Riparte il Treno della Memoria, dalla Toscana 500 giovani per non dimenticare

Riparte il Treno della Memoria, dalla Toscana 500 giovani per non dimenticare

Riparte il Treno della memoria toscano, con cinquecento ragazzi degli ultimi due anni delle scuole superiori a bordo, sessanta universitari e rappresentanti delle comunità ebraiche e delle associazioni dei deportati, ovvero Aned, Anpi, Anei, rappresentanti di Rom e Sinti e delle associazioni omosessuali, che insieme ai testimoni sopravvissuti visiteranno i campi di sterminio nazisti di Auschwitz e Birkenau in Polonia. La Toscana ne è stata pioniera ed è l’undicesima volta dal 2002.

Il viaggio, che vuole essere un antidoto a razzismi ed estremismi di ieri e di oggi, a cento anni dalla nascita di Primo Levi, si svolgerà quest’anno dal 20 al  24 gennaio, preparato come sempre in modo attento, da un punto di vista scientifico ed emotivo, preceduto e seguito da un gran lavoro di approfondimento in classe che inizia fin dall’estate con la preparazione degli insegnanti.

A presentare l’iniziativa oggi in regione la vicepresidente della Toscana Monica Barni. Con lei Ugo Caffaz, che è un po’ l’anima da sempre del Treno della Memoria toscano, e Camilla Brunelli del Museo della Deportazione di Figline a Prato, a cui è affidata l’organizzazione.

Il treno della memoria fino al 2005 veniva organizzato ogni anno, poi la sua frequenza è diventata biennale intervallata negli anni pari da un meeting con più di ottomila studenti, sempre sulla memoria e con la voce dei sopravvissuti,  al Mandela Forum di Firenze.

L’intervista di Chiara Brilli a Ugo Caffaz

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25 aprile: Toscana, una firma contro i neofascismi

25 aprile: Toscana, una firma contro i neofascismi

In Parlamento oggi “penso che ci sia chi si richiama esplicitamente all’ideologia del fascismo, c’è chi fa molta confusione e sostanzialmente mette tutti sullo stesso piano”. Lo ha affermato Enrico Rossi (LeU), presidente della Regione Toscana, parlando a margine della presentazione delle celebrazioni per il 25 aprile in Toscana.
Alla vigilia della festa della Liberazione d’Italia dall’occupazione tedesca e nazifascista, la Regione  Toscana ha firmato  con Anpi, l’associazione dei partigiani, Aned (ex deportati nei campi nazisti), Arci regionale  e Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea un protocollo di collaborazione nel nome della memoria e dell’antifascismo, cardine della Costituzione repubblicana.

“E’ il prosieguo di un lavoro già autonomamente portato avanti dalla cinque istituzioni e associazioni – commentano il presidente della Toscana Enrico Rossi e la vice presidente ed assessore alla cultura Monica Barni – Insieme vogliamo costruire un argine e vigileremo come sentinelle di fronte alla preoccupante crescita di comportamenti e affermazioni che sfociano nell’apologia di fascismo e nella discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. Assistiamo infatti in Italia, ma anche purtroppo in Toscana, al moltiplicarsi di rigurgiti fascisti, minacce e intimidazioni”. “Il fascismo – si sofferma Rossi – è la negazione di una società inclusiva e noi vogliamo combatterlo sul piano culturale e morale ma anche su quello penale, perchè ci sono leggi che vanno applicate”.

L’accordo, sottoscritto oggi a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione, sancisce infatti anche la collaborazione tra i firmatari del protocollo e l’Agenzia di informazione della Giunta regionale Toscana Notizie nell’attività di monitoraggio dei media e del web, prevedendo, in presenza dei presupposti, la facoltà per la Regione di costituirsi parte civile nei processi a fronte delle segnalazioni. Anpi, Arci, Aned e Isrt contribuiranno in particolare fornendo la documentazione su fatti, iniziative, attività di singoli o di gruppi organizzati che si configurino per il carattere fascista, razzista e xenofobo.

