Ballottaggio Pisa: vigilia di tensione, città blindata

Ballottaggio Pisa: vigilia di tensione, città blindata

Tensione sul voto per il ballottaggio delle amministrative a Pisa. I due schieramenti, centrosinistra e centrodestra, sostanzialmente divisi da un ridotto scarto di voti, si sfidano senza esclusione di colpi e i toni si alzano, a destra come a sinistra. Da una parte si agita lo spettro del rischio di “islamizzazione” della città in caso di vittoria del Pd e dei suoi alleati, favorevoli alla costruzione di una nuova moschea, dall’altra si invoca la “reazione democratica per sbarrare la strada alla destra estremista e leghista”.

Stanotte sono comparse scritte e striscioni contro la sua presenza in città che sono stati rimosse e cancellate dalle forze di polizia. Ieri in città, e soprattutto sui social network, la notizia è riportata stamani dalla stampa locale, girava un volantino anti islamico realizzato dal comitato “no moschea”, il cui presidente è candidato della Lega, con il quale si invitava a votare il candidato del centrodestra, Michele Conti, iniziativa dalla quale ha preso immediatamente le distanze lo stesso Conti.

Immediata la replica del candidato di centrosinistra, Andrea Serfogli, che nel comizio in piazza di ieri sera con Gentiloni e Veltroni, ha scelto per respingere le accuse uno slogan impiegato negli ultimi mesi dalla sinistra antagonista: “Pisa non si lega” urlandolo davanti a centinaia di sostenitori.

La tensione è destinata a salire oggi con l’arrivo in città del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che parteciperà prima alla cena sul Ponte di Mezzo (organizzata da Confcommercio e disertata dalle istituzioni, Regione in testa, proprio per la presenza del ministro), e poi chiuderà la campagna elettorale con un comizio in una piazza del centro. La città stasera sarà blindata per il timore di disordini.

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Pisa, per ballottaggio Serfogli si apparenta con liste civiche

Pisa, per ballottaggio Serfogli si apparenta con liste civiche

Con questo apparentamento, in caso di vittoria, il Pd avrebbe 13 consiglieri, mentre 7 spetterebbero a sei liste civiche. Serfogli ha fatto inoltre sapere che Antonio Veronese entrerà in giunta senza specificare quale sarà la delega da lui ricoperta.

Il candidato a sindaco di Pisa della coalizione di centrosinistra Andrea Serfogli, che va al ballottaggio, ha annunciato un apparentamento. Serfogli ha reso noto di aver raggiunto un accordo con le tre liste civiche che al primo turno hanno sostenuto i candidati Antonio Veronese e Maria Chiara Zippel.

“In questo modo la nostra si caratterizza ulteriormente come una candidatura plurale, inclusiva, aperta al civismo e a realtà che da sempre abbiamo detto costituire una parte importantissima del tessuto economico e sociale di Pisa – ha spiegato –
nel momento in cui la Lega conferma da Roma e da Cascina di voler comandare da sola, noi ribadiamo di non essere commissariati da nessuno ma anzi di rappresentare l’espressione massima di partecipazione e apertura alla città”.

Con questo apparentamento, in caso di vittoria,  il Pd avrebbe 13 consiglieri, mentre 7 spetterebbero a sei liste civiche. Serfogli ha fatto inoltre sapere che Antonio Veronese entrerà in giunta senza specificare quale sarà la delega da lui ricoperta.
Nell’annunciare l’accordo raggiunto Serfogli ha inoltre rivolto un appello alle forze a sinistra del Pd e al M5S.

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Pisa: Pd candida a sindaco Andrea Serfogli

Pisa: Pd candida a sindaco Andrea Serfogli

L’assessore comunale uscente al  bilancio e ai lavori pubblici di Pisa, Andrea Serfogli, è il candidato sindaco del Pd alle elezioni amministrative del 10 giugno dopo che nessun altro esponente Dem ha raccolto le firme per partecipare alle primarie del partito indette per il 29 aprile.

