Firenze, dal 26 luglio funzionante la seconda stazione interrata in via Sant’Agostino .

Firenze, dal 26 luglio funzionante la seconda stazione interrata in via Sant’Agostino .

Con l’avvio  riapre anche la postazione interrata  posta all’altezza di piazza Santo Spirito

Alia sta completando l’allestimento della nuova postazione interrata per la raccolta rifiuti in via Sant’Agostino, ubicata tra i civici numeri 19 e 21. Composta da 6 campane interrate (2 per raccogliere l’organico, 2 per imballaggi in vetro-plastica-metalli-tetrapak e 2 dedicate ai rifiuti residui) la nuova isola interrata sarà utilizzabile da mercoledì 26 luglio p.v.,  una volta riaperta la strada al traffico veicolare (interdetto  il tratto Serragli-Sant’Agostino):  con l’apertura sarà riattivata anche l’interrata  di via Sant’Agostino che si affaccia in piazza di Santo Spirito.

La raccolta della carta e del cartone continuerà ad essere effettuata “porta a porta” secondo il consueto calendario ( cadenza settimanale per le utenze domestiche, giornaliera per le utenze non domestiche).

Successivamente saranno quindi  eliminati i cassonetti fin qui utilizzati (2 cassonetti mobili nel tratto tra Borgo Stella e via Santa Monaca; una batteria di 6 campane up loader ed un cassonetto mobile nel tratto da Sant’Agostino fino al civico 50 di via dei Serragli).

Gli informatori Alia hanno  iniziato a distribuire agli utenti interessati , insieme ad altri strumenti informativi,  due volantini : il primo , consegnato di persona o in caso di assenza inserito nella cassetta postale personale,  sulla nuova postazione interrata ed un secondo affisso nell’androne condominiale  che ricorda giorno ed orario di esposizione di carta e cartone ( chenon vanno lasciati sulle piattaforme delle isole interrate!).

Gli Ispettori Ambientali hanno invece effettuato e concluso la distribuzione del materiale informativo alle utenze non domestiche ( negozi, uffici, laboratori, esercizi pubblici, etc.).

Nei prossimi quindici giorni  gli informatori affiancheranno gli Ispettori Ambientali nel presidio della nuova postazione.

Con la nuova isola interrata di via Sant’Agostino sale a 45 il numero delle postazioni operative a Firenze.

 

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Amianto: via demolizione scuola Da Vinci Firenze

Amianto: via demolizione scuola Da Vinci Firenze

Dopo la demolizione si passa alla ricostruzione. L’area dove sorgerà il nuovo istituto copre una superficie di più di 4.300 metri quadri, quasi 2.700 in più rispetto a prima

Terminata la bonifica dall’amianto, alla sede del biennio dell’Isis Leonardo Da Vinci a Firenze sono cominciati i lavori per demolire il vecchio prefabbricato. Il via alle operazioni lo ha dato questa mattina il sindaco Dario Nardella insieme alla vicesindaca e assessora all’educazione Cristina Giachi. L’intervento di bonifica, cominciato il 19 giugno scorso e terminato il 21 luglio ha consentito di dare il via alla demolizione della struttura (per un costo, complessivo di circa 300mila euro). L’area dove sorgerà il nuovo istituto copre una superficie di
più di 4.300 metri quadri, quasi 2.700 in più rispetto a prima: il nuovo biennio e si svilupperà su 5 piani per un totale di 2mila metri quadrati (500 in più rispetto alla vecchia scuola).  Oltre alle 22 aule (ciascuna delle quali potrà ospitare fino a 26 studenti) e a 10 laboratori (con superfici variabili da 75 a
100 metri quadrati per disegno, multimediale, chimica, informatica, scienze, fisica), sarà ampliato lo spazio dedicato agli studenti: un nuovo auditorium e la caffetteria, che prima non c’erano, e una palestra molto più grande.

L’investimento complessivo è di 8milioni di euro dei quali 2 da finanziamento
regionale e 6 da parte dello Stato grazie al ‘Patto per Firenze’. Il progetto prevede anche una sala professori; quattro gruppi di bagni per gli studenti separati per sesso; bagni per gli insegnanti e lo spogliatoio per il personale; caffetteria con annessi bagni per circa 210 metri quadrati. La palestra avrà
una superficie di 700 metri quadrati, gli spogliati ed i servizi di 360 oltre a ripostigli e locali di servizio vari. Infine l’auditorium di 400 metri quadrati per una capienza massima di 230 persone.

Il ridisegno del giardino assorbe un ampio parcheggio per auto e motorini compresi stalli con colonnine di alimentazione elettrica e l’ombreggiatura generata dal sistema del verde.
“Un obiettivo atteso da molto e certamente non facile da realizzare – ha ricordato il sindaco Nardella – abbiamo trovato le risorse grazie al ‘Patto per Firenze’ ed ai finanziamenti regionali. Costruiremo una scuola molto più bella, più efficiente, più accogliente. É il primo dei grandi interventi previsti per questa estate: approfittiamo della pausa scolastica per realizzare opere di manutenzione ordinaria e straordinaria in molto istituti della città”.

