Agricoltura del futuro: organizzati due seminari dedicati a progetti innovativi per la filiera vitivinicola

FIRENZE - L'innovazione nella filiera vitivinicola toscana. E' questo il tema di due seminari organizzati dalla Regione Toscana con il cofinanziamento del Programma di sviluppo rurale (Psr) della Regione Toscana.

Il primo dei due seminari si è svolto ieri a Firenze, il secondo si svolgerà a Siena il 13 dicembre.
Al primo appuntamento di ieri, presso la presidenza della giunta regionale, ha partecipato un folto pubblico di addetti ai lavori. Tema del seminario: produzione vino e sostenibilità ambientale: sostenibilità delle produzioni vitivinicole, sostenibilità intesa sotto il profilo ecologico e ambientale ma anche i termini di qualità e salubrità del vino o di applicazione di elementi di economia circolare.
Le tecnologie innovative presentate riguardavano vari aspetti produttivi: dalla gestione delle risorse idriche alle  tecnologie per la riduzione di fitofarmaci e biostimolanti, dalle tecniche di lotta biologica per un controllo efficace e sostenibile di insetti dannosi, alla multifunzionalità e sostenibilità ambientale delle aziende agricole.
I progetti presentati hanno avuto come partner di ricerca vari atenei universitari,  il Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia del CREA, e alcune imprese vinicole toscane.
All'evento ha partecipato anche Giovanni De Santi, direttore del Joint Research Centre (il Centro di ricerca della Commissione europea), che ricomprende, tra altri enti di ricerca, l'Istituto dell'ambiente e della sostenibilità (IES).

Il percorso per l'innovazione proseguirà a Siena, il 13 dicembre quando, nel seminario  verranno presentati  gli altri 5 progetti per l'innovazione dedicati a viticoltura di precisione e enologia.

In questa occasione il Direttore della direzione agricoltura sviluppo rurale della Regione Toscana svolgerà una comunicazione sulla Comunità della Pratica (CoP), istituita recentemente da Regione Toscana ed Ente Terre Regionali, sul tema dell'agricoltura di precisione e della digitalizzazione del settore agricolo e agroalimentare.

Le sintesi dei risultati dei progetti di innovazione presentati nei due seminari predetti sono disponibili sul sito della Regione Toscana (http://www.regione.toscana.it/psr-2014-2020/progetti-innovazione) insieme alle sintesi di tutti gli altri progetti realizzati nelle filiere agricole e forestali con il sostegno delle risorse assegnate alla sottomisura 16.2 del bando PIF 2015 del Psr Feasr 2014-2020.

I seminari sono organizzati dalla Regione Toscana con la collaborazione dell'Accademia dei Georgofili e sono accreditati dall'Ordine dei dottori agronomi e forestali per il riconoscimento dei crediti formativi ai professionisti dell'ordine che partecipano ai seminari.

I progetti per l'innovazione nell'ambito vitivinicolo sono una parte dei 35 i progetti di innovazione cofinanziati dalla sottomisura 16.2 "Sostegno a progetti pilota e di cooperazione" del Programma di sviluppo rurale (Psr) del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) 2014-2020, attraverso il bando 2015 per Progetti integrati di filiera (Pif, progettazione integrata).  I progetti innovativi hanno interessato nove filiere produttive. In tutto i beneficiari sono stati oltre 200 per oltre 12 milioni di contributi pubblici.

Per maggiori informazioni e per le iscrizioni al seminario del 13: http://www.regione.toscana.it/psr-2014-2020
 

Agricoltura, erogati da Artea 116 milioni di euro a 32mila imprese toscane

FIRENZE – Erogati da Artea, l'agenzia della Regione Toscana per le erogazioni in agricoltura, gli anticipi sui contributi Pac e Psr. Si tratta di circa 116 mln di euro in totale così suddivisi: 95,9 mln per i pagamenti diretti della Politica agricola comune 2019 e 19,9 mln per il Programma di sviluppo rurale 2019. Una cifra che ha interessato complessivamente circa 32mila imprese toscane.

"Un'altra importante iniezione di risorse per il comparto – ha spiegato l'assessore regionale ad agricoltura e foreste Marco Remaschi – che consentirà a tante aziende di investire e innovare e restare così competitive sul mercato. Vorrei sottolineare che la cifra che abbiamo anticipato quest'anno è la più alta che la Regione abbia mai pagato alle imprese toscane, questo a ulteriore conferma dell'interesse e dell'impegno che abbiamo sempre dimostrato nei loro confronti. Un ringraziamento al personale di Artea che, nonostante le difficoltà, con impegno ed assiduità ha consentito il raggiungimento di questo risultato ".

