Aned: “La memoria familiare sta scomparendo. Dobbiamo avere forza e strumenti per tramandare valori democratici”

Aned:  “La memoria familiare sta scomparendo. Dobbiamo avere forza e strumenti per tramandare valori democratici”

“Il 25 aprile è la grande vittoria di tutto il popolo italiano, bisogna avere la forza di lasciare soli i nostalgici del tempo orrendo dell’oscurantismo e della dittatura per sottolineare la forza del messaggio universale di questa data”, afferma Dario Venegoni, presidente nazionale dell’ANED ai microfoni di Raffaele Palumbo durante la maratona radiofonica dedicata al 25 aprile.

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Resistenza: morta la partigiana Vera Michelin Salomon

Resistenza: morta la partigiana Vera Michelin Salomon

E’ morta all’ospedale di Lucca, Vera Michelin Salomon, 96 anni, combattente della Resistenza romana, processata e deportata in Germania dalle SS. Lo rende noto il Comune di Empoli ricordando che era presidente onoraria dell’Associazione Nazionale Ex Deportati (Aned) nei campi nazisti.

Vera Michelin Salomon, viene spiegato, era iscritta all’Aned nella sezione di Empoli da quando si era trasferita da Roma a Lucca. Nel tempo ha partecipato a molti incontri nelle scuole empolesi raccontando la sua esperienza di deportata.

“Ci lascia anche Vera. Dopo Dario Del Sordo, qualche giorno fa, dopo Ugo Morchi a maggio, dopo Silvano Sarti e Gianfranco Carboncini, la memoria della lotta di Liberazione perde un’altra colonna fondamentale – commenta il sindaco di Empoli, Brenda Barnini -. Come tutti gli altri che se ne sono andati in questi ultimi mesi, Vera rappresentava la passione per la libertà, era lei stessa testimonianza. E il fatto che avesse vissuto quel terrore e quella sofferenza con la sensibilità di donna la rendeva ancora più comunicativa ed efficace nel raccontare la sua esperienza”.

Vera Michelin Salomon, nata a Carema (Torino) il 4 novembre 1923, antifascista, fu arrestata a Roma, studentessa, il 14 febbraio 1944 per la sua attività di propaganda tra i giovani contro il fascismo e contro l’occupazione nazista. Fu incarcerata in via Tasso e poi a Regina Coeli. Processata e condannata dalle SS a tre anni di carcere duro da scontarsi in Germania, passa una notte nel lager di Dachau il 24 aprile 1944 prima di essere trasferita in vari campi. Sarà liberata dagli alleati nel 1945, dal carcere di Aichach. Presidente della sezione romana dell’Aned per diversi anni, dal marzo 2016 era presidente onoraria.

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Antifascismo: a Prato oltre 5 mila persone alla contromanifestazione

Antifascismo: a Prato oltre 5 mila persone alla contromanifestazione

A Prato, in piazza di Santa Maria delle carceri, oltre cinquemila le persone presenti al presidio antifascista a cui aderiscono una sessantina tra associazioni, sindacati e partiti di sinistra in risposta alla concomitante manifestazione di Forza Nuova in piazza del Mercato Nuovo. Da Firenze sono arrivati almeno un migliaio di manifestanti, salutati alla partenza dai genitori di Lorenzo Orsetti, il 33enne fiorentino ucciso in Siria dai miliziani dell’Isis.

E proprio a Orsetti è dedicato uno striscione che, parafrasando ciò che aveva scritto nel suo testamento, recita: “Saremo la prima goccia della tempesta”. La manifestazione di Fn cade nel giorno in cui ricorre il centenario della fondazione dei fasci di combattimento, ragion per cui in primis il sindaco dem di Prato, Matteo Biffoni, e a seguire molti altri esponenti del suo partito e dell’ampia galassia di movimenti e associazioni di sinistra avevano chiesto che la manifestazione non venisse autorizzata, con uno strascico di polemiche quando il prefetto Rosalba Scialla aveva dato l’ok al raduno di Forza Nuova.

In piazza delle carceri gli interventi dei portavoce dei vari gruppi promotori. Il primo a prendere la parola il sindaco Matteo Biffoni, ma anche interventi del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e del giornalista Gad Lerner. Nel corso del pomeriggio antifascista sono stati letti brani della Costituzione e di altri testi in linea con i temi e gli obiettivi del presidio. Ad accompagnare il tutto la musica, con la presenza in piazza del coro d’assalto Garibaldi di Livorno, della banda dell’Anpi di Campi Bisenzio e della street band Fiati sprecati. All’inizio del presidio la deposizione di una corona di fiori davanti alla lapide che ricorda le vittime della deportazione.

La giornata di mobilitazione è stata moderata da Valentina Petracchi, dell’Assemblea sulla stessa barca, affiancata da altri giovani delle associazioni promotrici (tra queste Arci, Anpi, Libera, LeftLab, Emergency Prato, Aned).


La diretta di Gimmy Tranquillo con l’intervista al sindaco Biffoni

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Riparte il Treno della Memoria, dalla Toscana 500 giovani per non dimenticare

Riparte il Treno della Memoria, dalla Toscana 500 giovani per non dimenticare

Riparte il Treno della memoria toscano, con cinquecento ragazzi degli ultimi due anni delle scuole superiori a bordo, sessanta universitari e rappresentanti delle comunità ebraiche e delle associazioni dei deportati, ovvero Aned, Anpi, Anei, rappresentanti di Rom e Sinti e delle associazioni omosessuali, che insieme ai testimoni sopravvissuti visiteranno i campi di sterminio nazisti di Auschwitz e Birkenau in Polonia. La Toscana ne è stata pioniera ed è l’undicesima volta dal 2002.

Il viaggio, che vuole essere un antidoto a razzismi ed estremismi di ieri e di oggi, a cento anni dalla nascita di Primo Levi, si svolgerà quest’anno dal 20 al  24 gennaio, preparato come sempre in modo attento, da un punto di vista scientifico ed emotivo, preceduto e seguito da un gran lavoro di approfondimento in classe che inizia fin dall’estate con la preparazione degli insegnanti.

A presentare l’iniziativa oggi in regione la vicepresidente della Toscana Monica Barni. Con lei Ugo Caffaz, che è un po’ l’anima da sempre del Treno della Memoria toscano, e Camilla Brunelli del Museo della Deportazione di Figline a Prato, a cui è affidata l’organizzazione.

Il treno della memoria fino al 2005 veniva organizzato ogni anno, poi la sua frequenza è diventata biennale intervallata negli anni pari da un meeting con più di ottomila studenti, sempre sulla memoria e con la voce dei sopravvissuti,  al Mandela Forum di Firenze.

L’intervista di Chiara Brilli a Ugo Caffaz

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