Turisti bloccati a Canarie: Ceccardi va a prenderli con pulmino. PD: irresponsabile

Turisti bloccati a Canarie: Ceccardi va a prenderli con pulmino. PD: irresponsabile

 L’europarlamentare Susanna Ceccardi (Lega) stamani è partita per Barcellona (Spagna) per raggiungere all’aeroporto della città catalana un gruppo di turisti italiani, circa 50, che sarebbero in arrivo dalle Canarie dove risultavano bloccati in seguito alla chiusura delle frontiere per l’emergenza coronavirus. Mazzeo e Nardini: “irresponsabile”

“In questi giorni – spiega Ceccardi in un comunicato stampa – ho ricevuto numerosi appelli di connazionali rimasti bloccati all’estero: persone che avevano organizzato una vacanza low-cost lasciate in balia degli eventi dopo che le compagnie aeree hanno cancellato i voli di rientro in Italia. Una situazione difficile, complicatissima ed incerta, che si interseca nello scenario terrificante di quella che è ormai una pandemia che sconvolgerà il nostro continente”.
“Quando ho iniziato a ricevere i messaggi d’aiuto – prosegue Ceccardi – di persone lontane da casa, dalla propria città e dalle proprie famiglie, ho subito pensato: devo fare qualcosa per aiutarli. Ho contattato l’Unità di Crisi della Farnesina ed ho scritto a Di Maio e Borrelli. Ma alla fine ho ritenuto che la cosa più semplice e più umana di tutte fosse quella di noleggiare un mezzo, dopo aver messo al corrente le autorità italiane, ed andare a recuperare direttamente i nostri connazionali in difficoltà”. Sul pullman, insieme a Susanna Ceccardi, anche l’assessore al sociale di Pisa, Gianna Gambaccini, che è medico e si preoccuperà di monitorare le condizioni di salute dei turisti nel viaggio di ritorno.
All’iniziativa ha aderito l’ex ministro al Turismo Gianmarco Centinaio. “Tutti dobbiamo fare la nostra parte -dichiara Centinaio – e nessuno deve essere lasciato indietro. Il messaggio di questi giorni è chiaro, dobbiamo il possibile per aiutare chi si trova in difficoltà”.

“Se il suo fosse solo bieco sciacallaggio politico non sarebbe neppure una novità. Ma questa è letteralmente irresponsabilità per di più da parte di chi ha ruoli istituzionali e si candida addirittura a guidare la Regione. E qui non si tratta di fare polemica politica ma di avere a cuore la salute delle persone”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Pd, Antonio Mazzeo, commentando la scelta dell’eurodeputata leghista Susanna Ceccardi, che la Lega propone come candidata alla presidenza della Regione Toscana, di noleggiare un pullman per riportare a casa un gruppo di italiani bloccati all’estero.
“Mentre da tutte le parti si moltiplicano gli appelli a restare a casa – aggiunge Mazzeo – lei cosa fa? Noleggia un pullman per caricarci sopra 50 persone (come pensa di garantire la distanza di un metro di sicurezza prevista dalla legge?) e annuncia perfino che si porterà dietro la dottoressa/assessore” di Pisa “che invece di star qui a dare una mano e impegnarsi a far rispettare a tutti le regole ‘si occuperà di visitare le 50 persone prima di farle salire sull’autobus'”. Inoltre il consigliere regionale sottolinea “che la maggior parte delle persone contagiate è asintomatica per giorni: qualcuno ha spiegato alla Ceccardi che questo non è un giochino elettorale ma una pandemia e che tutti siamo chiamati a prendere il massimo delle precauzioni e a stare a casa? Qualcuno le ha detto che la Spagna, tra l’altro, è il Paese europeo in cui il contagio sta correndo più veloce?”.
“Provo imbarazzo per lei, per il suo costante bisogno di attenzione”, critica Susanna Ceccardi anche il consigliere regionale del Pd, Alessandra Nardini. “Ci sono momenti in cui anche gli ego più incontenibili come il suo – prosegue Nardini – dovrebbero recuperare il senso della misura e questo, in cui l’intero nostro Paese è bloccato in casa, è uno di quei momenti.
La sua è una pagliacciata indegna, fatta solo per mettersi in mostra in modo totalmente irresponsabile e mettendo in pericolo delle vite. Come pensa di garantire le distanze di sicurezza in un viaggio di andata e di ritorno in pullman che durerà giorni e attraverserà più Paesi?”

