In fuga investono scooterista, in gravi condizioni

In fuga investono scooterista, in gravi condizioni

Fuga ed inseguimento Notizia in aggiornamento

Firenze, via Canova, ore 12:30, al culmine di una lite due uomini, residenti nel campo nomadi via del Poderaccio e legati da vincoli familiari, avrebbero dato luogo ad una fuga ed inseguimento a bordo di autoveicoli.

Secondo il Corriere Fiorentino sarebbero stati esplosi anche dei colpi di arma da fuoco, quello che si sa per certo e che un uomo non coinvolto ne nella lite ne nella fuga, e che viaggiava a bordo di scooter, è stato ferito e trasportato in gravi condizioni all’ospedale Careggi.

I carabinieri di Firenze fanno sapere che si sta procedendo all’identificazione del ferito, mentre i soggetti coinvolti nella lite sono stati entrambi identificati e bloccati sul posto da personale Cp Firenze Oltrarno.

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Agenti polizia cinese, a Prato per pattugliamenti congiunti

Agenti polizia cinese, a Prato per pattugliamenti congiunti

Prato, parte il 28 maggio, con durata fino al 17 giugno, il pattugliamento congiunto tra Polizia, Carabinieri e agenti di polizia cinese, il servizio vuole essere un modo per far sentire i tanti turisti cinesi, che in questi giorni visitano il nostro Paese, un po’ più al sicuro e a proprio agio.

Oltre che a Prato questa iniziativa, al suo terzo anno consecutivo di svolgimento, vedrà gli agenti di polizia cinese in servizio a Roma, Prato, Milano e Venezia.

I poliziotti cinesi, in uniforme ma disarmati, saranno affiancati da personale della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, e avranno il compito prevalente di assistere i colleghi italiani nelle ordinarie attività istituzionali, di controllo del territorio e di tutela della sicurezza pubblica, agevolando i numerosi turisti di quel Paese nei rapporti con le autorità locali e con le rappresentanze diplomatiche e consolari.

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Si rovescia barchino lago Massaciuccoli, morto un uomo

Si rovescia barchino lago Massaciuccoli, morto un uomo

Massarosa in provincia di Lucca, subacquei dei vigili del fuoco hanno trovato il cadavere dell’uomo disperso oggi pomeriggio nel lago di Massaciuccoli, per il rovesciamento di un barchino a motore su cui si trovava insieme a un amico che invece si è salvato.

Il corpo era sul fondale, non troppo lontano dal punto del rovesciamento del barchino, secondo quanto risulta, la vittima si chiamava Carlo Tambellini, aveva 46 anni ed abitava a Bozzano (Lucca).

Secondo una prima ricostruzione fra le cause del rovesciamento dell’imbarcazione potrebbe esserci il meteo: vento e pioggia avrebbero fatto finire in acqua i due uomini.

Mentre l’amico superstite, 45 anni di Massarosa, è riemerso subito dall’acqua, l’altro non ce l’ha fatta, dalle prime informazioni sembra che alla guida del barchino ci fosse la vittima, che risulta anche proprietario del piccolo natante.

L’amico superstite avrebbe detto ai soccorritori che improvvisamente il barchino si è rovesciato e che entrambi sono finiti in acqua e che ha cercato subito l’altro ma non vedendolo riemergere ha dato l’allarme al numero di emergenza della capitaneria di porto.

Sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco del Comando di Lucca e del nucleo sommozzatori VF di Livorno, sono intervenuti anche i carabinieri. Questi ultimi hanno sequestrato l’imbarcazione per gli accertamenti.

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Fuori dall’Arma dei Carabinieri

Fuori dall’Arma dei Carabinieri

Firenze, licenziamento dall’Arma dei Carabinieri per i due militari che a sono stati accusati di aver violentato due ragazze americane, dopo averle riaccompagnate a casa con l’auto di servizio da una discoteca, la notte del 7 settembre 2017.

Il Comando generale ha deciso, al termine di un procedimento disciplinare, la perdita del grado e la destituzione dall’Arma dei carabinieri per l’appuntato Marco Camuffo e il carabiniere scelto Pietro Costa.

In concreto, cessa il loro rapporto di lavoro col ministero della Difesa, mentre sulla vicenda sono in corso un procedimento penale per violenza sessuale presso il tribunale di Firenze e un altro per reati militari presso il tribunale militare.

Mentre le procedure penali sono alle prime battute, l’Arma in questo caso è stata più veloce, ed ha notificato infatti ai i due carabinieri , dopo averli convocati in caserma, il provvedimento scritto, firmato da un generale.

Camuffo e Costa erano già sospesi dal servizio e tenuti a metà stipendio, ma adesso sono formalmente fuori dai ranghi, la decisione dell’Arma, si ricostruisce da fonti legali, è basata sulle gravi accuse che risultano da informative e indizi che lo stesso comando avrebbe ricevuto via via nei mesi scorsi sia dalla procura di Firenze, sia dal procuratore militare.

Anche in assenza di una sentenza di un tribunale, la sola, pesante accusa di aver violentato le due giovani americane a Firenze e trasgredito ai regolamenti militari sarebbe motivo sufficiente per la destituzione.

Ma l’avvocato Giorgio Carta, uno dei difensori di Costa, annuncia battaglia: “Costa e Camuffo hanno ammesso il rapporto sessuale consenziente con le ragazze, ma non sono degli stupratori. Sono certo che verrà dimostrata la loro innocenza nel processo penale e allora chiederemo la loro riammissione nell’Arma”. Inoltre, “valutiamo anche se fare ricorso al Tar contro questo provvedimento”, ha aggiunto il legale, facendo poi notare che “il Comando generale sembra aver avuto una certa fretta ad irrogare la sanzione nei confronti dei due militari”, “forse ha risentito della pressione mediatica” sulla vicenda.

“Certo, nella decisione disciplinare – ha proseguito – ha pesato per entrambi l’aver avuto rapporti sessuali in servizio con le due americane. Ma nessuno ha stuprato nessuno” e comunque “in questo modo la presunzione d’innocenza non è rispettata perché ancora non c’è stato alcun processo”.

“Sono stati sanzionati della perdita del grado per rimozione – ha spiegato l’avvocato Andrea Gallori di Firenze, altro difensore di Costa -. In sostanza significa che cessa il loro rapporto di lavoro” con l’Arma dei carabinieri.

I difensori puntano tutto sul processo penale per reintegrare Camuffo e Costa. La procura di Firenze si appresta a formulare la richiesta di rinvio a giudizio mentre davanti al tribunale militare di Roma è fissata il prossimo 27 giugno l’udienza preliminare per i reati di concorso in ‘violata consegna’ e in ‘peculato militare’: questa seconda accusa riguarda l’uso dell’auto di servizio in quella circostanza.

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Muore 26enne in incidente tra moto e auto

Muore 26enne in incidente tra moto e auto

Coreglia, in provincia di Lucca, un 26enne è morto ieri sera in un incidente stradale avvenuto sulla via Nazionale a Pian di Coreglia.

Il giovane, Rudy Biagioni, di Ghivizzano, nel comune di Coreglia, viaggiava in sella a una moto che si è scontrata con una Fiat Punto.

Sul posto sono subito intervenute una automedica e un’ambulanza ma per il 26enne non c’è stato nulla da fare, a chiamare i soccorsi il conducente della Fiat Punto che successivamente è stato colto un lieve malore.

Sulla dinamica dell’incidente accertamenti sono ancora in corso da parte dei carabinieri e sul luogo dell’incidente si è recato anche il sindaco di Coreglia Valerio Amadei.

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