Su Serfogli convergono anche le liste civiche del centrosinistra che sta governando la città, ma non Mdp che a Pisa fa capo all’ex deputato Paolo Fontanelli. Sulla scelta di Serfogli, tuttavia, il Pd di Pisa è molto diviso e il partito locale fino all’ultimo ha cercato di
convincere l’assessore a fare un passo indietro. Appena due giorni fa la reggenza toscana del Pd aveva concesso di far svolgere le primarie di partito ma non quelle di coalizione,
accogliendo solo parzialmente la richiesta di Serfogli e dei suoi sostenitori. Nelle ultime 48 ore il Pd ha proseguito il pressing sull’assessore per convincerlo a desistere dalla
candidatura, visto che sul suo nome non c’era intesa a sinistra con Mdp (il cui consenso in città è stimato intorno al 10%). E ha ventilato, al suo posto, la candidatura dell’ex
vicesegretario regionale Antonio Mazzeo, senza ricorrere alle primarie e con il sostegno dello stesso Serfogli. Quest’ultimo invece ha proseguito nella sua linea presentando la sua
candidatura, unica dentro il Pd, alla scadenza dei termini di ieri sera: quindi niente primarie a Pisa e candidatura diretta a sindaco dell’assessore al bilancio nella giunta Filippeschi.
di onsegnare la città al centrodestra, a trazione leghista, o al M5s, è tutta in capo a loro”.

Polemico anche il segretario provinciale Pd, Massimiliano Sonetti: “In questi mesi – ha
scritto in una nota – abbiamo provato in tutti i modi a far prevalere la politica sui personalismi e sulle pur legittime aspirazioni. L’assenza di candidati denota stanchezza e mancanza di voglia di scontrarsi ancora sui nomi: quindi niente primarie, né di coalizione né interne al Pd. La maggioranza abbondante dell’assemblea avrebbe preferito una coalizione più ampia ed eterogenea, stessa cosa il partito nazionale e quello regionale,
dove la voglia di unità è stata sempre largamente prevalente”.
“L’appello che faccio adesso a tutte le forze del centrosinistra è proprio all’unità – ha aggiunto -, oggi più che mai, e alla responsabilità. Andrea Serfogli sarà il candidato a sindaco di Pisa del Pd: da domani al lavoro per una coalizione più ampia
possibile, dove prevalga il dialogo sulle cose e non più sulle persone”.

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Comunali Pisa: Pd spaccato, primarie per sindaco

Comunali Pisa: Pd spaccato, primarie per sindaco

Sono state confermate anche nel voto dell’assemblea comunale di ieri sera le profonde divisioni interne al Pd pisano e ora, dopo il fallimento della mediazione, condotto in prima persona da Matteo Biffoni, inviato a Pisa direttamente dai vertici nazionali, per superare lo stallo che si era creato in queste settimane, saranno le primarie di coalizione a decretare chi sarà il candidato a sindaco per le prossime amministrative del 10 giugno. La consultazione ai gazebo dovrebbe svolgersi il 29 aprile.

Ieri sera i vertici dem hanno provato a scardinare i veti incrociati con una proposta alternativa, la candidatura dell’economista Giuliano Pizzanelli, 73 anni, commissario del Cus, delegato provinciale del Coni, consigliere della Pubblica assistenza e docente universitario in pensione. Sul suo nome convergeva anche Mdp di Paolo Fontanelli, alleato che i vertici locali del partito ritengono strategico per continuare a essere competitivi (e forte in città di circa il 10% dei consensi), ma per strappare la candidatura serviva il voto favorevole di almeno i tre quinti del parlamentino dem.

Ma il quorum non è stato raggiunto per due voti: alla fine hanno votato per Pizzanelli in 77 (servivano almeno 79 voti), 23 sono stati i voti contrari e 11 gli astenuti. Ora il Pd dovrà votare il regolamento delle primarie che saranno di coalizione, ma alle quali difficilmente parteciperà il partito di Fontanelli che potrebbe decidere di correre da solo alle elezioni.

Il voto di ieri sera rimette in sella l’assessore uscente Andrea Serfogli, sostenuto anche dal sindaco Marco Filippeschi (ma non dal resto della giunta Pd), che parteciperà senz’altro alle primarie. Mentre resta da capire se accetterà la sfida nei gazebo lo stesso Pizzanelli. Non sarà invece quasi certamente della partita il presidente del Cnr pisano, Domenico Laforenza, individuato dal gruppo dirigente dem e sostenuto da Mdp, ma osteggiato dai serfogliani. La consultazione di coalizione comunque sembra essere un passaggio poco più che formale per incoronare Andrea Serfogli, che si è a lungo battuto per questa soluzione, sfidato dall’ex assessore Dario Danti (con la sigla Campo progressista), che non ha però i numeri per impensierire Serfogli (sostenuto anche dalla liste civiche locali) e poi si capirà se vi saranno altre candidature più forti.

Non è escluso che Biffoni, insieme ai vertici pisani del partito, tenti di convincere Mdp a restare nella coalizione, ma la strada appare ore piuttosto in salita. Anche perché il partito di Paolo Fontanelli ha sempre messo come condizione quella di dare un segno di “discontinuità rispetto all”amministrazione uscente”.

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