Arrestato il ladro seriale di Carrara

Arrestato il ladro seriale di Carrara

Arrestato il ladro seriale. I suoi furti si concentravano sulle auto in sosta nella zona di Marina di Carrara.

Oggi, 28 febbraio, è stato arrestato il ladro seriale che aveva preso di mira le auto in sosta nei dintorni delle scuole di Marina di Carrara, in provincia di Massa e Carrara, specie quelle dei genitori degli alunni.

Il ladro seriale si è rivelato essere un cinquantenne originario della Romania precedentemente tenuto sotto osservazione dalle forze dell’ordine locali. L’uomo vive da tempo a Massa, nella stessa provincia dove sono avvenuti i furti, ed è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato dai Carabinieri. L’arresto è il culmine di un’indagine portata avanti per coglierlo sul fatto.

Il modus operandi del ladro seriale era caratterizzato da una particolarità: le macchine venivano aperte senza apparenti segni di forzatura. Dopo vari appostamenti i militari, in borghese, hanno visto arrivare un uomo in sella a una bicicletta. Il soggetto ha poi cominciato ad aggirarsi a piedi nell’area del parcheggio, buttando l’occhio dentro le auto in sosta e voltandosi continuamente, per accertarsi che non ci fosse nessuno nei paraggi. L’uomo è stato poi visto spuntare da una delle autovetture parcheggiate con una borsa stretta fra le mani, poi è rapidamente tornato in sella alla sua bici e ha cominciato a pedalare all’impazzata, per allontanarsi il prima possibile.

L’uomo è stato raggiunto dai Carabinieri e bloccato con la refurtiva in mano. Anche in questo caso i Carabinieri non hanno trovato sulla macchina della vittima segni di infrazione ma la proprietaria ha poi raccontato di essere certa di averla chiusa a chiave. I militari non hanno escluso che il ladro abbia utilizzato qualche dispositivo elettronico per aprire la macchina, soprattutto quando hanno scoperto che il ladro seriale era un esperto di elettronica, avendogli trovato in tasca l’attestato di un corso per elettricista.

L'articolo Arrestato il ladro seriale di Carrara proviene da www.controradio.it.

Esplosione in palazzina a Portoferraio, uomo ferito

Esplosione in palazzina a Portoferraio, uomo ferito

Esplosione in una palazzina, in località Acquaviva di Portoferraio (Livorno), all’isola d’Elba per una probabile fuga di gas

A Portoferraio durante un’esplosione in una palazzina è rimasto ferito un uomo di 86 anni che è stato trasferito in ospedale con ustioni alle mani e alla testa. Illesa la moglie di 76 anni che si trovava al primo piano. Sul posto sono intervenute due ambulanze da Portoferraio con medico e da Porto Azzurro, mentre è stato allertato l’elicottero Pegaso per il trasferimento dell’anziano.
Secondo i primi accertamenti dei carabinieri di Portoferraio, che sono arrivati sul posto insieme ai soccorritori e ai vigili del fuoco, si sarebbe trattato di una probabile fuga di gas nell’appartamento al piano terra di Portoferraio dove vive l’86enne, che è separato dalla moglie, e che pare fosse intento ad accendere una stufa a legna. Sarebbe stata una scintilla a far esplodere l’appartamento che risulta sventrato e completamente distrutto.
Nella deflagrazione si sarebbero prodotti danni strutturali a tutto l’edificio, ancora al vaglio dei vigili del fuoco, che nel frattempo hanno provveduto a far evacuare. Portata via anche la donna dall’abitazione del primo piano, accompagnata in ospedale a scopo precauzionale
Delle due persone soccorse in seguito all’esplosione nella loro palazzina a Portoferraio, marito e moglie di 86 e 74 anni, l’uomo, fanno sapere dal 118, è stato trasferito al Centro ustioni dell’ospedale di Cisanello, mentre la donna con ferite meno gravi, è in trattamento all’ospedale di Portoferraio (Livorno). La procura di Livorno ha deciso di mettere sotto sequestro l’immobile. Le cause dell’esplosione avvenuta nella palazzina di Portoferraio sono da accertare.

L'articolo Esplosione in palazzina a Portoferraio, uomo ferito proviene da www.controradio.it.

Chat degli orrori tra adolescenti, indagini ad Arezzo

Chat degli orrori tra adolescenti, indagini ad Arezzo

Indagini carabinieri dopo denuncia del padre di uno dei ragazzi dopo la scoperta della chat dell’orrore

Un gruppo creato su whatsapp tra adolescenti per organizzare una festa per Capodanno 2020 si è rivelata essere una “chat dell’orrore” cosi come l’hanno definita i carabinieri del comando di Arezzo che hanno raccolto la denuncia del genitore di un 14enne. Ne è nata un’indagine che, si spiega dall’Arma, ha portato a scoprire video dal contenuto pedopornografico e altre immagini violente.

Dopo la segnalazione del genitore, che aveva individuato all’interno dello smartphone del figlio la chat sospetta con all’interno un video pedopornografico, i carabinieri hanno effettuato accertamenti partendo dal sequestro dello smartphone. Per il ragazzo è scattata la segnalazione alla procura presso il tribunale per i minorenni di Firenze per detenzione e diffusione del materiale pedopornografico. Successivi accertamenti hanno poi portato a individuare ad altre giovani, età compresa tra i 15 e i 16 anni, residenti nell’Aretino, con ulteriori perquisizioni e sequestri di smartphone e dispositivi informatici all’interno dei quali sono stati recuperati altri video violenti.

