Una taglia per uccidere i lupi: Wwf pensa a denuncia contro allevatore senese

Una taglia per uccidere i lupi: Wwf pensa a denuncia contro allevatore senese

“Promettere una ‘taglia’ per l’uccisione di un lupo non è una semplice provocazione né una sfida ma un reato sanzionato penalmente.

Il lupo è una specie particolarmente protetta dalla legge e la sua cattura, detenzione e uccisione sono illegali, oltre ad essere eticamente riprovevoli. Chi incita a compiere questo reato grave e odioso, infatti, può essere denunciato per ‘istigazione a delinquere’, ipotesi che il Wwf sta valutando con i propri legali”. Lo scrive lo stesso Wwf in una nota diffusa contro un allevatore di bestiame di San Casciano dei Bagni (Siena) per dichiarazioni sulla presenza di lupi alla cronaca di Siena de La Nazione.

“Quanto dichiarato – accusa il Wwf – è anche offensivo nei confronti di tutti quegli allevatori che ogni giorno lavorano per garantire una coesistenza pacifica. Per poter ottenere
misure di prevenzione e indennizzi sono disponibili fondi pubblici. Inoltre uccidere un lupo potrebbe peggiorare gli impatti sugli allevamenti, destrutturando la struttura sociale dei branchi, come dimostrato da alcuni noti studi scientifici in Europa e Nord America.

Il Wwf chiede alle autorità preposte, in particolare ai Carabinieri Forestali, di attenzionare il caso e prendere gli opportuni provvedimenti, mentre al quotidiano che ha pubblicato la notizia si chiede di porre maggiore attenzione nei confronti di casi come questi, purtroppo non inusuali in alcune zone della Toscana. Per chi fa informazione, poi, usare toni e termini allarmistici come ‘strage’ o ‘mattanza’ è culturalmente sbagliato e potrebbe indurre nel pubblico una percezione del tutto sbagliata sulle abitudini predatorie dei lupi. L’unica via possibile è la collaborazione tra allevatori, istituzioni pubbliche (per risarcimenti rapidi che comunque vengono elargiti agli allevatori) e associazioni di protezione ambientale”.

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Padule Fucecchio: bracconieri abbattono esemplare falco pellegrino

Padule Fucecchio: bracconieri abbattono esemplare falco pellegrino

Il falco è stato tempestivamente trasferito al Cruma (Centro recupero uccelli marini e acquatici) di Livorno, ma è deceduto a causa delle numerose lesioni provocate da una fucilata

L’episodio è stato denunciato dall’associazione gli Amici del Padule di Fucecchio per la Biodiversità.  “Grave atto di bracconaggio in Padule: abbattuto un giovane Falco pellegrino” si legge in una nota.

“Alcuni giorni fa una nostra volontaria in servizio presso il Centro visite di Castemartini ha ricevuto la segnalazione da parte di una ciclista della presenza di un falco in difficoltà presso il Porto dell’Uggia, nella parte orientale del Padule”  spiega l’associazione.

A quel punto, raccontano i  volontari, “abbiamo allertato il personale del Centro di ricerca che ha provveduto al recupero dell’animale, alla sua identificazione e a prestare il primo soccorso. Il falco è stato tempestivamente trasferito al Cruma (Centro recupero uccelli marini e acquatici) di Livorno, ma è deceduto a causa delle numerose lesioni provocate da una fucilata”.

“Il bracconaggio in Italia è un’attività criminale che appare oggi completamente fuori controllo. Basti solo pensare che gli animali ritrovati sono solo una piccola parte di quelli effettivamente colpiti” dicono  gli Amici del Padule di Fucecchio per la Biodiversità.

Che denunciano “nel passaggio di competenze in materia ambientale dalle province alla Regione Toscana si è compiuto un grave passo indietro nel servizio di sorveglianza, con il sostanziale smantellamento delle Gav e una graduale dismissione delle polizie provinciali abbandonate a sè stesse”. il caso del falco non è il primo del genere :”il Padule di Fucecchio non è nuovo ad atti di bracconaggio, ma negli anni scorsi, grazie alle guardie volontarie del Wwf, ai carabinieri forestali ed agli agenti delle polizie provinciali, alcune pratiche diffuse, come l’uso dei richiami acustici e la caccia in orario non consentito, sono state contrastate con una certa efficacia” sostengono ancora i volontari.

Che concludono “ci appelliamo a queste istituzioni per chiedere che venga attivato un servizio permanente e coordinato di controllo, in considerazione da un lato della grande ricchezza di biodiversità del Padule e dall’altro dell’eccessiva pressione venatoria a cui quest’area è sottoposta”.

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Un Garante degli animali in Toscana, presentata proposta di legge

Un Garante degli animali in Toscana, presentata proposta di legge

Un Garante regionale per la tutela dei diritti degli animali intesi, come gia’ sancito dalla Dichiarazione universale proclamata il 15 ottobre del 1978 nella sede dell’Unesco a Parigi, come soggetto, individuo, portatore di interessi vitali.