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Turismo: in Toscana sarà ‘plastic free’

Turismo: in  Toscana sarà ‘plastic free’

Al via ‘Toscana plastic free’, protocollo ‘culturale’ siglato tra il Consiglio regionale e Toscana promozione turistica per sensibilizzare cittadini, turisti e imprese sulla riduzione e il riciclo della plastica.

Il progetto prevede campagne di sensibilizzazione e concorsi di idee nelle scuole, un vademecum di ‘buone pratiche’ per un turismo sostenibile in Toscana, il coinvolgimento delle comunità locali nella realizzazione di progetti ispirati al riciclo e all’uso virtuoso della plastica, mostre e creazione di contenuti per i social network. Gli interventi saranno realizzati con un contributo di 300 mila euro, di cui 50 mila destinati alla comunicazione pubblicitaria. ‘Toscana plastic free’ include anche l’istituzione di un tavolo di coordinamento periodico presso la sede del Consiglio regionale, cui parteciperanno la giunta, Toscana promozione, amministratori locali e quanti operano sul territorio nel settore dei servizi ambientali. Il progetto scadrà a novembre 2020. L’intesa è stata presentata dal presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, dal direttore di Toscana promozione turistica Francesco Palumbo, cui sarà affidata la gestione del progetto, e da Antonio Mazzeo, consigliere regionale Pd e relatore della legge numero 37 sulla riduzione della plastica.
“Il tema del plastic free da un punto di vista turistico è fondamentale – commenta Palumbo – abbiamo circa 50 milioni di presenze di turisti in Toscana e far sì che questi flussi in alcuni ambiti siano anche sostenibili diventa obbligatorio”.

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Rom: Consiglio Regionale approva mozione integrazione

Rom: Consiglio Regionale approva mozione integrazione

La Giunta della Regione Toscana si impegni a “istituire una cabina di regia regionale sulle politiche di gestione e integrazione delle comunità rom presenti sul territorio toscano, coinvolgendo prefetture e Comuni interessati, perché venga favorita l’inclusione sociale e garantito il rispetto dei doveri, della legalità e della dignità umana, a partire dall’accesso a educazione e istruzione per i minori”.

Lo prevede una mozione approvata a maggioranza dal Consiglio regionale, prima firmataria Alessandra Nardini (Pd), che ha registrato il voto contrario di Lega e Forza Italia. Il testo è stato sottoscritto anche da Andrea Pieroni (Pd), Serena Spinelli (capogruppo Mdp) e Paolo Sarti (Sì Toscana a sinistra).

Secondo Nardini, il problema dovrebbe essere gestito con una serie di soggetti interessati tra cui “il garante per l’infanzia, l’ufficio scolastico regionale e i servizi socio-sanitari, le parti sociali, i soggetti del terzo settore e gli ulteriori soggetti potenzialmente interessati”.
Nardini ha infine ricordato che “la Regione Toscana da sempre si è contraddistinta per aver perseguito un modello di società solidale, nella quale si garantiscono pari dignità, diritti e doveri a tutti i cittadini”.

La mozione, illustrata in aula da Nardini, parte dallo sgombero del campo nomadi di Navacchio, nel comune di Cascina (Pisa), il 17 dicembre 2018, che ha interessato circa 40 rom, di cui 25 minori. “Non mancarono ovviamente le foto gioiose della sindaca leghista Ceccardi sulle macerie, accanto alla ruspa – ha detto Nardini – in una grottesca manifestazione di propaganda sotto le quali rimanevano intatte le criticità”. La decisione di sgombero, si legge nella mozione, non fu concordata con gli enti locali.

