Giani: a Piombino un polo siderurgico integrato, aspettiamo supporto Governo

Giani: a Piombino un polo siderurgico integrato, aspettiamo supporto Governo

“Questa è la proposta della Toscana, intendiamo portarla a tutti i tavoli a cui saremo chiamati”, ha affermato Giani al tavolo. “Lavoriamo per un polo siderurgico integrato e competitivo Piombino  merita l’attenzione e il sostegno del governo”, ha aggiunto il presidente.

La Toscana, da oggi, ha una posizione ‘ufficiale’ sul tavolo nazionale che riguarda Piombino, fatto di scelte di politica industriale e di investimenti ambientali, infrastrutturali e per il porto. Lo spiega Gianni Anselmi, il consigliere che supporta il presidente Eugenio Giani per le aree di crisi complessa e che rende note in conferenza stampa le posizioni emerse al tavolo di questa mattina convocato dal Mise. Posizioni richiamate dallo stesso Giani, che nelle scorse ore aveva scritto al ministro Giancarlo Giorgetti ricordando, tra l’altro, che anche Liberty Magona potrebbe rientrare in un’operazione di riassetto congiunto o parallelo all’ingresso dello Stato tramite Invitalia o Cdp in JSW Steel Italy. E ricordando anche che sebbene Piombino sia il punto di riferimento per i lunghi e le rotaie, gli acciai piani sono contemplati fin dal 2008, perciò questo Governo sarebbe il primo ad escluderli.

“Questa è la proposta della Toscana, intendiamo portarla a tutti i tavoli a cui saremo chiamati”, ha affermato Giani al tavolo. “Lavoriamo per un polo siderurgico integrato e competitivo, è una partita che merita l’attenzione e il sostegno del governo”, ha aggiunto il presidente.

Piombino, ribadisce Anselmi in conferenza stampa, non  può stare “in un ruolo ancillare, deve semmai essere collocata nel quadro della siderurgia italiana, dal momento che si teorizza l’intervento del capitale pubblico”.

Il governo, presente al tavolo con la viceministra Alessandra Todde e con il ministero del lavoro, per oltre due ore ha ascoltato sindacati dei metalmeccanici, locali e nazionali, la parola di JSW Steel Italy per voce del vicepresidente Marco Carrai e, appunto, le istituzioni locali e regionali.

Sul tavolo ciò che è noto da almeno un anno: la necessità di un piano industriale credibile e quella di comprendere chiaramente le intenzioni di Mr. Jindal fino all’attuale contratto (scaduto) di JSW con Rfi per la fornitura di rotaie per il sistema infrastrutturale italiano. E ciò che è stato indicato stamani dalla Toscana: “Le nuove commesse di Rfi vanno inserite in un piano industriale chiaro e le scelte di dimensionamento degli impianti e degli investimenti debbano essere coerenti con i fabbisogni industriali e non influenzate da logiche esterne”.

Significa che la dotazione di un forno elettrico con capacità di 0,8 milioni di tonnellate annue non appare sufficiente, e anzi: “Non sarebbe davvero giustificabile un forno elettrico a Piombino con una capacità inferiore a 1,2 milioni di ton/anno, quando invece è possibile garantire la sicurezza di una produzione locale con sbocchi di mercato certi”. Il mancato rispetto di questa soglia minima significa escludere gli acciai piani da Piombino, quando invece esistono le condizioni per attivare una filiera corta locale tra JSW Steel e Liberty Magona. Il che vale, come noto, anche per la riattivazione di forniture di vergella verso l’ex-impianto Bekaert di Figline Valdarno, in precedenza rifornito proprio da Piombino, una volta adeguate le linee di laminazione alle specifiche tecniche necessarie per le trafilature eseguibili in Valdarno.

“Come Regione siamo disponibili a supportare un ragionamento di filiera nazionale, ma non al contrario, ovvero ad asservire il dimensionamento dell’attività siderurgica su Piombino solo agli interessi delle imprese di altri territori”, ha ripetuto Anselmi richiamando la discussione nel confronto con il Mise, che ha posto l’accento anche sulla scadenza delle concessioni portuali a luglio 2021, “rinnovabili solo a fronte di una visione complessiva sulla filiera siderurgica che sfrutti anche la competitività portuale”. In quest’ottica bisogna anche rinnovare gli accordi di programma nazionali che regolano le politiche e gli investimenti pubblici per l’area di crisi industriale di Piombino.

“Il governo – ha precisato Anselmi – ha la possibilità di  attivare una vera e propria operazione di reshoring su Piombino, sostituendo importazione con produzione locale al servizio sia degli acciai lunghi di JSW Steel Italy Piombino sia dei laminati zincati e preverniciati di Liberty Magona, universalmente riconosciuti come tra i migliori sul mercato italiano”.

