Pisa, sindaco Conti a ministro Bonafede: stop scarcerazioni facili

Pisa,  sindaco Conti a  ministro Bonafede: stop scarcerazioni facili

Conti, a margine di un’iniziativa alla Scuola Sant’Anna sulla riforma della giustizia, ha consegnato a Bonafede una rassegna stampa sugli episodi più eclatanti capitati a Pisa negli ultimi mesi

Il sindaco di Pisa Michele Conti ha chiesto al ministero della Giustizia, Alfonso Bonafede, di “cambiare la legge e bloccare il meccanismo di scarcerazioni facili di quelle persone arrestate e poi liberate meno di 24 ore più tardi: servono norme più severe”. Al proposito Conti, a margine di un’iniziativa alla Scuola Sant’Anna sulla riforma della giustizia, ha consegnato a Bonafede una rassegna stampa sugli episodi più eclatanti capitati a Pisa negli ultimi mesi. Secondo quanto risulta  il ministro  ha annuito e risposto: “Lo so”.

Bonafede nel suo intervento parlando della riforma della giustizia ha anche detto “che nel processo penale esistono ancora sacche di impunità alle quali ho il dovere di dare una risposta ai cittadini e con questo provvedimento è quello che intendo fare”. “Si tratta di un fascicolo – ha anche spiegato il sindaco sui documenti consegnati al ministro – con la rassegna stampa degli ultimi due mesi. Sono decine di articoli in cui si racconta la triste realtà di delinquenti che sono stati arrestati in città per aver commesso reati di ogni tipo e subito scarcerati.

‘Galantuomini’ che anziché stare in carcere per i reati di cui sono responsabili, stanno nelle nostre strade, entrano nelle nostre case. Ieri addirittura, uno di loro si è ficcato nel letto di un bambino! Mentre nei giorni scorsi sono state aggredite e derubate signore anziane direttamente in casa e per le strade del centro”. Conti ha pure detto di aver “chiesto al ministro un impegno nel cambiare la legge per aumentare le pene agli spacciatori di grandi ma anche piccole dosi: quante volte deve essere arrestato uno spacciatore perché sia considerato recidivo e pericoloso socialmente e finalmente non si veda più in giro?”.

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Bonafede: convertiremo ex caserme in penitenziari

Bonafede: convertiremo ex caserme in penitenziari

Contro il sovraffollamento carcerario “stiamo valutando su tutto il territorio nazionale l’individuazione di caserme dismesse che possono essere convertite in penitenziari nell’arco di poco tempo”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a Firenze parlando
coi cronisti dopo l’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Contro il sovraffollamento carcerario “stiamo valutando su tutto il territorio nazionale l’individuazione di caserme dismesse che possono essere convertite in penitenziari nell’arco di poco tempo”. Bonafede ha parlato anche del carcere fiorentino di Sollicciano dicendo che è “uno dei penitenziari peggiori in termini strutturali in Italia, è stato costruito malissimo e è stato concepito malissimo e conseguentemente le problematiche sono più gravi a livello strutturale”.

“Per restituire condizioni di lavoro più dignitose e qualitativamente migliori al personale
della polizia penitenziaria si è investito sulle politiche del personale con stanziamenti mirati, finanziandosi il reclutamento di oltre 1.300 allievi agenti nell’anno in corso” ha detto poi Bonafede, parlando in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Firenze.
“Sempre con attenzione al sistema carcerario – ha aggiunto -si sono previste l’assunzione di 35 dirigenti per gli istituti penitenziari, la creazione di 7 dirigenze speciali per gli
istituti penali per minorenni, l’assunzione di 260 unità di personale civile per il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”.

“Sempre per rispondere alle esigenze del mondo carcerario particolare impegno è stato
dedicato alla cura dei rapporti internazionali volti alla stipula di accordi bilaterali tesi a garantire l’esecuzione della pena nel Paese di origine di condannati stranieri
ristretti negli istituti penitenziari del nostro territorio (Albania, Romania, Marocco)”  ha concluso  Bonafede .

