Lo sversamento dei rifiuti tessili nell’Osamnnoro è in calo

Lo sversamento dei rifiuti tessili nell’Osamnnoro è in calo

È quanto emerge dal comitato metropolitano fiorentino, che registra una persistenza, seppur in calo, del fenomeno dello sversamento. Parte della commisione, asssieme al sindaco Dario Nardella ed al prefetto Alessio Giuffrida, è anche una console del governo cinese: Zhou Hai Yanla.

Il problema dello sversamento illegale di rifiuti tessili e di pellami nella zona dell’Osmannoro e nelle aree limitrofe “persiste”, sebbene sia stata registrata “una lieve flessione del fenomeno rispetto ai mesi precedenti”. E’ quanto emerso nel corso del comitato metropolitano riunitosi oggi in prefettura a Firenze.
Tra i temi al centro dell’incontro, quelli dell’abbandono di rifiuti e della sicurezza sui luoghi di lavoro nelle aree industriali situate alla periferia Nord della città. All’incontro, presieduto dal prefetto Alessio Giuffrida e dal sindaco Dario Nardella, hanno partecipato i vertici provinciali delle forze dell’ordine, il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, la console generale aggiunta della Repubblica Popolare Cinese Zhou Hai Yanla e rappresentanti dei Comuni di Campi Bisenzio e Calenzano.
Sul tema dell’abbandono illegale di rifiuti, “ampia disponibilità a collaborare” è stata offerta dalla console cinese, che nei prossimi giorni incontrerà le associazioni dei suoi connazionali per sensibilizzarle sul rispetto della normativa in materia. Anche la sicurezza dei luoghi di lavoro, in particolare dei capannoni industriali, e la necessità di avvalersi di manodopera regolare, saranno argomenti che verranno affrontati dalla console nel corso degli incontri.
Sul fronte delle sicurezza inoltre, i Comuni intervenuti hanno confermato di aver avviato il potenziamento dei rispettivi sistemi di videosorveglianza e di illuminazione stradale, che rappresentano un valido ausilio nel controllo del territorio.

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Strage p.zza Dalmazia: cittadinanza Italia vedova vittima

Strage p.zza Dalmazia: cittadinanza Italia vedova vittima

 Cittadinanza italiana per Ndeye Rokhaya Mbengue, vedova del senegalese Samb Modou, ucciso a Firenze il 13 dicembre 2011 dal killer fascista Gianluca Casseri. L’ attestato sarà consegnato dal prefetto Alessio Giuffrida insieme a al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, e al sindaco di Firenze, Dario Nardella domani, giovedì 14 dicembre, alle ore 17.30 in Palazzo Medici Riccardi.

Fiori, un minuto di silenzio ed ancora tanta commozione. Si è svolta così, stamani in piazza Dalmazia, la commemorazione di Samb Modou e Diop Mor, i due senegalesi ammazzati dal killer razzista, fascista e simpatizzante di Casa Pound Gianluca Casseri a Firenze il 13 dicembre del 2011. Alcune decine le persone che hanno preso parte alla cerimonia, stamani: tra queste anche la vedova di Samb, rappresentanti della comunità cattolica ed ebraica, e di partiti di sinistra. E’ stato letto un messaggio del rettore dell’ateneo fiorentino Luigi Dei, impossibilitato ad essere presente al momento di ricordo. “Samb e Diop sono stati uccisi per il colore della loro pelle – ha detto nel suo intervento il sindaco Dario Nardella – c’è un fiume carsico, che comincia a riemergere, di razzismo e paura. Alimenta la guerra contro i diversi sfruttando i timori dei più deboli: è un pericolo che va estirpato e non é accettabile che sia usato nella battaglia politica. É pane per i professionisti dell’odio, non può esserci tolleranza per questo”. Per la comunità senegalese ha poi preso la parola Diye Ndiaye: “Per colpa di Casseri uno dei senegalesi da lui feriti, Mustafa, non ricamminerà mai più. Grazie alle istituzioni, però, Mustafà ha avuto una casa. Le istituzioni ci sono state vicine – ha aggiunto – ogni anno siamo qui tutti insieme. Ma dobbiamo essere vigili contro il razzismo, perché sta tornando; dobbiamo essere noi in prima fila contro questo fenomeno che sta rialzando la testa”. “Con la memoria e nel nome dei nostri fratelli uccisi – ha concluso l’imam di Firenze e presidente dell’Ucoii Izzedin Elzir – dobbiamo lottare per la libertà dall’odio: questo è un momento di riflessione, dobbiamo essere i pompieri di quello che sta accadendo e spegnere con la nostra responsabilità il focolaio di ogni razzismo”.

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