Lucca e Pisa, dichiarato lo stato d’emergenza regionale dopo i nubifragi del 21 e 22 luglio

FIRENZE - Il presidente della Regione Enrico Rossi ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per i territori colpiti dal nubifragio che lunedì 21 e martedì 22 luglio si è riversato sulle province di Lucca e Pisa.

Le intense precipitazioni hanno provocato allagamenti, frane che hanno causato interruzioni di viabilità, isolamenti di centri abitati in conseguenza dei quali è stato necessario provvedere all'evacuazione di alcuni nuclei familiari.

Saranno presto individuati i Comuni colpiti e le iniziative che dovranno essere assunte.

Parchi, la Giunta approva la nuova proposta di legge

FIRENZE -  I parchi, le aree protette e i siti toscani di interesse comunitario per i loro  valori di biodiversità avranno presto un'unica  legge regionale che li governa.

E' stata approvata in giunta la proposta di legge "Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale", strumento normativo che riordina la materia di quel bene comune complesso che rappresenta circa il 17% della superficie regionale e che per la prima volta in Toscana adesso viene concepito come un "unicum".

La proposta di legge, in modo originale rispetto al passato e al quadro normativo nazionale e di molte Regioni, si propone quale "testo unico" in materia.

Al suo interno si trovano le norme relative all'istituzione, alla pianificazione integrata e alla gestione dell'intero sistema delle aree naturali protette  e dei siti di interesse comunitario per la tutela della biodiversità, la disciplina per la Vinca (Valutazione di Incidenza) nonché quella delle Guardie Ambientali Volontarie (GAV). Questo, in base a un principio di unitarietà delle politiche di tutela, conservazione e valorizzazione del ricco e variegato "Patrimonio Naturalistico Ambientale Regionale".

Insomma, si tratterà di una disciplina completa, immediata, univoca e coordinata che consentirà la gestione integrata della molteplicità dei siti e delle realtà di interesse naturalistico ed ambientale presenti in Toscana, compresi i siti Natura 2000, che fino ad oggi hanno avuto separate e non sempre chiare modalità di gestione, valorizzando ed ampliando le competenze e la "regia" della Regione ed una più efficace governace sub regionale degli Enti Parco regionali e delle Province.

"Questa proposta - spiega l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini - attesa da due legislature nasce dall'esigenza di riordinare la materia dei parchi, delle aree protette e della cosiddetta rete Natura 2000, cioè i siti di interesse comunitario, che in Toscana sono molteplici ed hanno già un riconoscimento dettato dalle disposizioni comunitarie. Oltre alla necessità di conformare la materia alle novità normative europee e nazionali, avevamo quella di introdurre  misure di semplificazione e di snellimento burocratico. Tutto con l'intenzione di rilanciare il sistema, creando uno strumento valido, insieme all'azione di tutela e conservazione dei beni naturalistici, per la promozione e la valorizzazione di queste aree, integrando la tutela dell'ambiente con il turismo, l'agricoltura, la ricerca scientifica e l'educazione ambientale".

Le principali novità:

Solo 4 categorie di aree di interesse naturalistico - Quattro tipologie di aree tutelate: Parchi regionali, Riserve naturali regionali, comprensive anche delle aree di interesse locale ed i parchi provinciali, Siti di Interesse Comunitario (SIC) comprensivi anche dei siti di interesse regionale e Zone di Protezione Speciale (ZPS).

Sarà quindi aggiornata e semplificata la classificazione delle aree protette sub regionali che verranno tutte raggruppate nell'unica tipologia di "Riserve naturali" eliminando le categorie dei parchi provinciali e degli ANPIL (aree naturali protette di interesse locale) classificazioni che rispondono ad esigenze più locali che non al dettame della legge nazionale 394 che non le contempla.

Tutto questo avverrà entro 1 anno dall'entrata in vigore della ad legge d'intesa con gli  enti locali, in un rapporto di collaborazione fra territori e Regione Toscana. Le Province manterranno il coordinamento del sistema delle aree protette sub regionali e la competenza sulle riserve provinciali. Queste ultime potranno essere gestite anche da Unioni di Comuni o da singoli Comuni laddove quel livello amministrativo risulterà, previa valutazione della Regione Toscana e specifiche convenzioni, il livello più adeguato per la gestione.

