Rifiuti: sinistra, imploso modello gestione Toscana

Rifiuti: sinistra, imploso modello gestione Toscana

“6 anni di immobilismo negli investimenti per l’ammodernamento della raccolta e dello smaltimento pagato dai cittadini in termini di tariffe e peggioramento della qualità del servizio”.

“In questi giorni è imploso il modello di gestione dei rifiuti che il centrosinistra in Toscana
ha cercato di imporre. Ed è imploso perchè è fallimentare”. Lo affermano in una nota unitaria Sì Toscana a Sinistra, Una città in comune-Prc e Sinistra Italiana di Pisa, Prc di San Giuliano Terme (Pisa) e Prc di Massa.

“Se da un lato – si legge – la forte diffusione delle buone pratiche di raccolta differenziata mina alla radice il modello obsoleto basato sull’incenerimento, dall’altra si è continuato imperterriti a camminare sulla vecchia strada, spesso contraria alle stesse direttive comunitarie in materia. Come se non bastasse, per 6 anni si è provato a far credere che ci fosse la necessità di una gestione mista, pubblico-privata, e si è imposto il conferimento di beni appartenenti alle comunità a una spa, RetiAmbiente, pronta a essere ceduta in parte ai privati. In molti comuni, tutto questo ha prodotto 6 anni di immobilismo negli investimenti per l’ammodernamento della raccolta e dello smaltimento, un immobilismo pagato dai cittadini in termini di tariffe e di peggioramento della qualità di servizio”.

Secondo le forze di sinistra, “il Pd e le sue correnti, con Mdp del presidente Rossi, stanno a giocando sui servizi pubblici per regolare conti interni, anche in chiave elettorale e a farne le spese saranno i cittadini e i lavoratori che svolgono il servizio: è grave che l’assessora regionale Fratoni si sia fatta parte attiva in questo scontro, minacciando il commissariamento dell’Ato”.

“Una minaccia da respingere al mittente – concludono – che ripropone un intervento autoritario dall’alto contro i territori e incurante della volontà delle comunità locali, per arrivare velocemente alla gara per la scelta del socio privato. Ciò che è successo in seno all’Ato costa rifiuti in questi giorni impone che non si proceda affatto alla gara per l’individuazione del socio privato: è invece indispensabile tornare a discutere di tutto il progetto RetiAmbiente nei consigli comunali, abbandonando ogni ipotesi di commissariamento”.

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Difesa del suolo: per il 2018 un piano da oltre 12miloni di euro

FIRENZE – Nuovi finanziamenti per interventi di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico per il 2018, in linea con l'indirizzo segnato dalla politica regionale di difesa del suolo intrapresa negli ultimi anni. Vale 12 milioni e 250mila euro il nuovo DODS per la Toscana (Documento operativo di difesa del suolo) che raccoglie gli interventi attuati dagli enti locali e le attività di manutenzione dei Consorzi di bonifica: tutto in un'unica cornice di riferimento che definisce attività e risorse in un programma omogeneo per i prossimi mesi.

"Stiamo mantenendo e rafforzando l'impegno assunto per una politica organica ed efficace per la difesa del suolo in Toscana – ha detto l'assessore regionale Federica Fratoni – Nonostante i continui tagli alle risorse, la Regione non ha smesso di finanziare interventi per mitigare i rischi o gli effetti prodotti da frane e alluvioni ed abbiamo. Anche quest'anno con un atto unico prevediamo in tutta la Toscana opere e progetti per oltre 12 milioni di euro, già finanziati".

Come sono ripartite le risorse:

- 9 milioni e 150mila euro per interventi (realizzati dalla Regione o dagli enti locali);

- 315mila per progettazioni realizzate dalla Regione o dagli enti locali;

- 2 milioni e 290mila euro per interventi attuati dalla Regione che si avvale dei Consorzi di Bonifica;

- 502mila euro per l'implementazione della conoscenza di competenza della Regione.

Dal 2011/2012 la Regione spende ingenti risorse ogni anno per la riduzione del rischio idraulico in Toscana.

"In questa materia, così delicata su un territorio complesso – continua Fratoni - non bastano pochi anni per raggiungere un obiettivo adeguato. Occorre però un passo costante, che ci permetterà in ulteriori dieci anni di dare ai toscani la sicurezza che si meritano. Per questo è necessario che non solo la Regione ma anche lo Stato e gli enti locali facciano la propria parte per dare risposte alle criticità del territorio".

La ripartizione delle risorse