Fiorentina, intitolato un piazzale per il 50enario 2° scudetto

Fiorentina, intitolato un piazzale per il 50enario 2° scudetto

Sarà accanto al “Piazzale Campioni del ’56” il nuovo “Piazzale Campioni del ’69′”, ok dalla Giunta comunale.

“In occasione di un anniversario importante per la città di Firenze, il mezzo secolo dal secondo scudetto della Fiorentina, abbiamo deciso di intitolare ai ‘Campioni del ’69’ il piazzale nel quale si svolge abitualmente il mercato a Campo di Marte, sotto la curva Fiesole”. Lo ha annunciato l’assessore allo sport di Firenze Andrea Vannucci, presentando oggi la proposta che ha ottenuto l’ok della giunta di Palazzo Vecchio.

“Si chiamerà ‘Piazzale Campioni del ’69 – Secondo scudetto della Fiorentina’, – ha spiegato l’assessore – e ricorderà lo scudetto conquistato nel 1969 dai ragazzi in maglia viola con capitano ‘Picchio’ De Sisti: la cosiddetta Fiorentina Ye Ye, che vinse il campionato andando a conquistarsi la matematica certezza a Torino contro la Juventus. In tutto ciò, per scaramanzia, abbiamo lasciato una piccola porzione dell’area per festeggiare futuri successi”.

L’area è attigua al piazzale ‘Campioni del 56 – Primo scudetto della Fiorentina’, viale Pier Luigi Nervi e viale Manfredo Fanti, che fiancheggia il giardino Niccolò Galli.

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Firenze, Nardella: “Bella idea intitolare via a Tina Anselmi”

Firenze, Nardella: “Bella idea intitolare via a Tina Anselmi”

Il sindaco di Firenze accoglie con entusiasmo la proposta della giornalista Sandra Bonsanti. Tina Anselmi è stata presidente della Commissione parlamentare sulla P2 e prima donna ministro.

“Ho letto con interesse la proposta di Sandra Bonsanti di intitolare una piazza, una strada a Tina Anselmi. Credo che sia una bellissima idea”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, oggi a margine di un evento a Palazzo Vecchio riguardo a un appello della giornalista Sandra Bonsanti, pubblicato ieri sull’edizione fiorentina della Repubblica, per intitolare una strada a Tina Anselmi, già presidente della Commissione parlamentare sulla P2. “Stiamo già esaminando con attenzione la proposta – ha aggiunto Nardella – per trovare un luogo idoneo a essere intitolato con il nome di questa grande donna, di questa grande italiana”.

L’assessore alla toponomastica Andrea Vannucci ha detto “stiamo lavorando con gli uffici per trovare un luogo idoneo, all’altezza di Tina Anselmi. E’ molto bella la proposta della presidente emerita di Libertà e Giustizia Sandra Bonsanti di intitolare una strada o una piazza. L’1 aprile porteremo la proposta in commissione toponomastica e mi piacerebbe poter tenere la cerimonia di intitolazione il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica”.

Il nome di Tina Anselmi, ha concluso, “è sicuramente legato alla commissione di inchiesta sulla loggia P2 ma anche a molto altro: è stata la prima donna a essere nominata ministro della Repubblica italiana”. Si tratta di “un personaggio di spicco per tutti i primi decenni dell’Italia nata dalla Costituzione del 1948. E’ molto bello, quindi, che nella toponomastica cittadina, accanto alle figure che hanno ricostruito l’Italia del dopoguerra, ci sia posto per Tina Anselmi, che quella storia ha contribuito a scrivere in prima persona”.

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Firenze: approvato progetto riqualificazione riva sinistra Arno

Firenze: approvato progetto riqualificazione riva sinistra Arno

Si è concluso il percorso con la Regione Toscana e l’Autorità di Bacino sul progetto presentato dal Comune di Firenze per la riqualificazione della riva sinistra dell’Arno. Gli enti hanno espresso parere favorevole, in corso di formalizzazione. Il progetto garantisce le due funzioni sportive di interesse pubblico ‘storicizzate’ nell’area: nuoto e canoa, strettamente connesse con il fiume. Per la realizzazione dei lavori è previsto un impegno complessivo 2,6 milioni di euro; per il 2019 è stato stanziato un milione di euro sul primo lotto.

