Pisa, neo assessore Buscemi querela presidente Casa delle Donne Pechini

Pisa, neo assessore Buscemi querela presidente Casa delle Donne Pechini

L’assessore alla Cultura di Pisa e attore Buscemi, membro della giunta di centrodestra in quota Lega, a seguito delle critiche e della mozione di sfiducia ricevute a causa di un suo processo per stalking, ha annunciato querele nei confronti dei suoi detrattori. Buscemi ha anche recapitato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per esporgli la situazione: “Sono costretto a vivere a Viareggio, sui social qualcuno mi ha anche minacciato di morte”.

Pisa, settimane fa l’assessore alla Cultura Andrea Buscemi è stato travolto da una bufera mediatica legata al suo coinvolgimento in un procedimento penale per l’imputazione relativa al reato di stalking.

L’accusa proveniva dalla sua ex compagna e ha spinto la coalizione di sinistra Diritti in Comune (Una città in comune, Prc e Pisa Possibile) a depositare una mozione di sfiducia in Comune.

“Sono come i nazisti e per questo bisognare fare di tutto per fermarle. Per questo ho deciso di querelare per stalking la presidente della Casa della Donna di Pisa, Carla Pochini, e la promotrice della petizione contro di me Elisabetta Vanni. La loro è infatti una persecuzione, costruita su un pregiudizio, contro di me”- ha affermato Buscemi.

“Abbiamo elencato in sede di querela – ha aggiunto il suo avvocato, Rubina Colombini – una serie di condotte che configurano diverse ipotesi di reato, dalla diffamazione, alla molestia fino agli atti persecutori”.

Buscemi, inoltre, ha ricordato che la Casa della Donna fin dal 2013, anno in cui cominciò il suo processo dopo una querela per stalking della ex fidanzata, “ha iniziato la sua guerra ideologica contro di me su presupposti falsi e con affermazioni false, visto che in primo grado e dopo un’istruttoria di tre anni sono stato assolto e in appello sono stato prosciolto perché il reato è prescritto, quindi chi dice che sono stato condannato mistifica la realtà”.

Buscemi ha anche recapitato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per esporgli la situazione. “Sono costretto a vivere a Viareggio, perché a Pisa ho paura di essere aggredito, sui social qualcuno mi ha anche minacciato di morte”.

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Pisa: dopo petizione, parte social bombing contro neoassessore Buscemi

Pisa: dopo petizione, parte social bombing contro neoassessore Buscemi

Un social bombing sulla pagina facebook del sindaco di Pisa, il leghista Michele Conti, è stato promosso dalla Casa della Donna di Pisa per chiedere le dimissioni dell’assessore alla Cultura, Andrea Buscemi, condannato a risarcire i danni procurati all’ex fidanzata che lo aveva denunciato per stalking.

E’ la seconda fase della mobilitazione scattata una settimana fa con una petizione online sul portale Change.org che ha raccolto oltre 25 mila firme da tutta Italia. Nelle ultime ore sono già più di 300 le adesioni al social bombing indirizzate al profilo facebook di Conti per chiedere le dimissioni di Buscemi: “Sindaco Conti, l’assessore Buscemi ha evitato una condanna penale per stalking a causa della prescrizione del reato – si legge nel post rilanciato da centinaia di persone – ed è stato obbligato al risarcimento dei danni in favore della ex per le sue condotte persecutorie. La politica deve essere la prima a dare il buon esempio ai suoi cittadini e deve quindi obbligare a un passo indietro Buscemi. Le cittadine e i cittadini di Pisa non meritano questo scempio”.

Nelle prossime ore Conti incontrerà i vertici regionali delle Lega per affrontare la vicenda. A prendere posizione contro Buscemi anche l’associazione ‘Nuovo Maschile. Uomini liberi dalla violenza’. “Crediamo – dichiara il presidente dell’associazione, Riccardo Guercio – che un uomo che ha commesso violenza nelle relazioni, riconosciuta anche in sede giudiziaria, ma che non si è assunto la responsabilità di quelle azioni e non ha mai messo in atto condotte riparative, non debba accedere a cariche pubbliche. Le Istituzioni, anche in ottemperanza alla Convenzione di Istanbul, sono tenute alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere”.

“Come può un uomo, nella sua veste di assessore, rappresentare le istituzioni cittadine e promuovere la cultura del rispetto e della non violenza se ha esercitato ripetute azioni di stalking, di cui non ha mai riconosciuto la gravità e gli effetti? Quale messaggio darebbe una simile nomina alle donne e agli uomini di questa città? Consideriamo assolutamente inaccettabile che un’istituzione importante come quella comunale colluda con certi comportamenti e anzi adotti quelli tipici degli uomini violenti: negare, minimizzare, deresponsabilizzare la condotta violenta. Tutto ciò non favorisce certo la consapevolezza e la motivazione al cambiamento, ma cronicizza il comportamento violento”.

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