Mugnone, sopralluogo al Ponte Rosso

Mugnone, sopralluogo al Ponte Rosso

🔈Firenze, si è svolto un sopralluogo ai lavori di bonifica delle sponde del Mugnone nel tratto tra il ‘Ponte Rosso’ e il cosiddetto ‘Ponte della Tramvia’.

Tra i lavori sul Mugnone, la creazione di larghi specchi d’acqua sotto i ponti dove le acque, al fresco, possano favorire il crearsi di zone di riproduzione dei pesci.

Come effetto collaterale gli specchi d’acqua dovrebbero evitare che sotto i ponti si possano realizzare bivacchi che in passato hanno visto l’accumularsi di materassi e mobili, che hanno richiesto l’intervento della polizia municipale per lo sgombero.

Le lavorazioni, cominciate da qualche settimana, sono eseguite nel tratto compreso tra il Ponte Rosso e il Ponte del Romito, dove si andranno a realizzare degli abbassamenti della tracciato già esistente fino al pari della quota acqua esistente in modo da agevolare il passaggio dei mezzi d’opera sotto i seguenti ponti: Ponte Rosso, ponte di via fratelliRuffini, Ponte dello Statuto e Ponte degli Alpini; sotto il Ponte Bailey si procederà invece con la rimodellazione delle scarpate su cui appoggia.

Nello specifico, si procederà spostando il cantiere ponte dopo ponte da monte verso valle con la demolizione della muratura delimitante la canaletta di magra in modo da riportare la quota di percorrenza a quella dell’alveo attuale, per poi rivestire il fondo in scogliera di massi ciclopici mentre sulle scarpate in destra verranno create delle scarpe pietrate, ovvero un massetto in calcestruzzo rivestito con pietre naturali, secondo prescrizioni e accordi con gli uffici competenti: già completata la nuova sistemazione del Ponte Rosso si lavora più a valle.

Secondo un virtuoso principio di circolarità dei materiali le terre derivanti dagli scavi saranno trasportate alle Cascine dove saranno contestualmente utilizzate per il rifacimento della bassa sponda destra a valle del Ponte all’Indiano, colpita da erosione in occasione delle ultime piene invernali.

Erano presenti il Sindaco di Firenze Dario Nardella, accompagnato dall’Assessora all’Ambiente Alessia Bettini e dal presidente del Consorzio Marco Bottino.

Gimmy Tranquillo ha intervistato l’Assessora Bettini:

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Bio Street Good, a Palazzo Vecchio presentate le start up biologiche del futuro

Bio Street Good, a Palazzo Vecchio presentate le start up biologiche del futuro

Si chiama Foodpath ed è stato incornata come la migliore proposta di start up per Bio Street Good, il progetto promosso da EcorNaturaSì, il principale distributore di prodotti biologici e biodinamici in Italia, insieme all’istituto di formazione Apab.

A realizzare la proposta più vantaggiosa di start up sono stati gli studenti del master in “cultura del cibo e del vino” di Ca’ Foscari, che si sono aggiudicati 30 mila euro messi a disposizione da EcorNaturaSì.
Stamani, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, la giornata conclusiva con la presentazione delle diversi proposte di start up alle quali hanno lavorato, oltre agli studenti della Ca’ Foscari, quelli dell’Università Cattolica di Milano e di alcuni istituti superiori fiorentini (Peano, Cellini-Tornabuoni e Buontalenti), coinvolti nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro realizzata grazie al contributo della Fondazione CR di Firenze, con la collaborazione dell’associazione per l’agricoltura biodinamica, sezione Toscana.

«Dal modo in cui mangiamo – ha sottolineato l’assessore all’ambiente Alessia Bettini – determiniamo la sostenibilità del pianeta. La vera sfida del terzo millennio è cambiare il modello di consumo e di produzione. Possiamo farlo soprattutto partendo dai giovani. Noi siamo consumatori, noi orientiamo i consumi. Complimenti a tutti, ognuno di voi ha peculiarità che meritano di essere valorizzate. Se il futuro siete voi, l’Italia ha un grande futuro».

Durante il percorso progettuale agli studenti dell’università è stata presentata da EcorNaturaSì la filiera del biologico specializzato, con lezioni in aula e visite nei punti vendita per approfondire gli aspetti legati alla commercializzazione e alla conoscenza dei prodotti biologici da parte dei consumatori. Durante il percorso realizzato in alternanza scuola lavoro, invece, gli studenti degli istituti superiori si sono cimentati in simulazioni di attività lavorative, con il supporto di tutor con competenze didattiche e formative.