“E’ stata una lunga lotta per salvare questi simboli dello sport e della storia di Firenze – ha detto il sindaco Dario Nardella – Ci siamo impegnati perché il percorso si concludesse positivamente, nel rispetto delle regole e della sicurezza, e ora possiamo gioire con gli sportivi fiorentini dopo un lungo lavoro di riqualificazione della sponda dell’Arno. Ringrazio la consigliera Elisabetta Meucci e l’assessore Andrea Vannucci per l’impegno e il lavoro svolto su questo tema”.

“Sono felice: oggi si è compiuto il passo decisivo per garantire il mantenimento degli impianti storici sulla riva sinistra dell’Arno, che sono luoghi dell’anima di tutti i fiorentini – ha detto l’assessore allo Sport Andrea Vannucci – L’impianto che ospita da sempre la Rari Nantes Florentia, eccellenza nel nuoto e nella pallanuoto, la Canottieri comunali, pluricampione d’Italia nella canoa e in altre discipline fluviali. È arrivato l’ok al lavoro messo in atto in questi anni dal Comune di Firenze, sia a livello politico che di strutture amministrative: il parere favorevole del Genio civile al progetto di riqualificazione di tutta l’area porterà non solo a mantenere il presidio sportivo sul luogo, ma anche ad avere impianti rinnovati, con un primo stanziamento di un milione di euro già messo a bilancio per il 2019. Viene premiata la collaborazione istituzionale portata avanti con una grande determinazione che è pari solo alla grande soddisfazione di oggi. E ora avanti con la riqualificazione”.

“E’ un giorno importante per gli sportivi fiorentini e per tutti coloro che da decenni sentono la Rari Nantes come patrimonio della città – ha detto la consigliera regionale Pd Elisabetta Meucci – Con l’autorizzazione espressa in queste ore dal Genio Civile, infatti, si scrive una parola definitiva nella vicenda della piscina in riva d’Arno. Non è stato facile, ma grazie a un lavoro di squadra, alla disponibilità della giunta ed in particolare dell’assessore Fratoni, all’impegno del Consiglio regionale con l’approvazione di una normativa proposta dalla sottoscritta che ha consentito le opportune deroghe per il salvataggio della Rari Nantes, fino agli atti adottati dal Comune di Firenze. Il parere favorevole del Genio Civile, ora, conferma la bontà delle nostre indicazioni finalizzate alla riqualificazione dell’impianto e dirette a garantire funzioni d’interesse pubblico presenti da oltre 40 anni in quell’ambito territoriale, ma sempre nel rispetto dei principi di massima sicurezza idraulica. Sono davvero contenta di aver contribuito alla realizzazione di questo risultato”.

Il progetto preliminare presentato dal Comune di Firenze prevede l’adeguamento e la sostituzione parziale degli immobili oggi esistenti. L’intervento arriva dopo le modifiche introdotte nel 2016 (LR 33/2016) alla legge regionale del 2012 in materia (LR 21/2012) e prevede una serie di interventi.

Per i locali in uso ai canottieri comunali: l’eliminazione delle superfetazioni a livello strada; la demolizione e parziale ricostruzione della ex sala pizzeria; la demolizione delle scale esterne di collegamento con il livello dell’alveo; la messa in sicurezza idraulica dei locali posti a livello alveo attraverso l’installazione di porte e finestre a tenuta stagna; la ristrutturazione ai fini sportivi dell’intera palazzina, dell’ex centro anziani e dello spogliatoio bambini; il mantenimento e la manutenzione delle gradinate, che già svolgono una funzione di presidio idraulico.

