LE DONNE DEL DIGIUNO contro la mafia

LE DONNE DEL DIGIUNO contro la mafia alla   Galleria degli Uffizi, Aula di San Pier Scheraggio dal  14 ottobre al 9 novembre 2014

Nell’estate del 1992, dopo la strage di Capaci e a poche ore da quella di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta  (Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina), a Palermo un gruppo di donne sentì la necessità di reagire. L’azione fortemente simbolica cui diedero vita fu un digiuno nella piazza principale della città. Un atto che ancora oggi appare molto coraggioso. Ventidue anni dopo, quelle donne, talune erano ragazze, si sono ritrovate nel lavoro di Francaviglia esposto da martedì 14 ottobre a Firenze, nell’aula di San Pier Scheraggio della Galleria degli Uffizi.

Alcuni sono volti noti: Pina Maisano Grassi, moglie di Libero, l’imprenditore ucciso per essersi ribellato al pizzo; Simona Mafai, storica capogruppo comunale del Pci; la fotografa Letizia Battaglia; l’ex sindaco di San Giuseppe Jato, Maria Maniscalco; Michela Buscemi, conosciuta per essersi costituita parte civile al maxiprocesso del 1985 dopo l’assassinio dei suoi due fratelli; Luisa Morgantini, ex vice presidente del Parlamento Europeo e la cantante Giovanna Marini, giunte da Roma per partecipare all’iniziativa delle palermitane.  Altre sono effigi di donne che hanno continuato la loro resistenza nella classe di una scuola, in un ufficio della Regione, in un quartiere difficile come quello dello Zen: Bice Salatiello, Virginia Dessy, Anna Puglisi.           “I volti ritratti da Francesco Francaviglia sono quelli di donne coraggiose che vent’anni or sono, disprezzando il male (compreso quello che poteva per ritorsione ricadere su di loro), si schierarono a viso aperto contro la criminalità empia e brutale che insanguinava quella stagione (e tuttora insanguina e corrompe). Volti che il trascorrere del tempo ha solcato di rughe; ma pur sempre belli. Belli d’una fierezza antica. Fisionomie ineluttabilmente mutate; e però, proprio per questo, in grado d’attestare che l’audacia, la ribellione, la resistenza, rimangono le stesse.” Con queste parole Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, introduce l’esposizione.

“Sono volti che è bello rivedere – scrive il Presidente del Senato Pietro Grasso – sguardi che sfidano il silenzio e la paura. Solo chi sente nella sua coscienza di aver fatto tutto ciò che gli era possibile per infrangere il silenzio e l’omertà, solo chi sente di aver dato il proprio contributo, piccolo o grande che sia, per la ricerca della verità e della giustizia, per l’educazione alla responsabilità delle nuove generazioni, per la diffusione della legalità come cultura condivisa, potrà guardare queste foto senza dover abbassare lo sguardo.”

La mostra fotografica, che dopo gli Uffizi sarà inaugurata al Centro Italiano per la Fotografia d’Autore a Bibbiena, è curata da Tiziana Faraoni photoeditor de L’Espresso, e accompagnata da un audioproject a firma di Giuditta Perriera in cui ritornano le voci del passato: frammenti di telegiornali, le interviste a Falcone e Borsellino, le testimonianze di quei pentiti che azionarono i radiocomandi degli esplosivi.

Questi ritratti sembrano interrogare ancora una volta qualcuno, come ben afferma nella presentazione della mostra Franca Imbergamo, magistrato della Procura nazionale antimafia: “A distanza di tanti anni da quel terribile 1992 a Palermo, e poi 1993 a Firenze, Roma, Milano, i volti delle donne del digiuno riemergono, attraversati dal tempo ma ancora febbricitanti di passione civile… Rivedere oggi quei volti nelle foto di Francesco Francaviglia, significa misurare tutto il dolore e l’orrore di quanto è accaduto e tutto l’immane vuoto di verità che, ancora oggi, nonostante tutto, avvolge le stragi… Una scia di sangue che non si interrompe nell’estate siciliana del 1992 e sale lungo la penisola, nei luoghi simbolo della vita della nazione per seminare il terrore…”

La Galleria degli Uffizi celebra quelle donne con trentuno ritratti: “ho scelto il volto di Rita Borsellino per chiudere il libro catalogo perché è il volto di tutte le donne che in quell’estate del ’92 piansero, si disperarono ma continuarono a lottare.” afferma Francesco Francaviglia, che espone al Museo Macro, su invito del Festival Internazionale di Fotografia di Roma, un’anteprima del suo lavoro di ritratti dei poeti italiani, contemporaneamente alla mostra fiorentina.

