La Galleria degli arazzi. Fragilità della bellezza

Una mostra, quattro arazzi e mezzo millennio di storia. Nella sala delle Reali Poste, la Direzione della Galleria degli Uffizi propone “La Galleria degli arazzi. Fragilità della bellezza”, l’esposizione curata da Giovanna Giusti presenta quattro arazzi cinquecenteschi d’altissimo tenore storico-artistico che, dopo i sapienti restauri che hanno visto protagonisti sia il settore dedicato dell’Opificio delle Pietre Dure, sia operatori privati di provata esperienza, hanno recuperato sicurezza strutturale e ordine estetico.

http://www.polomuseale.firenze.it/areastampa/files/537a02b9f1c3bc8014000000/Ecce%20Homo%20Salviati%20B_07225.jpg

L’esposizione inaugurata oggi 20 maggio proseguirà fino al 28 giugno e sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle 14 alle 18, con ingresso libero.
Quattro “gioielli” e diverse tipologie d’intervento
Il grande arazzo che raffigura La spoliazione dei corpi dopo la battaglia di Canne, fa parte della serie con Storie di Annibale, tessuta intorno alla metà del XVI secolo dall’arazziere fiammingo Cornelis de Ronde, divisa tra gli Uffizi (tre panni) e il Bayerisches Nationalmuseum di Monaco (sei panni). Un saggio di Lucia Meoni in catalogo presenta l’intera serie, illustrandone la ricchezza iconografica e della manifattura fiamminga. L’intervento conservativo, a cura del Laboratorio tessile di Opera Laboratori Fiorentini-Civita Group, consente ora di apprezzarne l’impaginatura, l’esuberanza dei dettagli decorativi, esaltati dall’impiego di tecniche ‘virtuosistiche’ nella tessitura, con largo impiego di oro nei filati, che sostanzia la ricchezza dei dettagli e l’insieme della composizione.
Già restaurati negli anni ‘90, l’Ecce Homo e la Resurrezione, preziosi panni devozionali tessuti dall’arazziere fiammingo Nicola Karcher per la manifattura medicea su cartoni di Francesco Salviati, vengono ora presentati dopo un nuovo intervento, a cura del Laboratorio tessile dell’Opificio delle Pietre Dure, che ha assai migliorato la risoluzione cromatica delle mancanze, grazie all’impiego di una nuova metodologia, sperimentata con successo anche su tre arazzi delle ’Storie di Giuseppe ebreo’ da cartoni  del Bronzino.
Sempre a cura dell’Opificio delle Pietre Dure, è inoltre presente in mostra il fragilissimo arazzo, tessuto completamente in seta da Giovanni Rost nel 1553, raffigurante Dicembre, Gennaio e Febbraio, della serie dei Mesi, cui il Bachiacca fornì i cartoni. Per questo arazzo si è reso necessario un intervento assai impegnativo mirato a  stabilizzarne il precario stato conservativo e a renderlo nuovamente esponibile e dunque visibile.

DA SEGNALARE:
il 22 maggio alle ore 16, la storica dell’arte Lucia Meoni sarà presente in mostra per illustrare la storia e l’iconografia degli arazzi esposti.
ogni giovedì (22 e 29 maggio; 5, 12, 19 e 26 giugno) alle ore 16 le restauratrici saranno presenti alle Reali Poste degli Uffizi per presentare i loro interventi.