Ospizio evacuato, anziani intossicati da monossido di carbonio

Ospizio evacuato, anziani intossicati da monossido di carbonio

Arezzo, è stata evacuata una residenza sanitaria assistita (Rsa) per esalazioni di monossido di carbonio: 12 dodici anziani, residenti nell’ospizio, sono stati soccorsi dal 118 e sottoposti a cure sul posto ma altri sette intossicati sono stati trasferiti all’ospedale di Bibbiena.

L’ospizio si trova a Castel San Niccolò (Arezzo). L’intervento c’è stato intorno alle 10 e si è reso necessario per la rilevata presenza di monossido di carbonio dentro i locali. In corso verifiche dei vigili del fuoco per stabilire cosa abbia causato la fuoriuscita di monossido di carbonio.

I vigili del Fuoco e personale della Asl hanno deciso l’evacuazione della struttura.

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Antiquario ruba opere arte e le vende a prete

Antiquario ruba opere arte e le vende a prete

Arezzo, arrestato antiquario per aver rubato quadri del Seicento per poi rivenderli ad un prete.

È questo l’esito di una complessa indagine dei carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno (Arezzo) e della stazione di Levane, nel corso della quale oltre ad arrestare l’antiquario sono state denunciate altre tre persone, tra cui il sacerdote.

Era luglio 2017 quando a Città di Castello (Perugia) un noto avvocato del posto si era rivolto ai carabinieri per denunciare il furto di tre tele del ‘600 e l’appropriazione indebita di una quarta, coeva.

Quest’ultimo quadro, infatti, era stato affidato dal proprietario all’antiquario per venderlo, ma il commerciante aveva trattenuto il bene, senza corrispondere denaro al legale, ed è così che ndagando sull’antiquario, i militari hanno scoperto che era stato l’uomo, insieme a un paio di complici, a mettere a segno il furto delle tele ai danni dell’avvocato: un colpo nello studio da circa 90 mila euro.

Nella ricerca della refurtiva poi, i militari si sono anche imbattuti nella figura di un prete della zona, destinatario finale delle opere d’arte.

I carabinieri, certi che i quadri fossero stati rivenduti al prelato, hanno effettuato una perquisizione nella sua abitazione con personale specializzato del nucleo tutela patrimonio artistico dell’Arma, trovando uno dei dipinti, che era proprio quello della vendita mai avvenuta.

I militari, su disposizione dell’autorità giudiziaria perugina, hanno eseguito oggi tre misure cautelari, sottoponendo agli arresti domiciliari l’antiquario, attualmente domiciliato in Umbria, mentre per i due complici (che sono indagati in stato di libertà anche per numerosi furti in esercizi commerciali) è stato disposto ed eseguito l’obbligo di dimora nel comune di Montevarchi (Arezzo) insieme all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il sacerdote è stato denunciato per ricettazione.

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Sequestrato impianto autodemolizione

Sequestrato impianto autodemolizione

Arezzo, un impianto di autodemolizione è stato sequestrato dai carabinieri forestali su disposizione del gip Piergiorgio Ponticelli.

I militari hanno sequestrato l’attività dopo aver accertato che presso l’impianto, situato nel territorio comunale aretino, erano stati conferiti rifiuti ferrosi, raccolti da autotrasportatori non autorizzati al trasporto degli stessi e in assenza dei formulari di identificazioni del rifiuto.

Le indagini avevano avuto inizio nel settembre scorso a seguito di un normale controllo sul trasporto dei rifiuti operato nell’immediata periferia di Arezzo.

Nell’occasione erano stati fermati 5 autocarri che avevano appena conferito rifiuti ferrosi al demolitore. Nei loro confronti era stato eseguito l’immediato sequestro preventivo con affidamento alla depositeria giudiziaria e la denuncia a piede libero per il reato di gestione illecita di rifiuti.

Le indagini hanno permesso di accertare che nell’impianto erano avvenuti centinaia di conferimenti privi di ogni tracciabilità, per un valore complessivo stimato di poco inferiore al milione di euro all’anno.

Ciò ha indotto il pm Angela Masiello, a svolgere ulteriori accertamenti avvalendosi del gruppo dei forestali, a seguito delle quali ha avanzato al tribunale di Arezzo richiesta di sequestro preventivo dell’impianto con relativa denuncia per il titolare dell’autodemolizione

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Calcio, giocatori dell’Arezzo indicono sciopero per il 30 Dicembre

Calcio, giocatori dell’Arezzo indicono sciopero per il 30 Dicembre

I calciatori lamentano il mancato pagamento delle mensilità di settembre e ottobre. Interviene l’Associazione Italiana Calciatori per minacciare lo sciopero

L’associazione italiana calciatori annuncia ”lo stato di agitazione dei calciatori professionisti tesserati con l’US Arezzo s.r.l. e indice sin d’ora lo sciopero per sabato 30 dicembre 2017 auspicando che il club adempia al pagamento delle somme contrattualmente dovute, quantomeno per le mensilità di settembre ed ottobre 2017, e a tutte le obbligazioni contrattuali nel termine di mercoledì 27 dicembre, in modo da evitare l’esercizio del diritto di sciopero”.

”I giocatori dell’Arezzo – spiega l’Aic in una nota – lamentano l’estrema incertezza in cui versano i lavoratori della società. Come noto, dopo lunghe trattative, si è giunti alla cessione delle quote sociali e il rinnovo integrale di tutti i dirigenti. Nonostante ciò, i calciatori non hanno ricevuto ancora gli stipendi relativi a settembre ed ottobre e saranno costretti a subire penalizzazioni sportive a causa dei ritardi e delle carenze societarie. Non vi è stata alcuna comunicazione formale della nuova proprietà in ordine alle tempistiche previste per i pagamenti. Nonostante questo i calciatori, con grande senso di responsabilità, e disciplina si sono resi disponibili per la prossima trasferta in Sardegna”.

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