«L’intensa partecipazione di oggi – ha dichiarato – Giovanni Buccheri, referente di Bio Street Good per EcorNaturaSì:testimonia l’impegno e la capacità che gli studenti coinvolti hanno investito nel progetto con ampia consapevolezza sul biologico e sulle sue potenzialità anche verso i giovani».

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Albero caduto su turisti: 14 feriti, riaperto viale

Albero caduto su turisti: 14 feriti, riaperto viale

E’ stato riaperto al traffico ieri sera il lungarno del Tempio, a Firenze, chiuso dalle 15.30 dopo che nel pomeriggio un pullman di turisti coreani era stato investito dalla caduta di un grosso tiglio. Nell’incidente sono rimasti feriti in modo non grave 12 turisti, il conducente del mezzo e una donna che era alla guida di un’auto urtata anch’essa dalla pianta. I turisti illesi in serata hanno proseguito il loro viaggio, verso Fiuggi, con un altro pullman. La chiusura della direttrice che porta verso il casello di Firenze sud dell’A1 ha causato disagi al traffico in città per tutto il pomeriggio.

Uno schianto improvviso e sul pullman di turisti coreani, fermo a un semaforo sul lungarno del Tempio a Firenze e diretto verso il casello di Firenze Sud dell’autostrada del Sole, si è abbattuto un grosso tiglio. L’albero ha colpito la parte posteriore del mezzo, schiacciando parte del tetto. Il bilancio complessivo è di 14 feriti, nessuno dei quali grave. Verifiche da parte dei tecnici del Comune sono in corso per capire se la caduta sia stata provocata dalla bomba d’acqua abbattutasi poco prima sulla città, che tra l’altro ha causato infiltrazioni nella sala cataloghi della Biblioteca Nazionale. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti vigili del fuoco, polizia municipale, sanitari del 118, carabinieri e protezione civile.

I passeggeri coinvolti sono stati quelli delle file in fondo al bus. Il più grave è un uomo di 47 anni, portato in ospedale in codice rosso per un trauma cranico. Le sue condizioni tuttavia non destano preoccupazione. Durante le fasi dei soccorsi è sempre rimasto vigile e in grado di muoversi autonomamente. Nulla di grave per fortuna anche per una donna di 26 anni, portata via in ambulanza in codice giallo. Lievi contusioni per gli altri feriti, suddivisi nei vari pronto soccorso della città. Quasi tutti hanno deciso di proseguire il loro viaggio, erano diretti a Fiuggi, con un pullman messo a disposizione dal tour operator: il Comune aveva comunque trovato anche una soluzione alberghiera.

Restano da chiarire le cause del cedimento: sul posto si sono recati il procuratore Giuseppe Creazzo e il pm di turno Massimo Lastrucci. Il fascicolo verrà aperto appena arriverà in procura l’informativa della municipale. Il tiglio, ha spiegato l’assessora comunale all’ambiente Alessia Bettini, “era stato controllato nel 2016, era in classe C (”moderata propensione al cedimento”, ndr) ma non presentava particolari criticità”. Da oggi partiranno verifiche su tutto il filare degli alberi che corre nel centro della carreggiata del lungarno che è rimasto chiuso al traffico fino a tarda sera. Non è escluso che nella caduta abbia giocato un ruolo decisivo la bomba d’acqua che poco prima si era abbattuta su Firenze e che, come già avvenuto nei primi giorni di maggio, ha causato infiltrazioni nella sala cataloghi della Biblioteca Nazionale dove, fortunatamente, non sono raccolti libri. “Un gruppo di addetti è già intervenuto per asciugare i cataloghi bagnati dell’acqua”, ha detto la vicedirettrice, Silvia Alessandri. Su tutta la Toscana, fino alla mezzanotte di oggi, resta in vigore il codice giallo per piogge e temporali che  hanno creato disagi e due frane nel comune di Sovicille (Siena).

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Arrivano a Firenze, prima in Italia, le azioni antispreco di Urban waste

Arrivano a Firenze, prima in Italia, le azioni antispreco di Urban waste

Doggy bag, uso dell’acqua di rete, donazione di cibo in eccesso da parte di hotel e catering a fini di solidarietà, informazioni in lingue diverse X fare raccolta differenziata: sono le buone pratiche anti rifiuti del progetto finanziato dal programma di ricerca europeo Horizon 2000. Oggi la firma dell’accordo in Regione con Comune di Firenze, Città metropolitana, Alia, Publiacqua, Caritas e gli altri soggetti coinvolti.

