Ue, Remaschi: L’Innovazione elemento essenziale per il futuro dell’agricoltura

FIRENZE – "Credo fermamente che l'innovazione sarà l'elemento essenziale per salvaguardare il futuro dell'agricoltura europea, intesa in senso ampio. L'innovazione deve essere coltivata quotidianamente e solo un dialogo costante con gli attori coinvolti può aiutarci a catturare le idee più promettenti. Lo Sviluppo Rurale ci ha molto aiutati nel mettere in moto azioni innovative."

Con queste parole l'assessore all'agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi ha voluto inviare il suo contributo ai lavori dell'evento su innovazione in agricoltura e post 2020, che si è tenuto al Parlamento europeo.

L'evento è stato promosso dai gruppi parlamentari S&D ed Alde, Regioni europee ( Toscana, West Finland, South Ostrobothnia, Bretagna, Extremadura, Central Macedonia, North and South Holland ), ERIAFF ( Rete delle regioni europee per l'innovazione nei settori agricolo, alimentare e forestale ) e SeAMK (Università di Scienze Applicate Seinäjoki-Finlandia).

"Spero – ha proseguito l'assessore Remaschi - che nelle future riflessioni sul supporto alla Politica Agricola e allo Sviluppo Rurale, ma anche sulle sinergie con altre linee di finanziamento, si possa tener conto dell'importanza della dimensione regionale e dello sviluppo di strumenti che facilitino la cooperazione tra amministrazioni. Come evidenziato in vari eventi di livello europeo, tra cui la Conferenza di Lisbona sull'Innovazione Agroalimentare dell'Ottobre 2017, non possiamo permetterci di finanziare con le già scarse risorse europee molteplici progetti di innovazione a livello locale aventi le stesse finalità. Servirebbe veramente uno sforzo per aggregare i territori a fronte di esigenze e competenze che possono essere condivise."

L'iniziativa ha rappresentato un'importante momento di scambio tra la Rete ERIAFF, composta da alcune delle Regioni più attive e numerosi parlamentari europei di diversi schieramenti. L'obiettivo dell'evento era quello di rendere consapevoli e sensibilizzare gli Eurodeputati dell'attivismo delle Regioni Europee sui temi dell'innovazione in ambito agricolo, alimentare e forestale, rappresentando il potenziale della dimensione regionale alla luce dell'imminente dibattito sulle politiche post 2020.

Ue, Remaschi: L’Innovazione elemento essenziale per il futuro dell’agricoltura

FIRENZE – "Credo fermamente che l'innovazione sarà l'elemento essenziale per salvaguardare il futuro dell'agricoltura europea, intesa in senso ampio. L'innovazione deve essere coltivata quotidianamente e solo un dialogo costante con gli attori coinvolti può aiutarci a catturare le idee più promettenti. Lo Sviluppo Rurale ci ha molto aiutati nel mettere in moto azioni innovative."

Con queste parole l'assessore all'agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi ha voluto inviare il suo contributo ai lavori dell'evento su innovazione in agricoltura e post 2020, che si è tenuto al Parlamento europeo.

L'evento è stato promosso dai gruppi parlamentari S&D ed Alde, Regioni europee ( Toscana, West Finland, South Ostrobothnia, Bretagna, Extremadura, Central Macedonia, North and South Holland ), ERIAFF ( Rete delle regioni europee per l'innovazione nei settori agricolo, alimentare e forestale ) e SeAMK (Università di Scienze Applicate Seinäjoki-Finlandia).

"Spero – ha proseguito l'assessore Remaschi - che nelle future riflessioni sul supporto alla Politica Agricola e allo Sviluppo Rurale, ma anche sulle sinergie con altre linee di finanziamento, si possa tener conto dell'importanza della dimensione regionale e dello sviluppo di strumenti che facilitino la cooperazione tra amministrazioni. Come evidenziato in vari eventi di livello europeo, tra cui la Conferenza di Lisbona sull'Innovazione Agroalimentare dell'Ottobre 2017, non possiamo permetterci di finanziare con le già scarse risorse europee molteplici progetti di innovazione a livello locale aventi le stesse finalità. Servirebbe veramente uno sforzo per aggregare i territori a fronte di esigenze e competenze che possono essere condivise."