Insieme alla Regione tutti e quattro si impegneranno inoltre a definire congiuntamente un programma annuale di iniziative rivolte ai cittadini toscani, in particolare alle giovani generazioni, volte a diffondere la consapevolezza dei valori di libertà, democrazia, uguaglianza e solidarietà che sono alla base della Costituzione e a favorire il riconoscimento e l’opposizione agli atti e iniziative che ne minacciano l’integrità. Cultura ed educazione sono infatti parte essenziale nell’azione di contrasto rispetto a simili rigurgiti di odio e razzismo.

Se non ci conosce la storia  si rischia di fare confusione, è stato ripetuto stamani un po’ da tutti: un impegno da questo punto di vista, da parte della Regione, che si inserisce in un solco di attività sistematiche e di lunga durata.  “Va in questa direzione la scelta di ospitare a Firenze, in modo permanente, il Memoriale italiano dei deportati ad Auschwitz” ricorda Rossi. “Lo stesso  spirito – prosegue Barni – con cui oggi in giunta abbiamo rifinanziato le attività legate al Treno della Memoria, con la summer school di agosto rivolta agli insegnanti e poi il convoglio, con cinquecento studenti delle superiori, che ripartirà a gennaio 2019 verso i luoghi della deportazione”.

Altre iniziative legate all’intesa siglata stamani e per cui si potranno attivare le competenze  dell’Agenzia di informazione Toscana Notizie riguarderanno eventuali percorsi didattici relativi all’uso corretto dei social e la lettura consapevole e critica dei media, a partire dal dilagare delle cosiddette ‘fake news’ a contenuto fascista e razzista. Tutto questo avverrà anche con il supporto degli organismi professionali. L’attività di monitoraggio dell’osservatorio sarà oggetto di report semestrali.

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73esimo anniversario della Liberazione a Scandicci

73esimo anniversario della Liberazione a Scandicci

Dura quasi un mese il programma di iniziative a Scandicci per celebrare il 73esimo anniversario della Liberazione, organizzato dal Comune di Scandicci.

Una mostra su “Satira e Resistenza” a cura di Sergio Staino in un Auditorium che, proprio per celebrare l’anniversario, avrà un allestimento dedicato, (un addobbo speciale che sarà rivelato nei prossimi giorni, e accomunerà l’edificio del Centro Rogers di piazza Resistenza con la Fabbrica dei Saperi di piazza Matteotti), esposizioni, concerti e presentazioni di libri, tra cui quello di Giuseppe Matulli su Alcide De Gasperi.
Gli appuntamenti in programma sono previsti per venerdì 20 aprile alle 10,30 al Roseto del giardino di via Acciaiolo, con un’iniziativa in memoria dei bambini utilizzati come cavie dai nazisti a Bullenhuser Damm, a cura dell’Anpi Scandicci; lunedì 23 aprile alle 17 nella Sala consiliare Orazio Barbieri del Comune “La Costituzione, un secondo Rinascimento italiano. Dalla negazione dell’uomo alla centralità del cittadino: 1938 le leggi razziali; 1948 la Costituzione Repubblicana”, ospite il docente della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Firenze Federigo Bambi, a cura degli studenti del Russell Newton e della scuola media Rodari; martedì 24 alle 17,30 nell’Auditorium Martini della Biblioteca di Scandicci (via Roma 38/a) “I luoghi della Liberazione: mostra di cartoline d’epoca e presentazione del video ‘Il ponte dei cazzotti di Mantignano’”; sempre martedì 24 nell’Auditorium del centro Rogers in piazza Rsistenza il Concerto della Liberaziione con la Filarmonica Vincenzo Bellini (ingresso libero).

 

Mercoledì 25 aprile, Festa della Liberazione, alle 10,30 Onore ai caduti al Sacrario del Cimitero di Sant’Antonio; alle 11 in piazza Matteotti Onore ai caduti e corteo verso piazza Resistenza; alle 11,30 nella Galleria dell’Auditorium l’inaugurazione della mostra “Satira e Resistenza” a cura di Sergio Staino; alle 21,15 nell’Auditorium il concerto Carmina Burana, ad ingresso libero.