Il tavolo non è stato chiuso: entro due settimane è attesa una nuova convocazione.

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Jsw: Fim-Cisl, su Piombino nessun segnale incoraggiante

Jsw: Fim-Cisl, su Piombino nessun segnale incoraggiante

Si è svolto oggi in videoconferenza al Mise il tavolo JSW. All’incontro – presieduto dalla Viceministra Alessandra Todde – hanno partecipato l’azienda, il Ministero del Lavoro, la Regione Toscana, il sindaco di Piombino, Invitalia e le organizzazioni sindacali. Todde dice “Piombino strategica, Governo pronto a rilancio”

Si è svolto oggi in videoconferenza al Mise il tavolo JSW. All’incontro – presieduto dalla Viceministra Alessandra Todde – hanno partecipato l’azienda, il Ministero del Lavoro, la Regione Toscana, il sindaco di Piombino, Invitalia e le organizzazioni sindacali. “Ho preso in mano il dossier JSW non appena ricevute le deleghe e ho ritenuto opportuno interloquire con tutte le parti coinvolte perché da diversi mesi il tavolo non veniva convocato al Mise”, dichiara la Viceministra al Mise Alessandra Todde. “La visione industriale dell’azienda non è sufficientemente chiara e bisogna lavorare urgentemente su questo aspetto – ha aggiunto la viceministra -. Il governo non ha alcuna preclusione a supportare un progetto di rilancio per Piombino, a patto che sia un progetto utile per l’interesse nazionale e non c’è alcun dubbio che lo stabilimento di Piombino sia da considerare strategico per il Paese e per il territorio”. “Non dobbiamo assolutamente parlare di un intervento tattico sullo stabilimento industriale, ma dobbiamo lavorare in modo che il sito sia reso a tutti gli effetti competitivo senza illudere i lavoratori e tutto il territorio. L’azienda deve mettersi all’interno di un percorso di negoziazione rispetto agli strumenti che il Governo può mettere a disposizione, perché questa non è una vertenza semplice. Sono convinta che da questa operazione di rilancio si debba riuscire a servire l’interesse nazionale e non solo quello dell’azienda. Mantengo aperto il tavolo, in modo che le varie interlocuzioni tra le parti proseguano. Riconvocherò il tavolo entra i primi di giugno” ha concluso la Viceministra Todde

“Non registriamo a oggi segnali incoraggianti” sulla vertenza Jsw di Piombino: lo denuncia in una nota il segretario nazionale Fim Cisl Valerio D’Alò dopo il tavolo in videoconferenza di oggi tra organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, governo e Invitalia, alla presenza anche degli enti locali. “Siamo ancora – sostiene D’Alò – in una fase interlocutoria, con Jindal che, dalle informazioni in nostro possesso, pare abbia dato al Governo un ultimatum per la definizione degli asset. Non c’è quindi ancora chiarezza, sulla governance della società e del piano industriale di cui non abbiamo traccia: quali gli investimenti, gli obiettivi qualitativi e quantitativi delle produzioni. In particolare su forno elettrico, sulla cui capacità produttiva, 1,2 milioni di tonnellate, non si ci sono certezze”. Dunque, conclude il segretario Fim, “chiediamo al governo rapidità, bisogna che lo stesso riprenda in mano la vertenza con un ruolo da protagonista nella gestione dei vari passaggi, anche in materia di concessioni portuali, perché si possa vedere una soluzione all’interno di un piano nazionale sulla siderurgia tenendo insieme produzione, salvaguardia dell’occupazione ed il rilancio del sito toscano”.

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Bekaert: nessun accordo al Mise, pronte 113 lettere licenziamento

Bekaert: nessun accordo al Mise, pronte 113 lettere licenziamento

Bekaert: possono partire da oggi in base agli accordi del febbraio scorso, le lettere di licenziamento per i 113 lavoratori ancora in forza alla Bekaert di Figline Valdarno (Firenze).

Secondo quanto emerso dall’incontro in videoconferenza convocato per ieri dalla viceministra Alessandra Todde, non v’è stato accordo stasera al tavolo del Mise:
l’azienda non ha accettato la richiesta dei sindacati per un prolungamento degli ammortizzatori sociali fino al 24 giugno, in assenza di un orizzonte ben definito per la
reindustrializzazione della fabbrica.

“Ci siamo resi comunque disponibili – ha commentato Daniele Calosi, segretario generale della Fiom Cgil di Firenze e Prato – a siglare nei prossimi giorni un protocollo che, in caso di futura reindustrializzazione dello stabilimento di Figline o di avvio di un’attività industriale anche in un sito limitrofo, preveda che chi subentrerà, se beneficerà di finanziamenti pubblici, costruisca con istituzioni e organizzazioni sindacali, le condizioni affinché vi siano le garanzie occupazionali per tutti i lavoratori licenziati da Bekaert”.