Per i locali in uso alla Rari Nantes Florentia: il mantenimento e la manutenzione della palazzina spogliatoi, della piscina e delle terrazze fondate su pali; la demolizione e ricostruzione del locale centrale termica; la demolizione e ricostruzione dei locali uffici e bar posti sopra il livello terrazza, con la collocazione delle nuove porzioni edificate sulla fascia di proprietà comunale; la demolizione dell’attuale copertura copri-scopri della piscina in struttura metallica con telo sovrastante e sostituzione con copertura telescopica in alluminio e vetro.
È prevista inoltre una modifica dell’opera idraulica di contenimento classificata, nelle zone non interessate dalla presenza di edifici, con ricostruzione di un muro di altezza 1,10 metri e creazione di varchi di accesso con cancello di tenuta a chiusura idraulica. Questa modifica è stata ipotizzata in base al parere rilasciato nel 2015 dal Genio civile.
In base alle modifiche introdotte dalla legge regionale nel 2016, il divieto assoluto di edificazione in alveo non si applica più per i ‘manufatti sostitutivi o adeguativi di manufatti esistenti nei tratti urbani dei fiumi, finalizzati a garantire funzioni di interesse pubblico storicizzate (ovvero quelle presenti in modo continuativo senza soluzione di continuità da almeno quaranta anni), a condizione che sugli stessi sia assicurata la sicurezza idraulica, la non alterazione del buon regime delle acque e il non aggravio del rischio idraulico’.
Per aggiornare gli strumenti urbanistici comunali alle modifiche normative, l’Amministrazione ha portato avanti una ricognizione dell’intera asta dell’Arno, individuando le costruzioni e i manufatti presenti nelle fasce di larghezza 10 metri (come definiti dalla legge regionale del 2012) finalizzati a garantire funzioni di interesse pubblico storicizzate. Secondo la legge, sono funzioni storicizzate quelle presenti in modo continuativo senza soluzione di continuità da almeno 40 anni dalla data di entrata in vigore della legge regionale del 2016. A chiusura dell’analisi, l’Amministrazione ha individuato una serie di insediamenti che presentano tali caratteristiche; fra queste rientrano le strutture sportive sul lungarno Ferrucci, ad oggi in uso ai Canottieri comunali e alla Rari Nantes.

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Firenze: dal 12 al 14 aprile torna ‘Florence Bike Festival’

Firenze: dal 12 al 14 aprile torna ‘Florence Bike Festival’

Ciclocaffè in cui sostare per un check alla bici e un cappuccino, dj set, performance sui pedali e una pump track su cui mettere alla prova le proprie capacità atletiche (senza pedali): dal 12 al 14 aprile torna Florence Bike Festival, la kermesse che coinvolge la città di Firenze in una grande festa sulle due ruote.

Tra le novità della settima edizione l’inclusione di diverse location cittadine nel “circuito FBF”, attività per grandi e piccoli e la nuova prova della De Rosa Granfondo Firenze, la gara in due percorsi da 95 e 131 km, su e giù per le montagne del Mugello, con partenza da piazzale Michelangelo e arrivo sulla salita di via Salviati, resa celebre dai Mondiali di Ciclismo. Non solo festa, ma anche un messaggio alla città e alla comunità di ciclisti in tema di sicurezza stradale: la maglia ufficiale della Granfondo quest’anno avrà stampato il simbolo della distanza minima da tenere in strada rispetto ai ciclisti, mentre alcune delle principali associazioni attive nel settore saranno presenti tutto il weekend alle Cascine per fare informazione e sensibilizzazione.

La festa avrà inizio venerdì 12 aprile alle 14 con l’apertura del FBF Village al Parco delle Cascine, mentre ad aprire il cartellone degli eventi collaterali – dalle ore 19 – sarà il party a Florence Out Of Ordinary bistrot (viale Strozzi 18), locale interno a The Student Hotel, struttura ricettiva di nuova concezione recentemente inaugurata in un ex palazzo di proprietà delle Ferrovie dello Stato, che ospita anche un Ciclocaffè con annessa officina dedicata alle bici.

Sabato 13 si animerà il grande villaggio delle due ruote al Parco delle Cascine, quartier generale del Florence Bike Festival. Dagli ultimi modelli smart di e-bike, a conferma della costante crescita del settore a “pedalata assistita”, al genere vintage, fino ai nuovi fenomeni come leGravel Bike, passando per gli ultimi modelli della produzione De Rosa, veri e propri gioielli del made in Italy, la bici sarà protagonista “in tutte le sue forme”, con la presenza attiva dei principali brand di settore. Ma anche grazie alla collaborazione di associazioni di appassionati e del volontariato espressione del territorio fiorentino e toscano, tra cui Fiab Firenze.

Sarà inoltre possibile mettersi alla prova su una pump track, una particolare pista dotata di dossi e buche su cui si corre con bici prive di pedali, facendo affidamento unicamente sul proprio corpo e sul proprio senso dell’equilibrio. La pump track, in arrivo direttamente dal Trentino, diventerà il cuore del quartier generale alle Cascine, con spettacolari bike ride, performance, dj set, minicorsi per bambini e una chill out zone per genitori. Prevista anche una tappa del TERZAROSSA Electric Bike Cross Championship, riservato alle ebike di ultima generazione. Un’area del FBF Village sarà inoltre dedicata ai principali progetti istituzionali nell’ambito bici, tra cui la rete ciclabile della Toscana, il percorso permanente de L’Eroica, la “Ciclopolitana” fiorentina e quella che dovrebbe collegare a breve Firenze e Prato, nell’ottica di un festival in dialogo sempre più stretto con la realtà urbana.

