Crisi idrica: si agisce sul Pubblico Condotto e sul Magra

Il fiume Magra
Il fiume Magra

FIRENZE – La cabina di regia per affrontare l'emergenza idrica riunita ieri a Lucca, oltre a quello relativo al Lago di Massaciuccoli, ha deciso altri due provvedimenti che riguardano il Pubblico Condotto e il Magra, così da regolare la scarsa risorsa idrica disponibile e da soddisfare per quanto possibile i fabbisogni sia ambientali che delle attività agricole.

Il primo provvedimento prevede la regolazione delle portate del Pubblico Condotto, un canale che, prelevando acqua dal Serchio, approvvigiona le aziende agricole della piana, e attraversa con una sua diramazione la città di Lucca. La regolazione è tale da mantenere un flusso idrico sufficiente alla tutela della fauna ittica nei tratti urbani e periurbani e contemporaneamente soddisfare i fabbisogni irrigui.

Il secondo provvedimento deciso dalla cabina di regia riguarda una sperimentazione, in collaborazione con Edison, di rilascio nel Magra di una parte dell'acqua invasata nella diga del Teglia. In questo modo si alimenta il Canale lunense, la cui rete irrigua è a servizio delle aziende agricole contermini della Liguria e della Toscana. Senza questo provvedimento il Consorzio del Canale lunense avrebbe dovuto infatti sospendere il prelievo in conseguenza della scarsa portata del fiume.

Alla riunione della cabina di regia hanno partecipato tra gli altri l'Autorità di Distretto dell'Appennino Settentrionale, Il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, la Regione Liguria, Il Consorzio del Canale Lunense, l'Arpat, oltre alla Regione Toscana.

Ulteriori informazioni sulla gestione dello stato di emergenza idrica sono disponibili sulla pagina web attivata sul sito di Toscana Notizie all'indirizzo http://www.toscana-notizie.it/speciali/emergenza-idrica

 

 

Crisi idrica: sospesi i prelievi dal lago di Massaciuccoli

Il lago di Massaciuccoli
Il lago di Massaciuccoli

FIRENZE – La Regione Toscana ha deciso di sospendere tutti i prelievi di acqua per usi diversi da quello potabile dal Lago di Massaciuccoli. La decisione è stata presa nel corso della cabina di regia sulla crisi idrica che si è tenuta ieri presso il Genio civile di Lucca.

Il provvedimento è stato deciso in attuazione delle disposizioni del Piano di assetto idrogeologico del bacino del Serchio, ora confluito nel Distretto dell'Appennino Settentrionale, che stabilisce la sospensione dei prelievi dal lago quando si raggiungono determinati livelli idrometrici.

Alla riunione hanno partecipato tra gli altri il Consorzio di bonifica 1 della Toscana del nord, l'Autorità di distretto dell'Appennino settentrionale, l'Arpat e la stessa Regione Toscana con le sue direzioni Difesa del suolo e Agricoltura.

"La decisione, adottata all'unanimità – spiega l'assessore regionale all'ambiente e al servizio idrico integrato, Federica Fratoni – è stata  assunta perché il livello del lago è sceso a meno 0,56  metri sul livello medio del mare. Questo limite è stato raggiunto altre volte nelle annate peggiori, ma a fine settembre. In questa situazione diventa prevalente l'aspetto di tutela  dell'ecosistema lacustre e della stessa risorsa idrica. Il rispetto del provvedimento che vieta gli attingimenti era diventato quindi obbligatorio ed inevitabile".

Per la migliore tutela ambientale del lago, è stato deciso di mantenere attiva l'idrovora sul Serchio che, tramite il canale Barra, alimenta il lago di Massaciuccoli.

Nella prossima riunione della cabina di regia, prevista per mercoledì 30 agosto, verranno valutati i benefici di questa misura e sarà nuovamente valutato il da farsi.

Una analoga decisione di sospensione dei prelievi non potabili era stata presa dalla cabina di regia all'inizio di agosto relativamente al lago di Montepulciano.

Ulteriori informazioni sulla gestione dello stato di emergenza idrica sono disponibili sulla pagina web attivata sul sito di Toscana Notizie all'indirizzo http://www.toscana-notizie.it/speciali/emergenza-idrica

 

Emergenza idrica 2017, situazione al 18 agosto del sistema idropotabile

FIRENZE - In Toscana ci sono circa 900 sistemi acquedottistici individuati da Gestori e dai precedenti enti di ambito in maniera piuttosto eterogenea in termini di aree servite e livello di dettaglio.