Bekaert aveva annunciato la dismissione della fabbrica ex Pirelli, dove si produceva steel cord, il 22 giugno 2018: all’epoca i lavoratori occupati nello stabilimento erano 318.

Intanto la Toscana ha avviato la sperimentazione dei voucher, inseriti per la prima volta tra gli incentivi alla ricollocazione e approvati dalla Giunta regionale nei giorni scorsi.
Una misura che avrà come prima applicazione il percorso di assunzione di 60 ex operai Bekaert da parte del colosso dei camper Laika, nella sede di San Casciano Val di Pesa (Firenze) in Chianti, e illustrata al tavolo tra Regione e sindacati metalmeccanici di Firenze.

Spiega Valerio Fabiani, consigliere per lavoro e crisi aziendali di Giani: “E’ una misura generale e sperimentale, che riguarda gli operai che, ricollocati in realtà a distanza di almeno 30 chilometri, si debbano spostare in tratte che non sono coperte dal trasporto pubblico e in attesa di una riorganizzazione del trasporto”.

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Controradio Infonews: le principali notizie dalla Toscana, 4 maggio 2021

Controradio Infonews: le principali notizie dalla Toscana, 4 maggio 2021

Controradio Infonews: ultim’ora, aggiornamenti, cronaca ed eventi in Toscana nella sintesi mattutina di Controradio. Per iniziare la giornata ‘preparati’.

CONTRORADIO INFONEWS: Lavorava da circa un anno in un’azienda tessile in provincia di Prato, a Oste di Montemurlo. Ieri è lì che ha perso la viata, a 22 anni, finendo dentro l’ingranaggio di un macchinario per la trama del tessuto. Si chiamava Luana D’Orazio, giovane operaia e  madre di un bambino di 5 anni. Viveva a Pistoia, con i genitori e il fratello. Secondo una prima ricostruzione, la 22enne sarebbe rimasta impigliata nel rullo del macchinario a cui stava lavorando venendo poi trascinata. L’allarme è scattato subito, sul posto arrivati oltre ai vigili, carabinieri e sanitari, ma i soccorsi sono risultati vani. Intervenuti anche i tecnici della Asl Toscana centro: hanno posto sotto sequestro macchinario e circostante area per la verifica dei dispositivi di sicurezza. La magistratura ha disposto l’autopsia. Tra Prato e Pistoia è il secondo infortunio mortale in un’azienda tessile quest’anno. Lo ricordano anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Prato, che stanno organizzando una “forte azione di mobilitazione” per venerdì.

CONTRORADIO INFONEWS: Possono partire da oggi in base agli accordi del febbraio scorso, le lettere di licenziamento per i 113 lavoratori ancora in forza alla Bekaert di Figline Valdarno (Firenze). Secondo quanto emerso dall’incontro in videoconferenza convocato per ieri dalla viceministra Alessandra Todde, non c’è stato accordo al tavolo del Mise: l’azienda non ha accettato la richiesta dei sindacati per un prolungamento degli ammortizzatori sociali fino al 24 giugno, in assenza di un orizzonte ben definito per la reindustrializzazione della fabbrica.

Processo Astori: condannato il medico sportivo.  Il capitano della Fiorentina fu trovato morto il 4 marzo 2018 nella sua camera di albergo a Udine, dove era insieme alla squadra, ucciso da un’aritmia ventricolare maligna dovuta a una grave patologia cardiaca che non gli era mai stata diagnosticata. Per quel decesso il gup di Firenze ha riconosciuto colpevole di omicidio colposo il professor Giorgio Galanti, il medico che in due occasioni certificò l’idoneità sportiva del calciatore, e lo ha condannato a un anno di reclusione in abbreviato, con pena sospesa. Galanti, imputato in qualità di direttore sanitario di Medicina dello Sport dell’ospedale di Careggi (Firenze), è stato anche condannato al pagamento di provvisionali per oltre 1 milione di euro. Le parole della compagna  di Astori Francesca Fioretti che era in aula alla lettura del dispositivo insieme ai fratelli del calciatore.

