Nardini: il sindaco di Cascina (Lega) sta agendo bene su migranti

Nardini: il sindaco di Cascina (Lega) sta agendo bene su migranti

Il consigliere regionale Pd, Alessandra Nardini, si dichiara “contenta e un po’ stupita” che la sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, si preoccupi della situazione igenico-sanitaria dei migranti accolti alla Tinaia, “Sindaco, la facciamo insieme questa battaglia all’insegna dell’umanità e della solidarietà, o la sua linea resta quella inumana di Salvini?” conclude la Nardini.

“Sono contenta, e anche un po’ stupita, che il sindaco di Cascina si preoccupi della situazione igienico-sanitaria in cui vivono le persone accolte alla Tinaia. Dobbiamo dedurre che, finalmente, mostri un po’ di umanità e prenda le distanze dal suo leader nazionale Salvini? Proprio in queste ore, purtroppo, lui non si sta preoccupando altrettanto delle condizioni di quegli esseri umani a cui impedisce, vergognosamente, di poter scendere dalla nave Diciotti”. Lo afferma il consigliere regionale Pd Alessandra Nardini.

“Si stupirà, ma sono d’accordo con lei, sindaca Ceccardi: accertati i gravi problemi della struttura, è evidente che questa situazione non sia accettabile”, aggiunge Nardini in una nota.

“Questo non fa che confermare quello che sosteniamo da tempo: è necessario mettere in atto ovunque il ‘modello toscano di accoglienza diffusa’, con piccoli gruppi di persone accolte su tutto il territorio regionale, superando le grandi strutture”.

Per Nardini, “soprattutto occorre rilanciare una battaglia che la nostra Regione ha portato avanti e continuerà a portare avanti: la gestione dei richiedenti asilo non può essere lasciata nelle mani di Prefetture e privati, chiediamo che sia affidata alle Regioni e ai Comuni. Sindaco, la facciamo insieme questa battaglia all’insegna dell’umanità e della solidarietà, o la sua linea resta quella inumana di Salvini?”.

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PD Toscana: mozione per revoca incarico a ministro per la Famiglia Fontana

PD Toscana: mozione per revoca incarico a ministro per la Famiglia Fontana

I consiglieri regionali Pd Leonardo Marras (capogruppo) e Alessandra Nardini, hanno commentato le recenti dichiarazioni del sindaco di Stazzema (Lucca) e presidente del Parco nazionale della Pace, Maurizio Verona, che ha chiesto la revoca dell’incarico al ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana per le sue parole sulla legge Mancino.

“Il sindaco di Stazzema ha pienamente ragione: il ministro Fontana deve dimettersi e c’è bisogno di inasprire le pene contro il ritorno del fascismo, l’esatto contrario dell’abolizione della legge Mancino”- hanno affernato i due esponenti Pd.

Marras e Nardini annunciano inoltre, in una nota, una mozione perché “vogliamo che il Consiglio regionale si esprima su questa vicenda istituzionale gravissima e che, come fatto in altre recenti occasioni, torni a chiedere norme intransigenti per combattere ogni rigurgito di fascismo e ogni forma di razzismo”.

“La posizione del ministro Fontana sulla legge Mancino è incompatibile con il giuramento sulla nostra Costituzione – sottolineano gli esponenti Pd -, che si fonda sui valori dell’antifascismo e ripudia ogni forma di discriminazione”.

Per Marras e Nardini, “c’è il rischio concreto di una pesante involuzione su questi temi, e se il ministro, nonostante la tiepida dissociazione del premier Conte e del vice Di Maio, continua su questa strada non gli rimane che dimettersi. Anzi, meglio sarebbe che fosse il presidente del Consiglio a rimuoverlo o che il Parlamento intervenga con una mozione di sfiducia”.

“Dalla Toscana- concludono- terra di antifascismo e culla dei diritti civili, deve venire un segnale forte”.

 

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PD Toscana: mozione per revoca incarico a ministro per la Famiglia Fontana

PD Toscana: mozione per revoca incarico a ministro per la Famiglia Fontana

I consiglieri regionali Pd Leonardo Marras (capogruppo) e Alessandra Nardini, hanno commentato le recenti dichiarazioni del sindaco di Stazzema (Lucca) e presidente del Parco nazionale della Pace, Maurizio Verona, che ha chiesto la revoca dell’incarico al ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana per le sue parole sulla legge Mancino.

“Il sindaco di Stazzema ha pienamente ragione: il ministro Fontana deve dimettersi e c’è bisogno di inasprire le pene contro il ritorno del fascismo, l’esatto contrario dell’abolizione della legge Mancino”- hanno affernato i due esponenti Pd.

Marras e Nardini annunciano inoltre, in una nota, una mozione perché “vogliamo che il Consiglio regionale si esprima su questa vicenda istituzionale gravissima e che, come fatto in altre recenti occasioni, torni a chiedere norme intransigenti per combattere ogni rigurgito di fascismo e ogni forma di razzismo”.

“La posizione del ministro Fontana sulla legge Mancino è incompatibile con il giuramento sulla nostra Costituzione – sottolineano gli esponenti Pd -, che si fonda sui valori dell’antifascismo e ripudia ogni forma di discriminazione”.