Riduzione e snellimento degli organi degli Enti Parco regionali - Saranno riviste la composizione e le competenze degli organi, in particolare riducendo il numero dei componenti del Consiglio direttivo e sopprimendo, là dove esiste ancora, la giunta esecutiva.

L'obiettivo è rendere il più uniforme possibile e rilanciare la governance dei tre parchi regionali riguardo gli atti fondamentali per la pianificazione e la programmazione economica finanziaria in coerenza con l'evoluzione della disciplina introdotta in questi ultimi anni che ha modificato l'assetto originario e l'organizzazione di questi enti. 

Nello specifico, i rappresentanti delle categorie economiche, degli enti di ricerca e delle associazioni ambientaliste presenti sul territorio, faranno parte della Comunità del Parco con funzioni propositive e consultive.

Al consiglio direttivo, che dovrà essere composto da membri con specifiche comprovate esperienze e professionalità, designati dalla Regione e dagli enti locali di riferimento, spetterà tra le altre competenze, l'adozione degli atti obbligatori di pianificazione e regolamentazione dell'ente oltre che dei bilanci e dell'attuazione degli indirizzi espressi dalla comunità del parco.

Per introdurre forme di maggiore coordinamento e uniformità tra le attività dei singoli parchi, le attività di carattere amministrativo dei tre parchi potranno essere gestite o governate in maniera uniforme anche con unico centro di coordinamento e con forme di collaborazione per consentire oltre all'uniformità anche una razionalizzazione delle spese.

E' inoltre confermato il ruolo di supporto dei Comitati scientifici dei Parchi  che si relazioneranno con la Consulta Tecnica della Regione.


Semplificazione ed efficienza della pianificazione e programmazione - Il Piano del parco sarà uno strumento unico ed integrato e disciplinerà, insieme ed in raccordo col Regolamento del Parco,  il futuro del parco tenendo conto, oltre che degli obiettivi di tutela e di conservazione, anche delle attività socio-economiche. Quindi sarà eliminata la dicotomia tra Piano del parco e Piano socio-economico (PPES) ed i tanti piani attuativi.

La novità oltre che i contenuti riguarda anche le procedure: il Piano unico sarà predisposto dal Consiglio direttivo, sentita la Comunità del Parco, ma sarà adottato ed approvato dal Consiglio Regionale. I parchi avranno un anno di tempo dalla approvazione della legge per uniformare ed aggiornare i piani  esistenti e trasmettere  le loro proposte di Piano unico alla Regione per la sua approvazione. Saranno quindi riallineati e aggiornati gli importanti strumenti di pianificazione dei parchi.

Consulta e Osservatorio - Saranno riformati gli strumenti di supporto scientifico della Regione. Viene confermata la Consulta regionale delle attività delle aree protette per la biodiversità, ampliata la sua composizione per renderla efficace nella sua funzione di supporto scientifico della Giunta regionale. Viene costituito il nuovo Osservatorio regionale per la biodiversità terrestre e marina, quale sede di supporto agli uffici regionali competenti in materia di raccolta dati e informazioni sulla biodiversità, recuperando la positiva e pluriennale esperienza della Osservatorio Toscano Cetacei.

Valorizzazione - I parchi saranno oltre che uno strumento per la tutela delle risorse naturali ed ambientali, anche una valida sede per la valorizzazione delle attività antropiche compatibili come l'agricoltura ed il turismo sostenibile . Diventeranno quindi una parte importante della valorizzazione del tessuto economico di un territorio, anche sotto il profilo del cosiddetto "turismo verde", che in Toscana può interconnettersi con altri turismi o altre valenze e vocazioni del territorio come le città d'arte, il turismo balneare, il turismo montano ed eno-gastronomico. Si prevede che i parchi possano concedere l'uso del nome e dell'emblema (marchio) ai produttori di beni e servizi locali che presentano caratteristiche di qualità, di sostenibilità e di tipicità territoriale.  In sintesi, questa legge rilancerà il ricco sistema di aree naturali e siti comunitari facendo tesoro  della pluridecennale esperienza dell'intero sistema regionale.

Depurazione, dalla Regione 8 milioni per 90 interventi dell’Acquedotto Fiora e Gaia

FIRENZE - La Regione Toscana stanzia 8 milioni e 600 mila euro per la  depurazione nelle province di Grosseto, Siena, Lucca e Massa.