Venerdì 4 maggio alle 17,30 all’Auditorium Martini della Biblioteca di Scandicci (via Roma 38/a), la presentazione del libro di Giuseppe Matulli “Alcide De Gasperi, quando la politica credeva nell’Europa e nella democrazia”.

Nel programma delle celebrazioni del 73esimo anniversario della Liberazione anche iniziative che si sono tenute nelle prime settimane di aprile: l’8 aprile per il Libro della vita Simonetta Soldani ha raccontato il libro “Diario di una Maestrina”; sabato 14 aprile “Imbianchiamo i muri sporchi di odio e di intolleranza” a cura dell’associazione Manitese e in collaborazione con l’Anpi, e la presentazione del libro “Il partigiano Micco – Sergio Fallani 1922-2011” di Andrea Novembrini; il 17 aprile la presentazione del libro “Elio, l’ultimo dei giusti – Una storia dimenticata di Resistenza” di Frediano Sessi, a cura dell’associazione Arco.

Varie associazioni hanno collaborato con il Comune di Scandicci per promuovere il progetto: tra queste l’Associazione partigiani d’Italia Anpi sezione di Scandicci, l’Aned, l’Istituto storico della Resistenza in Toscana, il Circolo Bella Ciao, la Casa del Popolo Vittorio Masiani di Badia a Settimo, l’Arci, Mani tese, Compagnia Mald’estro, Filarmonica Vincenzo Bellini, associazione Arco, istituto superiore Russell Newton, Istituto comprensivo scolastico Rossella Casini.

Per info www.comune.scandicci.fi.it , sindaco@comune.scandicci.fi.it

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Corteo antifascista di sindacati ed associazioni oggi a Empoli

Corteo antifascista di sindacati ed associazioni oggi a Empoli

Appuntamento oggi sabato 3 febbraio, dalle ore 15, con il corteo “Mai più fascismi”, indetto da sindacati e associazioni, che si chiuderà di fronte a uno dei monumenti simbolo della Resistenza e della lotta alle barbarie nazifasciste perpetrate contro i cittadini empolesi durante la Seconda Guerra Mondiale, la ciminiera della ex vetreria Taddei, in Via Fratelli Rosselli.

Quella targa ricorda i 55 cittadini deportati che, nel marzo ’44, furono sequestrati dai nazi-fascisti, tra cui 26 operai della Taddei, quindi trasportati a Firenze e da lì in treno nei campi di sterminio nazisti.
E anche per quel fatto, come per altri episodi di sangue e di morte, fra tutti la strage di Piazza XXIV Luglio, dove, nel 1944, 29 uomini innocenti furono fucilati, Empoli ha prima ricevuto il ruolo di capitale regionale dell’antifascismo e recentemente le è stata
conferita dalla Presidenza della Repubblica la Medaglia d’Oro al Merito Civile, consegnata appena due settimane fa in una cerimonia a cui erano presenti tutte le componenti che hanno voluto e che parteciperanno alla manifestazione di oggi.

Il corteo è promosso dalla Cgil, col coinvolgimento anche delle sigle sindacali Cisl e Uil, insieme alle associazioni di ex deportati Aned, e di ex partigiani Anpi, dell’Arci, di Libera, di
Udu – Unione degli Univesitari e Rete degli Studenti.
Un momento di riflessione per ribadire, alla luce anche della lettera minatoria inviata all’indirizzo della sindaca di Empoli, Brenda Barnini, di chiaro stampo razzista e nazifascista, “con evidente minacce verso l’incolumità della persona, i valori, la tradizione, le radici e lo
spirito antifascista che alberga nelle istituzioni, nelle associazioni
e nella gente”.
Al corteo sono invitate tutte le amministrazioni comunali dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa, associazioni, organizzazioni partitiche che si definiscono e portano avanti con la loro attività quotidiana ideali di antiviolenza, di tolleranza, di accoglienza, di libertà.

