Regione: “Dal governo nessuna comunicazione su Cpr in Toscana”

Regione: “Dal governo nessuna comunicazione su Cpr in Toscana”

Federica Fratoni, assessore regionale all’ambiente e difesa del suolo, chiarisce: “ad oggi non è pervenuta alla Regione Toscana alcuna comunicazione in merito alla volontà del Governo di aprire un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Coltano (Pisa)”.

Federica Fratoni ha spiegato che “nel caso in cui dovesse giungere una comunicazione sarà cura della Regione informare e coinvolgere prioritariamente tutti i livelli istituzionalmente interessati”, ma “ad oggi non è pervenuta alla Regione Toscana alcuna comunicazione in merito alla volontà del Governo di aprire un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Coltano (Pisa), né sono pervenute comunicazioni ufficiali circa l’intenzione di aprire un Cpr in altre parti del territorio toscano”.

Per Nardini, Mazzeo e Pieroni “leggendo quanto uscito sulla stampa, e le parole dello stesso sindaco di Pisa Michele Conti, sembrava che il percorso fosse invece già partito. Se così fosse, dunque, il ministero dell’Interno sta agendo in totale e assoluta autonomia ma gli ricordiamo che la legge prevede che il presidente della Regione interessata sia preventivamente avvisato. Ribadiamo dunque non solo tutta la nostra contrarietà al progetto – hanno concluso i consiglieri Dem – ma la necessità assoluta che qualsiasi decisione o ipotesi il governo voglia avanzare debba essere preceduta da un confronto approfondito con la Regione e gli enti locali”.

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Pieroni (PD): il congresso rischia essere occasione persa 

Pieroni (PD): il congresso rischia essere occasione persa 

“Per come si stanno mettendo le cose, il prossimo congresso regionale rischia di essere una occasione persa. E’ incredibile come non ci si renda conto che il Pd sta barcollando sull’orlo di un precipizio, che può portarci diretti ad un altro bagno di sangue elettorale, l’ennesimo”. Lo afferma il consigliere regionale Pd Andrea Pieroni.

“Gli appelli all’unità mi paiono velleitari, patetici o fuorvianti – aggiunge in una nota Pieroni-, specie se provenienti da chi ha passato l’estate tra cene, caminetti e incontri ristretti per blindare il congresso, avendo peraltro accuratamente evitato di dar vita ad un confronto serio ed approfondito sulle cause delle molteplici e pesantissime sconfitte elettorali subite dal Pd anche nella ‘rossa’ Toscana”.

Per Pieroni, “quale unità vera può nascere se chi la invoca si esercita esclusivamente nel mettere in campo candidati di parte a ripetizione? Se l’unità si vuol raggiungere davvero, ma l’unità del partito non di una maggioranza, si fermi la macchina congressuale, si chiuda la ‘fabbrica dei candidati’, si lavori insieme, tutti, alla definizione di un nuovo profilo politico-programmatico del Pd toscano per affrontare le prossime scadenze elettorali.

”Insomma, si faccia quel lavoro che, colpevolmente, chi ha guidato il partito finora non ha inteso fare. Un po’ più di autocritica, di senso del limite e di umiltà – conclude – non guasterebbero.Si passi dalle parole ai fatti”.

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Pieroni (PD): candidature frutto logica fedeltà a capo

Pieroni (PD): candidature frutto logica  fedeltà  a capo

Così in una nota il consigliere regionale del Pd Andrea Pieroni, pisano, che si chiede tra l’altro come sia stato possibile che a Pisa, “non ci sia stata la forza politica di assicurare la ricandidatura di Federico Gelli, parlamentare uscente, nonostante i due documenti a supporto della direzione provinciale?

“Sconcerto” per la scelta delle candidature del Pd, “frutto di cooptazione e fedeltà”. Così in una nota il consigliere regionale del Pd Andrea Pieroni, pisano, che si chiede tra l’altro come sia stato possibile che a Pisa, “non ci sia stata la forza politica di assicurare la ricandidatura di Federico Gelli, parlamentare uscente, nonostante i due documenti a supporto della direzione provinciale? Possibile che non ci sia stata la volontà politica di proporre una candidatura forte ed autorevole dell’area pisana che potesse fare da traino anche in vista delle imminenti elezioni comunali?”. La riflessione di Pieroni “è frutto – spiega lo stesso consigliere – della constatazione di come, anche nella scelta delle candidature, ci sia stato un ulteriore arretramento dai territori, una crescente sordità verso le proposte delle comunità politiche locali, che devono essere invece il nerbo di una forza politica plurale e radicata”. Ma “lo sconcerto sulle liste passa in secondo piano se paragonato alla prospettiva, che molti osservatori politici tracciano con sempre maggiore frequenza, di un Pd destinato a cambiare la propria radice genetica, trasformandosi da partito aperto, inclusivo, dialogante, plurale, a partito costruito ad immagine e somiglianza del capo, imperniato sui meccanismi di cooptazione e fedeltà”.

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