La somma è stata divisa e messa a disposizione dei gestori Acquedotto del Fiora (4 milioni e 500mila euro) e Gaia Spa (4 milioni e 100mila euro) quale fondo di garanzia per attivare nel loro territorio un totale di 90 interventi prioritari per la depurazione tali da superare in via definitiva le procedure di infrazione comunitarie  in atto e ridurre il rischio sia di non balneazione delle acque marine sia di mancanza di acqua ad uso potabile.

Grazie al fondo di garanzia regionale di 8 milioni e 600mila euro le banche, tramite Fidi, potrebbero mettere a disposizione tutte le risorse necessarie che i gestori restituiranno in dieci anni, cosicché sarà possibile per l'Acquedotto del Fiora avviare 10 interventi per un valore complessivo di 17 milioni e per Gaia Spa 80 interventi per un valore di 15 milioni.

"Ci auguriamo che le banche possano dare tutti i 32 milioni utili per realizzare i 90 interventi in programma, il che segnerebbe una svolta significativa sul piano della depurazione in questi territori - dice l'assessore regionale all'ambiente e all'energia Anna Rita Bramerini - Quella del fondo di garanzia è stata un'operazione di governance che è piaciuta anche al Governo centrale tanto da indurlo a inserire lo stesso meccanismo nella nuova legge sulla Pubblica Amministrazione in modo che possano seguire questa strada anche tutte le altre Regioni italiane".

Gli interventi in particolare:
- Per l'Acquedotto del Fiora, tra gli interventi più importanti dei 10 in programma sono da segnalare il nuovo impianto di depurazione a Arcidosso (3 milioni di euro), il II stralcio del collegamento reflui da Montalcino a Torrenieri (3 milioni e 100mila euro) e tutta la depurazione di Capalbio (3 milioni di euro), il depuratore di Petroio a Trequanda (1 milione e 500mila euro), l'adeguamento degli impianti di depurazione di Marinella e Molinone a Castel del Piano (1 milione di euro) e quelli di Ponte alla Serpenna di Sovicille (1 milione di euro).


- Per Gaia Spa, degli 80 interventi prioritari, si segnala la costruzione del nuovo impianto di depurazione di Barga (località Chitarrino) per la raccolta dei reflui delle località di Barga, Castelvecchio Pascoli, Mologno, Fornaci di Barga, Filecchio, San Pietro in Campo (3 milioni e 850mila euro); il potenziamento dell'impianto di depurazione della Fossa Maestra a Carrara (700mila euro); il completamento delle fognature nel quartiere di Varignano a Viareggio (720mila euro); la sostituzione di un tratto di tubazione di adduzione all'acquedotto di Licciana Nardi (470mila euro); il primo lotto del potenziamento dell'impianto di depurazione di Querceta a Seravezza (440mila euro).

Cave, Rossi: “Regole nuove per tutelare l’ambiente e dare più valore alla risorsa marmo”

CARRARA - "Le cave sono parte del paesaggio apuano, l'abbiamo scritto nel Piano. E non siamo contrari all'attività estrattiva, siamo anzi convinti che essa sia un tratto distintivo di questa parte della Toscana. Però dobbiamo regolarla, questo sì. Ed è questo che abbiamo fatto con il Piano del paesaggio". Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, intervenuto stamani a Carrara all'iniziativa della Cgil "Piano paesaggistico, il confronto oltre le urla". Presenti all'incontro anche i sindaci di Carrara, Angelo Zubbani, di Massa, Alessandro Volpi, di Seravezza, Ettore Neri, il segretario regionale della Cgil, Alessio Gramolati, lo storico dell'arte Tomaso Montanari, il presidente dell'Associazione industriali di Lucca, Claudio Romiti, il presidente della Cooperativa Gioia, Anselmo Ricci.

"Quello che ha portato all'adozione del Piano – ha proseguito Rossi - è stato un percorso lungo, che ha visto un confronto ampio di posizioni e proposte. Ci sono state discussioni, anche vigorose, con i comitati, con i gruppi di interesse, con gli imprenditori, i lavoratori, gli amministratori locali. Poi, alla fine, come è suo dovere, la politica ha deciso. Ora, prima della definitiva approvazione, c'è tempo sino a fine settembre per presentare osservazioni. Il mio auspicio è che questa fase consenta di accrescere il consenso intorno a questo fondamentale strumento e alle sue scelte innovative".

