Toscana: sgominata banda rapinatori seriali

Toscana: sgominata banda rapinatori seriali

Sono 14 le persone finite in manette con l’accusa di aver messo a segno sette rapine in pochi mesi, tra Umbria e Toscana. Episodi di violenza, botte e spari di pistola si sono verificati durante i furti e il bottino ottenuto complessivamente dei malviventi è di oltre 150 mila euro.

Si tratta del bilancio di una lunga attività di indagine portata a termine dai carabinieri della Compagnia di Perugia, in collaborazione con i colleghi di Prato e di Catania e che ha portato all’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 14 pesone, nove in carcere (una è ancora ricercata) e cinque ai domiciliari.

Rapina aggravata, sequestro di persona, porto illegale di armi e lesioni personali aggravate i reati contestati a vario titolo ai presunti rapinatori che, secondo la ricostruzione degli investigatori, erano divisi in due gruppi criminali, uno con base nell’Assisano, l’altro a Prato, ma che in realtà rappresentavano un’unica banda che collaborava ai vari colpi messi a segno. Gli arresti sono arrivati nel dicembre scorso ma stamani, in una conferenza stampa, i carabinieri hanno fornito elementi e particolari. Presenti il comandante provinciale dei carabinieri di Perugia Giovanni Fabi, il comandante del reparto operativo, Antonio Morra, il comandante della compagnia, Pierluigi Satriano e il comandante della stazione dei carabinieri di Corciano Giovanni Cutuli.

L’operazione ha avuto inizio a marzo dell’anno scorso quando due malviventi, con il volto coperto, aggredirono, anche utilizzando dello spray orticante, il responsabile della raccolta incassi di una sala scommesse di Ellera che stava depositando in una cassa continua l’incasso giornaliero di 36 mila euro. Attraverso le telecamere di sorveglianza i militari sono riusciti a risalire alla targa dell’auto utilizzata dai malviventi e ad arrestare un investigatore privato perugino, ritenuto dai carabinieri una delle menti dell’organizzazione e un suo collaboratore. Da qui l’attività di indagine che ha portato all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Piercarlo Frabotta su richiesta del pm Mario Formisano e all’arresto di 14 persone, di età compresa tra i 22 e i 62 anni, solo quattro incensurate.

Tuttora sono in corso le indagini per accertare eventuali responsabilità in altre rapine avvenute sul territorio. In particolare gli investigatori contestano loro sette colpi, sei nella provincia di Perugia, uno ad Arezzo. Vittime un tabaccaio, due sale scommesse, un trasportatore di valori, un istituto di credito, una autovettura privata e una gioielleria. Tra i colpi più violenti quello ai danni di una tabaccheria di Ellera dove, secondo la ricostruzione dei carabinieri, i malviventi hanno chiuso in uno sgabuzzino un cliente del negozio e picchiato violentemente i titolari, padre e figlio per farsi consegnare il denaro.
Durante l’aggressione uno dei rapinatori ha anche sparato un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio. I carabinieri hanno sequestrato vari oggetti collegati alle rapine, tra cui due coltelli, un machete, una cassaforte sigillata e due noccoliere.

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Bartolo: “su Migranti basta bugie, ‘Mare Nostrum’ torni ponte non cimitero!”

Bartolo: “su Migranti basta bugie, ‘Mare Nostrum’ torni ponte non cimitero!”

Il medico siciliano Pietro Bartolo, neo parlamentare europeo, è intervenuto al “Festival dell’educazione” presso il campus universitario del Pionta ad Arezzo a parlare del suo lavoro: “sono entrato in politica andando in Europa perchè l’Europa deve prendere in carico il fenomeno migranti”.

Il medico di Lampedusa, Pietro Bartolo, al Festival dell’educazione di Arezzo, è intervenuto sul fenomento dell’immigrazione e sulle politiche di sicurezza in corso:”Lui, e non voglio nominarlo tanto sappiamo a chi mi riferisco, racconta un sacco di bugie per coprire le sue false promesse: ha raccontato di un’invasione di gente che porta malattie ma non è così”.

“Si tratta di bugie che generano odio e non aiutano. Sono qui ad Arezzo – continua Bartolo – perchè credo molto nei giovani. Parlare loro di questa mia esperienza trentennale serve per creare conoscenza. E la conoscenza si sa rende liberi di scegliere da che parte stare”.

“E’ in corso da qualche anno una campagna deleteria contro gli sbarchi. Io li assisto da trenta anni – prosegue il medico siciliano – so da dove vengono e cosa vogliono. Sono povera gente che non ha avuto la possibilità di restare nel proprio paese. A Lampedusa siamo gente di mare e seguiamo la legge del mare.”

“Vogliamo che il ‘Mare nostrum” torni ad essere un ponte non un cimitero. Qualcuno gioca sulla loro pelle e questo è inaccettabile”. Il medico siciliano Pietro Bartolo, neo parlamentare europeo, nel suo intervento al Campus, racconta che per molto tempo ha fatto “film che nessuno sa ma mi sono stati anche censurati e scritto libri ma tutto è rimasto inascoltato. Allora – ha proseguito Bartolo – mi sono detto cosa potevo fare e sono entrato in politica andando in Europa perchè l’Europa deve prendere in carico il fenomeno”.

