Archeologia agli Uffizi

“ARCHEOLOGIA AGLI UFFIZI”: PARTE IL PRIMO CICLO DI CONFERENZE ESTIVE AGLI UFFIZI

Raddoppiano le aperture serali degli Uffizi da inizio giugno a fine settembre: ogni mercoledì sera saranno offerte conferenze sul patrimonio archeologico tenute da noti studiosi, curatori e direttori di musei.

 

Non molti, fra i milioni di visitatori che annualmente varcano la soglia della Galleria, sanno che furono proprio le statue romane della collezione medicea, affluite da Palazzo Pitti dove erano conservate sino a quel momento, le prime opere d’arte ad essere ospitate al secondo piano del complesso vasariano appena ultimato. Sin dalla fine del XVI secolo, le sculture antiche, principale vanto delle raccolte granducali, cominciarono a popolare il corridoio di Levante, dando inizio a quel metodico e inesorabile processo che trasformò un edificio pensato come centro direzionale e amministrativo del Granducato a ricetto dell’arte di ogni tempo. Questa “vittoria della cultura sulla burocrazia” ebbe, dunque, inizio proprio con i marmi classici e, senza timore di esagerare, si può affermare che furono proprio queste opere il “seme” dal quale sarebbe nato il museo come oggi lo conosciamo. Sono queste le premesse che giustificano l’interesse che il più importante museo fiorentino ha nei confronti del patrimonio archeologico della città e delle sue vicende nei secoli. E’ solo di pochi mesi fa la sigla di un accordo che sancisce una sempre più stretta collaborazione scientifica e promozionale fra Uffizi e Museo Archeologico Nazionale e, a ribadire questa volontà di riscoperta della natura archeologica della Galleria, arriva adesso l’organizzazione di un ciclo di conferenze estive dal titolo significativo di “Archeologia agli Uffizi”, dedicate esclusivamente alle raccolte antiche che, per secoli hanno popolato gli spazi vasariani.

La serie di incontri sarà tenuta, a partire dal 6 giugno, nell’Auditorium Vasari del complesso degli Uffizi, con orario dalle 19.30 alle 20.30.

“Al ciclo di lezioni” come ha specificato Fabrizio Paolucci, curatore dell’arte classica e coordinatore delle attività scientifiche delle Gallerie degli Uffizi, ”prenderanno parte i massimi esperti del collezionismo di antichità fiorentino. I temi affrontati spazieranno dall’arte etrusca a quella egizia, toccando le vicende di capolavori celebri, che, come la Chimera, furono per secoli ospiti degli Uffizi, o aspetti poco noti a fiorentini e visitatori, come il passato archeologico del complesso vasariano.” I quindici incontri saranno introdotti da Gabriel Zuchtriegel, Direttore del parco archeologico di Paestum, che parlerà il 6 giugno sulla Tomba del Tuffatore, e saranno conclusi da Eva degli Innocenti, Direttore del Museo Nazionale di Taranto, due giovani esponenti di quella “rivoluzione” amministrativa che ha conferito autonomia scientifica, organizzativa e economica a molti fra i principali musei e aree archeologiche italiane. Come ha precisato il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Questo ciclo di incontri non è che l’avanguardia di “un’offensiva” didattica che gli Uffizi intendono promuovere su larga scala a partire da quest’anno. Con ottobre, infatti, sarà offerta alla cittadinanza e agli ospiti presenti in città un ricco e articolato calendario di incontri a cadenza settimanale. Illustri storici dell’arte, scienziati e rappresentanti della cultura offriranno al pubblico la possibilità di approfondire la conoscenza delle opere della Galleria, di avvicinarsi ad aspetti poco noti della vita del museo o di considerare il mondo dell’arte da punti di vista nuovi e originali”.

Il ciclo di conferenze archeologiche verrà, dunque, ad arricchire in modo significativo l’offerta estiva del museo degli Uffizi, che, a partire da quest’anno, sarà aperto in orario serale per ben due giorni a settimana: il martedì, che sarà caratterizzato dall’ormai immancabile appuntamento con “Uffizi Live”, e il mercoledì, che vedrà le porte del museo aperte sotto gli auspici dell’Archeologia e della Classicità.