Regione Toscana per le attività di coordinamento del progetto si avvale della collaborazione dell’Agenzia Regionale Recupero Risorse (ARRR spa). “Con questo progetto corale nelle sue finalità e nelle azioni che mette in campo, intendiamo offrire un contributo a quella economia circolare che parte da una riduzione dei rifiuti e a valle prevede un loro recupero e riutilizzo – ha detto l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni -. Una città che vede un forte flusso turistico da una parte e un forte flusso di studenti universitari dall’altra, deve certamente affrontare delle singolarità che si propongono qua e non altrove. Un caso pilota di assoluto interesse quindi. Credo che le azioni che vengono messe in campo abbiano un grande riverbero dal punto di vista ambientale ma siano anche azioni fondamentali dal punto di vista etico. Si tratta di messaggi importanti che associano una forma di rispetto dell’ambiente a una responsabilità sociale molto alta. Quindi la Regione Toscana ben volentieri prende parte a questo percorso”.

“Un progetto rivolto ai turisti ma anche ai fiorentini perché tutti dobbiamo avere buone pratiche – ha sottolineato l’assessore all’ambiente Alessia Bettini – soprattutto non sprecare il cibo e utilizzare l’acqua in modo virtuoso. I ristoratori stessi ci saranno di aiuto per incrementare l’uso di ‘doggy bags’, il portarsi a casa il cibo avanzato: inizieremo, in particolare, da Borgo San Lorenzo e da piazza della Passera. La campagna deve aiutarci a fare superare un retaggio culturale, contribuire a salvaguardare l’ambiente e lanciare un messaggio etico contro lo spreco. Senza dimenticare che Urban Waste, tra l’altro, servirà a dare istruzioni chiare, in lingue diverse, per fare la raccolta differenziata, indicando quali sono le 47 isole ecologiche del centro”.

Le 4 azioni:

1- Promozione dell’uso di Doggy Bags e prevenzione dello spreco ai buffet e nei ristoranti – Realizzata in collaborazione con le associazioni di categoria, l’iniziativa consiste nella definizione e promozione di un menù “Urban Waste” che preveda un menu bambino e/o le mezze porzioni, e che metta in evidenza quei piatti della tradizione che utilizzano “scarti” della cucina, come il pane raffermo. Allo stesso tempo la promozione dell’uso di doggy bag con la quale il cliente può portare via i propri avanzi da consumare successivamente.

2 – Promozione dell’uso di acqua di rete – Saranno valorizzate le fontane pubbliche del centro storico che saranno inserite nella mappa di progetto; saranno anche realizzate borracce con il logo “Florence Urban Water” che i turisti potranno ricevere come premio per aver utilizzato la APP di progetto. Saranno altresì individuati locali “Urban Waste” con acqua pubblica, cioè una rete di pubblici esercizi disponibili a fornire acqua di rete, identificabili mediante un apposito logo. Sarà Publiacqua a analizzare l’acqua di rete del pubblico esercizio rilasciando idonea documentazione da esporre nel locale.

3 – Istruzioni sulla raccolta differenziata in diverse lingue – Realizzata in collaborazione con Alia, l’azione riguarda la diffusione delle istruzioni per le modalità di conferimento dei rifiuti da parte di cittadini e turisti e per effettuare una corretta raccolta differenziata. In particolare verranno realizzati strumenti multilingue, e una WasteApp realizzata nell’ambito del progetto Urban Waste.

4 – Donazione di cibo da parte di hotel e attività di catering a fini di solidarietà sociale – Si pone come obiettivo principale la creazione di una rete “solidale” in grado di mettere in contatto donatori e beneficiari. Si vuole creare una filiera corta nella quale il cibo donato viene raccolto dalle associazioni sul territorio che lo smistano direttamente ai beneficiari finali, evitando il più possibile stoccaggi intermedi. Per questa azione è già stata avviata una sperimentazione in alcuni hotel del centro storico di Firenze .

Per ciascuna delle 4 azioni, sono in corso di definizione appositi piani operativi con la definizione dei promotori, destinatari e delle azioni specifiche da realizzare da parte di ciascun soggetto. Il progetto prevede una campagna di comunicazione rivolta ai turisti ma anche ai cittadini. Sarà inoltre realizzata una WASTE APP, attraverso la quale i turisti che realizzeranno alcune azioni virtuose sulla prevenzione e corretta raccolta dei rifiuti, otterranno dei punti che saranno poi convertiti in premi.

