A1: aperta terza corsia a Firenze Sud

A1: aperta terza corsia a Firenze Sud

A1: aperta alla circolazione da questa mattina la nuova terza corsia a Firenze Sud. Opera di 5 km di lunghezza su entrambe le carreggiate.

Aperta stamani al traffico sull’autostrada del Sole A/1, e già transitata dai veicoli, la nuova terza corsia nel tratto fra i caselli di Firenze Sud e Incisa.

Il nuovo tratto è diventato percorribile per la prima volta dalle 6. Si tratta di un nuovo tracciato che si estende per 5 km di lunghezza con piattaforma complessiva di 15 metri di
larghezza. E’ costituito, sia in direzione nord sia in direzione sud, da tre corsie di marcia più una corsia di emergenza.

Questo progetto di Autostrade per l’Italia comprende anche la costruzione di una galleria artificiale fonoassorbente ‘Antella’ e il potenziamento del già esistente viadotto ‘Ema’.

Cerimonia di inaugurazione nella mattina con il presidente e l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, rispettivamente Giuliano Mari e Roberto Tomasi, il presidente della Toscana, Eugenio Giani, il sindaco di Bagno a Ripoli (Firenze) Francesco Casini, la vicesindaca di Firenze Alessia Bettini.

 

Esodo, chilometri di coda di notte tra Firenze e Val d’Arno

Chiusure per lavori in A1, caos partenze e mezzi pesanti

Una coda di almeno 10 chilometri si è formata nella notte sulla statale 69 della Val d’Arno a poche ore dall’annunciata riapertura del tratto autostradale Firenze sud-Incisa. Molti i disagi, soprattutto per quanti stavano cercando di raggiungere l’aeroporto di Firenze per
partire per le vacanze estive, rimasti imbottigliati per ore tra gli svincoli delle uscite obbligatorie e sulla statale.
L’anticipo delle partenze, favorito anche dal caldo di questi giorni, si è accavallato con un traffico di mezzi pesanti particolarmente intenso, in vista dei divieti annunciati per i prossimi giorni.

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Firenze aderisce al Manifesto delle città gentili, firma simbolica a Palazzo Vecchio

Firenze aderisce al Manifesto delle città gentili, firma simbolica a Palazzo Vecchio

“Dobbiamo cominciare dai nostri comportamenti e dal linguaggio ad essere più gentili”, ha spiegato il sindaco Dario Nardella per l’adesione al manifesto delle città gentili

Firenze aderisce al Manifesto delle città gentili promosso dal movimento collettivo nazionale Italia gentile, progetto dell’Associazione My Life Design Onlus. La firma simbolica è stata apposta oggi in occasione dell’inaugurazione del Festival dell’Italia gentile, aperto a Palazzo Vecchio dal sindaco Dario Nardella.

“Dobbiamo cominciare dai nostri comportamenti e dal linguaggio – ha spiegato Nardella – ad essere più gentili: penso al linguaggio della politica, sempre più muscolare, volgare, rissoso: le persone sono stanche di questi questi tipi di confronto. Anche nel linguaggio pubblico, nel mondo del lavoro, perfino in famiglia, cominciamo a essere gentili dalle parole e poi passiamo anche ai fatti”. Per il sindaco “ci sono tanti progetti che si possono ricondurre alla gentilezza nella nostra città. Penso ad esempio all’assistenza agli anziani. Penso agli Angeli del bello, una rete di più di 2000 volontari che ogni volta compiono un atto gentile verso la città, cercando di recuperare uno spazio degradato, di pulire un muro imbrattato. Abbiamo poi iniziative legate anche alla solidarietà e all’accoglienza: anche questi sono atti gentili”.