“L’unica scuola che necessita ancora di manutenzione per la tenuta in sicurezza di manufatti in amianto è la Don Milani – ha spiegato la vicesindaca Giachi – ma non si tratta di mettere in sicurezza i nostri studenti
perchè lo sono già. Si tratta di farlo in modo più efficiente e con meno costi per l’amministrazione. Le nostre scuole sono sempre state in sicurezza e costantemente monitorate anche con rilevamenti in aria oltre che a terra e sulle pareti. Bonificare dall’amianto significa, sostanzialmente, abbattere i costi di manutenzione ordinaria. In tutti i casi la vera difficoltà è dislocare gli studenti durante i lavori: qua, grazie al preside dell’Isis ed al buon lavoro degli uffici comunali, è stato possibile provvedere in tempo record alla sistemazione degli
ambienti per ospitare le classi del biennio”.

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Acqua: da WRF oltre 70 progetti per assicurare il diritto all’ acqua nei paesi a strutturale carenza idrica

Acqua: da WRF oltre 70 progetti per assicurare il diritto all’ acqua nei paesi a strutturale carenza idrica

Water Right Foundation ( WRF )  sarà protagonista dell’appuntamento in Sala D’Arme con “Consensus Meeting – L’esame di maturità”.

Consolidare e sviluppare l’asse centrale del profilo di Water Right Foundation che resta la cooperazione internazionale: oltre 70 progetti per assicurare il diritto all’acqua nei paesi a strutturale carenza idrica alcuni dei quali sviluppati autonomamente e con il sostegno dell’Unione Europea e altri enti per un volume di attività di quasi 5 milioni di euro negli ultimi 10 anni, oltre 1 milione di persone stimabili come beneficiari finali degli interventi promossi o sostenuti dalla Fondazione. Sono questi alcuni numeri della WRF che domani sarà protagonista dell’appuntamento in Sala D’Arme con “Consensus Meeting – L’esame di maturità”. Un evento che vuole essere da un lato l’occasione per fare il punto dei progetti portati avanti in questi anni, dall’altro l’opportunità per presentare le iniziative future. Oggi l’appuntamento è stato presentato in Palazzo Vecchio dall’assessore all’urbanistica Giovanni Bettarini, presenti anche il presidente della Water Right Foundation Mauro Perini e Monia Faltoni assessore al bilancio del Comune di Prato.

“La Water Right Foundation rappresenta un’esperienza guida livello italiano e in questi anni ha realizzato importanti progetti di cooperazione internazionale e di sostenibilità – ha dichiarato l’assessore all’urbanistica Giovanni Bettarini -. Adesso che queste tematiche sono tornate prepotentemente all’ordine del giorno il suo ruolo diventa ancora più significativo quale strumento con cui gli enti locali si impegnano in modo continuativo in questi ambiti. Ecco che quindi l’appuntamento di domani è un momento importante per fare il punto su cosa è stato fatto in questi anni e soprattutto per lanciare nuovi progetti”.
“Acqua per la salute acqua per il cibo acqua per lo sviluppo – ha sottolineato Perini –: questo il profillo attuale di una cooperazione per lo sviluppo di cui c’è sempre più bisogno. Grazie a un rinnovato protagonismo degli enti locali e delle associazioni del territorio stiamo in questa fase selezionando pochi ma qualificati progetti che perseguono lo scopo di una cooperazione territoriale integrata ispirata agli obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Altri temi fondamentali nell’azione della WRF sono la formazione e la cultura. Grazie alla scelta operata da Publiacqua di richiedere a WRF la gestione dei laboratori di didattica ambientale dei laboratori di Bilancino e dell’Anconella con il coinvolgimento di qualificati partner scientifici istituzionali e imprenditoriali il settore è in rapido sviluppo e ha nel rapporto con le scuole uno dei suoi punti di forza.
“Sfide Globali risposte locali è da sempre la chiave di lettura essenziale del progetto della WRF – ha aggiunto il presidente Perini – . Il tema principale di oggi è senza dubbio il Global Warming: su questo la fondazione promuove un nuovo progetto allo scopo di farne il segno di riconoscimento della Firenze 2020, un po’ come è stato con il centesimo di euro al momento della sua costituzione che è poi diventato legge in alcuni paesi europei.

