Pisa: rimpasto in Comune, via anche assessore contestato

Pisa: rimpasto in Comune, via anche assessore contestato

Il sindaco di Pisa, Michele Conti, ha nominato due nuovi assessori che entreranno in servizio effettivo già da domani. Si tratta di Pierpaolo Magnani, che prende il posto di Andrea Buscemi alla cultura, e Sandra Munno, che subentra nel ruolo che è stato di Rosanna Cardia, alla pubblica istruzione. Lo ha reso noto l’amministrazione comunale.

I due nuovi assessori entrano rispettivamente in quota Lega e Fdi. Buscemi, si apprende dalla nota del Comune, è stato avvicendato assecondando la “sua rinuncia a continuare per motivi personali”. I rumors politici indicano per l’attore un prossimo incarico nel settore della cultura da parte del Comune di Montecatini Terme (Pistoia) governato dal Carroccio.
L’assessore ha vissuto comunque a Pisa un anno al centro delle polemiche politiche legate soprattutto alla vicenda giudiziaria che lo ha visto imputato di stalking nei confronti dell’ex fidanzata. Processo per il quale è uscito prosciolto per intervenuta prescrizione e per il quale le femministe pisane raccolsero decine di migliaia di firme inviate anche al Quirinale per chiedere che non rivestisse incarichi pubblici. Magnani, 54 anni, è un videomaker per passione e impiegato della filiale livornese di Banca d’Italia, ha due lauree ed è appassionato di teatro. Munno, 55 anni, avvocato civilista è stata difensore civico del Comune di Calci (Pisa).

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Pisa, Carfagna contro lo stalking: “Buscemi? Inopportuno sia assessore”

Pisa, Carfagna contro lo stalking: “Buscemi? Inopportuno sia assessore”

La vicepresidente della Camera Mara Carfagna ha partecipato a un dibattito alla Scuola Sant’Anna di Pisa sullo stalking a dieci anni dall’entrata in vigore della legge.

“Continuo a pensare che una persona per la quale è intervenuta la prescrizione per evitare una condanna ma che abbia visto certificati dai tribunali i suoi atti persecutori verso l’ex compagna non possa fare l’assessore per ragioni di opportunità politica”. Lo ha detto La vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, a margine di un’iniziativa alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sullo stalking riferendosi alle polemiche per la nomina del leghista Andrea Buscemi ad assessore comunale alla cultura.

L’incarico è stato aspramente contestato per mesi dalle opposizioni e dalle associazione femminista che hanno lanciato anche una petizione che ha raccolto quasi 50 mila firme. “Questa perplessità – ha aggiunto Carfagna, che oggi era accompagnata dal vice sindaco Raffaella Bonsangue – l’ho anche rappresentata al sindaco Conti con una lettera alla quale non ha mai risposto. Attraverso i giornali ho visto che mi ha invitata a cena. Ma io a cena vado con mio marito e lui farebbe bene a invitare sua moglie. Con i sindaci ho l’abitudine di parlare nelle sedi proprie e attraverso canali più istituzionali”.

“Nei prossimi giorni presenteremo una proposta di legge sul cosiddetto revenge porn e speriamo di riuscire ad approvarla rapidamente e con un largo consenso. Si tratta di un provvedimento che riguarda la diffusione di immagini sessualmente esplicite per estendere in reato non solo a chi le diffonde ma anche a chi le condivide e non ne impedisce la diffusione”.

“Questa pratica odiosa – ha aggiunto – riguarda anche molti giovanissimi e adolescenti e vede poi le donne essere oggetto di ricatto e denigrazione anche attraverso i social network, con conseguenze molto gravi per la loro esistenza. E’ quindi assolutamente urgente intervenire e farlo producendo una norma capace davvero di sanzionare le persone a vario titolo responsabili del reato, alimentando allo stesso tempo una rivoluzione culturale a favore delle donne”. Per la vicepresidente della Camera “se il governo ha trovato le risorse per detassare le sigarette elettroniche e i birrifici artigianali, allora può trovare anche i soldi necessari a finanziare l’acquisto dei braccialetti elettronici da applicare ad esempio a chi ha ricevuto un divieto di avvicinamento per stalking. E’ una questione di priorità”.

“Visto che l’esecutivo sta per approvare il codice rosso – ha aggiunto – mi auguro che consenta al parlamento di approvare anche norme che rendano concreta e contestuale la difesa e la protezione delle donne vittime della violenza maschile”.