“Con la vicesindaca Bettini vogliamo promuovere un ulteriore gesto di gentilezza – ha aggiunto Nardella – simbolico ma significativo, con la rete dei volontari della nostra città e con la fondazione Angeli del bello un giorno andremo a ricevere coloro che arriveranno alla stazione e all’aeroporto con un fiore. Un gesto di gentilezza che stabilisce un sistema di relazioni positivo, umano, inclusivo, per chi arriva nella nostra città, che sia un turista o un lavoratore e poi sicuramente proseguiremo con altre azioni”. Per Daniel Lumera, promotore del Movimento Italia Gentile, “mai come adesso, in un momento in cui si tende purtroppo a cercare consenso e senso di identità dalla colpevolizzazione e dalla creazione di un nemico è fondamentale invertire la rotta e rimettere al centro inclusione e cura del prossimo, è una provocazione ma una piccola grande rivoluzione che Firenze ha accolto, pronta a intraprendere progetti concreti”.

Palazzo Vecchio la tavola rotonda ‘Comunicazione gentile e Politica’ con Nardella; Matteo Biffoni, sindaco del Comune di Prato e presidente Anci Toscana; Giovanna Melandri, presidente di Fondazione Maxxi, Human Foundation e Social Impact Agenda per l’Italia; Gregorio Arena, presidente e fondatore di Labsus; Rosy Russo, presidente e fondatrice di Parole O_Stili. All’evento ha fatto seguito l’incontro interreligioso ‘Gentilezza e Spiritualità’, co un momento di ‘Preghiera del cuore e meditazione’ guidata da Padre Bernardo Gianni e la ‘Meditazione al tramonto sulla gentilezza’ guidata da Lumera.

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Cordonatura di Santo Spirito vandalizzata durante la notte

Cordonatura di Santo Spirito vandalizzata durante la notte

Firenze, “E son durati meno di Gattuso”, commenta ironico un passante mentre sto facendo le foto a quello che resta della famosa cordonatura di Santo Spirito: la maggior parte dei chiodi fiorentini ribaltati con i loro pilastri, nonostante il peso notevole, i canapi che completavano la recinzione spariti in molti punti, mentre in altri si vedono le funi tagliate.

Mentre le squadre dei tecnici sono al lavoro, per ripristinare la cordonatura, arrivano i commenti delle autorità cittadine all’accaduto.

“Purtroppo gli episodi di stanotte hanno dimostrato che c’è chi manifesta il proprio dissenso con atti di inciviltà; su questo ci auguriamo che ci sia la ferma condanna da parte di tutti – dice la vicesindaca Alessia Bettini in merito ai fatti di stanotte in piazza Santo Spirito – Lo abbiamo detto fin dall’inizio, i dissuasori rappresentano una misura d’urgenza, presa in accordo con la Prefettura, il parroco e i cittadini, in risposta a comportamenti di inciviltà rispetto a continui appelli da parte nostra che sono stati purtroppo sistematicamente inascoltati. Si tratta di un provvedimento sperimentale, provvisorio e removibile. A chi in questi giorni ha espresso critiche sull’aspetto estetico vogliamo chiedere di avanzare anche proposte; da parte nostra rilanceremo il concorso di idee per una piazza da vivere in modo civile, aperto e nel rispetto di un sagrato che è un luogo di culto e uno dei luoghi più belli della nostra città”.

Alla condanna dell’accaduto si è unita l’assessore alla Sicurezza Benedetta Albanese che ha posto anche l’accento sulle misure prese per la vivibilità della piazza: “Questi atti di inciviltà e vandalismo vanno isolati e condannati – ha detto Albanese -, perché sicurezza urbana significa riuscire a vivere in maniera rispettosa le piazze. Per questo, in piazza Santo Spirito abbiamo potenziato l’illuminazione, installato quattro nuove telecamere e preso provvedimenti a tutela di tutti, gestendo queste zone con controlli coordinati fra polizia locale e forze dell’ordine. Anche in vista del passaggio in zona bianca, i comportamenti di ieri non rappresentano un modo corretto di interpretare la socialità e il rispetto delle regole necessarie a salvaguardare i diritti e le libertà di tutti. Pertanto, proseguiremo con presenza e controlli, sanzionando i comportamenti illeciti”.