Archeologia agli Uffizi.
Ciclo di incontri di archeologia agli Uffizi (giugno-settembre 2018)
Auditorium Vasari, ogni mercoledì alle 19,30

Giugno
6 Gabriel Zuchtriegel (Direttore del Parco Archeologico di Paestum) La tomba del Tuffatore
13 Maria Cristina Guidotti (Polo Museale della Toscana) Le collezioni egizie agli Uffizi prima della nascita del Museo Egizio di Firenze
20 Ilaria Romeo (Università degli Studi di Firenze) Variazioni dall’antico: Raffaello e Leone X nelle bordure degli arazzi vaticani
27 Carlotta Cianferoni (Polo Museale della Toscana) La nascita del Museo Archeologico di Firenze

Luglio
4 Cristiana Zaccagnino (Queen’s University, Kingston) Collezionismo di bronzi a Firenze: dai Medici al Gabinetto dei Bronzi di Luigi Lanzi
11 Fiorenzo Catalli (ex Direttore Archeologo con specializzazione in numismatica) Dal Medagliere Granducale al Monetiere del Museo Archeologico
18 Maria Gatto (Direttore del Museo Archeologico Nazionale G. Cilnio Mecenate, Arezzo) La Chimera di Arezzo: un grande bronzo alla corte mediceo-lorenese
25 Susanna Sarti (SABAP per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato) Gli Etruschi alla Galleria degli Uffizi

Agosto
1 Bernie Frischer (Indiana University) Rome Reborn: Realta’ virtuale applicata alla topografia della Roma antica
22 Monica Salvini (SABAP per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato) Venti anni di ricerche archeologiche agli Uffizi
29 Alessandro Muscillo (Università di Venezia) Il ricetto delle iscrizioni e la collezione epigrafica granducale

Settembre
5 Riccardo Gennaioli (Opificio delle Pietre Dure) La collezione glittica granducale
12 Gabriella Capecchi (Accademia delle Arti e del Disegno) Simbolo, arredo, collezione d’arte: le statue antiche nel giardino di Boboli
19 Laura Buccino (Università degli Studi di Firenze) Ritratti femminili di età imperiale agli Uffizi: acconciature e interpretazioni
26 Eva degli Innocenti (Direttore del Museo Nazionale di Taranto) L’Atleta del Museo Archeologico Nazionale di Taranto

 

UN PATTO PER L’ARCHEOLOGIA

UN PATTO PER L’ARCHEOLOGIA,
UN PATTO PER FIRENZE, L’ITALIA E L’EUROPA:
Presentazione dell’accordo di valorizzazione per il Museo Archeologico Nazionale di Firenze. L’accordo di valorizzazione per il Museo Archeologico Nazionale di Firenze oggi presentato e firmato nell’Auditorium di San Pier Scheraggio delle Gallerie degli Uffizi a Firenze prevede che dal 1 marzo 2018: Ogni biglietto degli Uffizi comprende anche l’ingresso gratuito al Museo Archeologico
Nazionale di Firenze (valido per 5 giorni entro la data dell’utilizzo del biglietto agli Uffizi). Anche l’abbonamento annuale Passepartout degli Uffizi (50 euro) e di tutte le Gallerie degli Uffizi con Uffizi, Palazzo Pitti e Giardino di Boboli (70 euro) oltre all’ingresso prioritario agli Uffizi per i 365 giorni successivi al primo utilizzo comprende sempre anche l’ingresso gratuito al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

 Per compensare il mancato introito, Le Gallerie degli Uffizi accantonano il 2,5% del ricavo della bigliettazione degli Uffizi (vale a dire di tutti i biglietti della Galleria delle statue e delle pitture, e degli abbonamenti annuali menzionati) per investimenti nel Museo Archeologico Nazionale, che potranno spaziare da restauri di reperti archeologici a lavori architettonici e infrastrutturali, da nuovi allestimenti e pubblicazioni, a mostre e progetti di ricerca.