Per Marras e Nardini, “c’è il rischio concreto di una pesante involuzione su questi temi, e se il ministro, nonostante la tiepida dissociazione del premier Conte e del vice Di Maio, continua su questa strada non gli rimane che dimettersi. Anzi, meglio sarebbe che fosse il presidente del Consiglio a rimuoverlo o che il Parlamento intervenga con una mozione di sfiducia”.

“Dalla Toscana- concludono- terra di antifascismo e culla dei diritti civili, deve venire un segnale forte”.

 

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Dems Toscana: posticipare congresso PD

Dems Toscana: posticipare congresso PD

“C’è bisogno di avviare una vera fase costituente della sinistra toscana” serve “posticipo di almeno un mese del congresso del Pd Toscana”.

La richiesta proviene da  un gruppo di esponenti guidato da Valerio Fabiani e Alessandra Nardini, rappresentanti dell”associazione Dems in Toscana, secondo cui “ci sarebbe
bisogno di avviare una vera fase costituente della sinistra toscana”. Fabiani, che si fa portavoce dell’appello, esprime il timore  che “oggetto di questo congresso siano le ansie e le preoccupazioni di una parte della classe dirigente, evidentemente molto
preoccupata del proprio destino personale”.
L”appello, spiegano i proponenti, non viene solo dall”area orlandiana del partito, ma, come precisa Nardini,  “anche  la direzione provinciale di Arezzo si è espressa in questo modo, lo stesso la federazione versiliese” e nelle prossime ore, sostengono i promotori dell’appello, potrebbe  arrivare  il sostegno anche di altre federazioni provinciali. “Noi  a Pisa- dice Nardini-  abbiamo sottoscritto in molti questa richiesta di posticipo, e ci auguriamo che la direzione provinciale la faccia propria quanto prima”.
Nel documento presentato oggi “la situazione del Pd in Toscana è preoccupante”, le relazioni con i cittadini “non sono buone”, e “ci sono responsabilità precise del gruppo dirigente uscito dal Congresso regionale del 2013″. La scelta del Pd toscano di ”correre da solo” “è stata sconfitta dai dati elettorali e politici”, si legge, per cui “va ricostruito un
campo vasto, plurale, dinamico, che comprenda il variegato mondo della sinistra e del centrosinistra”.

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Rifiuti, PD: “Rossi fa demagogia”. Ma è scontro nel partito

Rifiuti, PD: “Rossi fa demagogia”. Ma è scontro nel partito

Duro attacco del segretario metropolitano PD Marco Recati contro il presidente della regione che conferma la sua posizione per superare gli inceneritori. Nardini (PD): parole inaccettabili

“Oggi leggiamo che il presidente della Regione Enrico Rossi si schiera con le ‘Mamme No inceneritore’. 48 ore prima, la sua stessa Giunta ha approvato una delibera rivolta agli Ato in cui, tra l’altro, si parla di ‘portare l’incenerimento dei rifiuti al 20%’. E quindi, ammesso che ci sono i rifiuti da incenerire, come si fa senza termovalorizzatori? Enrico Rossi dovrebbe una volta per tutte fare quello per cui è stato eletto, non demagogia, ma risolvere i problemi, portare la Toscana verso l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti ed evitare di farla finire in emergenza”. Lo afferma il segretario metropolitano Pd di Firenze Marco Recati.

Le parole di Recati però smuovono soprattutto le acque interne al PD, che si avvia ad aprire la fase congressuale. “Se l’autore della nota che accusa di demagogia il presidente Rossi fosse un vero dirigente politico e non, mi viene da pensare, il portavoce di una qualche corrente, avrebbe sollecitato il gruppo consiliare in Consiglio regionale ad approvare la proposta di legge inviata dalla Giunta un mese fa. La proposta di legge prevede il trasferimento delle competenze sui flussi interambito dagli Ato alla Giunta toscana e la sua approvazione consentirebbe la revisione del piano dei rifiuti”. Lo afferma il consigliere regionale Pd Alessandra Nardini, in merito alla nota del segretario metropolitano del Pd di Firenze Marco Recati.
“Ma appare evidente lo scopo di questa nota dai toni inaccettabili – sottolinea Nardini in una nota -. Così facendo, chi scrive queste parole rischia di continuare a totalizzare sconfitte politiche nelle città e nei comuni toscani senza capirne nemmeno il perché”. Per il consigliere regionale, se Recati “fosse un uomo di governo, avrebbe convocato gli amministratori locali del Pd ad un’ampia e approfondita discussione sull’Ato unico regionale. Questo sarebbe il modo corretto di conoscere, approfondire, discutere le questioni. Non certo a colpi di comunicati stampa”.
“Avrebbe altresì difeso le ordinanze e le delibere emanate dalla Giunta toscana dal gennaio 2018 – dice ancora Nardini – compresa l’ultima con la quale il presidente Enrico Rossi ha inviato la richiesta agli Ato affinché presentino entro il 15 settembre il piano di interventi per conseguire gli obiettivi del piano ancora in vigore, ovvero il 70% di raccolta differenziata, il 20% di incenerimento e il 10% in discarica, dando così un contributo concreto alla stesura del nuovo piano”.

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