“Lo temevo e stanotte abbiamo avuto la conferma: la cordonatura in Santo Spirito è durata meno di 24 ore. Non è più bella di una cancellata ed inoltre è sicuramente meno utile. La Sovrintendenza prenda coraggio e si assuma la responsabilità di dire sì ad una cancellata” ha dichiarato Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia Viva.

“Lo avevo detto e stamani, purtroppo, ne ho avuto la conferma – scrive l’onorevole Gabriele Toccafondi di Italia Viva – Paletti rovesciati, corda tagliata, gente sul sagrato che ha fatto quello che ha voluto. Per fermare la malamovida e gli incivili, non serve una brutta e inefficace cordonatura, bensì una cancellata”.

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🎧 Santo Spirito: quando la toppa è peggio del buco.

🎧 Santo Spirito: quando la toppa è peggio del buco.

Un coro di critiche ha accolto i maxi blocchi di cemento per tenere il cordone e impedire l’accesso al sagrato della basilica di Santo Spirito, a Firenze. Nel frattempo si organizza la protesta.

Era un provvedimento annunciato da tempo. Nell’ambito di un dibattito che – come spesso accade a Firenze, dall’aeroporto allo stadio – dura da decenni. Alla fine sono arrivati i maxi blocchi di cemento per tenere il cordolo e chiudere il sagrato della basilica di Santo Spirito. Primo problema, sono brutti, anzi orribili. Su questo la vice sindaca Alessia Bettini ha detto ai nostri microfoni: “lasciateci finire il lavoro, metteremo anche le fioriere”.

Nel frattempo i cittadini che si stanno cuocendo al sole (e che prendono la pioggia d’estate) perché non hanno diritto ad una avere una pensilina alla fermata della tranvia “Porta al prato Leopolda” si staranno interrogando sui criteri estetici che hanno in Sovrintendenza. Ma bruttezza a parte (si fa per dire, stiamo parlando di una delle piazze più belle del mondo), qual è il problema e quale la soluzione per piazza Santo Spirito? I problemi sono quelli di sempre.

Troppi giovani tutti insieme sporcano, lasciano vetri a terra (anche rotti), urinano tra le macchine, fanno troppa confusione fino a tardi ed impediscono ai residenti di dormire tranquillamente. E, non da ultimo, trattano con scarsa civiltà il sagrato della basilica di Santo Spirito, progettata da Filippo Brunelleschi, che ospita opere dei più famosi artisti fiorentini, tra cui un Cristo ligneo del giovane Michelangelo.

Ed è qui che nasce il bivio delle soluzioni. Si può lavorare sulla sensibilizzazione dei giovani che la affollano, mettere dei bagni pubblici, incentivare con fondi del Comune all’acquisto di finestre insonorizzanti per i residenti che lo desiderano. Si può lavorare seriamente su una cultura contemporanea della piazza, dove chiunque è chiamato a viverla a pieno e ad esserne custode allo stesso tempo.

Oppure si può chiudere, vietare, cancellare, cordonare, sanzionare. Questa seconda opzione ha avuto ed avrà delle conseguenze. Senza dimenticare che tanti residenti preferiscono la festa alla desolazione. Ma le conseguenze si svolgeranno nella prosecuzione di tendenze che osserviamo da anni. Svuotamento del centro storico (Firenze), migrazione dei giovani di piazza in piazza fino ad essere risospinti nelle periferie meno normate (Parigi), musealizzazione delle piazze (Venezia).

Ed infine, ancora il tema del turismo. Le nostre piazza diventeranno definitivamente luoghi ad uso del turismo di massa. Ovvero esattamente quello che avevamo giurato che non avremmo mai più – dopo il Covid – voluto per le nostre città. Si transita brevemente, si consuma in un luogo privato (bar, ristoranti, etc.), si paga e si va via.

Avevamo detto: “mai più”. Avevamo detto che l’unica risposta possibile stava nella cultura, in diverse accezioni. Una nuova cultura degli spazi pubblici, una nuova cultura della piazza, della notte, del divertimento. E poi la cultura come eventi di cultura con cui animare una piazza troppo bella per essere curata con i blocchi di cemento e i cordoli.

