Reddito di cittadinanza, restano fuori 17.000 famiglie povere toscane

Reddito di cittadinanza, restano fuori 17.000 famiglie povere toscane

Per l’assessore regionale Stefania Saccardi il reddito di cittadinanza non basta, perchè non tiene conto di molti fattori che “contribuiscono a creare e alimentare una situazione di povertà”.

Istituito in Toscana il Tavolo regionale della Rete della protezione e dell’inclusione sociale, articolazione regionale dell’Alleanza contro la povertà nazionale, con l’obiettivo di condividere programmi, azioni e attività di contrasto del rischio di povertà ed esclusione sociale. Ne fanno parte una quantità di soggetti, che stamani nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta, hanno firmato un protocollo: Regione, Anci Toscana, Società della Salute, Conferenze dei sindaci, Zone distretto, organizzazioni sindacali, Tavolo regionale Alleanza contro la povertà, Caritas.

Il Piano prevede di avviare le attività del Tavolo regionale della Rete della protezione e dell’inclusione sociale come organismo di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali, e come sede istituzionale stabile di raccordo tra Regione, Comuni, organismi pubblici, Terzo settore, parti sociali, che a vario titolo si adoperano per contrastare il rischio di povertà e di esclusione sociale. Principale finalità del Tavolo è quella di condividere programmi, azioni e attività. Il protocollo siglato stamani, che istituisce il Tavolo, ha validità triennale.

“La Toscana, comunque toccata dalle ripercussioni della crisi economica e dalla conseguente crescita delle disuguaglianze – osserva l’assessore regionale alle politiche sociali, allo sport e alla sanità Stefania Saccardi – ha saputo resistere, mettendo in campo importanti innovazioni sociali affinché i servizi, le opportunità d’inclusione, di riscatto, possano essere accessibili, per rendere migliore il territorio e le comunità che lo popolano. I valori toscani sulla povertà, sia assoluta che relativa, sono inferiori, e quindi migliori, rispetto alla media nazionale. Ma il quadro fornito dall’Osservatorio sociale regionale nell’ultimo suo lavoro ci fa intravedere la crescita di fenomeni di marginalità e povertà che, seppur con numeri meno elevati, investono anche i nostri territori, ponendoci di fronte a sfide sempre più complesse. Il Tavolo che viene istituito stamani con la firma di questo protocollo vuole coordinare il lavoro di tutti i soggetti che a vario titolo lavorano per contrastare povertà ed esclusione sociale, con una cabina di regìa regionale”.

“Le stime Irpet – ha continuato l’assessore Saccardi – ci dicono che con il Reddito di cittadinanza si copriranno 45.000 famiglie toscane. Secondo i dati del nostro Osservatorio sociale in Toscana le famiglie in povertà assoluta sono 62.000, quindi ne restano fuori 17.000. Questo perché il reddito di cittadinanza prende in considerazione solo indicatori economici, mentre sono tanti i fattori che contribuiscono a creare e alimentare una situazione di povertà”.

Il 3,8% delle famiglie toscane sono in povertà assoluta (media Italia 7,3%): circa 62.000 famiglie e 143.000 individui, numeri raddoppiati rispetto al 2008, ma che nel confronto nazionale mettono in rilievo una buona capacità di resilienza rispetto alla crisi economica in corso. La povertà è aumentata soprattutto per le famiglie con componenti in età da lavoro e con figli, mentre sembra aver risparmiato le famiglie con capofamiglia in pensione. Le tipologie familiari più colpite sono le numerose, le monogenitore, quelle con capofamiglia under 35, straniero o con titolo di studio basso. L’incidenza è massima in caso di disoccupazione ma nel 43% delle famiglie povere il capofamiglia lavora, a significare che l’assenza di lavoro non è l’unica faccia della povertà da considerare.

Una sfida che la Toscana ha colto è quella di una strategia regionale complessiva: all’acuirsi di situazioni di disagio economico e di esclusione sociale la Regione Toscana ha risposto approvando per la prima volta un Piano regionale di contrasto alla povertà, che prevede un programma triennale volto a ridurre le cause dell’impoverimento e a sostenere le persone nel percorso di uscita dalle condizioni di marginalità ed esclusione sociale, e mette a disposizione oltre 120 milioni, tra risorse regionali, statali e comunitarie, con l’obiettivo di promuovere un sistema regionale integrato finalizzato all’inclusione sociale.