Il progetto ambizioso odierno si chiama 300MILIARDIALBERI e chiama in causa tutti, enti pubblici, privati, scuole, famiglie e via dicendo. Il cambiamento climatico è in atto e tante le misure previste dagli accordi internazionali ma la sensazione della lotta contro il tempo riguarda sempre di più tutti noi. Già abbiamo raccolto numerose adesioni al progetto, tra i primi il sindaco di Firenze Dario Nardella: ciò che accade a Firenze ha un’indubitabile eco mondiale, fare di 300MILIARDIALBERI al tempo stesso una provocazione culturale e una buona pratica ambientale ci sembra veramente una ottima risposta locale alla più grande sfida globale del nostro tempo”.
Nell’appuntamento di domani (dalle 16 in Sala d’Arme) si parlerà anche “Flow – FlorenceWaterMuseum”, un nuovo progetto per la città.

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Siccità, Coldiretti: in Toscana, ‘rischio calo produzioni di oltre 50%’

Siccità, Coldiretti: in  Toscana, ‘rischio calo produzioni di oltre 50%’

 Le stime che si possono fare ad oggi  sono soltanto quelle sui cereali: il grano duro sia intorno al 40-45% di calo, mentre per il grano tenero qui in Toscana siamo intorno al 30-35%” dice il presidente toscano Tulio Marcelli. Intanto il 90% dell’acqua piovana viene dispersa.

“La vite, l’olivo e in particolare la frutta ancora non sono state raccolte, però il rischio concreto di una riduzione oltre il 50% di queste produzioni c’è
tutto”. Lo ha detto Tulio Marcelli, presidente di ColdirettiToscana, in occasione di un convegno sulla siccità a Firenze.

Le stime che si possono fare ad oggi – ha aggiunto – sono soltanto quelle sui cereali, e noi stimiamo sostanzialmente che il grano duro sia intorno al 40-45% di calo, mentre per il grano tenero
qui in Toscana siamo intorno al 30-35%”.

– Quella della siccità in Toscana, ha spiegato Marcelli, “è una situazione drammatica, difficile, che ormai va avanti da diversi mesi: gli agricoltori stanno
subendo i danni di questa vicenda. Chi si è riuscito a difendere avendo possibilità di irrigare si è salvato; la grandissima parte delle nostre aziende invece è in sofferenza. Fra chi ha avuto una possibilità di aiuto c’è stato anche chi si è assicurato contro la siccità, e quindi un minimo di ristoro sicuramente c’è, però la situazione è veramente drammatica”.
Recentemente Coldiretti Toscana, all’indomani della dichiarazione dello stato di emergenza, ha parlato di oltre 200 milioni di euro come stima dei danni da siccità all’agricoltura in regione: solo la perdita di prodotto per grano tenero e duro era stata valutata in circa 50 milioni di euro, con altri 35 milioni di danni a mais, altre foraggere e girasole.

“Di fatto non riusciamo a raccogliere l’acqua, cioè il 90% dell’acqua piovana di fatto viene dispersa: in più c’è un problema anche delle condutture dei bacini esistenti, che ovviamente sono da rifare” ha precisato poi   Marcelli. “Noi stiamo chiedendo, l’abbiamo fatto con il governatore Rossi – ha proseguito – l’impostazione di un piano da 200 milioni di euro per i prossimi anni per realizzare alcuni bacini, ma soprattutto per creare le condizioni affinché l’acqua piovana possa essere accolta. Non è un problema solo che piove poco, è un problema che non ci sono misure strutturali, che
purtroppo non risolvono il problema di questo anno o del prossimo, ma sono misure strutturali che servono per evitare fenomeni come questo”.

L’esempio evidente in Toscana, secondo il presidente di Coldiretti  “è la diga di Montedoglio, costruita oltre 40 anni fa, che è ancora un toccasana per tantissime aziende agricole della Valdichiana, e per tantissimi cittadini che hanno bisogno di acqua potabile; stessa cosa Bilancino. Occorrono invasi piccoli, medio-grandi, ma occorre partire presto per farli, per avere fra 5, 6 o 10 anni una Toscana sicura da un punto di vista della siccità”.

“E’ importantissimo dare seguito in Consiglio regionale alle esigenze manifestate in questi giorni” ha affermato  il presidente dell’assemblea della
Toscana, Eugenio Giani, intervenuto questa mattina in aperturadel convegno organizzato da Coldiretti e Anbi Toscana sul tema della siccità.
“Lo faremo attraverso risoluzioni e atti d’indirizzo – ha spiegato – per la sostituzione delle canalizzazioni degli acquedotti e, importantissimo, la realizzazione di nuovi invasi”, il tutto nell’intento di “individuare le risorse che
anche dal Consiglio regionale possono essere indirizzate su questo versante”.
Secondo Giani “quello che si deve fare è agire nella logica della prevenzione”, e da questo punto di vista le scelte passate della Toscana, “a suo tempo assai discusse”, sono state “assolutamente pertinenti e lungimiranti: non ci fosse stato il lago di Bilancino altro che tuboni ai Renai di Signa, la situazione sarebbe ben più grave”.

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