Al momento 287, circa 1/3, sono ritenuti critici a vario livello; tuttavia, in termini di popolazione coinvolta, l'effetto è attualmente meno pronunciato perché le criticità non investono capoluoghi e principali centri urbani, che risultano maggiormente interconnessi e strutturati, serviti anche da invasi (Bilancino e Montedoglio) o da grandi adduzioni, quali quelle dell'Amiata (Fiora e Vivo) per il Senese e il Grossetano.
E' comunque evidente l'effetto della crisi in corso legata alle bassissime precipitazioni ed, al contempo, al prolungato susseguirsi di giornate con temperature estreme che comportano un aumento di domanda di risorsa anche in presenza di ordinanze di limitazione dei consumi.

Il quadro generale per Gestore a venerdì 18/8 è riassumibile nella seguente tabella:

La sintesi riportata in tabella evidenzia che la crisi sta evolvendo: rispetto al monitoraggio di giugno recepito nel DPGR 91/2017 emergono 86 nuovi sistemi con criticità, di cui più della metà segnalati nelle ultime due settimane, per un totale di 340 sistemi. I nuovi sistemi critici risultano concentrati soprattutto nei territori gestiti da Nuove Acque e Gaia. Inoltre il riempimento dei serbatoi con autobotte è già in atto su 147 sistemi (più del 40%) e tale dato, seppur non percepito direttamente dall'utenza, fornisce la misura di un certo livello di criticità.

Al perdurare dello stato di emergenza i razionamenti potrebbero coinvolgere fino a 75 sistemi idrici; tale situazione potrebbe peggiorare ulteriormente alla fine di settembre portando a 89 i sistemi in potenziale razionamento.
La situazione più critica prevista, salvo riprese della piovosità anche locali, è quella di Gaia nella zona della Lunigiana e della Garfagnana. Già si possono avere avvisaglie di crisi su Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle Val di Pesa, a rischio turnazioni dal mese di settembre insieme potenzialmente al Chianti.

Nello specifico:

ACQUE SpA
La situazione, in termini emergenziali, rimane la meno critica, anche grazie all'attivazione preventiva di risorse alternative e alla buona interconnessione dei sistemi: le aree più in sofferenza sono Montaione e, in parte, l'alta Valdera. Si mantiene la segnalazione relativa a Montespertoli: al momento la produzione idrica della Centrale di Ginestra, che serve anche il territorio contiguo di Publiacqua, risulta sufficiente ma rimane critico l'abbassamento della falda connessa con il regime del Torrente Pesa, ormai secco. Sono da valutare limitazioni di concessioni di usi concorrenti, se presenti e utili, per prevenire potenziali crisi nel mese di settembre. Ad oggi sono 3 i sistemi per i quali il gestore è dovuto ricorrere al riempimento dei serbatoi tramite autobotti, ma non sono attese criticità tali da prevedere il razionamento nel caso di agosto e settembre non piovosi.

NUOVEACQUE SpA
Ad oggi risultano 100 i sistemi critici del territorio di Nuove Acque, 20 in più rispetto a due settimane fa; per 60 (più di 18.000 persone) è attivo il servizio di autobotti al serbatoio. Si tratta per la maggioranza di piccoli sistemi al servizio di meno di 500 persone, ad eccezione dei capoluoghi di Lucignano, Chianciano e Castel San Niccolò in cui la popolazione interessata è di circa 11.000 persone in totale.
Per tutti i sistemi evidenziati come critici non sono previste criticità estreme nel mese di settembre, anche al perdurare dell'assenza di precipitazioni significative.

ASA SpA
L'Elba resta l'elemento potenziale di maggior crisi in Toscana; sono in fase di attivazione o approvazione alcuni progetti di pozzi necessari a mitigare i problemi e sono previste anche turnazioni (rotazione 24h ogni 48 h) per alcuni giorni intorno al 10-25 agosto, che potrebbero coinvolgere 500.000 persone tra residenti e turismo. Si prevede tuttavia che tale razionamento possa cessare alla fine di agosto.
Continua la ricarica dei serbatoi per 7 dei sistemi critici con circa 15.000 mc di risorsa trasportata con autobotti.
Altre aree in crisi e in parte già in razionamento, seppur solo notturno, sono la zona sud del Comune di Collesalvetti e la Val di Cecina in generale e ancor più in particolare il sistema Volterra – Pomarance – Montecatini Val di Cecina; al 18/08 le zone delle colline metallifere di Monteverdi e Prata di Suvereto non risultano più in razionamento. Per tali zone, anche quelle per le quali è attualmente interrotto il razionamento, si prevede che, in assenza di precipitazioni, il razionamento possa perdurare fino alla fine di settembre.