Iniziano collaborazioni scientifiche di ricerca e divulgazione tra i due musei, con convegni, cicli di lezioni e laboratori didattici coordinati e coorganizzati, mostre su temi archeologici alle Gallerie degli Uffizi e altre sulla fortuna dell’arte greca, egiziana, etrusca e romana al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
L’accordo di valorizzazione ha validità di cinque anni ed è rinnovabile. L’accordo si basa su una visione per il presente e il futuro, ma è oltretutto radicato nella comune storia delle due istituzioni. Infatti è importante ricordare che, alla fine XVI secolo, le prime opere d’arte ad essere ospitate nel complesso vasariano appena ultimato furono i marmi antichi delle collezioni medicee. Non è sbagliato, quindi, affermare che il “seme” del Museo attuale fu quello dell’archeologia e della riscoperta dell’antico. Per secoli la Galleria delle Statue degli Uffizi – che solo di recente ha ricuperato il suo nome originale – fu per i suoi visitatori in primo luogo un museo di antichità. La sua icona era la Venere dei Medici, la statua ellenistica che ancora oggi troneggia al centro della Tribuna e solo a partire dal primo Novecento, un’altra Venere, quella del Botticelli, ne ha usurpato lo scettro nell’immaginario del grande pubblico.
Come sintetizza efficacemente il dipinto de La Tribuna di Johann Zoffany, gli Uffizi erano, per un uomo del XVIII secolo, non solo una quadreria ma anche un museo nel quale era possibile ammirare buccheri etruschi, vasi figurati, urnette, statue egizie, argenterie tardo-romane, oltre alle grandi sculture romane in marmo che davano il nome al Museo. Questa natura archeologica degli Uffizi fu radicalmente trasformata nel quadro della riorganizzazione museale che Firenze conobbe negli anni successivi all’Unità d’Italia. Già negli ultimi anni del Granducato, la Collezione Egizia era stata estrapolata per dar vita a una entità museale autonoma, ma sarà solo agli anni ’70 dell’Ottocento che capolavori indiscussi come la Chimera, l’Arringatore, la Minerva, l’Idolino, il Vaso François, la testa in bronzo di Antinoo etc. lasciarono le sale degli Uffizi.
La prima “tappa” fu il Cenacolo del Fuligno, dove le antichità granducali sostarono per circa un decennio. Fu poi la volta, tra il 1880 e 1881, del Palazzo della Crocetta, che ospitò le raccolte di arte antica, implementandole vertiginosamente grazie alla politica di acquisti favorita dai Savoia e alle campagne di scavo che iniziavano ad essere avviate in maniera sistematica.
Nel Museo Archeologico, dunque, coesistono fin dalle origini le sue tre anime fondamentali: quella delle antiche collezioni granducali (un tempo nella quasi totalità negli Uffizi), quella delle raccolte egizie e quella delle acquisizioni post-unitarie, arricchitesi nel tempo grazie ai risultati degli scavi moderni. E’ proprio ricordando questa matrice comune fra la Galleria degli Uffizi e il Museo Archeologico Nazionale, in definitiva una costola della prima, che si spiega e trova una ragion d’essere l’accordo che oggi si sottoscrive.

Notti dell’archeologia 2016

A luglio quattro appuntamenti tra Palazzo Vecchio e Museo Bardini 

Arriva l’edizione 2016 de le “Notti dell’Archeologia”, l’iniziativa promossa dalla Regione Toscana a partire dal 2000 e ideata per promuovere e valorizzare il patrimonio archeologico regionale,  ormai attesa dagli operatori di settore e dal pubblico. Anche quest’anno i Musei Civici Fiorentini e l’Associazione Mus.e aderiscono alla rassegna, proponendo due attività per giovani e adulti in quattro diverse date, che si svolgeranno presso gli scavi archeologici del Museo di Palazzo Vecchio e presso il Museo Stefano Bardini.
Inoltre dal 1 luglio le statue di Pothos, Hermes, Apollo e Bacco, opere del I-II sec. d.C., torneranno nel Salone dei Cinquecento dopo un anno di restauro, con un allestimento che permetterà di osservarle e conoscerle da vicino. Per l’accesso al Salone non è necessaria la prenotazione, è sufficiente il biglietto di ingresso del Museo di Palazzo Vecchio.
Tutti gli appuntamenti delle Notti dell’Archeologia possono essere consultati sul sito della Regione.
Seguono i dettagli delle iniziative di Palazzo Vecchio e Museo Stefano Bardini. 

