Firenze, violenza sessuale: calci e pugni a fidanzata, arrestato

Firenze, violenza sessuale: calci e pugni a fidanzata, arrestato

Violenza sessuale in un appartamento a Firenze, i Carabinieri sono stati avvisati da dei passanti

Ha aggredito la fidanzata, spogliandola e picchiandola con calci, pugni e schiaffi. Per questo un 22enne, incensurato, è stato arrestato la notte scorsa dai carabinieri, intervenuti nell’abitazione della coppia, a Firenze, su segnalazione di alcuni passanti allarmati dalle grida.

I reati contestati sono quelli di violenza sessuale aggravata e lesioni aggravate. La vittima, una 25enne, è stata medicata al pronto soccorso per ferite giudicate guaribili in 10 giorni. Secondo quanto ricostruito, l’aggressione sarebbe scattata perché la donna avrebbe respinto le avances del compagno.

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Firenze: 38 poliziotti entro febbraio 2019

Firenze: 38 poliziotti entro febbraio 2019

Trentotto nuovi poliziotti da qui a febbraio 2019: è il piano di potenziamento che il Governo ha confermato per Firenze

Attualmente nella questura di Firenze sono in servizio 860 agenti e 28 unità appartenenti ai ruoli tecnici. Nell’intera provincia prestano servizio, complessivamente, 1.979 unità della Polizia di Stato oltre a 101 tecnici.

Sono presenti anche 2.556 Carabinieri e 814 uomini della Guardia di Finanza, con un rapporto forze di polizia- popolazione di 1/189 di gran lunga superiore alla media nazionale di 1/236.

È inoltre dislocata nella provincia di Firenze un’aliquota di 145 militari facenti parte dell’Operazione strade sicure, mentre per specifiche esigenze sono stati inviati di volta in volta da gennaio 2018 complessivamente 18.708 unità di rinforzo delle Forze Mobili appartenenti a Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza.

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Scandicci: schiavitù, tratta di esseri umani, violenza sessuale e prostituzione

Scandicci: schiavitù, tratta di esseri umani, violenza sessuale e prostituzione

I Carabinieri della Compagnia di Scandicci hanno tratto in arresto una coppia, entrambi 33enni residenti a Scandicci, carcere per l’uomo e arresti domiciliari per la donna

L’attività era stata avviata a partire dalla metà del 2017, quando una donna ha trovato la forza di denunciare di essere stata vittima di tratta di essere umani e riduzione in schiavitù da parte della coppia. Al suo arrivo in Italia, nel 2015, i due l’avevano costretta alla prostituzione nelle strade di Firenze, segregandola in casa nel periodo di non attività e soggiogandola psicologicamente con dei riti voodoo.

I primi accertamenti hanno consentito di acquisire primi e fondamentali riscontri a sostegno della credibilità della denunciante che, non avendo un lavoro in Nigeria, aveva ricevuto l’offerta di partire per l’Italia dove altre persone avrebbero potuto aiutarla.

La vittima, una volta giunta all’aeroporto di Milano (ottobre 2015), è stata prelevata e condotta a Scandicci dalla coppia destinataria dell’odierna misura cautelare.

Qui sono emersi elementi inquietanti come la privazione dei documenti, la sottoposizione a un rito voodoo, consistente nel taglio di una ciocca di capelli, nel prelievo di materiale ematico e nell’imposizione della perdita della verginità, ai fini dell’avviamento alla prostituzione. In seguito è avvenuto l’effettivo avvio all’attività di meretricio a Firenze, zona Novoli, per poter pagare alla coppia la somma complessiva di 50.000 euro.

Durante la segregazione, la donna ha subito vari maltrattamenti e minacce di morte rivolte sia a lei che ai suoi familiari qualora avesse denunciato i fatti alla forze dell’ordine.

La vittima è rimasta a Scandicci, in tali condizioni, fino a metà gennaio 2017 senza avere alcuna libertà di movimento né la possibilità di telefonare a nessuno se non – e solo in modalità viva voce – i suoi genitori con il telefono degli indagati.

Nel gennaio 2017, la vittima è stata “ceduta” ad un’altra donna a Roma con le stesse finalità, ma è riuscita ad evitare il medesimo trattamento riacquistando una condizione più libera che le ha consentito di denunciare i fatti.