Su queste basi si fonda la proposta di legge presentata in commissione Affari istituzionali del Consiglio Regionale della Toscana guidata da Giacomo Bugliani (Pd) dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Marco Stella. Sul testo il vicepresidente dell’Assemblea legislativa Marco Casucci (Lega) ha espresso dubbi non di ordine alla “necessaria tutela” quanto ad una sovrapposizione di compiti gia’ espletati da altre figure istituzionali. Pur riconoscendo agli animali diritti gia’ sanciti, per la loro tutela sarebbe forse meglio “investire su personale e uffici esistenti”. “Abbiamo fin troppe figure di tutela” ha dichiarato confermando di essere “molto sensibile sul tema”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la vicepresidente segretaria della commissione Valentina Mercanti (Pd): “Per quanto abbia rispetto degli animali non credo che la Toscana abbia bisogno di un altro Garante. Peraltro sono gia’ in essere collaborazioni con i Comuni per affrontare situazioni di emergenza”. A detta della consigliera oltre che parlare di semplificazione serve applicarla: “Ragioniamo in un’ottica di snellimento. Un nuovo organismo rischia solo di appesantire la macchina pubblica”.

La proposta di legge in sintesi

La figura del Garante e’ lo strumento per tutelare i diritti degli animali, e’ nominato dal Consiglio regionale fra esperti di riconosciuta competenza, dura in carica cinque anni e puo’ essere confermato una sola volta. Ha sede presso il Consiglio e ha assegnato personale individuato nell’ambito della dotazione organica interna. Al Garante spetta una indennita’ onnicomprensiva anche di rimborsi pari a mille euro lordi mensili. Per le attivita’ sono previsti 5mila euro l’anno.

Il Garante informa il Consiglio e la Giunta dell’attivita’ svolta e dei risultati raggiunti nell’esercizio delle sue funzioni inviando entro il 30 aprile di ogni anno una relazione. Le funzioni: riceve segnalazioni da chiunque venga a conoscenza di atti o comportamenti lesivi dei diritti degli animali, nonche’ da associazioni, enti ed istituzioni che operano nel campo della tutela dei diritti degli animali; denuncia o segnala all’Autorita’ competente fatti ed atti lesivi dei diritti degli animali di cui venga comunque a conoscenza; segnala alla Giunta e al Consiglio l’opportunita’ di assumere provvedimenti normativi sulla base di valutazione circa le reali condizioni degli animali, anche sulla base di innovazioni legislative statali o dell’Unione Europea che richiedano un adeguamento legislativo; diffonde la conoscenza della normativa inerente la materia dei diritti degli animali, informando l’opinione pubblica sugli interventi attuati o attuabili, anche attraverso la collaborazione delle istituzioni pubbliche e delle associazioni animaliste; sostiene attivamente campagne di sensibilizzazione volte ad educare i cittadini ad un corretto rapporto con gli animali e campagne volte a contrastare il diffuso fenomeno dell’abbandono sensibilizzando all’adozione; effettua il censimento e la mappatura di tutti i canili e gattili presenti sul territorio; riceve segnalazioni in merito alle condizioni di vita degli animali nei circhi, cinodromi, ippodromi, maneggi, allevamenti intensivi, acquari, rifugi e manifestazioni legate alle tradizioni locali.

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G20 Agricoltura, si lavora alla “Carta di Firenze”

G20 Agricoltura, si lavora alla  “Carta di Firenze”

Il documento riaffermerà il ruolo strategico dell’agricoltura nel futuro dell’Europa. Oggi riunione preparatoria in palazzo Bastogi a Firenze

“In questi giorni Firenze è una costellazione di momenti importanti di confronto che ci porteranno alla costruzione della carta di Firenze, cioè l’indirizzo strategico per l’agricoltura del futuro, con la centralità di un sistema alimentare sostenibile che segua lo schema “dal produttore al consumatore”, con una nuova strategia sulla biodiversità che tuteli e migliori la varietà di piante e animali nell’ecosistema rurale, con pratiche che contribuiscano all’azione per il clima del Green Deal per conseguire l’obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2050; con una strategia forestale aggiornata”. Con queste parole il presidente della Regione Eugenio Giani ha commentato la mattinata di lavori che ha preceduto l’apertura ufficiale del G20 programmato per il pomeriggio al teatro della Pergola, a Firenze.

“La Carta di Firenze che uscirà da questo G20 ribadirà che l’agricoltura è al centro dell’Europa per le generazioni future e siamo orgogliosi che il messaggio parta dalla Toscana che oggi riafferma il proprio ruolo strategico che da sempre ha avuto in questo settore” ha detto Giani.

Con Giani, la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi. Insieme hanno dato il benvenuto in Palazzo Strozzi Sacrati al commissario europeo all’agricoltura Janusz Wojciechowski e al ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli che, dopo un incontro privato, hanno partecipato alla commissione delle politiche agricole della conferenza Stato-Regioni con tutti gli assessori regionali che si è svolta in Sala Pegaso.