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Resistenza, Empoli: Minniti consegna Medaglia d’oro

Resistenza, Empoli: Minniti consegna Medaglia d’oro

C’è stata questa mattina la cerimonia della consegna della Medaglia d’oro al merito civile alla città di Empoli, assegnata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  Minniti: “non è importante solo per la città ma per l’Italia”. Lotti ai giovani,ribadire mai più all’ orrore della guerra.

Il ministro dell’interno Marco Minniti questa mattina a Empoli ha dichiarato: ” Il riconoscimento viene concesso per un impegno storico contro il fascismo, per la rinascita del nostro Paese. Se l’Italia oggi è quello che è, con tutte le sue contraddizioni e tutti i suoi limiti, e tuttavia con la forza del Paese saldamente democratico, straordinariamente libero, capace di rispettare i diritti e di avere a cuore i doveri verso una comunità, lo si deve a questa storia. Per questo oggi è un giorno storico non solo per chi riceve ma anche per chi dà quel riconoscimento”.

Minniti ha anche aggiunto: “Mai astenersi dall’impegno politico, ognuno con le proprie idee anche quelle più diverse, più differenti dalle nostre, ma mai astenersi. In una democrazia questo è fondamentale perchè astenersi dall’impegno politico significa lasciare che altri decidano per noi”. Il ministro, rivolgendosi a Vera Michelin Salamon, ex deportata e presidente onoraria dell’Aned, “ho ascoltato le sue parole, nobili e forti, lei ha dato una straordinaria lezione di impegno civile”, e agli altri partigiani presenti, ha sottolineato come “la forza e la bellezza della democrazia sta nel fatto che ognuno può mettere il proprio tassello nella decisione collettiva”.

Riferendosi alla costituzione: “I valori costitutivi della nostra democrazia noi non consentiremo che vengano nemmeno per un attimo messi in discussione. In maniera solenne, lo dico qui nella mia qualità di ministro dell’Interno. C’è un confine che non sarà consentito a nessuno di poter oltrepassare e questo riguarda non soltanto il rispetto per il nostro passato, ma riguarda la nostra ansia di futuro.”

“Qui ci sono i sindaci con le fasce tricolore e se guadate bene c’è quasi un piccolo parallelo tra il fazzoletto tricolore indossato dai partigiani presenti e le fasce. Naturalmente sono due cose differenti ma c’è un piccolo parallelo: l’impegno antifascista, l’impegno per la liberazione del nostra Paese hanno costituito e costituiscono fondamento per la nostra democrazia. Un fondamento non solo irrinunciabile perchè è un pezzo di storia, ma irrinunciabile perchè è uno straordinario elemento del nostro presente e del nostro futuro”. Rivolgendosi quindi agli studenti delle scuole presenti alla cerimonia il ministro dell’Interno ha aggiunto: “Ragazzi e ragazze non dimenticatelo mai, ci sono persone che hanno dato la propria vita, la propria giovinezza perchè l’Italia fosse un Paese libero e democratico. Tutto questo è patrimonio dell’Italia e non può essere consentito a nessuno di poterlo mettere in discussione”

In una nota, invece, il ministro per lo Sport Luca Lotti ha dichiarato: “Il riconoscimento conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla città di Empoli è per tutti noi motivo di grande orgoglio. La Medaglia d’Oro al Merito Civile serve a ricordare a ciascuno di noi il valore, il coraggio e la determinazione della gente di Empoli nel rispondere a testa alta alla violenza”. Secondo Lotti si tratta di un riconoscimento che deve essere “l’occasione per ribadire, ancora una volta, il nostro ‘mai più’ all’orrore della guerra. La nostra risposta, ma soprattutto la risposta di Voi ragazzi deve essere quella di conservare, custodire e proteggere il valore della memoria”. “Capire cosa accadde in quegli anni, ne sono certo – prosegue il ministro, nato a pochi chilometri da Empoli, rivolgendosi ai ragazzi presenti – servirà a dare un senso profondo e ancor più consapevole al vostro percorso di crescita culturale”.

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