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Nardini e Picchi (Pd) sul caso Doroni: “Ennesima ferita all’immagine di Pisa. Buscemi si dimetta”

Nardini e Picchi (Pd) sul caso Doroni: “Ennesima ferita all’immagine di Pisa. Buscemi si dimetta”

Il commento della Consigliera Regionale Alessandra Nardini e della Consigliera Comunale Olivia Picchi, entrambe del Partito Democratico, sulle polemiche relative all’invito del Professor Doroni alle celebrazioni del Giorno del Ricordo.

“Buscemi si conferma un personaggio inadeguato e un danno inestimabile all’immagine e alla dignità di Pisa. Il Sindaco Conti, al solito, appare in totale balia delle azioni altrui. L’invito del Professor Doroni, le cui esternazioni su Facebook sono vere e proprie istigazioni all’odio razziale e politico, per le commemorazioni del Giorno del Ricordo è l’ennesimo atto incommentabile di questa Giunta, riparato in extremis con goffaggine e imbarazzo. Iniziative come questa sporcano prima di tutto il ricordo di quelle vittime innocenti e di quella grande tragedia che furono le Foibe. La Giunta Conti si vergogni e, lo diciamo per l’ennesima volta, Buscemi si dimetta e liberi Pisa dalla sua ombra.”

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Pisa: Casa della Donna, “Cassazione conferma sentenza Buscemi per stalking”

Pisa: Casa della Donna, “Cassazione conferma sentenza Buscemi per stalking”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa inviatoci dalla Casa della Donna di Pisa in relazione alla sentenza della Cassazione riguardo all’assessore comunale Andrea Buscemi.

“Ieri la Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso presentato da Andrea Buscemi rispetto alla sentenza di appello emessa nel maggio 2017 dal Tribunale di Firenze che aveva ritenuto Buscemi colpevole di stalking e lo aveva condannato al risarcimento della sua ex compagna, mentre in sede penale il reato era caduto in prescrizione. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso confermando la sentenza del tribunale fiorentino e quindi la colpevolezza di Andrea Buscemi. Quello della Cassazione è un pronunciamento importante perchè ribadisce quanto stabilito dal tribunale di Firenze e, secondo le attiviste della Casa della donna che da mesi chiedono le dimissioni di Buscemi, evidenzia con forza e in modo inequivocabile l’incompatibilità politica di Buscemi ad assessore del Comune di Pisa.
Come ha dichiarato Teresa Manente, avvocata di Patrizia Pagliarone, ex compagna di Andrea Buscemi, “ieri la Cassazione ha definitivamente accertata la colpevolezza di Andrea Buscemi, assessore alla cultura di Pisa, per il reato di stalking compiuto nei confronti della sua ex compagna a partire dal marzo 2009 al novembre 2009. La Suprema Corte ha infatti rigettato il ricorso proposto dal Buscemi contro la sentenza di secondo grado e ha rinviato al giudice civile il giudizio riguardo al risarcimento del danno che il Buscemi dovrà riconoscere alla sua ex compagna”.
“La corte di Cassazione è stata chiarissima”, sottolinea Carla Pochini, presidente della Casa della donna. “Il ricorso di Buscemi è respinto e dunque la sentenza del tribunale di Firenze è confermata. Andrea Buscemi è responsabile di gravi atti di stalking e dovrà risarcire la sua ex compagna. Questa è l’unica verità che è emersa anche in Cassazione e il sindaco Michele Conti non può continuare a far finta di nulla. Uno stalker siede nella sua giunta e insieme a migliaia di cittadine e cittadini chiediamo che da quella giunta venga rimosso subito! E che quella della Cassazione sia una sentenza contro Buscemi lo dimostrano mistificazioni e falsità che egli sta diffondendo in queste siamo, anche grazie al sostegno di giornali come Il Tirreno.
Siamo esterrefatte di quanto ha pubblicato oggi il  Tirreno,  e chiediamo al direttore di intervenire e rettificare. Chiediamo anche l’intervento del presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana con il quale abbiamo organizzato ben due corsi di formazione per giornalisti sui temi della violenza di genere. E’ tempo che anche il mondo dei media si assuma le proprie responsabilità rompendo una volta per tutte ambiguità e collusioni con una certa visione sessista e maschilista. La lotta contro la violenza sulle donne – conclude Pochini – ha bisogno di giornalisti e organi di stampa professionali e corretti che, oltre ad accertare i fatti e a verificare le notizie prima di pubblicarle, decostruiscano stereotipi e pregiudizi di genere e non contribuiscano a crearli”.

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