 

  • NEL VENTRE DI PALAZZO VECCHIO
    A Palazzo Vecchio soggiace uno straordinario percorso archeologico, che consente di entrarne nelle viscere e comprendere la storia millenaria che ne ha preceduto la costruzione: si comincia con l’antico teatro romano, costruito verso la fine del I secolo a.C. e ampliato in età adrianea, per proseguire con i secoli di spoglio e di interro e giungere alla ripresa medievale, età in cui prendono vita strade cittadine, palazzi signorili ed edifici privati. La visita condurrà il pubblico alla lettura della ricca e complessa stratigrafia archeologica rievocandone, secolo dopo secolo, i tratti salienti.
    Per chi: per giovani e adulti
    Dove: Museo di Palazzo Vecchio
    Quando: mercoledì 6 e mercoledì 20 luglio h20.30, h21.15 e h22.00
    Durata: 40’
    Costo: €2,00 cad. (residenti in città metropolitana) / 4,00 cad. (non residenti in città metropolitana)

 

  • UN INCREDIBILE NEGOZIO DI ANTICHITA’
    Il Museo Stefano Bardini, nato come straordinario luogo di esposizione delle opere dell’antiquario Stefano Bardini e destinato a rapire collezionisti e amatori di tutto il mondo, esercita tuttora un grande fascino sul pubblico: sale seducenti, nelle quali i pezzi diventano protagonisti e raccontano al meglio la propria storia, seppure di reimpiego o di reinvenzione. Fra questi numerose antichità, che la visita consentirà di individuare e apprezzare: colonne e capitelli, urne, sarcofagi, frammenti classici e reperti altomedievali, fino alla monumentale vasca in porfido di età romana.
    Per chi: per giovani e adulti
    Dove: Museo Stefano Bardini
    Quando: mercoledì 13 e mercoledì 27 luglio h21 e h22
    Durata: 50’
    Costo: €2,00 cad. (residenti in città metropolitana) / 4,00 cad. (non residenti in città metropolitana)

 

  • MARMI ANTICHI IN PALAZZO VECCHIO: LE STATUE DEL SALONE DEI CINQUECENTO RESTAURATE
    Museo di Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento, dal 1° luglio al 2 ottobre 2016
    Dopo oltre un anno di restauro, tornano visibili le monumentali statue antiche di Apollo, Pothos, Bacco e Hermes (I-II sec. d.C.) che dalla fine del Settecento ornano le nicchie del prospetto meridionale del Salone dei Cinquecento. Un allestimento temporaneo consente di ripercorrerne la storia, di ammirarle da vicino e da ogni lato e di apprezzare i risultati del restauro e le scoperte compiute in corso d’opera, prima che vengano ricollocate al loro posto, a quasi tre metri di altezza. Gli affascinanti particolari del retro e dei fianchi delle sculture, nascosti dalla collocazione entro nicchie sia in Palazzo Vecchio che precedentemente nella Villa Medici a Roma, finora non erano mai stati esaminati e documentati. La visione che oggi ne viene proposta è un’assoluta novità.
    Per chi: tutti
    Dove: Museo di Palazzo Vecchio
    Quando: orario estivo di apertura al pubblico del Salone dei 500
    Durata: libera
    Costo: biglietto del museo

Giornata dell’archeologia, del patrimonio e del restauro

Visite gratuite per famiglie alla mostra di Tosi per la “Giornata dell’archeologia,del patrimonio e del restauro” .Domenica 7 dicembre 2014, in occasione della “Giornata Nazionale dell’archeologia, del patrimonio artistico e del restauro” promossa dal MiBACT, la Sezione Didattica del Polo Museale Fiorentino e la Galleria del Costume di Palazzo Pitti, propongono due visite per famiglie alla mostra “Omaggio al maestro Piero Tosi. L’arte dei costumi di scena dalla Donazione Tirelli”.