Identikit di Urban Waste – Il progetto europeo (finanziato dal programma di ricerca Horizon 2020) vuole supportare i decisori politici per una gestione più sostenibile dei flussi di rifiuti prodotti dai turisti. Flussi turistici sempre più consistenti e spesso concentrati in determinati periodi dell’anno che rendono più complessa le sfide relative alla riduzione e a una migliore gestione dei rifiuti con cui le città devono confrontarsi. In seguito alla presentazione avvenuta nel 2017 e la costituzione di una “Comunità di pratica” promossa dalla stessa Regione, Urban Waste ha coinvolto i principali portatori di interesse sia pubblici sia privati.

In particolare, Alia Spa, Publiacqua Spa, rappresentanti di associazioni di categoria, Cispel, Associazione Banco Alimentare della Toscana onlus, Associazione di volontariato Solidarietà Caritas onlus- Firenze, i Consorzi di filiera, Associazioni di consumatori, ambientaliste, rappresentanti di strutture ricettive e esercizi commerciali e di Istituti scolastici.

Le principali attività previste dal progetto sono:

1. Sviluppare nuove strategie eco-innovative, attente anche alle differenze di genere, e buone pratiche in grado di ridurre la produzione complessiva di rifiuti urbani e incentivare la corretta gestione, la raccolta, il riuso e il riciclo dei rifiuti nelle città turistiche. Queste strategie saranno sviluppate in 11 città pilota Firenze (IT), Nizza (FR), Lisbona (PT), Siracusa (IT), Copenaghen (DK), Kavala (GR), Santander (ES), Nicosia (CY), Ponta Delgada (PT), Dubrovnik – Neretva county (HR), Tenerife (ES)] e i risultati saranno adeguatamente monitorati e disseminati in modo da facilitare il trasferimento in altre realtà.

2. Coinvolgere gli stakeholder locali in un processo partecipativo che attraverso la creazione delle Comunità di Pratica in cui partecipano, in modo bilanciato, uomini e donne operanti nel settore turistico, nel settore dei rifiuti, nel modo dell’associazionismo, ecc., prevede lo sviluppo di strategie e misure volte alla riduzione della produzione dei rifiuti e a una loro migliore gestione.

3. Assicurare che ogni misura sia realizzata grazie all’effettivo coinvolgimento di stakeholder locali pubblici e/o privati che, sottoscrivendo un accordo volontario, si impegnano a fornire il loro contributo per ridurre la produzione di rifiuti e promuovere il progetto URBAN WASTE.

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Pm10: Bettini, “A Firenze confermato trend positivo da 2010”

Pm10: Bettini, “A Firenze confermato trend positivo da 2010”

Un unico blocco del traffico. É questo il bilancio a Firenze sull’andamento delle polveri fini, il cosiddetto pm10, nel periodo critico scattato il primo novembre e conclusosi il 31 marzo scorso.

L’andamento delle rilevazioni giornaliere, effettuate da Arpat, ha reso necessario un unico provvedimento di blocco del traffico il 29 dicembre scorso rispetto alle tre del periodo precedente (novembre 2016-marzo 2017).

Allargando il quadro di riferimento al 2017, l’analisi degli indicatori della qualita’ della aria rilevati da Arpat nei punti della rete di monitoraggio regionale ha evidenziato che nell’agglomerato di Firenze, che comprende anche Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Lastra a Signa Scandicci, Sesto Fiorentino e Signa, “in tutte le stazioni di rilevamento e’ stato rispettato il valore limite medio annuale” fissato dalla legge, ovvero 40 microgrammi per metro cubo, come si spiega da Palazzo Vecchio. Inoltre il valore limite annuale, cioe’ i 35 sforamenti della media giornaliera (50 microgrammi per metro cubo), e’ stato rispettato in tutte stazioni, analogamente a quanto e’ avvenuto dal 2014 in poi. Dall’inizio di quest’anno, infine, la centralina di rilevamento di Signa “ha registrato solo 11 sforamenti, quella di Scandicci 4, a Boboli 3 e in via Bassi 2”.

I dati, sottolinea l’assessora all’Ambiente Alessia Bettini, “dimostrano un andamento sostanzialmente positivo riguardo alle concentrazioni di pm10 registrate nell’agglomerato di Firenze nel periodo critico autunno e inverno appena trascorso, a conferma del generale trend positivo in corso dal 2010 ad oggi”.

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