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 Bonafede: per giusto processo,delega a febbraio

 Bonafede: per giusto processo,delega a febbraio

Lo ha affermato il ministro Alfonso Bonafede a Firenze per l’apertura dell’anno giudiziario.” Il bilancio di previsione per il 2019 nell’area giustizia, prevede un aumento rispetto all’anno precedente di oltre 324 milioni”

“La ricerca della verità e l’esigenza di assicurare una giustizia non solo teorica ma anche sostanziale hanno ispirato la scelta di sospendere la prescrizione dal primo grado di giudizio. L’idea costituzionale di ‘giusto processo’ è stata troppe volte tradita da pronunce prive di una valutazione del merito della vicenda processuale, risolvendosi di fatto in una forma di denegata giustizia”. Lo ha affermato il ministro Alfonso Bonafede a Firenze per l’apertura dell’anno giudiziario, ricordando che il “disegno di legge delega sarà presentato il prossimo febbraio”. “Un processo giusto deve avere durata ragionevole ma senza pregiudicare l’accertamento della verità e della conseguente certezza della pena – ha detto – Non vi è l’intento di pregiudicare la garanzia del diritto all’oblio rispetto a comportamenti risalenti nel tempo quanto piuttosto di raggiungere un risultato ambizioso”. “Queste – ha puntualizzato – sono le ragioni per cui la riforma della prescrizione entrerà in vigore da gennaio 2020 quando sarà già stata completata la riforma del processo penale”.

“Una giustizia lenta, farraginosa, eccessivamente burocratizzata non è una giustizia giusta; occorre dunque operare una rivoluzione del concetto stesso di amministrazione della giustizia, per restituire centralità al cittadino, rendendolo protagonista dei processi di cambiamento” ha aggiunto  Bonafede. Che poi ha sottolineato:  ‘Non nascondo la mia soddisfazione per aver fatto della giustizia, finalmente, una priorita’ di questo Paese: si consideri che il bilancio di previsione per il 2019 nell’area giustizia, prevede un aumento rispetto all’anno precedente di oltre 324 milioni’. Lo ha detto il ministro dellaGiustizia Alfonso Bonafede all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2019 a Firenze. ‘Grazie a questo sforzo – ha proseguito il ministro – vi annuncio con orgoglio che e’ prevista l’assunzione di 3000 unita’ di personale amministrativo e giudiziario, che troveranno poi una collocazione omogenea sul territorio ispirata ai criteri che valorizzino le peculiarita’ dei vari uffici giudiziari; l’assunzione di 360 magistrati gia’ vincitori di concorso; il primo aumento della pianta organica dopo quasi vent’anni, pari a 600 magistrati nel prossimo triennio’.

“Sin dagli esordi di questo mandato governativo, particolare attenzione e’ stata dedicata al tema delle riforme, incluse quelle precedentemente avviate, poiché solo un significativo processo di semplificazione e di velocizzazione delle procedure può consentire di presidiare efficacemente i diritti degli utenti del ‘servizio giustizia’ e di restituire competitività e credibilità, anche internazionale, all’intero sistema Paese” ha concluso  Bonafede

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Lucca: Osapp, “nuove violenze in carcere, ferito agente”

Lucca: Osapp, “nuove violenze in carcere, ferito agente”

Ancora “violenze e aggressioni” al carcere di Lucca: ieri c’è stata una “seria colluttazione” tra un detenuto marocchino e uno romeno, già sottoposti a divieto d’incontro, e un agente intervenuto per separarli è stato colpito con “un pugno in pieno viso e successivamente circondato” dagli altri reclusi. “Solo il pronto intervento di altri agenti poneva fine alla rissa” mettendo “in sicurezza l’agente aggredito”.