Ottimo spunto di riflessione sui ruoli e le responsabilità di oggi, la mostra è stata prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e realizzata con il sostegno di Unicoop Firenze e Opera Laboratori Fiorentini – Civita Group.

Il libro – catalogo a cura di Marco Delogu, edito da Postcart è distribuito presso le librerie Feltrinelli, include testi di: Pietro Grasso Presidente del Senato, Leoluca Orlando Sindaco di Palermo, Franca Imbergamo Magistrato della Procura Nazionale Antimafia, Antonio Natali Direttore della Galleria degli Uffizi, Letizia Battaglia fotografa, Salvo Palazzolo giornalista de La Repubblica, e diverse testimonianze delle donne ritratte.

Alla conferenza stampa, che si terrà lunedì 13 ottobre alle ore 12.00 nella Sala delle Reali Poste, sono stati invitati: Pietro Grasso Presidente del Senato, Dario Nardella Sindaco di Firenze, Leoluca Orlando Sindaco di Palermo, Franca Imbergamo Magistrato della Procura Nazionale Antimafia, Antonio Natali Direttore della Galleria degli Uffizi, Letizia Battaglia, Luisa Morgantini e Francesco Francaviglia autore della mostra.

LegalMente

È dedicata ai magistrati toscani Pier Luigi Vigna e Gabriele Chelazzi la prima edizione di “LegalMente” in programma il prossimo settimana all’auditorium Spazio Reale di San Donnino.

L’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune di Firenze,del Senato, della Regione Toscana, della Provincia di Firenze, da venerdì a domenica vedrà la presenza di oltre 80 ospiti tra i quali parenti delle vittime della mafia (Franco La Torre, Giovanni Chinnici, Vincenzo Agostino, Dario Vassallo), rappresentanti delle istituzioni (Valeria Fedeli, Rosy Bindi, Piero Fassino, Anna Canepa, Franco Gabrielli, Rodolfo Sabelli, Silvia Della Monica, Carlo Smuraglia), artisti (Paolo Hendel, David Riondino, Sergio Staino, Flavio Oreglio, Francesca Fornario, Alberto Patrucco,Giulio Cavalli), giornalisti, esperti ed attivisti dei diritti umani e della libertà: ognuno con il proprio bagaglio culturale e la propria esperienza.
“LegalMente 2014″ aprirà le sue porte ai visitatori venerdì 4 aprile 2014 alle 17.30 alla presenza della presidente di ANLG (associazione organizzatrice dell’evento), le autorità e le mogli dei magistrati Vigna, Chelazzi e Caponnetto, per poi proseguire con approfondimenti sui temi dell’antimafia, della legalità e dei diritti, e divertimento consapevole.
Durante la 3 giorni si alterneranno sul palco gli interventi degli ospiti, la musica, gli intermezzi teatrali e satirici, e i video realizzati dal regista Massimiliano Boldrini e da ANLG in Sicilia (con le musiche – concesse gratuitamente – di Eugenio Finardi, Negrita, Marco Masini, Afterhours, Teresa De Sio, Angelo Branduardi, Roberto Vecchioni, Nek, Fiorella Mannoia, Antonella Ruggiero, Jalisse) e presentati in anteprima a ‘LegalMente’.
Tra gli eventi da segnalare sabato alle 17, la presentazione del libro ‘Legal…Mente’ realizzato da 94 vignettisti provenienti da tutto il territorio nazionale ed internazionale. La vendita del libro servirà a sostenere la manifestazione stessa. Infine, a rendere ancora più vivace e coinvolgente la manifestazione vi sono l’adesione e la partecipazione attiva di più di 28 associazioni operanti in ambiti diversi (antimafia, legalità, diritti umani, commercio equo e solidale, antiracket, diritti dei detenuti, libertà di stampa e molto altro), sia a livello locale che nazionale, che saranno presenti durante i 3 giorni con i loro stand e racconteranno la loro esperienza.
“LegalMente – parole, immagini, suoni: legalità e giustizia dalla A alla Z” è realizzato da professionisti e non che volontariamente e gratuitamente hanno prestato la loro mano d’opera e il loro intelletto per l’ideazione, la creazione dei documentari, l’organizzazione logistica, la partecipazione, la comunicazione e la pubblicità.Per maggiori informazioni http://legalmente.legalitaegiustizia.it/

La notte dei Georgofili

Arriva alla scuola media Botticelli (in via Gran Bretagna 58) la mostra fotografica dell’Agenzia Ansa ‘La notte dei Georgofili’ che documenta l’intera storia dell’attentato del 27 maggio 1993 a Firenze e di questi venti anni, attraverso le foto e il lavoro giornalistico svolto dall’Ansa. Domani, con gli studenti, sarà presente l’assessora all’educazione e alla legalità Cristina Giachi.