Vediamo nel dettaglio. Per quanto riguarda i pagamenti diretti della Pac, gli anticipi erogati ammontano a circa il 70 per cento del contributo totale (il restante 30 per cento sarà erogato entro la fine di giugno 2020). Si tratta del pagamento dei premi per il regime di base (cosiddetto ‘titoli'), pari a 62,3 mln di euro, Greening (o Inverdimento, ovvero per le pratiche con maggiore impegno verso l'ambiente), 32,2 mln, e piccolo agricoltore, 1,4 mln. Nei primi due casi si tratta di pagamenti riguardanti la maggior parte degli agricoltori toscani, non legati alle tipologie di coltivazioni (cd. disaccoppiati) ma ai pagamenti storici ricevuti in passato e al rispetto di alcune pratiche colturali rispettose dell'ambiente (diversificazione colture, mantenimento prati permanenti e aree di interesse ecologico). Sono pagamenti legati al rispetto della cosiddetta ‘condizionalità', ovvero di condizioni legate alla buona pratica agricola e delle direttive, dei regolamenti comunitari in materia (prodotti fitosanitari, nitrati, benessere animale, natura 2000 ecc.) e di principi di buona pratica agricola e rispettosa dell'ambiente (mantenimento di fasce tampone lungo i corsi d'acqua).

I piccoli agricoltori sono un gruppo di agricoltori (circa 3 mila) che, avendo pagamenti previsti inferiori a 1.250 euro, possono godere di un regime particolarmente semplificato, senza controlli su condizionalità e greening.

Per quel che riguarda il Psr 2014-2020, la principale novità 2019 è costituita dall'erogazione dell'anticipo pari all'85% del premio per tre misure:
misura 10, premi agro-climatico-ambientali a superficie e capo animale, 0,9 mln, 173 aziende: riguarda premi a superficie per impegni che vengono presi dall'agricoltore connessi a particolari pratiche agricole che apportano vantaggi agro-climatico-ambientali (ad esempio mantenimento sostenibile dei pascoli con un equilibrato carico di animali per ettaro, divieto di fertilizzazione chimica e di diserbo chimico);
misura 11, agricoltura biologica, 15,5 mln, 1678 aziende: è la classica misura per aiutare gli agricoltori che rispettano i disciplinari dell'agricoltura biologica (e sono certificati);
misura 13, indennità compensative per terreni ricadenti in zone montane secondo la regolamentazione comunitaria, 3,5 mln, 3002 aziende: un bando annuale prevede la ripartizione di un fondo (circa 4 milioni) tra tutti i richiedenti in proporzione alla superficie agricola (esclusa quella boscata) coltivata nelle aree montane, con un pagamento per l'agricoltore che non dipende dal tipo di coltivazioni effettuate.

Operai forestali, Remaschi e Fratoni: “Necessario reintegrare la dotazione di personale”

FIRENZE – Un incontro per fare il punto sulla valorizzazione e gestione del patrimonio agricolo forestale regionale, con un appello, lanciato dagli assessori regionali Marco Remaschi (agricoltura e foreste) e Federica Fratoni (ambiente), affinché la dotazione organica del personale impegnato possa essere reintegrata in tempi rapidi: gli operai forestali, dai primi anni ‘90, sono passati da 1400 unità circa ai 400 attuali.

"Un progressivo indebolimento – ha detto l'assessore Remaschi – che, unito all'elevata età media delle maestranze, mette a rischio non solo la gestione forestale del patrimonio regionale ma anche le stesse attività antincendio nonché tutta la gestione della delega in materia di forestazione". La Toscana dispone di un patrimonio rilevante, circa 110 mila ettari, pari al 10% della superficie forestale totale regionale. "Una forza lavoro importante, che svolge il proprio compito con grande professionalità ed impegno. Sono persone che curano tutti gli aspetti legati alla lotta agli incendi, sia in termini di prevenzione che di lotta attiva. Incendi che in ragione dei cambiamenti climatici sono piuttosto frequenti. A Monticiano abbiamo un importante centro di formazione riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Centro che ha collaborazioni con fondazioni internazionali con lo scopo di inquadrare meglio tutto il settore ed inserire tecnologie avanzate e moderne che consentano agli operai di lavorare meglio e in sicurezza".

Anche l'assessore Federica Fratoni, in apertura dell'incontro, ha sottolineato la necessità di adeguare l'attuale dotazione di personale del settore. "Il demanio forestale costituisce un polmone verde insostituibile, ma anche un importante strumento di contrasto ai cambiamenti climatici che in questi ultimi giorni hanno mostrato gli effetti, evidenti. La manutenzione e valorizzazione di questo patrimonio ha ricadute a livello sociale ed economico per i territori. Purtroppo a causa di una profonda riorganizzazione istituzionale e di una revisione delle risorse disponibili c'è stato un contenimento della dotazione personale che adesso dobbiamo cercare di frenare. Non possiamo arretrare rispetto a politiche che, anche dal punto di vista ambientale, riscuotono attenzione e sensibilità da parte dell'opinione pubblica. L'impegno dei prossimi anni andrà sicuramente in questa direzione".