Le attività investigative hanno permesso di riscontrare il racconto della vittima ed appurare che i due indagati risultavano effettivamente residenti a Scandicci e che, all’epoca dei fatti, convivevano con due figlie minori ed erano in attesa di un terzo. Inoltre, la famiglia era seguita dai servizi sociali ma versava in buone condizioni economiche, non avendo mai richiesto aiuti economici nonostante un reddito insufficiente a giustificare il loro tenore di vita.

L’attività investigativa, oltre a fornire riscontro alle dichiarazioni rese della denunciante, ha consentito di individuare un’altra vittima, peraltro rintracciata nell’appartamento degli indagati in occasione di una perquisizione delegata eseguita nel febbraio 2018. Superando le pesanti riserve e paure, anche quest’ultima donna si è decisa a fornire indicazioni confermando le circostanze ed aggravando ulteriormente il quadro indiziario accusatorio nei confronti degli indagati.

Durante le perquisizioni eseguite è stato inoltre rinvenuto anche materiale riferibile ai riti voodoo (quali un piatto in ceramica contenente sostanza farinosa bianca ed un braccialetto di conchiglie, oltre ad alcune conchiglie sfuse e rotte; una statuetta voodoo in argilla essiccata, con un pezzo di stoffa legata attorno alla vita, altro materiale organico simile ad un frutto essiccato; una ciocca di capelli, materiale organico) nonché scontrini fiscali per l’acquisto di capi di vestiario e accessori di lusso in contanti per un ammontare complessivo di 31.000euro, oltre a 7 telefoni cellulari di ultima generazione, 3 computer e un I-Pad.

Vari sacchetti in cellophane e contenitori in plastica contenenti materiali organici e farinosi.

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Versilia: adescavano e rapinavano uomini, tre arresti

Versilia: adescavano e rapinavano uomini, tre arresti

Sono stati identificati due uomini e una donna autori di una rapina in Versilia grazie alla targa del mezzo usato per fuggire dopo il colpo

Due uomini ed una donna sono stati arrestati dai carabinieri di Viareggio (Lucca) per rapina aggravata in concorso. Si tratta di un uomo di 19 anni, accusato anche di resistenza e danneggiamento, un 27enne, ed una ragazza di 23 anni. Gli uomini sono in carcere, mentre la donna ha l’obbligo di dimora in una comunità terapeutica in Lombardia.

I tre alla fine di giugno avevano rapinato un 32enne di Prato a Marina di Torre del Lago (Lucca). L’uomo era stato adescato dalla ragazza all’interno dei un locale che l’aveva indotto a seguirla in spiaggia dopo ad attenderli c’erano i suoi complici. Qui i tre con la minaccia lo hanno rapinato del portafoglio del telefono cellulare, per poi fuggire con l’auto della giovane. Attraverso la targa del mezzo che è stata presa da alcuni testimoni i militari sono arrivati all’identificazione dei tre.

La sera seguente la rapina, sempre a Torre del Lago, la vittima aveva riconosciuto i tre, che erano in un altro locale, ed avvertito i carabinieri. Il terzetto aveva tentato di rapinare un altro uomo, un 33enne di Pistoia, che però era riuscito a metterli in fuga. Sono in corso indagini da parte dei militari per verificare se i tre abbiano commesso altri reati simili ma che non sono stati denunciati. Uno di loro è stato trovato in possesso anche di una pistola giocattolo priva del tappo rosso.

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Firenze: aggredisce vicina di casa e minaccia carabinieri con katana, arrestato

Firenze: aggredisce vicina di casa e minaccia carabinieri con katana, arrestato

Un 37enne originario di Lucca è stata arrestato ieri sera a Stabbia di Cerreto Guidi (Firenze) dopo aver aggredito la vicina di casa prima e i carabinieri poi

I militari, arrivati sul posto dopo la chiamata della vicina di casa, si sono trovati di fronte vasi di terracotta distrutti, danni ad auto in sosta e un litigio ancora in corso. Il 37enne, secondo quanto si apprende, si era accanito su di lei e il fratello per problemi legati alla gestione dei cani.

Successivamente l’uomo si è scagliato contro i carabinieri brandendo una katana e minacciando di tagliare loro la gola. A quel punto è stato bloccato e arrestato per minacce, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. La donna ha riportato lievi lesioni dopo essere stata colpita da una busta della spesa. L’arrestato ha passato la notte in camera di sicurezza in attesa del processo per direttissima.

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