ACQUEDOTTO DEL FIORA SpA
Rispetto all'ultimo monitoraggio del 4/08 sono segnalati 8 nuovi sistemi idrici critici; risultano aumentate anche le zone in cui è stato attivato il servizio di autobotti ai serbatoi (circa il 40%), mentre il servizio "in Piazza" è stato attivato solo a Scarlino. Per questa zona sono in corso le verifiche per l'uso di pozzi "privati" potenzialmente collegabili alla rete. L'intervento denominato "Pozzo Enaoli", da realizzare nel comune di Grosseto, potrebbe permettere di recuperare un importante quantitativo di risorsa dalla dorsale Fiora che potrebbe essere inviato verso il settore settentrionale, con immediato beneficio per il comune di Scarlino (loc. Puntone in primis) e per i comuni limitrofi.
Nel capoluogo di Radicofani è in corso il razionamento per 12 ore, svolto di notte: la riduzione dei disagi potrebbe avvenire mediante la riattivazione della sorgente Fonte Grande (captazione già afferente al SII e munita di impianto di trattamento per nitrati e disinfezione, interrotta per intervento della ASL che la ritiene non conforme al DM 26.03.1991); è in corso un confronto per la riapertura temporanea che potrebbe implicare lavori strutturali.
L'assenza di precipitazioni di rilievo entro la metà di settembre porterebbe alla necessità di razionamento più della metà dei sistemi attualmente considerati critici, che nella maggior parte dei casi potrebbe estendersi anche a tutto il mese di settembre.

GAIA SpA
Le zone più in sofferenza di Gaia rimangono la Lunigiana e la Garfagnana che attualmente sono gestite con forniture di autobotti ma che potrebbero entrare in crisi fino a razionamenti da prevedersi già da agosto o a settembre. Sono spesso sistemi molto piccoli e non interconnessi in cui punte di consumo e usi non corretti della risorsa possono portare a crisi. Sono prevedibili turnazioni anche in alcuni centri principali interessanti qualche migliaio di abitanti ciascuno principalmente nei territori sopra indicati.
Sono risultati critici altri 10 sistemi che tuttavia riguardano piccoli centri abitati.
Per più di un terzo dei sistemi di Gaia risulta attivato il servizio di autobotti ai serbatoi (circa 24.500 persone coinvolte), mentre solo 4 sono in regime razionato (8 ore prevalentemente notturne), di questi il più pesante in termini di popolazione coinvolta è il sistema di Filattiera che serve poco meno di 2.900 persone. Per tutti questi sistemi è previsto il razionamento per tutto il mese di settembre, laddove non ci fossero precipitazioni di rilievo nelle prossime settimane.

PUBLIACQUA SpA
Rispetto all'ultimo monitoraggio del 4/08 sono segnalati 16 nuovi sistemi idrici critici, per la maggior parte dei quali è stato attivato il servizio di autobotti ai serbatoi. Il servizio di autobotti "in piazza" è stato attivato a Greve in Chianti, località Panzano Vitigliano, e a Reggello, località Cancelli Pietrapiana, dove è in corso anche il razionamento notturno, eseguito in funzione dei livelli dei serbatoi, che riguarda circa 1.200 persone.
Laddove non ci fossero precipitazioni di rilievo entro la metà di settembre, si prevede che il razionamento delle risorsa per 8-10 ore possa riguardare fino a 30.000 persone, di cui un terzo nel territorio di San Casciano Val di Pesa e un altro terzo nei comuni di Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle Val di Pesa. Il perdurare dell'assenza di precipitazioni potrebbe portare a razionamenti verso la fine di settembre nei capoluoghi di Greve in Chianti e di Pistoia.

GEAL SpA
Sono ancora in corso alcune integrazioni con autobotte in Lucca e frazioni, ma non si evincono particolari elementi di criticità per il mese di agosto, né per settembre.
Dal giorno 11/08/2017 è stata sospesa l'erogazione idrica alle fontane pubbliche influenti su 3 dei 5 sistemi critici. Nelle località di Ciciana-Palmata-S.Pancrazio sono stati eseguiti controlli al fine di individuare le utenze con maggior consumo: tali utenze, di tipo turistico-ricettivo, sono state sensibilizzate al risparmio idrico.

 

Alberi Firenze: oggi inizia il taglio in piazza San Marco, poi tocca alla Stazione

Alberi Firenze: oggi inizia il taglio in piazza San Marco, poi tocca alla Stazione

Sono partiti questa mattina i lavori per il taglio dei cinque olmi in piazza Marco. A seguire, poi, quello dei 19 pini in piazza Stazione. Intanto l’assessora all’ambiente Alessia Bettini annuncia il piano per il verde 2017-2018 che prevede 3 mila nuovi alberi in città. Ma in viale Corsica prosegue la protesta per gli ippocastani abbattuti.