L'iniziativa ha rappresentato un'importante momento di scambio tra la Rete ERIAFF, composta da alcune delle Regioni più attive e numerosi parlamentari europei di diversi schieramenti. L'obiettivo dell'evento era quello di rendere consapevoli e sensibilizzare gli Eurodeputati dell'attivismo delle Regioni Europee sui temi dell'innovazione in ambito agricolo, alimentare e forestale, rappresentando il potenziale della dimensione regionale alla luce dell'imminente dibattito sulle politiche post 2020.

Sviluppo della filiera vitivinicola toscana: stanziati quasi 30 milioni di euro

FIRENZE – Quasi 30 milioni di euro: questa la somma destinata allo sviluppo della filiera vitivinicola toscana per gli interventi di ristrutturazione e riconversione dei vigneti e per la promozione sui mercati dei paesi terzi. Lo stabilisce una delibera della giunta regionale, approvata su iniziativa dell'assessore all'agricoltura Marco Remaschi.

"Il settore vitivinicolo è la locomotiva dell'agroalimentare in Toscana - hanno detto il presidente della Toscana Enrico Rossi e l'assessore Remaschi presentando il provvedimento alla stampa - per questo è importante che anche la Regione sia a fianco dei viticoltori soprattutto per quello che riguarda la promozione nei Paesi al di fuori dell'Unione Europea, dove la conmcorrenza è spietata". "Fondamentale anche il lavoro di ristrutturazione e riconversione dei vigneti - hanno aggiunto - in favore del quale la Regione Toscana dal 2000 ad oggi ha investito circa 250 milioni di euro, risorse che sono andate ad integrare quanto investito dagli imprenditori vitivinicoli per ringiovabnire e qualificare ulteriormente i nostri vigneti".

Nell'ambito dei fondi europei della cd. "Ocm Vino" (Organizzazione comune del mercato del settore vitivinicolo)  sono così stati stanziati 18  milioni per gli investimenti di ristrutturazione e di riconversione, di cui potrà beneficiare il settore nella campagna 2018-2019 e grazie al quale, secondo una stima, potranno essere ristrutturati circa 1.600
ettari di vigneti.

A questi si aggiungeranno 11,5 milioni destinati alla promozione del vino sui mercati internazionali; una quota lievitata rispetto a un anno fa  (era di 8 milioni), in considerazione della necessità di sostenere il nostro export di vini in una fase di sviluppo e allargamento dei mercati (nel 2017 l'export è stato di poco inferiore ai 600 milioni di euro). Prima di rendere operativa quest'ultima misura , tuttavia, si dovrà attendere che il Ministero delle politiche agricole adotti i provvedimenti necessari.

Gli investimenti sui vigneti che potranno essere finanziati sono: il reimpianto finalizzato alla riconversione varietale (e cioè la possibilità di reimpiantare o di sovrainnestare  varietà diverse o modificare il sistema di allevamento), la ristrutturazione (cioè lo spostamento del vigneto in una posizione più favorevole, o all'interno dello stesso vigneto ma con modifiche al sistema di coltivazione), il miglioramento delle tecniche di gestione del vigneto (ad es . livellamenti, terrazzi, ciglioni, muri a retta) e infine l'istallazione
degli impianti di irrigazione.Tutti gli interventi dovranno essere realizzati nel corso di due anni dall'approvazione del finanziamento e comunque entro il 15 ottobre 2020.

Le domande per accedere ai finanziamenti dovranno essere presentate entro il 30 giugno prossimo ad Artea, l'ente pagatore della Regione Toscana. Il contributo massimo previsto è di 16mila euro ad ettaro, e non potrà superare il 50% del totale del costo dell'investimento.

Le condizioni minime richieste sono che i vigneti abbiano almeno 3.300 ceppi per ettaro, con una superficie minima di almeno mezzo ettaro.

