Bibbiena: professore strattona alunno in classe, medicato in ospedale

Bibbiena: professore strattona alunno in classe, medicato in ospedale

Venerdì scorso in una scuola media i Bibbiena, nel Casentino, un professore durante la lezione avrebbe strattonato un alunno provocandogli ferite guaribili in una settimana.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Arezzo Angela Masiello sta attendendo gli atti che saranno trasmessi dall’ospedale alla procura, per valutarne la portata e chiarirne i contorni. Secondo quanto riportato dal Corriere di Arezzo, l’alunno, 13 anni, avrebbe mostrato segni di agitazione in classe e in conseguenza di ciò il professore 57enne lo avrebbe afferrato per il cappuccio della felpa e trascinato per alcuni metri nell’aula.

Al ritorno a casa, il ragazzo avrebbe raccontato l’accaduto ai genitori. Da qui la visita all’ospedale di Bibbiena (Arezzo) dove è stato attivato il protocollo del codice rosa per le fasce deboli. Da lì è scattata la segnalazione alla procura mentre l’istituto scolastico ha aperto una verifica interna per capire cosa sia successo.

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Sequestrato impianto autodemolizione

Sequestrato impianto autodemolizione

Arezzo, un impianto di autodemolizione è stato sequestrato dai carabinieri forestali su disposizione del gip Piergiorgio Ponticelli.

I militari hanno sequestrato l’attività dopo aver accertato che presso l’impianto, situato nel territorio comunale aretino, erano stati conferiti rifiuti ferrosi, raccolti da autotrasportatori non autorizzati al trasporto degli stessi e in assenza dei formulari di identificazioni del rifiuto.

Le indagini avevano avuto inizio nel settembre scorso a seguito di un normale controllo sul trasporto dei rifiuti operato nell’immediata periferia di Arezzo.

Nell’occasione erano stati fermati 5 autocarri che avevano appena conferito rifiuti ferrosi al demolitore. Nei loro confronti era stato eseguito l’immediato sequestro preventivo con affidamento alla depositeria giudiziaria e la denuncia a piede libero per il reato di gestione illecita di rifiuti.

Le indagini hanno permesso di accertare che nell’impianto erano avvenuti centinaia di conferimenti privi di ogni tracciabilità, per un valore complessivo stimato di poco inferiore al milione di euro all’anno.

Ciò ha indotto il pm Angela Masiello, a svolgere ulteriori accertamenti avvalendosi del gruppo dei forestali, a seguito delle quali ha avanzato al tribunale di Arezzo richiesta di sequestro preventivo dell’impianto con relativa denuncia per il titolare dell’autodemolizione

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