"C'è un precedente – ha detto ancora – che aiuta a comprendere il senso del lavoro che abbiamo fatto. Mi riferisco al distretto del cuoio e della pelle di Santa Croce, dove siamo riusciti a produrre una vera svolta proprio grazie alle battaglie ambientali che sono state fatte. E il risultato, oggi, è che lì si producono pelli, tanto invidiate nel mondo, senza inquinare e riutilizzando le acque depurate senza più attingere alle falde. Tutto questo – ha sottolineato - grazie appunto a regole nuove e all'impegno di imprenditori, lavoratori e istituzioni che hanno saputo lavorare insieme. Penso che questo modello possa, con dovuti adeguamenti e accortezze, essere un riferimento prezioso".

"L'attività di coltivazione delle cave – ha spiegato il presidente - va allora regolamentata in due sensi. Dal punto di vista dell'impatto ambientale, paesaggistico ed estetico, è bene non "scapitozzare" le cime delle montagne e non distruggere i crinali, almeno quelle sopra i 1200: una cosa che del resto dice anche il decreto Galasso, una vecchia norma di tutela del paesaggio del 1985. Pensiamo poi che sia giusto che il marmo venga lavorato in gran parte in zona e non esportato per la lavorazione all'estero. Per questo abbiamo fissato un obiettivo: entro il 2020 almeno il 50 per cento venga lavorato in loco, per dare a questa zona più occupazione e più specializzazione. E questo – ha concluso - contribuirà a dare ancora più valore al nostro marmo".

Ripascimento Osa-Albegna, lavori mirati ed efficaci

FIRENZE - Lavori urgenti, mirati e soprattutto efficaci. La Regione interviene con una nota tecnica sul ripascimento artificiale appena concluso sul tratto di costa tra le foci dell'Osa e dell'Albegna dopo l'attacco del presidente del Wwf locale.

Il lavoro, realizzato per proteggere il delicato sistema spiaggia-duna, area di particolare pregio naturalistico, è consistito nel versamento di 22.000 metri cubi di sabbia su un tratto di 2,2 km.

La tecnica di versamento adottata durante l'esecuzione dei lavori (cosiddetta di refluimento in trincea realizzata sulla battigia) ha consentito di rialzare immediatamente la quota della spiaggia emersa, evitando sin da subito un ulteriore scalzamento alla base della duna. Il profilo di versamento ottenuto a fine lavori è stato rimodellato dall'azione del moto ondoso ed il volume di sedimenti riportato è stato distribuito lungo l'intero profilo della spiaggia, sia emerso che sommerso in funzione della morfologia dei fondali e delle dinamiche presenti. Pertanto, anche se in alcuni punti dell'ampio tratto di intervento il volume riportato non risulta più visibile sulla spiaggia emersa, non è da ritenersi assolutamente perso, in quanto è stato spostato sul profilo sommerso della spiaggia, andando ad innalzare il fondale e fornendo un'ulteriore protezione al cordone dunale per il maggior frangimento dell'altezza d'onda incidente.

E' importante sottolineare, continuano, che la mareggiata da Libeccio avvenuta nei giorni 8-9-10 luglio con picchi di altezza d'onda che hanno anche superato i 4 metri, in assenza dell'intervento di ripascimento avrebbe probabilmente provocato danni ed erosione del sistema dunale con costi di ripristino di gran lunga superiori a quelli dell'intervento.

Inoltre riguardo alla qualità dei sedimenti oggetto di dragaggio e ripascimento sono stati preliminarmente caratterizzati, risultando da un punto di vista ambientale compatibili ai fini del ripascimento (assenza di inquinanti) e da un punto di vista granulometrico idonei allo scopo, con bassissima percentuale di sedimenti fini (limi - argille) come previsto dalle normative vigenti.

Durante l'esecuzione dei lavori sono stati prelevati numerosi campioni dei sedimenti oggetto di movimentazione che sono stati sottoposti ad analisi granulometrica per verificarne la rispondenza a quanto previsto dal progetto. I risultati delle analisi hanno evidenziato che: le dimensioni dei materiali versati sono analoghe a quelle dei sedimenti naturali presenti sulla spiaggia e che la percentuale di sedimento fine (limi e argille) è ben al di sotto del 2%, limite stabilito per la tutela delle aree marine sensibili.