Coronavirus: attivata a Careggi consulenza telefonica per future mamme positive

Coronavirus: attivata a Careggi consulenza telefonica per future mamme positive

Il numero da chiamare è lo 055 7947678, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 18.00, e lo 055 7947493, dal lunedì al venerdì, dalle ore 18.00 alle ore 08.00 e il sabato e la domenica h24.

Attivato all’azienda ospedaliero universitaria di Careggi un servizio di consulenza telefonica dedicato alle future mamme con sospetta o confermata infezione da Covid-19.
Le gestanti, che nell’ambito delle misure adottate per contenere il contagio devono rimanere in isolamento e rinviare ogni esame di routine come ecografie e prelievi del sangue, potranno rivolgersi a questo numero per un primo ‘check’, nel caso ritengano di avere disturbi che richiedano una valutazione specialistica. “La consulenza telefonica – spiega la direzione dell’ospedale – è disponibile anche per le gestanti a termine (40 settimane) che partoriranno in Aouc e che vogliono ricevere informazioni sul tampone naso-faringeo per la ricerca del Covid-19”. Il numero da chiamare è lo 055 7947678, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 18.00, e lo 055 7947493, dal lunedì al venerdì, dalle ore 18.00 alle ore 08.00 e il sabato e la domenica h24.

L'articolo Coronavirus: attivata a Careggi consulenza telefonica per future mamme positive proviene da www.controradio.it.

Lotta alla Sepsi, a Careggi il via al progetto

Lotta alla Sepsi, a Careggi il via al progetto

Sepsi, la Toscana si sta attrezzando per intervenire in modo sempre più rapido ed efficace. Il documento Call to Action dà le linee di indirizzo, e domani, mercoledì 19 dicembre, a Careggi, un evento rivolto ai professionisti della Aou.

La sepsi è una reazione infiammatoria, sistemica e potenzialmente mortale a un’infezione che colpisce tutto il corpo e danneggia i suoi organi. Può essere causata dalla maggior parte dei microrganismi: batteri, funghi, virus e parassiti. In Europa, tra il 20 e il 30% di casi di sepsi si verificano in ospedale a causa di infezioni associate all’assistenza sanitaria.

La situazione epidemiologica in Toscana è in preoccupante evoluzione: dal 2012 al 2017 i ricoveri si sono accresciuti del 33% e oggi, secondo le stime più recenti, sono attesi oltre 15.000 casi di sepsi o shock settico all’anno. La sepsi può essere fatale senza un trattamento rapido ed efficace con sostanze antimicrobiche, liquidi e altre misure cliniche appropriate.

Per questa ragione la si può definire come una patologia tempo-dipendente, al pari dell’ictus o dell’infarto miocardico, e impone una risposta sanitaria rapida, che presuppone una diagnosi altrettanto tempestiva e soprattutto accurata. Va ricordato che, in coloro che sopravvivono, la sepsi può lasciare importanti sequele. La casistica toscana mostra come un paziente su cinque, ospedalizzato per sepsi, necessiti di un nuovo ricovero entro un mese dalla sua dimissione.

Per far fronte a questa emergenza la Regione Toscana ha predisposto un nuovo modello di azione: il documento di indirizzo si chiama Call to Action, e chiama in causa tutti gli attori del servizio sanitario.

L’Azienda ospedaliero universitaria di Careggi è stata fra le prime ad attivarsi per rispondere alla chiamata e a mettere in atto azioni concrete. Il prossimo 18 dicembre è stato organizzato, in collaborazione con il Centro gestione Rischio Clinico e Sicurezza delle Cure della Regione Toscana, un evento rivolto ai professionisti dell’Azienda ospedaliera universitaria per individuare le az ioni concrete per mettere in atto il percorso.

Si tratta dell’avvio di un percorso multidisciplianare che vedrà coinvolti gli operatori della parte medica, chirurgica e materno infantile e del pronto soccorso, oltre alla terapia intensiva. Il progetto si basa sull’esperienza messa in atto a livello aziendale nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza e il buon uso degli antibotici e avrà come perno l’infettivologia e la microbiologia.

Il gruppo di lavoro tecnico si avvarrà a livello regionale del supporto del Centro Gestione Rischio Clinico della Regione Toscana e dell’Agenzia Regionale di Sanità.

