Incendio di Calci, Rossi: “Straordinario moto di solidarietà a favore delle famiglie colpite”

FIRENZE - "I lavori proseguono e finiranno a metà febbraio con finanziamenti regionali importanti e con risultati apprezzabili ed apprezzati. Nel frattempo, però, c'è da sottolineare questo moto di solidarietà che ha visto in prima fila, tra l'altro, il giornale La Nazione, che ha facilitato un'operazione che ha permesso di raccogliere ulteriori fondi da destinare al comitato delle famiglie colpite dall'incendio dei monti Pisani".
Ad affermarlo, a margine della cerimonia di consegna di oltre 221 mila euro al Comitato per la salvaguardia della zona montana di Calci, è stato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, intervenuto questa mattina al Comune di Calci assieme, tra gli altri, al sindaco calcesano Massimiliano Ghimenti.

Al Comitato per la salvaguardia della zona montana di Calci andranno i fondi raccolti da una molteplicità di soggetti attraverso cinque diversi conti correnti gestiti da una serie di associazioni, tra cui Caritas e Misericordia, oltre che da Comune di Calci, Regione e quotidiano La Nazione.
"In un'epoca in cui sembra essersi perso il valore della solidarietà", ha concluso il presidente Rossi, "è decisamente significativo che dalla spontanea partecipazione della gente comune si sia concretizzata una iniziativa come questa".

 

Remaschi: “Dalla Regione oltre 150 milioni per le foreste”

FIRENZE - "La Regione destina consistenti risorse al suo patrimonio forestale ,sia attraverso il suo bilancio, sia attraverso i fondi europei ed è costantemente impegnata in azioni che consentano di gestirle al meglio, in modo  efficace e mirato". L'assessore all'agricoltura Marco Remaschi precisa così, numeri alla mano, alle accuse mosse oggi dalla Fai Cisl Toscana che imputa alla Regione una scarsa attenzione verso i suoi boschi.

"Se è vero che avremmo bisogno di aumentare il numero degli operai forestali e siamo disponibili per questo ad aprire un confronto per sbloccare il turn over - prosegue l'assessore - voglio ricordare che il 15 per cento dell'ammontare complessivo del Piano di sviluppo rurale, vale a dire oltre 150 milioni, è interamente destinato a progetti per la manutenzione, la tutela e lo sviluppo del patrimonio boschivo. Ma non è tutto. A questo si devono aggiungere i circa 25 milioni del bilancio regionale che spendiamo ogni anno per la gestione delle  competenze dirette, come ad esempio l'antincendio e di quelle delegate alle Unioni dei Comuni".

L'assessore ricorda poi che, oltre alle risorse ordinarie, la Regione ha fatto fronte con risorse proprie a numerose emergenze come, ultima in ordine di tempo, quella seguita all'incendio del Monte Serra, per cui ha stanziato fin dai primi giorni 1,5 milioni in assenza, fra l'altro, di un intervento da parte dello Stato, e continua ancora oggi a finanziare i necessari interventi di ripristino. 

Incendio boschivo a Capanne di Careggine (Lucca)

FIRENZE - Un incendio boschivo si è sviluppato a Capanne di Careggine, in provincia di Lucca. L'organizzazione Antincendi boschivi (AIB) della Regione Toscana, tramite la sala operativa, ha inviato sul posto un Direttore delle operazioni di spegnimento che coordina le squadre di volontari e di operai forestali della zona.

Il fronte del fuoco è attualmente di circa 300 metri e sta risalendo verso il crinale della montagna. La pendenza favorisce il propagarsi delle fiamme e le squadre lavorano con difficoltà.

È attivo l'elicottero regionale EliLucca e sta arrivando un altro mezzo da Firenze. È stata formalizzata la richiesta a Roma per l'attivazione dei Canadair.

Aggiornamento delle ore 15.45

I due Canadair richiesti dalla Regione Toscana sono arrivati e sono attivi nello spegnimento dell'incendio.

Le operazioni sono difficili sia per il terreno impervio sia per la frattura del fuoco in cinque fronti diversi.


A questa comunicazione seguiranno aggiornamenti non appena disponibili, in particolare per la definizione delle squadre operative nello spegnimento e sul supporto aereo impiegato.