Lo rende noto il segretario del sindacato Osapp Leo Beneduci. L’agente aggredito ha avuto 23 giorni di prognosi. I due reclusi che hanno avuto la colluttazione sono venuti a contatto, si spiega ancora, perchè altri detenuti romeni sono riusciti “a forzare il cancello che, di fatto, separa due sezioni”.
“Nell’indicare alle autorità politiche e del Dap – afferma Beneduci – come drammaticamente vicino il punto di non ritorno verso l’assoluto disastro del sistema penitenziario italiano rinnoviamo l’invito al governo nella sua interezza e ai ministri Bonafede e Salvini per l’apertura di ogni spazio di analisi e confronto con le rappresentanze del personale di Polizia penitenziaria necessario per affrontare con la massima urgenza l’insostenibile condizione del lavoro nelle carceri italiane da parte degli appartenenti alla Polizia penitenziaria”.

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Bonafede, visita Sollicciano: “Entro 2019 assumeremo 1300 agenti di polizia penitenziaria”

Bonafede, visita Sollicciano: “Entro 2019 assumeremo 1300 agenti di polizia penitenziaria”

“Nei giorni scorsi a Sollicciano c’è stato un problema di riscaldamento molto grave, abbiamo preso in mano la situazione già sabato, in contatto con il direttore, l’amministrazione e l’impresa preposta, e il riscaldamento è stato ripristinato già da ieri. I detenuti lamentano che ci sono ancora dei problemi di acqua delle docce in alcune parti ma stiamo intervenendo e abbiamo il monitoraggio completo della situazione”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, al termine di una visita a sorpresa nel carcere fiorentino di Sollicciano accompagnato dal capo del Dap Francesco Basentini.

“Stiamo facendo tutto il possibile – ha aggiunto Bonafede – e oggi ho voluto fare questa visita senza preannunciarla a nessuno perché mi fa piacere vedere la realtà quotidiana delle carceri. Ho trovato grande collaborazione e devo dire che è un viaggio che fa sempre male perché si tocca con mano la situazione grave in cui versano le carceri italiane e anche questa in particolare. Sollicciano è una struttura nata male.”

“Fin dal decreto sicurezza abbiamo investito circa 196 milioni di euro per i prossimi anni dedicati al mondo penitenziario ed è prevista l’assunzione di circa 1300 agenti di polizia penitenziaria nel 2019 – ha aggiunto Bonafede -. In più abbiamo sbloccato le risorse per il piano carceri che erano bloccate da anni. Non chiedete a me il perché fossero bloccate. Si parla di almeno 70 milioni di euro ma potrebbero essere molti di più perché ci sono dei progetti che stiamo decidendo se rivisitare o meno.”

Rispetto al sovraffollamento delle carceri, ha sottolineato il ministro: “non si può ragionare di città in città. Di certo in Italia abbiamo bisogno di nuove carceri, su questo non ci sono dubbi. Poi qualcuno dice che se investi in nuove carceri poi non investi in percorsi alternativi alla detenzione. Non c’entra assolutamente nulla, c’è un problema di sovraffollamento e abbiamo bisogno di nuovi posti carcere.”

“Al ministero abbiamo costituito una task force e nell’ambito del Decreto semplificazione che permetta l’edilizia penitenziaria agevolata, e che permetta anche di individuare, ad esempio, caserme dismesse che possano diventare istituti penitenziari, magari per nuovi tipi di reato o di detenzione”, ha continuato Bonafede.

“A differenza del passato – ha aggiunto Bonafede -, che si poneva il problema del sovraffollamento soltanto in presenza di una sanzione europea e allora si facevano misure come svuotacarceri che non risolvevano però il problema, adesso l’impegno del Governo è a 360 gradi per cercare di risolvere questi problemi a livello strutturale, e anche dove possibile nel breve termine.”

“Dobbiamo garantire che in Italia la pena sia certa e anche rieducativa. Per questo stiamo investendo tutto il possibile sul lavoro in carcere e fuori dal carcere. Questo perché il lavoro è l’unico percorso di rieducazione che può spingere il detenuto a uscire fuori e ad inserirsi nella società. E’ un percorso per il quale faccio un appello a tutto il mondo imprenditoriale per creare dei protocolli dedicati. Lo stesso lo stiamo facendo con gli Enti locali”, ha concluso Alfonso Bonafede.

 

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