La mostra (25 pannelli di 1,5 metri x 1 con oltre 50 foto di grandi dimensioni), offre i momenti più significativi seguiti all’attentato, dal dolore della città alle indagini, dalla ricostruzione della Torre del Pulci ai processi, dal recupero del patrimonio artistico danneggiato a come quell’episodio drammatico abbia rappresentato anche l’inizio di un percorso di educazione alla legalità.
La mostra fu inaugurata il 26 maggio dello scorso anno, nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Vecchio, dal sindaco Matteo Renzi, dal presidente del Senato Pietro Grasso e dal direttore dell’Ansa Luigi Contu. Adesso viene proposta a tutte le scuole cittadine in un percorso per la formazione alla legalità.

Ultimo domicilio sconosciuto

Ultimo domicilio sconosciuto, alridotto del Teatro dellla Pergola, lunedì 17 e martedi 18 (matinèè per le scuole). Rossella Casini aveva 25 anni, sapeva cosa era giusto e cosa non lo era e non temeva di agire di conseguenza. Fu sequestrata, violentata, uccisa, fatta a pezzi, gettata nella tonnara di Palmi dalla ’ndrangheta per aver convinto il fidanzato a rompere la legge dell’omertà e a svelare le trame della faida che insanguinava la sua famiglia.
A Rossella Casini, studentessa di psicologia di Firenze uccisa nel 1981 Libera, l’ associazione antimafia fondata da don Luigi Ciotti, ha dedicato uno spettacolo ‘Ultimo domicilio sconosciuto’ di Fiamma Negri e Giusi Salis in programma al teatro La Pergola lunedì e martedì prossimi (http://ultimodomicilio.wordpress.com/).


Lea, la protagonista dello spettacolo (il suo nome è un omaggio a Lea Garofalo, testimone di giustizia e anche lei vittima della ‘ndrangheta) si innamora perdutamente di un ragazzo del sud, riuscirà a conquistarlo ma verrà in contatto con una realtà inaccettabile. Il suo istinto la porterà a diventare una testimone di giustizia.
«Quella di Rossella è una storia esemplare e commovente di una donna coraggiosa – ha sottolineato l’assessora al’educazione e alla legalità Cristina Giachi – che ha osato sfidare omertà e sottomissione ai barbari codici della criminalità organizzata. Questa giovane studentessa fiorentina, Lea Garofalo e tante altre sono le protagoniste di una ribellione che già da tempo serpeggia nell’universo maschilista di cui la ’ndrangheta è portabandiera. Una ribellione pagata, purtroppo, con la vita che noi non possiamo né vogliamo dimenticare e che deve essere esempio ai giovani cittadini e cittadine».
Rossella Casini si era innamorata di Francesco Frisina, un giovane calabrese venuto a Firenze per studiare economia e che apparteneva a una famiglia della ‘ndrangheta. Era a Palmi con il fidanzato il 4 luglio 1979, quando il padre di Francesco, Domenico Frisina, fu ucciso in un agguato di mafia. Il 9 dicembre successivo anche Francesco fu ferito. La giovane tornò nella città calabrese, riuscì a far trasferire il fidanzato alla neurochirurgia di Careggi e durante la convalescenza lo convinse a raccontare nei dettagli alla magistratura la faida che insanguinava la sua famiglia. Ne parlò lei stessa con l’allora pm di Firenze Francesco Fleury, che trasmise gli atti alla procura di Palmi ma in questo modo firmò la sua condanna a morte.
Nel 1994 un pentito confessò che la giovane era stata sequestrata e uccisa su mandato dalla cognata, Concetta Frisina. Il processo per l’omicidio è cominciato nel 1997 e si è chiuso dopo nove anni con l’assoluzione di tutti gli imputati. Lo scorso anno la giornalista calabrese Francesca Chirico ha incluso la storia di Rossella nel suo libro ‘Io parlo. Donne ribelli in terra di ‘ndrangheta’. Libera ha invece ritrovato la sua foto, grazie alla disponibilità dell’archivio storico dell’università di Firenze, che ha consentito la pubblicazione della foto del libretto universitario di Rossella.
Due spettacoli si terranno lunedì, alle 10 e alle 20.45, il terzo martedì sempre alle 10.
L’ingresso è libero. Per informazioni e prenotazioni: 055 9061065 e franci.ciseri@gmail.com