http://www.polomuseale.firenze.it/areastampa/files/546b1213296445380e000099/Locandina%20per%20il%207%20dicembre.jpgL’occasione offrirà la possibilità di partecipare a un percorso alla scoperta degli abiti creati per attori di cinema e teatro dalle abili mani di Piero Tosi, costumista, artista e poeta che con la sua arte riuscì a “vestire i sogni”. Per questa iniziativa si ringrazia la Fondazione sistema Toscana-Mediateca per la gentile collaborazione.
Queste le specifiche degli appuntamenti: le visite si terranno alle ore 10.30 e alle ore 11.45 con accompagnamento didattico gratuito con l’ausilio del personale interno; l’ingresso è con il biglietto d’accesso alla Galleria del Costume. Gli adulti usufruiranno della gratuità del biglietto, grazie alla coincidenza con la prima domenica del mese, giorno di ingresso gratuito in tutti i luoghi della cultura statali. Si ricorda che per i minori l’ingresso è sempre gratuito.
Prenotazione obbligatoria a partire da mercoledì 19 novembre presso: Sezione Didattica, via della Ninna 5, tel. 055-284272 – didattica@polomuseale.firenze.it in orario d’ufficio, ore 9-13. Non verranno accettate prenotazioni (sia telefoniche, sia attraverso mail) arrivate fuori dai termini indicati.  Per ogni visita è previsto un numero massimo di 15 bambini.

Estate Fiesolana numero 67

Estate Fiesolana numero 67. La 67esima edizione  dell’Estate Fiesolana – il cui cartellone si sviluppa dal 16 giugno al 24 luglio, per protrarsi fino al 2 agosto con un’ultima ospitalità – è un’edizione di gradite conferme e grandi novità. La rassegna che ha come suo fulcro il Teatro Romano di Fiesole continua a caratterizzarsi per il dialogo, aperto oramai da anni, tra classico e contemporaneo, con particolare predilezione per la contaminazione tra i generi all’insegna della qualità. Nella musica, il programma di questa edizione si arricchisce del ritorno della produzione operistica. Si parlerà di opera a tutto tondo, con una proposta che spazia dal repertorio classico, passando per una produzione contemporanea rivolta ai più giovani, fino ad una vera e propria opera rock.