Domenica 14 l’appuntamento più atteso, con la De Rosa Granfondo Firenze: confermate la partenza scenografica sotto il David di Michelangelo e un’altalena di emozioni tra le salite di Fiesole, le colline del Mugello, le vette degli Appennini e il Lago di Bilancino. Oltre 3mila i corridori attesi da tutta Italia e oltreconfine per una delle gare a più alto impatto emotivo nel panorama delle granfondo.

“Questo festival è nato come una scommessa ed è diventato un punto di riferimento per la città e per il panorama sportivo –dichiara Andrea Vannucci, assessore allo sport del Comune di Firenze – oltre a un’occasione per parlare del mondo della bici a tutto tondo. Sette anni fa la cultura della bici non era la stessa, manifestazioni come questa hanno contribuito a creare una cultura della bici in città”.

La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Firenze, della Città Metropolitana e della Regione Toscana e conta sulla media partnership di Radio Deejay per la De Rosa Granfondo Firenze.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Andrea Vannucci e Luca Polverini.

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San Valentino: appuntamenti al Museo Novecento

San Valentino: appuntamenti al Museo Novecento

Un San Valentino speciale quello che va in scena giovedì 14 febbraio al Museo Novecento di Firenze. Niente rose rosse né lume di candela ma tre appuntamenti sequenziali che invitano ad una riflessione profonda sull’amore e sui rapporti di coppia.

La giornata si apre alle 17, con Baci e abbracci, una conferenza spettacolo pensata per celebrare e festeggiare la parola amore, durante la quale il direttore artistico del Museo, Sergio Risaliti, illustrerà alcune delle più celebri immagini di baci e abbracci nella storia dell’arte: da Bronzino a Courbet, da Canova a Schiele, da Rodin a Picabia, da Via col vento a Titanic.

Alle 18, inaugurazione di “Frammenti di un discorso amoroso” installazione site-specific di David Reimondo a cura di Gaspare Luigi Marcone, primo appuntamento del ciclo Ora et labora, ideato da Sergio Risaliti, che invita un artista contemporaneo a elaborare un lavoro per il loggiato del Museo. In questo caso, Reimondo ha operato una riflessione sul celebre scritto di Roland Barthes Frammenti di un discorso amoroso. L’intellettuale francese, con le sue teorie sul linguaggio e sulla significazione, è diventato un punto di riferimento per la semiologia e la critica letteraria coinvolgendo altre scienze come psicanalisi e sociologia.

L’installazione Frammenti di un discorso amoroso (in mostra fino al 28 maggio) è un’opera site specific per il loggiato del Museo Novecento costituita da una rete metallica con circa 11mila led; la “griglia”, di grandi dimensioni (1,30 × 20 metri circa), è assemblata e saldata in modo artigianale mentre i led sono portatori di un messaggio volto all’attualità.

Su questo “grande schermo” si aggregano e si disgregano i “frammenti” dei nuovi “simboli” elaborati da Reimondo. Infatti, l’artista, evocando alcune sezioni del volume di Barthes, ha realizzato delle riprese video usando dei semi naturali che, disposti fino a costruire un suo “simbolo”, venivano poi disgregati dal soffio d’aria di un compressore. Queste riprese sono state trasferite su file digitale così da vedere le “immagini in movimento” proiettate sulla rete di led.

In sostanza su questo schermo i simboli di “abbraccio”, “cuore” o “magia” si compongono e disgregano ritmicamente con un movimento che parte dal “cuore” dell’installazione verso i suoi lati con un ritmo continuo di apertura e di chiusura. I “semi naturali” coesistono con i “semi artificiali” ossia i led; questi frammenti definiscono in modo compiuto i simboli dell’artista solo se il lavoro è guardato da lontano mentre, avvicinandosi, emerge un mosaico leggero di metallo e di luci quasi indecifrabile. In un’epoca in cui la tecnologia viene associata alla produzione di oggetti di design industriale e seriale, “impeccabile”, l’artista ha scelto invece l’artigianalità, data da un meticoloso lavoro manuale che resta comunque imperfetto con alcune sue tracce di casualità.

