Toscana, sanità: 1 coppia su 4 ha problemi fertilità

Toscana, sanità: 1 coppia su 4 ha problemi fertilità

Una coppia su quattro in Toscana ha problemi di fertilità mentre si è spostata in avanti l’età in cui si diventa madri: a 24 anni nel 1970, a 30 anni nel 2017. Con un tasso pari ad 1,3 figli per donna, inferiore al ‘livello di sostituzione’ fissato a 2,1 figli.

Una media, tra le più basse a livello italiano, che porterà nel 2050 ad una popolazione toscana inattiva pari all’84 per cento dei cittadini. E’ quanto emerge al convegno ‘Verso nuove vite, lo psicologo nei percorsi di preservazione della fertilità e procreazione medicalmente assistita’ tenutosi oggi a Firenze, organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Toscana in occasione della Giornata nazionale della psicologia e nell’ambito delle iniziative del Mese della psicologia.

Neanche l’immigrazione sembra poter invertire questo trend: se infatti gli immigrati arrivano in Toscana con un tasso di natalità superiore alla media, in 2-3 anni dal loro arrivo, si attestano sulle medie regionali, dal momento che la natalità non sembra dipendere da motivi di etnia o religione, ma dalle condizioni socio-economiche in cui ci si trova a vivere.

Al convegno è stata presentata l’attività della rete Pma – Procreazione medicalmente assistita, una rete toscana interamente pubblica, che ha centri di expertise per l’infertilità maschile o centri di Pma di I, II, III livello.

Vengono inoltre identificati tre centri pubblici per l’oncofertilità alla Aou Careggi, la Aou Pisana e la Ausl Sud est con il suo centro a Cortona (Arezzo) ed ambulatori a Siena, Grosseto. Nell’ambito della rete sono tra 1.500 e 1.800 le coppie incontrate dagli operatori della Pma: di queste 600 vengono prese in carico. Per il 65% si tratta di coppie provenienti da fuori Toscana, soprattutto Umbria, Lazio, Marche.

“Sempre più coppie – ha sottolineato Lauro Mengheri, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana – si trovano oggi a dover affrontare il problema dell’infertilità che può avere cause ed origini diverse. In Toscana esiste una rete regionale per la prevenzione, la diagnosi e la cura dell’infertilità, che offre anche tecniche di procreazione medicalmente assistita quando non siano possibili altre terapie. Un centro multidisciplinare in cui lo psicologo ricopre un ruolo delicato ma fondamentale di assistenza alle coppie”.

“La situazione toscana è difficile – ha spiegato Luca Mencaglia, direttore della Rete Pma, Ospedale Santa Margherita di Cortona -, dobbiamo fare educazione delle giovani donne (la prima visita al centro avviene a 39 anni di età) ma anche dei maschi per poter arrivare direttamente alla popolazione e dargli i percorsi quando hanno dei problemi legati alla fertilità”.

“L’infertilità è una condizione psicologicamente difficile – ha concluso Alessandro Bichi, psicologo Azienda USL Toscana Sudest – che provoca una forte crisi di identità nel percorso di vita e nella dinamica della qualità di vita di coppia. Quindi lo psicologo è colui che si deve occupare e sostenere questa coppia all’arrivo del percorso di procreazione medicalmente assistita e nell’eventuale esito positivo o negativo di questo percorso”.

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Toscana, sanità: 1 coppia su 4 ha problemi fertilità

Toscana, sanità: 1 coppia su 4 ha problemi fertilità

Una coppia su quattro in Toscana ha problemi di fertilità mentre si è spostata in avanti l’età in cui si diventa madri: a 24 anni nel 1970, a 30 anni nel 2017. Con un tasso pari ad 1,3 figli per donna, inferiore al ‘livello di sostituzione’ fissato a 2,1 figli.

Una media, tra le più basse a livello italiano, che porterà nel 2050 ad una popolazione toscana inattiva pari all’84 per cento dei cittadini. E’ quanto emerge al convegno ‘Verso nuove vite, lo psicologo nei percorsi di preservazione della fertilità e procreazione medicalmente assistita’ tenutosi oggi a Firenze, organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Toscana in occasione della Giornata nazionale della psicologia e nell’ambito delle iniziative del Mese della psicologia.

Neanche l’immigrazione sembra poter invertire questo trend: se infatti gli immigrati arrivano in Toscana con un tasso di natalità superiore alla media, in 2-3 anni dal loro arrivo, si attestano sulle medie regionali, dal momento che la natalità non sembra dipendere da motivi di etnia o religione, ma dalle condizioni socio-economiche in cui ci si trova a vivere.

Al convegno è stata presentata l’attività della rete Pma – Procreazione medicalmente assistita, una rete toscana interamente pubblica, che ha centri di expertise per l’infertilità maschile o centri di Pma di I, II, III livello.

Vengono inoltre identificati tre centri pubblici per l’oncofertilità alla Aou Careggi, la Aou Pisana e la Ausl Sud est con il suo centro a Cortona (Arezzo) ed ambulatori a Siena, Grosseto. Nell’ambito della rete sono tra 1.500 e 1.800 le coppie incontrate dagli operatori della Pma: di queste 600 vengono prese in carico. Per il 65% si tratta di coppie provenienti da fuori Toscana, soprattutto Umbria, Lazio, Marche.

“Sempre più coppie – ha sottolineato Lauro Mengheri, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana – si trovano oggi a dover affrontare il problema dell’infertilità che può avere cause ed origini diverse. In Toscana esiste una rete regionale per la prevenzione, la diagnosi e la cura dell’infertilità, che offre anche tecniche di procreazione medicalmente assistita quando non siano possibili altre terapie. Un centro multidisciplinare in cui lo psicologo ricopre un ruolo delicato ma fondamentale di assistenza alle coppie”.

“La situazione toscana è difficile – ha spiegato Luca Mencaglia, direttore della Rete Pma, Ospedale Santa Margherita di Cortona -, dobbiamo fare educazione delle giovani donne (la prima visita al centro avviene a 39 anni di età) ma anche dei maschi per poter arrivare direttamente alla popolazione e dargli i percorsi quando hanno dei problemi legati alla fertilità”.

“L’infertilità è una condizione psicologicamente difficile – ha concluso Alessandro Bichi, psicologo Azienda USL Toscana Sudest – che provoca una forte crisi di identità nel percorso di vita e nella dinamica della qualità di vita di coppia. Quindi lo psicologo è colui che si deve occupare e sostenere questa coppia all’arrivo del percorso di procreazione medicalmente assistita e nell’eventuale esito positivo o negativo di questo percorso”.

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