Approfondimenti alla pagina http://www.toscana-notizie.it/speciali/servizio-antincendi-boschivi

Limitazioni calendario venatorio, ancora nessuna risposta da Ispra

FIRENZE - A seguito dell'ordinanza del Consiglio di Stato del 17 dicembre ultimo scorso (la numero 06157/2018), il calendario venatorio della Toscana ha subito la decurtazione di numerose giornate di caccia, circa 15, rispetto a quanto previsto dalla Giunta Regionale, per le seguenti specie:

- Merlo: chiusura caccia dal 18 dicembre 2018
- Cornacchia grigia, Ghiandaia, Gazza: chiusura caccia dal 17 gennaio 2019
- Alzavola, Marzaiola e Germano Reale: chiusura caccia dal 17 gennaio 2019
- Colombaccio: chiusura caccia dal 17 gennaio 2019
- Beccaccia: chiusura della caccia dall'11 gennaio 2019

Nella lettura delle motivazioni che hanno portato il collegio giudicante ad emettere questo provvedimento, peraltro inappellabile, in netto contrasto con quanto affermato poche settimane fa dal Tar Toscana a seguito del ricorso di alcune associazioni ambientaliste, lo scorso 20 dicembre la Regione, ritenendo comunque valide le motivazioni che avevano portato alla redazione del proprio calendario venatorio, ha richiesto d'urgenza un parere aggiuntivo ad Ispra (obbligatorio secondo la legge 157/92), rispetto alla possibilità di reintegrare con nuovo atto le tempistiche decurtate dal provvedimento giudiziario.

"Ad oggi purtroppo - commenta l'assessore Marco Remaschi - nonostante sia trascorso quasi un mese dalla richiesta, non abbiamo ancora avuto risposta dall'Istituto del Ministero dell'ambiente tenuto a fornire i pareri rispetto ai calendari venatori regionali, obbligatori per legge. In assenza di tale parere infatti non è possibile per la Regione l'approvazione, in tempi utili per mettere in campo azioni correttive, di atti che possano in qualche modo ripristinare il calendario venatorio originario, poiché tale atti risulterebbero illegittimi con gravi conseguenze anche dal punto di vista penale."

"Il nostro calendario - conclude Remaschi - è redatto secondo i più aggiornati dati scientifici disponibili a livello europeo e per questo riteniamo, come confermato anche dal primo pronunciamento del Tar, che quanto previsto consentisse una gestione venatoria sostenibile di tutte le specie cacciabili, comprese quelle oggi oggetto di chiusura anticipata. Riteniamo quindi che quanto ordinato dal Consiglio di Stato sia una limitazione dei diritti legittimi dei cacciatori, verso i quali manifestiamo la nostra solidarietà, ribadendo che la responsabilità di quanto sta avvenendo è da attribuire unicamente all'autorità giudiziaria verso la quale, in queste condizioni, non abbiamo alcuna possibilità di intervento".

Master Fao paesaggio rurale, Barni: “Temi da sempre al centro azione regionale”

FIRENZE – Il I Master per manager del paesaggio agrario organizzato nell'ambito del programma GIAHS, dedicato ai siti patrimonio agricolo dell'umanità della FAO, si terrà a Firenze. Oggi a Palazzo Strozzi Sacrati la presentazione alla quale sono intervenuti, tra gli altri, il coordinatore del programma Fao Giahs, Yoshihide Endo, il presidente del comitato scientifico del programma Giahs e coordinatore del progetto, professor Mauro Agnoletti della Scuola di Agraria dell'Università di Firenze e la vicepresidente della Regione Monica Barni.

"Conosciamo tutti – ha detto Monica Barni - l'impegno e l'attenzione dedicati dalla Regione in questi anni alle tematiche che riguardano il paesaggio. Tematiche che fanno parte del dna della Toscana dove la storia del paesaggio rurale è la storia della propria identità. Per la Toscana il paesaggio ha un importantissimo valore economico, per le ricadute sul versante turistico, ma anche culturale. Ogni iniziativa che punta a formare giovani che provengono da così tanti paesi del mondo e che quindi permette anche di confrontare culture e tradizioni diverse va in questa direzione. Il fatto poi che, dei 25 studenti, ben il 60% sia composto da donne è un altro motivo per dare risalto questa iniziativa".

"Il Master – ha aggiunto la vicepresidente - si inserisce in un programma importantissimo della Fao che ha l'intento di tutelare e gestire in un'ottica di sviluppo sostenibile, altro tema caro alla Regione, il patrimonio agricolo. Costruire un Master che ha l'obiettivo di costruire capitale umano con competenze interdisciplinari, e non soltanto settoriali, è un altro elemento che qualifica il progetto".

Il master, al quale parteciperanno 25 studenti under 30 provenienti da 18 Paesi del mondo, ha per finalità la formazione di giovani "manager" del paesaggio agrario, capaci di rispondere in maniera sostenibile alle grandi tematiche presenti in questi territori rurali: dalla identità e sicurezza alimentare al recupero delle tradizioni locali, dalle conseguenze del global warming al rischio idrogeologico, con una visione capace di integrare economia, società, ambiente e cultura. Il master, che si terrà presso la Scuola di Agraria dell'Università di Firenze e il Polo universitario di Prato, fa capo al programma FAO per ridurre i fenomeni di abbandono legati all'applicazione di modelli agricoli industriali ad aree del mondo, inclusa l'Europa, dove tali sistemi si sono dimostrati insostenibili dal punto di vista economico, ambientale e sociale.