La mozione ha stimolato un lungo dibattito in aula. Monica Pecori (Gruppo misto), ha chiesto di sottoscrivere la mozione di cui condivide i valori, mentre non condivide “assolutamente le ruspe e la cultura della ricerca del nemico”. Jacopo Alberti (Lega) ha chiesto innanzitutto come mai la mozione non fosse rinviata in commissione, visto il riferimento nel titolo “alle famiglie e i minori sgomberati dal Comune di Cascina”, ovvero a “una questione prettamente locale e non di interesse regionale”. Per Tommaso Fattori (capogruppo Sì Toscana a sinistra) il testo di riferisce a questioni “relative alla Regione Toscana nel suo insieme”, e quindi “propone una soluzione di tipo generale”. “La mozione è da discutersi in aula e chiedo di poterla firmare”, ha concluso.

La capogruppo della Lega Elisa Montemagni ha detto di poter “essere d’accordo sulla cabina di regia, ma non sulla strumentalizzazione di temi che sono delicati”. A Cascina (Pisa), “ci sono campi che sono stati sgomberati perché ci sono bambini che non possono stare nello sporco”. Per Antonio Mazzeo (Pd) “non si può spostare persone di qualunque genere, colore e razza, da una parte all’altra solo per continuare a fare slogan e campagna elettorale continua”. Serena Spinelli (capogruppo Mdp) ha affermato che “difendere queste popolazioni non porta consenso, è una battaglia che si fa sulla valutazione etica e morale. Ritornare a occuparsi” di questi temi “in maniera non strumentale, ma mettendo al centro i diritti delle persone, è una cosa importante”. Giacomo Giannarelli (capogruppo M5s), ha proposto di togliere il riferimento al caso specifico di Cascina dal titolo della mozione, soluzione accettata da Nardini. La mozione è stata così votata.

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“Non ci sono gay in famiglia”, bufera su candidato centrodestra

“Non ci sono gay in famiglia”, bufera su candidato centrodestra

Pontedera, in provincia di Pisa, polemica sul candidato sindaco del centrodestra, l’indipendente Giuseppe Brini, per una frase pronunciata sabato in occasione della presentazione della sua candidatura: “Vengo da una famiglia normale, ho quattro nipoti e non ci sono gay”, ha detto.

Dichiarazione del candidato del centrodestra, documentata da video postati sui social, che ha spinto il deputato leghista Edoardo Ziello, che ha partecipato alla presentazione della candidatura, a prendere le distanze attraverso una nota. All’iniziativa erano presenti anche il deputato di FdI Giovanni Donzelli e Susanna Ceccardi, commissaria toscana della Lega.

“La frase sui gay pronunciata da Giuseppe Brini, durante il suo discorso di ufficializzazione della candidatura a sindaco – sottolinea Ziello nella nota -, è imbarazzante e non rispecchia in alcun modo il pensiero della Lega, partito inclusivo che guarda al futuro. Per noi ognuno è libero di seguire l’orientamento sessuale che più lo aggrada e questo è testimoniato dal fatto che abbiamo iscritti e simpatizzanti omosessuali”.

Sull’episodio è intervenuto anche il sindaco uscente del Pd, Simone Millozzi che ha sottolineato: “Io penso che Pontedera meriti davvero altre parole ed altri valori”.

Il pd interviene anche a livello regionale con il consigliere Antonio Mazzeo: “Se c’è una cosa non normale è che un candidato sindaco possa anche solo pensare una bestialità del genere. E che Ceccardi e Ziello, presenti accanto a lui, non si siano sentiti in dovere di prendere immediatamente le distanze. Vergognatevi, se sapete cosa significhi. Pontedera merita ben altro rispetto. Un motivo in più per sostenere tutti insieme Matteo Franconi sindaco”.

