Arezzo: scattato allarme antincendio in Archivio Stato dove morirono lavoratori

Arezzo: scattato allarme antincendio in Archivio Stato dove morirono lavoratori

E’ scattato l’allarme antincendio all’Archivio di Stato di Arezzo dove il 20 settembre scorso a causa di una fuoriuscita di argon morirono due dipendenti.

L’allarme ha iniziato a suonare intorno alle 12,30 mentre il centro storico dove ha sede l’edificio era affollato di turisti. I vigili del fuoco hanno effettuato saggi esterni per capire se vi sia stata fuoriuscita di gas in attesa del magistrato, il pm Laura Taddei che conduce le
indagini sull’infortunio mortale di tre settimane fa.

L’allarme è scattato nella sala consultazione e ha continuato a suonare per circa quaranta minuti. All’arrivo del custode i pompieri sono entrati nell’edificio con le speciali tute e i respiratori, aprendo immediatamente le finestre. Attualmente sono in corso verifiche per capire cosa sia accaduto e se vi sia stata o no una fuoriuscita di argon.

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Manifesta a Palermo, 4° puntata

Manifesta a Palermo, 4° puntata

Continuando il racconto di come Manifesta 12 coinvolga Palermo, dopo i palazzi nobiliari e privati della puntata precedente adesso andiamo per luoghi pubblici: e il primo deve essere il Giardino Botanico, cuore pulsante di tutta la biennale, nonché luogo primigenio dove è sbocciata (eh si) l’idea originaria.

 

L’Orto Botanico è gestito dall’università ed è normalmente sempre aperto, anche senza Manifesta. E’ un posto meraviglioso, pieno di piante, alberi, fiori, serre e angoli incantevoli.

E non serve essere botanici per capire quanto sia bello. Adesso ospita i lavori di 8 artisti diversi, tra i quali c’è anche il fiorentino Leone Contini, che con Foreign farmers ha costruito un orto basato sulle coltivazioni avviate dalle diverse comunità di migranti in Italia: dai contadini cinesi in Toscana a quelli bengalesi vicino a Palermo.

Un altro luogo emblematico aperto per Manifesta è la Casa del Mutilato, perfetto esemplare di architettura fascista (è targato 1939), una sorta di gelidissimo sacrario dalle forme iper-razionaliste.

Normalmente chiuso e non visitabile adesso ospita un lavoro molto interessante di Cristina Lucas, Unending Lightning.

Si tratta di una video istallazione a tre canali che elenca e mostra tutti i bombardamenti aerei che hanno avuto luogo in aree civili da quando l’uomo ha realizzato il sogno di volare. Questo avvenne nel 1903. Il primo bombardamento è di soli sei anni dopo.  Che brutta bestia, l’uomo.

Il lavoro è completato da un ricamo di una sorta di cartina europea di tutti i luoghi bombardati, e dalla possibilità di controllare su un grande database le informazioni su chi ha ucciso chi, dove, quando. Il tutto è molto potente ed insieme agghiacciante, perfettamente installato in un luogo pomposamente dedicato proprio alla guerra.

Manifesta ci porta anche nel cuore dell’Archivio di Stato: cioè nella Sala delle Capriate, per la quale i Masbedo (Niccolò Massazza e Iacopo Bedogni) hanno creato Protocol no.90/6, una istallazione video site-specific.

Il lavoro è ispirato a un faldone di documenti ritrovato in loco. Questo faldone redatto dai carabinieri di Petralia Sottana nel 1956 – puro Sciascia! –  dettagliava denunce ad artisti, registi, scrittori e giornalisti, ed è stato dai Masbedo collegato alle vicissitudini patite dal regista Vittorio De Seta, più volte nella sua carriera spiato e sospettato di essere simpatizzante comunista. Dunque, un grandissimo schermo a led in fondo all’enorme sala mostra un pupo, costruito e animato dal celebre puparo palermitano Mimmo Cuticchio, che ci guarda, muovendosi silente e attonito. Come attoniti rimaniamo noi visitatori che penetriamo in questo luogo, davvero – come scrivono i Masbedo – “di assoluto mistero e silenzio deputato alla conservazione di una memoria non organizzabile, un archivio accatastato secondo le non regole del tempo e del caso. Migliaia e migliaia di documenti non catalogati che il tempo ha trasformato in materia stratificata, fossili di carta, polvere e inchiostro rattrappito.”

Manifesta 12 ci fa ragionare anche sul valore della memoria e sui limiti del controllo, della censura, e del potere.

 

Margherita Abbozzo (4, continua).  Tutte le fotografie sono mie.

Info su Manifesta 12 qui 

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