Puoi ascoltare in Podcast l’intervista realizzata da Raffaele Palumbo con l’artista fiorentino di fama internazionale Giacomo Costa.

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🎧 Santo Spirito, Bettini: “Fateci finire, metteremo anche le piante”

🎧 Santo Spirito, Bettini: “Fateci finire, metteremo anche le piante”

Firenze, chiede più tempo per un giudizio definitivo sul cordonato di Santo Spirito, aspramente criticato da più parti, la vice sindaca di Alessia Bettini.

“Fateci finire però – dice la vicesindaca ai nostri microfoni, per rispondere alla marea di commenti negativi arrivati dai fiorentini, alla nuova cordonatura del sagrato della Basilica di Santo Spirito – perché non abbiamo ancora portato il compimento il lavoro”.

“Voglio ricordare che abbiamo preso questo provvedimento d’urgenza – spiega la Bettini -per far fronte ad una situazione di emergenza e che era andata fuori controllo, io voglio ricordare a tutti perché: ci dobbiamo ricordare gli assembramenti, ci dobbiamo ricordare chi orinava sulla basilica, le scritte vandaliche, i bivacchi”.

“Rispetto a quest,o come sapete, ci sono stati una parte dei cittadini che ci hanno chiesto una cancellata, e dall’altra però, una parte di cittadini che hanno continuato sistematicamente a violare tutte le norme di civile convivenza, quindi noi abbiamo cercato un punto di equilibrio”.

Santo Spirito
©Controradio

“Questo è, come dire, un cordonato che vuole sottolineare un’area di rispetto, tra l’altro abbiamo fatto d’accordo anche con la Prefettura e poi ovviamente con la Soprintendenza, ed è un cordonato che non abbiamo fissato a terra, questo lo voglio dire ho molta chiarezza: cioè il chiodo fiorentino non ha perforato il lastricato, e l’abbiamo fatto così proprio perché è temporaneo, quel chiodo sta su un basamento, un po’ grande perché sennò perde di staticità e poi diventa pericoloso perché magari qualcuno lo butta da qualche parte, è scuro sempre per ragioni di sicurezza, perché sia ben visibile alle persone, dopodiché lo schermeremo anche con le piante, quindi aspettiamo a dare anche un giudizio definitivo. Dopodiché è un cordonato appunto temporaneo!”.

Intanto da chi proprio il cordonato non lo vuole ci è arrivato un comunicato:
Lunedì 14 giugno, nonostante sia in vigore un’ordinanza che impedisce lo stazionamento e il consumo di cibo e bevande sul sagrato di santo spirito, un gruppo di persone ci si è riunito per un’assemblea pubblica. Questo per ribadire quanto è importante che le piazze delle città rimangano aperte e che non siano privatizzate e rese inaccessibili a chiunque non sia disposto a spendere soldi ai tavolini dei bar, che ormai stanno occupando totalmente la piazza.
Durante l’assemblea persone di età e zone diverse di Firenze si sono trovate d’accordo nel dire che non possiamo permettere che piazze pubbliche (DI TUTTI per definizione) ci vengano tolte poco alla volta.
Verrà quindi organizzata una jam session per domani venerdì 18, alle 21, sul sagrato di piazza Santo Spirito, dove finalmente questo spazio vedrà una nuova socialità fatta di musica, divertimento e rispetto per questo luogo e per chi lo abita. Per questo motivo alle persone che parteciperanno all’iniziativa di domani è stato chiesto di portare sacchi della spazzatura e cestini per contribuire a tenere la piazza pulita. Tra le richieste ci sarà anche quella di un bagno pubblico e GRATUITO.
Siamo stanchi di queste ordinanze folli che sembrano volerci togliere ogni possibilità di creare una socialità a meno che non sia a pagamento.
Siamo stanchi che la nostra salute mentale sia trascurata a favore del decoro della città vetrina.
Per questo siamo determinati a riprenderci gli spazi che ci sono stati sottratti.

In podcast l’intervista alla vice sindaca Alessia Bettini, a cura di Gimmy Tranquillo.

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