questo tema è venuto alla ribalta perché la diversità della natura coltivata o allevata è  stata messa a rischio dall'industrializzazione dell'agricoltura. La spinta alla massima produttività delle colture ha infatti richiesto la selezione e la diffusione di cultivar uniformi e standardizzate sia a livello delle sementi che del loro metodo di coltivazione. La tutela dell'agrobiodiversità è quindi  legata alla tutela delle razze e varietà locali, soprattutto quelle a rischio di estinzione

La Toscana e la conservazione delle sue risorse genetiche
Attualmente sono iscritte al repertorio della Regione Toscana 871 risorse genetiche: 576 di specie legnose e da frutto, 133 erbacee, 114 specie ornamentali e da fiore, 25 di interesse forestale. Infine 23 sono le risorse genetiche animali. Di queste 871 ben 753 sono considerate a rischio di estinzione.