Àlex Rigola presenta Giulio Cesare al Teatro Metastasio

Àlex Rigola presenta Giulio Cesare al Teatro Metastasio

Dopo il debutto all’Estate Teatrale Veronese, da giovedì 25 a domenica 28 gennaio (feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30), al Teatro Metastasio arriva Giulio Cesare di William Shakespeare, adattato e diretto dallo spagnolo Àlex Rigola, nome di spicco della scena internazionale.

Shakespeare scrisse questo dramma storico nel 1599, ispirandosi in parte a fatti storici e in parte alla traduzione di Sir Thomas North delle Vite dei nobili greci e romani di Plutarco. L’opera, che parla della cospirazione e dell’assassinio del “dictator” della Repubblica romana Giulio Cesare, comprime in meno di sei giorni i tre anni che vanno dalla vittoria di Munda nel 45 a.C. al suicidio di Bruto nel 42 d.C. Questa compressione degli eventi fa sì che l’intera narrazione sia un unico, ininterrotto conflitto, sia a livello personale che politico. Un testo epico che ruota intorno all’esercizio del potere, al rapporto tra popolo e tirannide, alla violenza ammantata dalla retorica necessaria a arringare le folle e piegarle all’ipocrisia, all’incapacità politica che sta alla base delle guerre che sfociano nelle catastrofi umanitarie.

Rigola trae da questo testo una versione in chiave contemporanea che dimostra e sottolinea come nell’omicidio di Stato di Cesare ci siano i prodromi delle attuali guerre intelligenti, delle missioni di pace, della necessità di intervenire sulla destituzione di tiranni a tutela della democrazia occidentale o di quella che lo status quo considera democrazia. E in questo politico guardare all’oggi, Rigola costruisce uno spettacolo visivamente pop, dentro una scenografia scarna che ricorda un container, con numerose videoproiezioni, una colonna sonora hard rock e immagini di forte impatto (ad esempio quella della Situation Room della Casa Bianca nella quale Barack Obama, Hillary Clinton, Joe Biden ed altri stanno seguendo in diretta la cattura e l’uccisone di Osama Bin Laden, o quella della fotografia del piccolo Aylan riverso sulla spiaggia di Bodrum dopo l’ennesima tragedia dell’emigrazione).

Inoltre, accanto al talentuoso Michele Riondino nei panni di Marco Antonio, a sottolineare le tante espressioni di «donne al comando» nella politica come nell’economia d’oggi, Rigola affida i ruoli di potere a figure femminili dal carisma mascolino e inflessibile – Maria Grazia Mandruzzato è il potente Giulio Cesare, mentre Beatrice Fedi è Ottaviano. Accanto a loro, un nutrito cast di altri 9 attori – Stefano Scandaletti, Margherita Mannino, Leda Kreider, Francesco Wolf, Eleonora Panizzo, Pietro Quadrino/Eleonora Bolla, Riccardo Gamba, Laia Santanach, Davide Sportelli – abita lo spazio scenico atemporale di Max Glaenzel, dentro l’universo sonoro post-contemporaneo di Nao Albet, sotto le luci evocative di Carlos Marquerie, vestito con i costumi tra il classico e il pop ideati da Silvia Delagneau.

Uno spettacolo che ottimamente rende omaggio a Shakespeare nella misura in cui dimostra come il tempo del potere sia, di fatto, una variabile relativa.

 

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