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Anci Toscana in crisi per Quota 100, via in 1200 da Enti locali

Anci Toscana in crisi per Quota 100, via in 1200 da Enti locali

Una riduzione di personale negli Enti locali della Toscana che potrebbe aggirarsi sulle 1.200 unità: è questa una prima stima fatta da Anci Toscana in merito agli effetti di ‘quota 100’ che, si spiega, “rischiano di mettere in seria difficoltà anche i Comuni toscani”.

L’associazione spiega che si tratterebbe di “un’ulteriore riduzione del personale”, in media una diminuzione aggiuntiva, rispetto a pensionamenti ‘ordinari’, pari a meno 5,4% degli attuali dipendenti in servizio.
L’effetto stimato di quest’emorragia per alcuni capoluoghi avrebbe numeri importanti: meno 200 dipendenti a Firenze, meno 40 a Lucca, meno 14 a Grosseto, meno 48 a Pistoia. Mentre per i Comuni più piccoli anche trovarsi con poche unità in meno avrebbe conseguenze nefaste per l’organizzazione del lavoro”.
La situazione preoccupa molto Anci, si spiega, anche perchè alla diminuzione del personale corrisponde l’aumento dei compiti per la gestione delle pratiche relative al reddito di cittadinanza.
“E’ necessaria una norma transitoria per sopperire all’esodo” ha detto Filippo Nogarin, sindaco di Livorno e vicepresidente di Anci Toscana e di Anci nazionale, richiesta avanzata anche ieri nell’audizione di Anci al Senato, dove è stato auspicata una maggiore flessibilità nel turn-over e “più spazio per la spesa del personale e per rendere meno rigidi i vincoli temporali legati alle regole pensionistiche, consentendo la facoltà di utilizzo tempestivo della capacità assunzionali dovute alle cessazioni programmate”.

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Allerta meteo: informazioni sulla app “Cittadino Informato”

Allerta meteo: informazioni sulla app “Cittadino Informato”

In questi giorni di neve e maltempo, Anci Toscana ricorda che è attiva la piattaforma “Cittadino Informato”, che con una app offre aggiornamenti in tempo reale sugli stati di allerta meteo, informazioni della protezione civile e provvedimenti di viabilità.

La app notifica direttamente sullo smartphone gli stati di allerta diramati dalla Regione Toscana e quelli di ogni singolo Comune che aderisce al progetto. Ad oggi si tratta di Firenze, Massa, Carrara, Livorno, Prato, Pistoia, Lucca, Siena, Arezzo (capoluoghi), oltre a circa altre 110 amministrazioni.

Cittadino Informato è un servizio per smartphone e tablet, gratuito e ‘leggero’ nella memoria del telefono, realizzato da Anci Toscana in collaborazione con Confservizi Cispel Toscana (l’associazione regionale delle imprese di servizio pubblico) con il supporto tecnico di Geoapp, spin off dell’Università di Firenze.

La app, scaricabile dai market Apple e Android, permette anche di conoscere non solo le informazioni nel settore della protezione civile (le aree a rischio del territorio, la collocazione delle zone sicure in caso di calamità naturale, i comportamenti corretti da adottare) ma anche le notizie di pubblica utilità delle aziende del servizio idrico integrato, come interruzioni del servizio idrico o cantieri per rete idrica o fognature.

INFO: www.cittadinoinformato.it.

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Anci: Toscana al sesto posto per spesa servizi sociali

Anci: Toscana al sesto posto per spesa servizi sociali

Nei Comuni toscani, complessivamente, la spesa sociale è di 469 milioni, con un valore percentuale del 6,6% e una cifra pro-capite di 125 euro.La Toscana si colloca così al sesto posto, preceduta da Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto.

E’ quanto emerge dalla rilevazione dell’Istat per l’anno 2016. Aumenta la spesa dei Comuni italiani per i servizi sociali, precisa la nota dell’Anci Toscana, con una crescita del 2% e una cifra che si attesta intorno ai sette miliardi e 56 milioni di euro, pari allo 0,4% del Pil nazionale, tornando a sfiorare i livelli precedenti alla crisi economica (I dati si riferiscono sempre al 2016 e sono stati rilevati e raccolti dall’Istat).