L'articolo Lotta alla Sepsi, a Careggi il via al progetto proviene da www.controradio.it.

Batterio New Delhi colpisce principalmente pazienti immunodepressi

Batterio New Delhi colpisce principalmente pazienti immunodepressi

L’Agenzia regionale di sanità ieri mattina ha diffuso i numeri della malattia: 31 sono i morti che hanno contratto l’infezione del batterio New Delhi in Toscana, l’area più colpita è l’Azienda sanitaria Nord-Ovest.

Nel periodo compreso tra novembre fino al 31 agosto, il batterio New Delhi è stato isolato nel sangue di 75 pazienti ricoverati negli ospedali toscani; la mortalità, dicono le ricerche scientifiche, è del 40% e il dato regionale rientra nella media.

Per quanto riguarda i portatori del ceppo batterio, sui quali sono applicate le misure igieniche di contenimento e che non hanno sviluppato una infezione, si tratta di 708 malati. I 31 pazienti deceduti, va precisato, erano persone con più malattie, anziani fragili, per questo non è facile attribuire automaticamente la causa della morte al batterio New Delhi.

Come spiega il dottor Danilo Tacconi, che fa parte della task force regionale nata per contrastare il superbatterio, in una persona sana il microrganismo non provoca conseguenze alla salute e resta spesso inattivo “a volte anche per mesi, forse di più, finchè il sistema immunitario non lo riconosce e riesce ad eliminarlo”. “Ma in soggetti immunodepressi – prosegue – ovvero in pazienti anziani con molte patologie, sotto chemioterapia, reduci da interventi chirurgici invasivi, grandi ustionati, o anche persone sottoposte a lunghi cicli di antibiotici, il batterio ha molta più possibilità di dare vita a una sepsi (l’infezione del sangue, ndr.). La mortalità osservata in questi casi è del 40%, ma non è immediatamente correlabile all’infezione, potrebbe invece essere causata dalla patologia preesistente”.

L’ospedale che ha riscontrato più isolamenti nel sangue del batterio New Delhi è quello di Pisa: si tratta della struttura più grande della Asl, dove capitano i casi più complessi, che finiscono in rianimazione o in reparti di alta specialità, come il centro ustioni, e quindi non stupisce che sia maggiormente colpito. Sono stati 31 i casi accertati nel periodo sopraindicato nell’azienda pisana. Segue Livorno, con 9, l’ospedale della Versilia con 8, il presidio di riabilitazione cardiologica di Volterra con 6, Massa con 4 e Cecina e Pontedera con 3. Gli altri ospedali dell’azienda sanitaria Nord-Ovest sono tutti a un caso, mentre alcuni casi sono stati riscontrati in altre strutture regionali come Careggi, Siena, Pescia, Pistoia.

L'articolo Batterio New Delhi colpisce principalmente pazienti immunodepressi proviene da www.controradio.it.

Cadaveri non identificati, firmato protocollo in prefettura

Cadaveri non identificati, firmato protocollo in prefettura

Avrà validità biennale il protocollo d’intesa siglato oggi in prefettura a Firenze. L’intesa in materia di cadaveri non identificati della Regione Toscana è stata rinnovata dopo l’attivazione in via sperimentale del maggio del 2016.

“Il protocollo – spiega la prefettura in un comunicato – costituisce un modello di circolarità delle informazioni in materia di anagrafe dei corpi/resti umani senza nome e di procedure per la raccolta dei dati post mortem ai fini identificativi”.
“Il rinnovo – precisa il comunicato – è stato concordato tra tutti i sottoscrittori, che hanno ribadito unanimemente la validità e l’efficacia del modello procedurale adottato nel corso del primo triennio di sperimentazione, che ha dato importanti risultati soprattutto in termini di coordinamento, partecipazione, efficacia del flusso comunicativo”.

E’ stato sottoscritto dal commissario straordinario del Governo per le persone scomparse Giuliana Perrotta, dal prefetto di Firenze Laura Lega, dal presidente della Regione Toscana, dal procuratore generale della Corte di appello di Firenze, dal presidente dell’Anci Toscana e dal direttore generale dell’Aou di Careggi.

L'articolo Cadaveri non identificati, firmato protocollo in prefettura proviene da www.controradio.it.