La partecipazione della Scuola di Musica di Fiesole al cartellone dell’Estate Fiesolana 2014 ben rappresenta le sue multiformi attività: da un lato l’eccellenza dei risultati formativi raggiunti dall’Orchestra Giovanile Italiana, dall’altro la diffusione della musica presso i piccoli, con progetti mirati a coniugare il divertimento con la conoscenza del meraviglioso patrimonio artistico che la musica rappresenta. Ecco dunque da una parte la prima nazionale de La clemenza di Tito (11 e 12 luglio), ultima opera del catalogo mozartiano. Frutto della collaborazione con l’Universität Mozarteum Salzburg, questo progetto vede gli austriaci responsabili del cast vocale, delle scene e della regia (firmata da Eike Gramss), mentre la parte orchestrale è affidata all’Orchestra Giovanile Italiana, sotto la direzione di Josef Wallnig. Spassosa e nello stesso tempo formativa è poi la proposta di Opera Bestiale, scherzo musicale per cinque cantanti e pianoforte (17 giugno). Testo, musica e regia sono di Aldo Tarabella, che mette la sua fantasia e competenza al servizio della divulgazione musicale per i bambini. Famose arie, tratte dal repertorio lirico italiano e non solo, fanno da cornice ad una godibile storia i cui personaggi – gli animali/cantanti interpretati dagli allievi delle classi di canto della Scuola – riproducono i caratteri dei tipi consacrati dall’opera buffa. I costumi sono disegnati da Francesco Tullio Altan.
Per quel che concerne il jazz, il cartellone 2014 di Music Pool – Vivere Jazz propone una serie di appuntamenti di grande rilievo: l’apertura è affidata al nuovo progetto musicale di Pat Metheny, l’Unity Group con musicisti del calibro di Chris Potter o Antonio Sanchez (16 giugno). A seguire il più straordinario gruppo africano, i maliani Amadou & Mariam (26 giugno), acclamati ambasciatori nel mondo della musica del loro Paese. E non da meno Paolo Fresu con il suo quintetto in una serata contrassegnata da numerosi ospiti (18 luglio).
Il ritorno del festival all’opera era occasione troppo ghiotta per non collegarla al percorso che da anni la NEM – Nuovi Eventi Musicali porta avanti con l’Estate Fiesolana. Produzioni, giovani, qualità nel segno della creazione del repertorio del futuro, che dovrà per forza comprendere la cosiddetta musica rock, o prog, o pop che sia. Ecco che la scelta è ricaduta su una delle opere rock che hanno fatto storia: Tommy – The Who (24 luglio). Cristina Donà ne sarà ospite speciale. Per seguire invece l’altro filone programmatico di questi anni (la grande classica con forti contenuti di innovazione e legami con la musica e la cultura dei nostri tempi) NEM propone il progetto Do ut Des (30 giugno), dove il Quartetto Klimt, una delle migliori formazioni da camera del nostro Paese, si cimenterà con Schumann. Ma non finisce qui: oltre al concerto vero e proprio, una messa in scena presso la biglietteria suggerirà al pubblico una riflessione su cosa vuol dire ai nostri tempi “dare” qualcosa alla cultura, “ricevere” qualcosa dalla cultura.
Un nuovo viaggio nel teatro d’autore è quello in cui ci accompagna il Teatro Solare, con le sue Alchimie. Confermata la presenza di Marta Cuscunà, con un nuovo capitolo della sua ricerca sulle “resistenze femminili” – La semplicità ingannata (16 luglio) – a fianco di due novità: Leopardi Shock della realtà torinese indipendente Teatro della Caduta (15 luglio), con la vulcanica interpretazione dell’attrice Lorena Senestro, e Una tazza di mare in tempesta (17 e 18 luglio), allestimento delicato e sorprendente del Moby Dick di Melville che vede Roberto Abbiati accogliere 20 spettatori all’interno della stiva di una nave in miniatura.
Il Premio Fiesole Maestri del cinema porterà al Teatro Romano un altro grande protagonista, che il pubblico potrà incontrare. E come di consueto alla serata di premiazione seguirà una preziosa retrospettiva di pellicole: il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani sta lavorando dentro e fuori i confini nazionali alla ricerca del nuovo nome.
Arricchiscono il cartellone della 67esima Estate Fiesolana due concerti di forte richiamo: gli Eels di Mr. E, direttamente dagli anni Novanta (17 luglio), e Pippo Pollina, tra vecchi e nuovi successi (2 agosto). Restando in tema musicale, le corde del X Festival Internazionale Chitarrae incrociano la propria strada con Fiesole, regalando il concerto Orient Express del Take Four Guitar Quartet (29 luglio), mentre il Coro Desiderio da Settignano ha scelto il Teatro Romano per festeggiare i suoi 25 anni di attività con una prestigiosa esecuzione che vede sul podio la carismatica fondatrice Johanna Knauf (28 giugno). Sul territorio ha lavorato con dedizione Claudio Ascoli con i suoi Chille de la balanza: sua la regia dello spettacolo di storytelling La terra, il colore – Storie fiesolane incentrato su due fiesolani molto particolari, che con le loro piccole storie hanno contribuito alla Storia (23 giugno). Lo spettacolo sarà preceduto da un happening in piazza Mino sabato 21 alle 10 di mattina.
E l’Estate Fiesolana dedica uno sguardo anche all’arte ed alla storia. Tra gli eventi di quest’anno figura infatti la mostra Fiesole e i Longobardi organizzata in occasione del centenario del Museo Civico Archeologico di Fiesole dai Musei di Fiesole in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Orecchini, collane, antiche spade, lance, frecce, scudi ed altre armi – provenienti da trenta tombe longobarde del settimo secolo dopo Cristo scoperte nell’ultima vasta campagna di scavi nell’Area Garibaldi – saranno esposte per le prima volta proprio in occasione dell’esposizione in programma da aprile a ottobre.