Secondo quanto riferito dai carabinieri le immagini pedopornografiche venivano anche trasformate in stickers, emoticon con le quali rispondere ai messaggi. Su questa seconda parte di indagine sono in corso ulteriori approfondimenti per chiarire eventuali responsabilità.

L'articolo Chat degli orrori tra adolescenti, indagini ad Arezzo proviene da www.controradio.it.

Il Bimbo morto nel Grossetano, avrebbe ingerito metadone

Il Bimbo morto nel Grossetano, avrebbe ingerito metadone

Il bimbo di 18 mesi, deceduto il 15 settembre scorso in un paese della provincia di Grosseto, sarebbe morto per aver ingerito metadone: è quanto sarebbe emerso dagli esami tossicologici effettuati dal medico legale incaricato dal pm. Indagati per omicidio colposo i genitori del piccolo.

Un avviso di garanzia è stato loro notificato ieri dai carabinieri, secondo quanto riferisce oggi il Tirreno. I militari hanno anche contestualmente perquisito l’abitazione della coppia. Il bimbo sarebbe morto a causa di una “intossicazione acuta da metadone – così nell’avviso di garanzia notificato insieme al decreto di perquisizione ai genitori, secondo quanto riporta il quotidiano – inoltre, il bambino è stato esposto a varie altre sostanze stupefacenti”.

Sostanze che il bambino potrebbe aver respirato in casa perché assunte dai genitori. Il bambino potrebbe poi aver trovato in casa una boccetta con il metadone bevendone il contenuto, senza che i genitori se ne accorgessero.

Nel corso della perquisizione, disposta dal pm Anna Pensabene che coordina le indagini dei carabinieri, sarebbero stati trovati pochi grammi di hashish e qualche bottiglietta vuota di metadone.

Ad allertare i soccorsi, lo scorso 15 settembre, era stato il padre del piccolo, perchè il bambino non si svegliava. Inutili i soccorsi prestati dai sanitari.

La coppia, assistita dal giorno della morte del piccolo e ora difesa dall’avvocato Sabrina Pollini, aveva nominato un consulente di parte, il medico legale Giulia Nucci, che ha all’autopsia e che presto dovrebbe depositare anche le proprie conclusioni.

L'articolo Il Bimbo morto nel Grossetano, avrebbe ingerito metadone proviene da www.controradio.it.

Omicidio Ciatti: arrestato in Francia uno degli aggressori, richiesta estradizione

Omicidio Ciatti: arrestato in Francia uno degli aggressori, richiesta estradizione

E’ stato arrestato ieri in Francia, in esecuzione di un mandato di arresto europeo, un cittadino ceceno considerato responsabile del pestaggio e della morte di Niccolò Ciatti in una discoteca a Lloret de Mar, in Spagna, nell’agosto del 2017.

Le autorità di polizia francesi, su attivazione dei Carabinieri del Ros con il supporto del Servizio di cooperazione internazionale di polizia (Scip/Sirene), hanno rintracciato e arrestato ieri a Strasburgo (Francia), in esecuzione di Mandato d’Arresto Europeo (Mae), un cittadino ceceno responsabile del pestaggio che, il 12 agosto 2017, provocò la morte del giovane Niccolò Ciatti in una discoteca di Lloret de Mar (Spagna) Il Mandato di Arresto Europeo, emesso sulla base di una ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, è stato spiccato anche nei confronti di un secondo ceceno già ristretto in Spagna per l’omicidio del connazionale (in quanto colpito da provvedimento restrittivo delle locali autorità).

L’importante risultato scaturisce da una complessa attività d’indagine condotta dal Reparto Crimini Violenti del Ros, unità specializzata nella risoluzione di crimini particolarmente efferati commessi anche all’estero in danno di connazionali e coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Le investigazioni, svolte in costante raccordo con i collaterali spagnoli, hanno consentito di acquisire solidi elementi identificativi degli autori del delitto e ricostruire appieno la dinamica dell’evento. Sono state avviate le procedure di estradizione.

“Ho dato istruzioni alla nostra ambasciata a Madrid affinché intervenga formalmente presso le autorità spagnole sollecitando una rapida conclusione del procedimento penale. So che il ministro Bonafede ha indirizzato una lettera con analoga richiesta al suo omologo spagnolo”. Così nel gennaio scorso il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sul caso di Niccolò Ciatti scrivendo in risposta una lettera del sindaco di Scandicci (Firenze) Sandro Fallani.
 Il sindaco si era unito all’appello della famiglia Ciatti per promuovere “una sollecitazione da parte di tutte le istituzioni italiane affinché il tribunale” spagnolo “emetta una sentenza prima dello scadere del quarto anno dagli arresti dei sospettati”.
Niccolò Ciatti morì ucciso a 22 anni dopo un pestaggio subito il 13 agosto 2017 da parte di alcuni ceceni in una discoteca di Lloret de Mar (Spagna), località dove era in vacanza.

L'articolo Omicidio Ciatti: arrestato in Francia uno degli aggressori, richiesta estradizione proviene da www.controradio.it.