“Tutto questo riconfermando il ruolo essenziale in diversi settori strategici chiave degli agricoltori, delle imprese agroalimentari, dei silvicoltori e le comunità rurali. Non solo, tenuto conto anche che nella precedente programmazione siamo stati autorità di gestione del Programma di svuluppo rurale, rivendichiamo anche per la prossima programmazione l’autonomia delle Regioni e un ruolo di rilevanza” ha aggiunto il presidente della Regione Toscana.

“Ringrazio gli agricoltori italiani per aver contribuito a sostenere la sicurezza alimentare in Europa durante la pandemia – ha detto il commissario Wojciechowski congratulandosi con Firenze per l’organizzazione affermando che non poteva essere scelto luogo migliore per un incontro come questo – Ciò dimostra quanto sia resiliente il nostro settore agricolo, e ne deriva una lezione su come rafforzare il settore, tema che era anche parte della riforma della PAC . Lo sviluppo dell’agricoltura è l’obiettivo fondamentale della politica agricola comune che stiamo varando. E ho tratto una lezione dalle caratteristiche dell’agricoltura italiana che rappresenta una storia di successo perché si basa sulle piccole e medie imprese che, pur avendo un’estensione inferiore alla media europea, hanno un indice di produttività molto elevato. E nella maggior parte dei casi non si tratta di coltivazioni intensive: il modello di quanto vogliamo ottenere nella nostra riforma che punta a un maggior grado di sostenibilità oltre che di qualità, ambiti in cui l’Italia è molto ben piazzata e sono pertanto molto felice di aver incontrato i rappresentanti degli agricoltori e delle Regioni di questo Paese”.

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Cinghiali, Coldiretti: “basta estremismi, regione faccia sintesi”

Cinghiali, Coldiretti: “basta estremismi, regione faccia sintesi”

Dopo l’ultima tragedia che ha avuto come vittima un giovane scooterista finito contro una macchina dopo che il proprio veicolo era  stato colpito da un cinghiale, il presidente toscano di Coldiretti, Fabrizio Filippi, ai nostri microfoni lancia un appello: troviamo una soluzione, ora basta!

L’ultima tragedia appena due giorni fa: nella notte tra sabato e domenica sulla via Livornese in direzione di Ponsacco, un 30enne di Cenaia, Luciano Carbonaro, 30 anni, è morto dopo aver urtato con il proprio scooter un cinghiale che all’improvviso gli ha tagliato la strada: l’impatto e stato violento e Carbonaro è finito a terra per poi essere stato travolto da un’auto condotta da una donna che viaggiava nella sua stessa direzione. L’automobilista non ha potuto evitare l’impatto. “Ora basta bisogna intervenire” dice ai nostri microfoni il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi. Secondo Fillippi la regione deve superare i diversi estremismi degli ambientalisti e dei cacciatori e operare una sintesi.

Due mesi fa Coldiretti aveva organizzato un presidio davanti alla sede della presidenza della giunta Regionale toscana in piazza Sacrati Strozzi, proprio per chiedere che si intervenisse .

“Con l’emergenza Covid che ha ridotto per mesi la presenza dell’uomo all’aperto proliferano i cinghiali che hanno invaso città e campagne in Toscana con un aumento del 15%” avevano denunciato i contadini in quella occasione,  “I branchi – sottolineava la Coldiretti regionale – si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi dove giocano i bambini, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone”.

Secondo le stime, dopo il lockdown causato dall’emergenza Covid i cinghiali hanno raggiunto la cifra record di oltre 300 mila esemplari –  con gli animali selvatici nelle città alla ricerca di cibo tra i rifiuti, nei parchi e addirittura nei cortili delle case con evidenti rischi per la salute.
“La Giunta della Regione Toscana ha già deliberato, in linea con le legittime istanze degli agricoltori rappresentate in maniera pressante in tutte le sedi da Coldiretti Toscana, dando la possibilità agli agricoltori – in applicazione dell’articolo 37 della norma regionale – di intervenire direttamente, con il coordinamento della Polizia Provinciale. Un atto importante e unico che, però, necessita di atti procedurali utili – aggiunge Coldiretti Toscana – alla efficacia effettiva del provvedimento regionale, anche attraverso un confronto serrato con le Polizie provinciali” dice Filippi.
Che specifica “la Coldiretti Toscana chiede che le Regione, che ha già autorizzato l’intervento diretto degli agricoltori con il coordinamento della Polizia provinciale, faccia pressing in Conferenza Stato Regioni, per:
• una necessaria modifica della norma statale volta a semplificare e rafforzare gli interventi di controllo e contenimento della specie;
• un impegno da adottare a livello regionale per regolamentare l’attività di prelievo venatorio.
• gli agricoltori vengano coadiuvati dalle stesse forze dell’ordine, da guardie venatorie volontarie ma possano delegare le attività a cacciatori abilitati iscritti all’apposito registro regionale;
• il calendario venatorio venga allargato fino a comprendere i mesi che vanno da settembre a gennaio;
• che la regia complessiva di tali azioni di contenimento e prelievo sia affidata al Prefetto in quanto “competente
• per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.”

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