La Toscana si è dotata di una legge apposita, la numero 39 del 2000, ‘Legge Forestale della Toscana', che tra gli obiettivi generali persegue anche quello dello sviluppo sostenibile, della conservazione, della biodiversità, della tutela delle risorse genetiche autoctone e degli habitat naturali, della gestione multifunzionale del bosco e degli ecosistemi forestali anche nell'ambito delle politiche comunitarie per l'agricoltura. "Quando ci riferiamo alla gestione del patrimonio boscato – ha detto ancora Remaschi - non parliamo solo di prevenzione ma anche di tutti quegli interventi che sono gestiti sulla base di un apposito ‘piano di gestione', previsto dalla legge forestale della Toscana, ed affidato alle Unioni di Comuni competenti per territorio e, qualora non presenti queste ultime, ai Comuni. Soggetti che devono provvedere al progressivo reintegro delle maestranze. Considerato che queste lavorano su progetti occorre personale tecnico ma anche amministrativo perché i progetti devono essere presentati, realizzati e quindi rendicontati. C'è bisogno – ha concluso Remaschi - di ricostruire questo tessuto, molto importante per la Toscana, avvalendoci delle grandi professionalità di cui già disponiamo e dell'interesse che c'è verso questo settore. Dobbiamo migliorarne l'operatività e ricercare soluzioni innovative per dare prospettive più efficienti e moderne".

Operai forestali, convegno della Regione lunedì 2 con Remaschi, Fratoni e Bugli

FIRENZE - "Le maestranze forestali alle dipendenze degli enti delegati" è il titolo del convegno che si svolgerà lunedì 2 dicembre a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza regionale, con la partecipazione, tra gli altri, degli assessori Marco Remaschi (agricoltura), Federica Fratoni (ambiente) e Vittorio Bugli (presidenza) e di Alessandra Stefani, direttore generale della Direzione generale delle foreste del Ministero agricoltura e foreste.

Verranno illustrati i risultati di una ricerca il cui obiettivo è quello di verificare che il numero e la distribuzione delle maestranze forestali che operano in Toscana sia adeguato alle funzioni previste dalla normativa vigente per la gestione e valorizzazione del patrimonio agricolo forestale regionale.

In Documenti leggi il programma completo del convegno

Pesca, Remaschi: “Il futuro del comparto è nella scelta della sostenibilità”

FIRENZE - "La parola chiave del comparto pesca in Toscana è sostenibilità. Se riusciremo sempre di più a trovare un equilibrio fra gli aspetti economici e quelli ambientali salvaguarderemo un polmone produttivo che interessa almeno 1.500 occupati e preserveremo le risorse ittiche e l'eco sistema del nostro mare".

E' questo in sintesi il con tenuto dell'intervento tenuto dall'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi a conclusione del convegno dedicato all'attuazione del Fondo europeo attività marittime e pesca (Feamp) 2014-2020. L'iniziativa si è svolta alla stazione Leopolda di Firenze nell'ambito della manifestazione Food & Wine in Progress 2019.

All'evento, organizzato dalla Regione Toscana, hanno partecipato i beneficiari del fondo, esperti e funzionari pubblici del settore. Il fondo Feamp ha, per la Toscana, una dotazione finanziaria di quasi 19 milioni di euro destinati al sostegno per l'avviamento di nuove realtà produttive, all'ammodernamento delle imprese, allo sviluppo delle attività di diversificazione e di trasformazione e commercializzazione del prodotto e infine all'ammodernamento degli impianti di acquacoltura esistenti.

"Il Feamp – ha evidenziato Remaschi - è lo strumento principale con cui stiamo cercando di tener insieme le esigenze del settore della pesca e dell'acquacoltura e il rispetto di un ambiente sempre più impoverito, quale è il mare con le sue risorse. Lo facciamo con una vasta serie di azioni che vogliono da una parte consentirci l'ammodernamento e il rilancio delle imprese e della flotta e dall'altra garantire la salvaguardia dell'ambiente. In tutte queste azioni il pescatore è sempre più protagonista e determinante, diventa una vera sentinella del mare, è quindi una figura professionale in evoluzione sempre più strategica per garantire la qualità dell'alimentazione e una pesca sostenibile. Così come l'acquacoltore con riferimento in particolare a quelli che operano in aree sensibili e che dimostrano quotidianamente con la loro attività che si può produrre non inquinando anzi tutelando l'ambiente in cui si opera".

Davanti ai dati nazionali sull'import e l'export del pescato, con una netta e costante crescita del primo, l'assessore ha indicato una serie di azioni che la Toscana sta sviluppando per valorizzare le su produzioni e incentivare i consumatori al loro acquisto al fine di invertire questa rotta. Va in questa direzione, per esempio, il "Calendario della stagionalità del pescato toscano", uno strumento voluto dalla Regione per conoscere e riscoprire le qualità e la potenzialità del pescato locale. E a questo fine contribuiscono anche tutte le attività di promozione, le iniziative di turismo legate alla pesca, la ristorazione e le attività pedagogiche legate alla pesca che sono in corso.

Ma per perseguire quest'opera di rilancio, ha concluso l'assessore, occorre anche mettere a sistema un'altra risorsa: la disponibilità degli addetti ai lavori a perseguire la strada della cooperazione e del partenariato: "Più gli attori di tutta la filiera delle pesca e dell'acquacoltura si uniscono, più rafforzano le loro potenzialità, più vengono premiati dalle azioni previste dal Feamp. L'unione, è proprio il caso di dirlo, fa la forza".