Superficie minima che può essere ridotta fino a 0,25 ettari nelle zone di produzione delle denominazioni Candia dei Colli Apuani, Colli di Luni, Ansonica Costa dell'Argentario (nel comuni di Monte Argentario) e in tutto il territorio delle isole dell'Arcipelago toscano.

Quella di quest'anno sarà però l'ultima chiamata ai contributi per i titolari di autorizzazioni al reimpianto ottenute dalla conversione di diritti di reimpianto trasferiti da altri soggetti o dalla riserva regionale. Potranno continuare anche in futuro a esercitare il loro diritto di reimpianto, ma dal prossimo anno non potranno più accedere a questi finanziamenti.

Agricoltura sociale: al via un bando per favorire l’integrazione di soggetti disabili

 

FIRENZE – Un milione di euro sarà messo a disposizione delle imprese che faranno svolgere attività agricole a persone con disabilità o con svantaggio, o che svilupperanno iniziative volti a tenere insieme il mondo rurale e il panorama dell’associazionismo sociale con progetti di collaborazione e partenariato. Questo il contenuto di un bando approvato dalla Giunta regionale nel corso della sua ultima seduta e presentato oggi alla stampa dal presidente della Toscana Enrico Rossi e dall’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi.

“La Regione – ha spiegato Rossi – sosterrà le imprese agricole che scelgono di assumere e mantenere manodopera disabile”. “Si tratta di un’importante opportunità terapeutico/riabilitativa ma anche lavorativa per persone svantaggiate – ha aggiunto Remaschi – che potranno trovare spazio in imprese agricole gestite da imprenditori sensibili a questo tema. La nostra intensione è che questo bando non sia un fenomeno isolato, infatti pensiamo di replicare il bando anche nel 2019 e nel 2020”.

Il bando sarà finanziato con fondi del programma di sviluppo rurale 2014-2020: l’agricoltura sociale è ritenuta infatti un’occasione per lo sviluppo dell’agricoltura verso strategie multifunzionali e di diversificazione.

Ogni soggetto disabile o svantaggiato potrà essere accolto in un’azienda agricola per un periodo minimo di 6 mesi e l’attività dovrà essere svolta per almeno otto ore settimanali, con l’accompagnamento di un tutor.

Per partecipare al bando le imprese agricole dovranno associarsi con soggetti del terzo settore o legati comunque al sociale. Il sostegno sarà concesso sotto forma di contributo in conto capitale ai soggetti che nasceranno da queste collaborazioni (denominati associazioni temporaneee di impresa o di scopoq); il finanziamento coprirà sino al 90% delle spese sostenute e sino a un massimo di 100.000 euro.

Nell’ambito dei punteggi attribuibili a ciascuna domanda una priorità sarà data ai soggetti di età inferiore a i 40 anni: il progetto si inserisce infatti in Giovanisì, il programma della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani

La domanda di aiuto potrà essere presentata dal giorno successivo alla pubblicazione sul BURT (prevista per il mese di giugno) ed entro il 28 settembre 2018.

Dal 25 maggio al 3 giugno Valdichiana in festa per il ‘Gigante bianco’

FIRENZE - La Valdichiana si prepara ad ospitare il maggior evento dedicato alla chianina nella sua zona d'origine. Da venerdì 25 a domenica 27 maggio e da venerdì 1 a domenica 3 giugno torna "La valle del Gigante Bianco" che, giunta alla quattordicesima edizione, proporrà un doppio fine settimana ricco di iniziative orientate alla valorizzazione e alla scoperta della razza bovina, proponendo rievocazioni storiche, visite agli allevamenti, percorsi cicloturistici, convegni e, ovviamente, cene e degustazioni. La rassegna, organizzata dagli Amici della chianina in collaborazione con il comune di Sinalunga e il Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell'Appenino Centrale, ha sede principale a Bettolle ma sarà poi dislocata anche in altri Comuni aretini e senesi della vallata, con il coinvolgimento di tante associazioni, enti e istituzioni.

