🎧 Università: contro rischio ‘concorsopoli’ separare carriere accademiche ed attività professionale

🎧 Università: contro rischio ‘concorsopoli’ separare carriere accademiche ed attività professionale

Intervista con il professor Alberto Vannucci professore di Scienza Politica, università Pisa, studioso dei processi e dei percorsi corruttivi, in particolare nella pubblica amministrazione

“Sono i settori accademici che promettono un maggior riscontro sul piano della remunerazione delle carriere professionali quelli in cui storicamente abbiamo visto annidarsi i fenomeni corruttivi più eclatanti dunque sono questi che bisogna attenzionare particolarmente” lo dice il professor Alberto Vannucci, docente di Scienza politica all’università di Pisa.

Uno dei rimedi potrebbe essere separare le carriere all’interno del mondo accademico, i posti di docenza nelle università, dalle attività professionali, dice Vannucci. che però sottolinea “l’università vive nella società, e per quanto sia io credo ancora più esecrabile quando la corruzione avviene nel mondo che dovrebbe formare le elites culturali del Paese, va detto che ovviamente anche l’università è permeabile ad un clima e ad una cultura generale molto diffusa nel nostro Paese”.

In particolare, sottolinea Vannucci, in altri contesti, “è il timore della riprovazione e della consegnunte marginazlizzazione che si subirebbe a seguito della scoperta di un evento corruttivo ad essere il primo e maggiore deterrente, cosa che ovviamente da noi non accade”.

Intanto, sul fronte delle indagini, secondo la procura di Firenze,  nei concorsi per cattedre alla facoltà di Medicina dell’Università di Firenze e di altri atenei sarebbe emersa “l’esistenza di un centro di potere che gestisce la cosa pubblica come se fosse cosa propria” ossia “in funzione personale con scambi di favori, facilitando i propri clientes nell’occupazione di posti di ricercatore e di professore ordinario e associato”.

Suonano proprio così le frasi messe nero su bianco dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal  pm Antonino Nastasi, nella richiesta di interdizione dagli incarichi avanzata nei confronti di sette dei 39 indagati, su cui dovrà pronunciarsi il gip Angelo Antonio Pezzuti all’esito degli interrogatori.

L’interdizione è stata chiesta tra gli altri per il rettore Luigi Dei che sarà il primo a comparire davanti al gip il prossimo 17 marzo. Nella richiesta di misura cautelare i pm contestano al rettore due episodi di presunta corruzione e uno di induzione indebita a dare o promettere utilità. “Deve rilevarsi – scrivono i pm – la sua inclinazione a delinquere e a commettere reati contro la pubblica amministrazione” agendo “in spregio delle regole di
legalità, trasparenza e correttezza”.

Gli altri destinatari di richieste di misure interdittive sono il direttore generale dell’ Aou di Careggi Rocco Damone, il professor Marco Carini, primario di urologia a Careggi, il direttore del dipartimento cardiotoracovascolare Niccolò Marchionni, Sandra Furlanetto professore associato di chimica analitica all’Universita’ di Firenze, Corrado Poggesi docente ordinario di fisiologia in pensione, Francesco Montorsi professore ordinario presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e Andrea Benedetto Galosi, quest’ultimo secondo gli investigatori designato come vincitore predeterminato di un concorso per professore ordinario indetto presso l’Università Politecnica delle Marche..

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