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Grave uomo accoltellato a Montevarchi

Grave uomo accoltellato a Montevarchi

Montevarchi, in provincia di Arezzo, un uomo di 56 anni è stato accoltellato all’addome ieri sera, subito soccorso l’uomo è stato poi trasportato in codice rosso all’ospedale della Gruccia.

Il grave fatto di cronaca è avvenuto intorno alle 22:00 nella centralissima via Roma, a qunto si apprende l’uomo accoltellato è in gravi condizioni ma non sarebbe in pericolo di vita metre il suo aggressore sarebbe riuscito a fuggire e a far perdere le tracce.

Sull’episodio, sul quale ci sono ancora molte incognite, stanno indagando i carabinieri, ma dalle prime ricostruzioni sembrerebbe si tratti di una lite scoppiata fra i due, probabilmente a causa di un vecchio conto da regolare.

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Arezzo, sequestrato allevamento ‘lager di animali’, una denuncia

Arezzo, sequestrato allevamento ‘lager di animali’, una denuncia

Sequestrato un allevamento ‘lager’ di animali a Civitella in Valdichiana (Arezzo) dove i carabinieri del Nas di Firenze, con i colleghi del gruppo ambiente della sezione di pg della procura di Arezzo e al dipartimento Arpat, hanno trovato anche un gattino agonizzante, poi soppresso dai veterinari.

L’ispezione è stata eseguita dopo un decreto di ispezione disposto dal pm Laura Taddei. Sul posto i militari hanno trovato 60 ovicaprini all’interno di una superficie quasi completamente invasa da eternit sbriciolato e da altri rifiuti principalmente costituiti da rottami ferrosi taglienti, scarti delle lavorazioni edili, materiali isolanti, imballaggi, residui di legno ed altri rifiuti speciali di varia natura e provenienza. Parte di questi animali erano zoppi. Il tutto insieme a ricoveri maleodoranti invasi da sporcizia e effluenti zootecnici direttamente a contatto con il bestiame.

Non c’erano nè una letamaia nè un luogo dove stoccare lecitamente lo stallatico. Immediata la richiesta di intervento del personale veterinario della Asl di Arezzo che ha confermato la presenza di gravissime carenze igienico sanitarie, uno stato di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze e dei ricoveri del tutto inadeguati. In passato, nella stessa area era stata accertata la presenza di una macellazione clandestina di animali. Il quadro emerso ha indotto i Nas e i Carabinieri Forestali a porre sotto sequestro la zona per dare avvio al più presto alle necessarie cure agli animali, al ripristino dello stato dei luoghi e alla bonifica del sito. Il proprietario, un italiano, è stato denunciato per numerosi reati.

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Arezzo, droga: 42 arresti per maxi retata

Arezzo, droga: 42 arresti per maxi retata

Sono quarantadue gli arresti complessivi, per l’operazione antidroga, effettuati dagli uomini dello Sco e della questura di Arezzo nella zona dello storico parco di Pionta, in centro città. Una settantina gli acquirenti, tra cui  tante coppie e qualche pensionato.

In carcere sono finiti tutti cittadini stranieri, per lo più nigeriani, metà dei quali richiedenti asilo. Sono questi i numeri, ancora parziali, della maxi retata aretina messa a segno nel parco di Pionta, luogo divenuto, secondo quanto riferito dalla polizia, un ‘supermercato a cielo aperto della droga’. Di sostanza stupefacente ce n’era, in base a quanto raccolto dagli investigatori, coordinati dal pm Julia Maggiore, di ogni tipo.

I magrebini spacciavano droghe leggere, vista la vicina di alcuni istituti scolastici, nella zona del parco più a ridosso della stazione. I nigeriani si erano appropriati dell’area centrale del parco e vendevano, come ha riferito il questore di Arezzo Fabio Cilona “droga molto pura a prezzi concorrenziali”. 70 gli acquirenti segnalati, tra questi insospettabili come pensionati, coppie che andavano a fare jogging e minorenni.

Gli altri africani stazionavano nella parte del parco vicino all’ospedale ed avevano varie droghe. Complessivamente è stato recuperato mezzo chilogrammo di sostanze tra i cespugli del parco dove è stata ritrovata anche una pistola risultata a salve. In un caso, nella zona vicina all’ospedale, sono state sorprese ad acquistare droga persone ancora con la divisa da lavoro.

“Tutto è stato documentato attraverso filmati – ha commentato il procuratore della Repubblica di Arezzo Roberto Rossi – in questo modo siamo in grado di fornire elementi probatori importanti tali da far rimanere gli arrestati in carcere. Gli spacciatori infatti avevano ormai capito che con la modica quantità si esce presto dopo l’arresto”. Durante le indagini, durante sei mesi, sono stati documentati anche 90 accessi al pronto soccorso dovuti a malori legati alla droga. “E’ una delle operazioni più sostanziose – ha detto Luigi Bobio dello Sco – che abbiamo effettuato in questi ultimi tempi”. Adesso le indagini vanno avanti per documentare collegamenti e fonti di approvvigionamento mentre, a livello pratico, sarà istituita una sorta di presidio permanente per mantenere l’area bonificata.

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