L'evento è collegato al progetto 'I percorsi del Gigante Bianco', che già nei mesi scorsi ha visto iniziative disseminate sul territorio,tra cui il treno speciale dello scorso 7 ottobre, partito da Arezzo e arrivato a Sinalunga con a bordo cicloturisti iscritti ad una pedalata tra le colline della Valdichiana e gli iscritti al convegno sulla 'valorizzazione delle linee ferroviarie minori attraverso il collegamento con percorsi cicloturistici'.

"Il 'Gigante bianco' è un simbolo e una ricchezza della nostra tradizione e della nostra cultura, oltre che delle nostre tavole  - ha spiegato l'assessore Ceccarelli - l'organizzazione di giornate speciali o iniziative come il 'treno del gigante bianco', sono un modo per valorizzare questo solenne bovino e promuovere i territori che sono la sua culla. Allo stesso tempo vogliamo mostrare come lo sviluppo di un tipo di mobilità e di turismo più lento e sano, sia utile e produttivo per il territorio". "La Toscana ha molte aree splendide da esplorare ma lontane dai grandi flussi turistici - ha concluso Ceccarelli - crediamo l'intermodalità treno-bici possa rappresentare una leva di sviluppo importate in questo senso. La Regione sta lavorando per costruire in Toscana un sistema di ciclovie in grado di competere con i grandi itinerari ciclabili europei e al tempo stesso stiamo valorizzando le linee ferroviarie minori, anche attraverso iniziative come queste. Credo che la Val di Chiana abbia tutte le carte in regola per essere una protagonista di questo scenario".

"La chianina - sottolinea l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi - è uno dei grandi ambasciatori del mondo rurale e della gastronomia toscana nel mondo. Metterla al centro di una manifestazion così ricca e articolata è un'idea giusta e vincente perché consentirà di valorizzare questa preziosa e antica razza bovina proprio nel suo territorio, consentendo a un pubblico vastissimo di conoscere da vicino e di apprezzare le qualità culturali, artistiche e gastronomiche di tutta l'area. "Nei due week-end in cui si svilupperà la manifestazione - prosegue Remaschi - il 'Gigante bianco' riuscirà anche nell'intento di unire tutta la Valdichiana, nei suoi comuni senesi e aretini, permettendo di valorizzare coralmente una delle zone rurali più pregiate della nostra regione".

"La valle del 'Gigante bianco' - spiega Giovanni Corti, presidente degli Amici della Chianina - vuole valorizzare la chianina come un motore per lo sviluppo socio-economico dell'intero territorio, collegandosi a tantissimi settori: quello enogastronomico legato all'alimentazione, quello rurale-agricolo legato a tanti allevatori e produttori, quello culturale legato alla storia della zona, quello turistico legato alla scoperta lenta e sostenibile di una vallata piena di ricchezze. I due fine settimana proporranno un'irripetibile occasione per scoprire le tradizioni e le eccellenze dell'intera Valdichiana».

"La valle del Gigante Bianco" si aprirà alle 17.00 del 26 maggio con "La grande disfida della chianina" che proporrà un momento formativo per la conoscenza della chianina attraverso la degustazione di diversi tipi di carne, mentre la sera si terrà la cena di degustazione "100 bistecche di Chianina - Limited Edition" dedicata al taglio più pregiato del bovino.

Il giorno successivo si terrà la nona rievocazione del Matrimonio Contadino con una vera e propria ricostruzione in abiti d'epoca della tipica cerimonia nuziale agricola degli anni '50, oltre alla prima ciclo-pedalata "Borghi & Chianina" che porterà alla scoperta turistica degli antichi borghi fortificati e delle fattorie monumentali di Sinalunga.

Il secondo fine settimana, invece, sarà caratterizzato per tutti i tre giorni da "Stalle di chianina aperte" che proporrà una visita ai cinque principali allevamenti di razza chianina dislocati nella vallata e, a livello gastronomico, troverà il proprio apice con la cena di venerdì 1 giugno "Chianina in tavola" che servirà la chianina nelle varie ricette della tradizione. I sei giorni de "La valle del Gigante Bianco" proporranno poi tante altre attività per grandi e piccoli, oltre alla possibilità di provare le degustazioni dell'Osteria della Chianina e del cibo di strada dello Streetfood del "Gigante Bianco".