Anche il M5S entra nella polemica con un comunicato: “Ci sarebbe da ridere ma poiché a pronunciare le infelici parole è stato il camerata candidato sindaco del centro destra, è doveroso insorgere. L’uscita di Brini è stata sconvolgente e l’imbarazzo è emerso palpabile anche sui volti di alcuni astanti. Certamente non su tutti: immaginiamo che per gli esponenti di Casa Pound e Forza Nova le frasi dell’avvocato siano apparse musica, peccato anzi che non abbia continuato la sinfonia a suon di lesbiche, froci, ronde, manganelli, terroni e neri. Apprendiamo dell’imbarazzo di alcuni esponenti del centro destra i quali amano definirsi liberali, che oltre ad essere stati costretti a dover ingoiare il boccone amaro di un candidato indesiderato e calato dall’alto, realizzano oggi quanto sia sconveniente una tale personalità posta al vertice di una così variegata coalizione mentre il giorno stesso della presentazione il deputato Ziello si è sentito in dovere di chiedere scusa e Pontedera Sicura lo ha prontamente smentito un secondo dopo con un fiero: “nessuno scivolone”. Rimandiamo al mittente le scuse di Brini in quanto una simile sortita non è un refuso né un lapsus ma l’inequivocabile esternazione di una determinata cultura dalla quale teniamo a rimarcare la nostra siderale distanza”.

E Sinistra Italiana con le dichiarazioni del segretario nazionale Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali: “Che tristezza se a Pontedera prevalessero uomini come il candidato del centrodestra, che con le sue parole di oggi sui gay ha semplicemente rivelato quello che è la destra nel nostro Paese: retrograda, non rispettosa della dignità delle persone, medievale. Insomma, la destra peggiore”.

In serata poi arrivano le scuse ufficiali di Giuseppe Brini: “Mi scuso se le parole che ho utilizzato possono aver offeso la sensibilità di persone che non debbono essere giudicate per la propria inclinazione sessuale. Mi sono espresso male e probabilmente qualcuno si sarà offeso delle mie parole e me ne dispiaccio. Con i fatti, meglio che a parole, dimostrerò che nessuno verrà discriminato con la nostra azione di governo. Le persone che rispettano le regole, di ogni sesso o colore, saranno al centro della nostra azione amministrativa. Le liste che mi sostengono non guardano alle preferenze sessuali, tant’è che sono presenti anche candidati dichiaratamente omosessuali, ma che sono stati scelti soltanto in base alle loro capacità”.

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Regione: “Dal governo nessuna comunicazione su Cpr in Toscana”

Regione: “Dal governo nessuna comunicazione su Cpr in Toscana”

Federica Fratoni, assessore regionale all’ambiente e difesa del suolo, chiarisce: “ad oggi non è pervenuta alla Regione Toscana alcuna comunicazione in merito alla volontà del Governo di aprire un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Coltano (Pisa)”.

Federica Fratoni ha spiegato che “nel caso in cui dovesse giungere una comunicazione sarà cura della Regione informare e coinvolgere prioritariamente tutti i livelli istituzionalmente interessati”, ma “ad oggi non è pervenuta alla Regione Toscana alcuna comunicazione in merito alla volontà del Governo di aprire un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Coltano (Pisa), né sono pervenute comunicazioni ufficiali circa l’intenzione di aprire un Cpr in altre parti del territorio toscano”.

Per Nardini, Mazzeo e Pieroni “leggendo quanto uscito sulla stampa, e le parole dello stesso sindaco di Pisa Michele Conti, sembrava che il percorso fosse invece già partito. Se così fosse, dunque, il ministero dell’Interno sta agendo in totale e assoluta autonomia ma gli ricordiamo che la legge prevede che il presidente della Regione interessata sia preventivamente avvisato. Ribadiamo dunque non solo tutta la nostra contrarietà al progetto – hanno concluso i consiglieri Dem – ma la necessità assoluta che qualsiasi decisione o ipotesi il governo voglia avanzare debba essere preceduta da un confronto approfondito con la Regione e gli enti locali”.

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