La principale fonte di finanziamento permane quella proveniente da risorse proprie dei Comuni e dalle varie forme associative fra Comuni limitrofi (61,8%), seguita dai fondi regionali per le politiche sociali (17,8%) e da fondi statali (si segnala una progressiva flessione del fondo indistinto per le politiche sociali, dal 13% del 2006 al 9% nel 2016) o dell’Unione europea.

Si è passati da una spesa media per residente pari a 114 euro nel 2015 a 116 euro per il 2016 mentre permangono forti disparità a livello territoriale con i due estremi rappresentati dai 22 euro della Calabria ai 517 della Provincia Autonoma di Bolzano. Al Sud, in cui risiede il 23% della popolazione, si spende solo il 10% delle risorse destinate ai servizi socio-assistenziali. Per quanto riguarda infine la ripartizione della spesa tra le tipologie di beneficiari degli interventi e servizi che compongono la rete territoriale sono raddoppiate le risorse destinate ai disabili (da 1.478 euro annui pro-capite nel 2003 si passa a 2.854 nel 2016) mentre diminuisce, sia in valore assoluto che come quota sul totale della spesa sociale dei Comuni, la spesa dedicata ai servizi per gli anziani. In crescita la spesa per i minori e le famiglie con figli.

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Anci Toscana: lancia portale contro gioco d’azzardo patologico

Anci Toscana: lancia portale contro gioco d’azzardo patologico

Un portale regionale dedicato al gioco d’azzardo patologico: è questa una delle proposte di Anci Toscana contro questa grave patologia, presentate in un documento all’ultima riunione dell’Osservatorio regionale sul tema. Ad illustrarle il sindaco di Pergine Laterina Simona Neri, coordinatrice del Progetto speciale Anci Toscana contro le ludopatie e il bullismo e da tempo in prima fila in questa difficile missione; una battaglia condivisa con Federsanità, che anche in questo caso ha supportato l’Associazione.

Le misure principali della proposta sono quattro: impostare un monitoraggio continuo e verificare l’effetto delle politiche applicate; massimizzare le azioni di governance per evitare sovrapposizioni operative; promuovere la raccolta di buone pratiche territoriali; rafforzare il sistema territoriale di presa in carico come delineato nelle linee guida regionali.

“Il documento – spiega Simona Neri – ha lo scopo di sottoporre agli altri protagonisti del tavolo una proposta di ‘intelaiatura’ delle azioni, che permetta di rendere più efficace la progettazione sia dal punto di vista tecnico/metodologico che della governante”

Il documento è stato presentato agli assessori, consiglieri regionali, rappresentanti di Comuni, organizzazioni di volontariato, esperti in materia di contrasto al Gioco d’azzardo patologico e ai rappresentanti dei SerD delle 3 Asl toscane, tutti ‘presenti al Tavolo dell’Osservatorio.  Si tratta di misure in buona parte già presenti nell’ultimo Piano di Contrasto Regionale e che corrispondono ad alcune priorità che il tavolo toscano di Anci intende promuovere.

“Attualmente Anci Toscana è coinvolta nell’ambito di un progetto di formazione per i tecnici comunali (Polizia Municipale e Suap) per migliorare i sistemi di regolamentazione, controllo e sanzione – spiega la sindaca – Nell’ambito di questo progetto verrà promossa la raccolta di buone pratiche territoriali, utili per fornire riferimenti di benchmarking per la rete dei comuni toscani”.

Per Simona Neri “lo sviluppo di questa azione, insieme alla necessità di fornire ai territori della Toscana un ‘luogo’ di raccolta non solo delle buone prassi, ma del monitoraggio scientifico, delle iniziative e dell’apparato normativo, rendono strategica la creazione di un portale dedicato al gioco d’azzardo patologico cui Anci è interessato a partecipare. Particolarmente strategica sembra essere inoltre la metodologia della ‘peer education’ nelle scuole e dell’utilizzo positivo delle piattaforme web rivolte ai giovani”.

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