 

CONTRORADIO INFONEWS: Un altro passo avanti della campagna vaccinale in Toscana: da mercoledì mattina, 5 maggio, apre sul portale dedicato della Regione la ‘finestra’ per prenotare la vaccinazione da parte di coloro che hanno tra 65 e 69 anni di età (prenotavaccino.sanita.toscana.it). La Regione mette a disposizione una prima quantità 10mila dosi per questa fascia di età mentre procede la corsa a coprire più ultra70enni possibile. Inoltre, si fa sapere che ci sono dosi sufficienti per garantire la prima somministrazione a tutti i nati tra il 1941 e il 1951 che ancora non hanno prenotato. “182.491 sono le persone ad elevata fragilità registrate sul portale. Sono partiti gli ultimi Sms con il codice per prenotare l’appuntamento a tutti i vulnerabili aventi diritto registrati e non ancora vaccinati. Anche i circa 30mila familiari/conviventi /caregiver registrati stanno ricevendo ora il codice Sms per la prenotazione del vaccino”. Lo rende noto il presidente della Toscana Eugenio Giani. Sentiamo Andrea Belardinelli, dir. Sanita digitale e Innovazione Regione Toscana.

CONTRORADIO INFONEWS: “Dalla rimozione delle macerie alla ricostruzione del ponte, tre interventi in 17 mesi con una spesa complessiva di oltre 30 milioni di euro. Ed entro la primavera 2022 la nuova opera sarà completata con adeguamenti alle strade circostanti e riqualificazione delle aree”. Lo ha dichiarato il viceministro Alessandro Morelli in un sopralluogo ai cantieri per la ricostruzione del nuovo ponte di Albiano Magra (Massa Carrara), crollato l’8 aprile 2020.

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Bekaert: aggiornato al 4 maggio il tavolo al MISE

Bekaert:  aggiornato al 4 maggio il tavolo al MISE

Dal tavolo al Mise unanime richiesta all’azienda di non procedere ai licenziamenti il 4 maggio. Bekaert si è riservata di valutare e rispondere nei prossimi giorni. L’azienda si è presa tre giorni per valutare la risposta.

Il tavolo sulla vertenza Bekaert è stato aggiornato al 4 maggio, ultimo giorno utile di cassa integrazione per i 120 dipendenti ancora in forza alla fabbrica di Figline Valdarno (Firenze).
Alla riunione di oggi in videoconferenza, a cui ha partecipato per il Mise la vice-ministra Alessandra Todde, tutti hanno chiesto all’azienda di non procedere ai licenziamenti il 4 maggio, ma di utilizzare le ulteriori settimane di cassa integrazione per Covid-19 per arrivare alla concretizzazione di un piano che leghi il Valdarno a Piombino. L’azienda si è presa tre giorni per valutare la risposta.

Per Daniele Calosi (Fiom Cgil Firenze) “Come Fiom Cgil rivendichiamo con orgoglio la correttezza di non aver siglato l’accordo sui licenziamenti del 24 febbraio scorso perché, come riportato dal Governo, l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, come la cassa per Covid-19, non è mai legato ai licenziamenti.
Noi siamo disponibili a firmare intese che prevedano strumenti utili alla reindustralizzazione del sito e al passaggio diretto, senza licenziamenti, dei lavoratori ancora in cassa integrazione. In caso contrario il soggetto che arriverà potrà scegliere se e chi assumere. E questo è inaccettabile.
Al netto delle scelte di carattere politico istituzionale, la responsabilità principale in questa vicenda è dell’azienda che ha utilizzato ammortizzatori senza aver mai presentato, in 34 mesi, alcun piano di rilancio.
Ricordiamo che l’unico piano presentato al Governo, alle istituzioni locali e all’azienda che prevedeva il riassorbimento di tutti i lavoratori e la continuità della attività produttiva, è stato quello di Legacoop Toscana per conto della Cooperativa di lavoratori. Progetto che non è mai stato preso in considerazione dal tavolo nazionale e che ha portato allo scioglimento della Steelcoop Valdarno.
Se a quasi tre anni dall’inizio della vertenza stiamo ancora cercando una soluzione, lo dobbiamo solo alla determinazione dei lavoratori, della Fiom e della Cgil, che hanno avuto da sempre chiaro che l’unico obiettivo da perseguire era la rinascita di quel sito e il lavoro per tutti.
A questi lavoratori, che si ritrovano alla vigilia del 1°maggio senza alcuna prospettiva occupazionale, oltre al rispetto dovremmo dedicare un monumento”.

Per Silvia Spera della Cgil nazionale “Nel progetto industriale complessivo di Piombino si apre la possibilità di dare un futuro industriale nella filiera dell’acciaio all’azienda Bekaert.
Questa opportunità va colta, lo si deve ai lavoratori coinvolti e a tutto il territorio.
La multinazionale con un atto di responsabilità favorisca l’ operazione di reindustrializzazione utilizzando tutti gli strumenti, in modo che possa esserci in continuità un progetto industriale che dia futuro.”

Per Elena Aiazzi della CGIL Firenze “Per il bene e il futuro dei lavoratori, dell’occupazione e del territorio è indispensabile che l’azienda e le Istituzioni con un atto di responsabilità individuino gli strumenti opportuni ad una risoluzione positiva della vertenza.”

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