Alle 18.30, spazio a And Whatever I Do Will Become Forever What I’ve Done (E qualunque cosa io faccia si muterà per sempre in ciò che ho fatto), performance di Silvia Cogotzi, Lori Lako, Chiara Macinai, Dania Menafra, Zoya Shokoohi, a cura di Sergio Risaliti, realizzata grazie al contributo degli assessorati alle Pari opportunità e alle Politiche giovanili del Comune di Firenze.

Ispirata  ai versi della poetessa polacca premio Nobel Wislawa Szymborska, la performance si tiene nel loggiato al primo piano del Museo Novecento e negli ambienti che ospitano la collezione Alberto Della Ragione.

Nel loggiato si  elevano cinque colonne bianche, composte unicamente di fogli. Ognuna di queste ha un’altezza ben precisa, corrispondente alla statura di ciascuna artista, mentre al secondo piano del Museo, una grande superficie di foglia oro sarà accuratamente vegliata da persone di sesso maschile disposte in cerchio.

Le colonne cartacee vogliono essere il simbolo di un’esperienza femminile fatta di risposte sospese, infatti gli interrogativi proposti nei fogli che le strutturano sono parti di un questionario vuoto mai somministrato, e la mano del fruitore diventa padrona di “consumare” le colonne o lasciarle lì, intatte. La foglia d’oro invece è di una delicatezza tale che la breve disattenzione di un solo uomo può intaccarne irrimediabilmente l’integrità.

In questo modo le artiste hanno deciso di affrontare il tema dell’amore da un punto di vista totalmente inedito rispetto al comune modo di guardare a questa giornata, ponendo una riflessione più profonda sul rapporto che intercorre tra il maschile e il femminile con la conseguente distribuzione di responsabilità e opportunità.

 “L’arte è un potente strumento di comunicazione sociale per sensibilizzare sul rispetto dei diritti umani – hanno detto gli assessori alle Pari opportunità Sara Funaro e alle Politiche giovanili Andrea Vannucci -, sul drammatico fenomeno della violenza sulle donne e più in generale all’interno delle relazioni di coppia. La performance ‘And whatever I do will become forever what I have done’ nasce proprio con questo obiettivo affinché vengano accesi i riflettori sull’importanza di contrastare tali atti. Siamo convinti che questo messaggio abbia ancora più forza se lanciato nel giorno di San Valentino, che celebra l’amore nelle coppie”.

“La suggestione di questa iniziativa realizzata da cinque giovani artiste – hanno continuato Funaro e Vannucci – sarà l’occasione per offrire un ulteriore e stimolante momento per riflettere su quanto sia necessario diffondere la cultura delle pari opportunità e della non violenza. Grazie a MUS.E, al Museo Novecento e al suo direttore scientifico Sergio Risaliti per la grande sensibilità dimostrata verso il tema della violenza sulle donne e nelle relazioni e per l’impegno dimostrato per far sì che questo bel progetto potesse realizzarsi”.

“L’intera operazione si pone come una riflessione che vuole guardare al di là del proprio naso, non limitandosi a uno sguardo sul femminile ma piuttosto sul mondo femminile e quello maschile in relazione – spiega Sergio Risaliti – e su come questo rapporto sia in grado di modificare e ribaltare liquidi equilibri attraverso impercettibili spostamenti di prospettiva, capaci di generare meccanismi di violenza appartenenti a circuiti inarrestabili. Nei rapporti amorosi lo scambio di personalità e intensità è necessario quanto invitabile, così come la cura e l’elaborazione per trasformare di segno l’entropia affettiva e ogni germe di ambi-violenza nelle parole, nei gesti, nella domanda e offerta, perché dove c’è amore c’è sempre gioco più di potere che di poesia . Firenze è una città che ci offre infiniti esempi di questo labile confine: il Perseo sovrasta il corpo decapitato della Medusa, ma anche il Giambologna ci riporta alla memoria episodi di sopraffazione nel Ratto delle Sabine: così Piazza della Signoria accoglie segni di potere, violenza e sopraffazione. Anche all’interno della sala che ospita la collezione permanente del Museo Novecento scopriamo diversi modi di guardare al femminile da parte di un uomo, basti pensare a Martini con la Pisana e Attesa/Susanna, ma anche Fontana con Donna Sdraiata e Paulette. La performance di Silvia Cogotzi, Lori Lako, Chiara Macinai, Dania Menafra, Zoya Shokoohi apre un campo di lettura altro, un ribaltamento di ruoli e di comportamenti sempre più necessari sempre meno retorici e più poetici ”.

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