“Nel nuovo parco del Mensola verranno piantati 1100 alberi. Nel parco della Piana, invece, si arrivera’ a quota 8.000”. É quanto annuncia l’assessore all’Ambiente del Comune di Firenze Alessia Bettini che ricorda come “Nel resto della citta’le nuove piante, nel corso della stagione 2017-2018, saranno complessivamente 3.000”. Bettini spiega anche la tipologia di intervento che da oggi prende il via in piazza San Marco: “si tratta  di manutenzione straordinaria per ripristinare, ove ancora possibile, l’originale disegno progettuale di Pietro Porcinai, realizzato dal Comune di Firenze nel 1935: piante di olmo oltre a siepi composte di rose nel lato interno e una superficie a prato”. Le 5 piante presenti nello slargo sono tutte di categoria C nella classificazione di propensione al cedimento. In particolare gli olmi, si spiega da Palazzo Vecchio, “versano in pessime condizioni con le chiome danneggiate a causa degli eventi meteorologici eccezionali di questi ultimi anni”. Per questo “saranno sostituiti con altrettanti esemplari dello stesso genere ma resistenti alla malattia provocata da un fungo che colpisce le piante di questa specie”. In piazza della Stazione, la sostituzione dei 19 pini, dei quali 18 in classe ‘C’, avrebbe invece per l’amministrazione un duplice obiettivo: dare uniformita’ all’impianto e rendere l’intorno della stazione, cosi’ assiduamente frequentato giorno e notte, oltremodo sicuro. Complessivamente si tratta di interventi che sono il compimento di un percorso durato circa un anno, che ha visto coinvolte direzione ambiente del Comune e soprintendenza che ha valutato nel dettaglio i progetti presentati.

Intanto in viale Corsica non si placano le proteste dopo l’abbattimento dei 48 ippocastani, una ventina dei quali in classe B. Lungo il viale sarebbero comparsi mazzi di fiori a lutto, messaggi anche violenti, critiche all’amministrazione, al Pd e a Renzi, nonostante sia stato annunciato un percorso di condivisione con i cittadini sulla scelta delle nuove 70 piante che andranno a sostituire i vecchi arbusti.

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Alberi Firenze: oggi inizia il taglio in piazza San Marco, poi tocca alla Stazione

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Sono partiti questa mattina i lavori per il taglio dei cinque olmi in piazza Marco. A seguire, poi, quello dei 19 pini in piazza Stazione. Intanto l’assessora all’ambiente Alessia Bettini annuncia il piano per il verde 2017-2018 che prevede 3 mila nuovi alberi in città. Ma in viale Corsica prosegue la protesta per gli ippocastani abbattuti.

“Nel nuovo parco del Mensola verranno piantati 1100 alberi. Nel parco della Piana, invece, si arrivera’ a quota 8.000”. É quanto annuncia l’assessore all’Ambiente del Comune di Firenze Alessia Bettini che ricorda come “Nel resto della citta’le nuove piante, nel corso della stagione 2017-2018, saranno complessivamente 3.000”. Bettini spiega anche la tipologia di intervento che da oggi prende il via in piazza San Marco: “si tratta  di manutenzione straordinaria per ripristinare, ove ancora possibile, l’originale disegno progettuale di Pietro Porcinai, realizzato dal Comune di Firenze nel 1935: piante di olmo oltre a siepi composte di rose nel lato interno e una superficie a prato”. Le 5 piante presenti nello slargo sono tutte di categoria C nella classificazione di propensione al cedimento. In particolare gli olmi, si spiega da Palazzo Vecchio, “versano in pessime condizioni con le chiome danneggiate a causa degli eventi meteorologici eccezionali di questi ultimi anni”. Per questo “saranno sostituiti con altrettanti esemplari dello stesso genere ma resistenti alla malattia provocata da un fungo che colpisce le piante di questa specie”. In piazza della Stazione, la sostituzione dei 19 pini, dei quali 18 in classe ‘C’, avrebbe invece per l’amministrazione un duplice obiettivo: dare uniformita’ all’impianto e rendere l’intorno della stazione, cosi’ assiduamente frequentato giorno e notte, oltremodo sicuro. Complessivamente si tratta di interventi che sono il compimento di un percorso durato circa un anno, che ha visto coinvolte direzione ambiente del Comune e soprintendenza che ha valutato nel dettaglio i progetti presentati.

Intanto in viale Corsica non si placano le proteste dopo l’abbattimento dei 48 ippocastani, una ventina dei quali in classe B. Lungo il viale sarebbero comparsi mazzi di fiori a lutto, messaggi anche violenti, critiche all’amministrazione, al Pd e a Renzi, nonostante sia stato annunciato un percorso di condivisione con i cittadini sulla scelta delle nuove 70 piante che andranno a sostituire i vecchi arbusti.

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