Barista rapinato con pistola taser, via 5 mila euro e auto

Barista rapinato con pistola taser, via 5 mila euro e auto

Sorpreso dopo aver chiuso il locale, un barista di Campi Bisenzio è stato rapinato con una pistola taser. Presi 5 mila euro, l’auto e il cellulare.

Il titolare di un bar di via Barberinese, a Campi Bisenzio (Firenze), è stato rapinato la notte scorsa da due uomini. Lo hanno minacciato con una pistola taser mentre si avvicinava alla sua auto dopo aver chiuso il locale. I malviventi, che hanno agito a volto scoperto, si sono fatti consegnare l’incasso della giornata – circa cinquemila euro -, il telefono cellulare e le chiavi della vettura, a bordo della quale si sono poi dati alla fuga. Sull’episodio indagano i carabinieri.

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Mostro di Firenze: proiettile trovato dopo 33 anni

Mostro di Firenze: proiettile trovato dopo 33 anni

Trovato un proiettile rimasto dal 1985 in un cuscino all’interno della tenda di una coppia francese, ultime vittime del mostro di Firenze

I carabinieri del Ros hanno estratto un’ogiva rimasta dal 1985 in un cuscino trovato nella tenda di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, la coppia di giovani francesi ultime vittime del mostro di Firenze. Un colpo a vuoto che non venne trovato nel corso delle indagini di 33 anni fa, come spiega La Nazione che ha anticipato la notizia. Il proiettile è stato estratto e consegnato al consulente della procura per verificare se sia stato sparato dalla Beretta calibro 22 o da un’altra pistola.

Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili vennero uccisi nella notte tra il 7 e l’8 settembre 1985 in una piazzola agli Scopeti, nel comune di San Casciano Val di Pesa (Firenze). Fu l’ultimo dei duplici omicidi attribuiti al mostro di Firenze.

La nuova inchiesta sui delitti, coordinata dal procuratore aggiunto Luca Turco, avrebbe costretto i carabinieri del Ros a riprendere in mano tutti i reperti. Proprio in uno di questi, un cuscino che gli inquirenti trovarono nella tenda dei francesi, sarebbe stata trovata l’ogiva. Le condizioni della prova sembrano migliori rispetto ad altri reperti che ora vengono analizzati con le nuove tecniche messe a disposizione dalla scienza, tecniche che 33 anni fa non c’erano.

Cosa potrà dire non è dato saperlo e la procura, che si limita a confermare il ritrovamento del proiettile, si trincera nel riserbo assoluto. Di certo il consulente a cui è stata affidata l’ogiva, potrà stabilire se è stata sparata dalla Beretta calibro 22 o da una pistola diversa. L’ipotesi di una seconda arma non è mai del tutto stata esclusa nelle lunghe indagini che hanno interessato gli otto duplici omicidi. Non è escluso che gli inquirenti siano andati anche alla ricerca di un eventuale dna.

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Intossicati monossido, cinque in ospedale, anche bimbo 5 anni

Intossicati monossido, cinque in ospedale, anche bimbo 5 anni

La notte scorsa a Bucine una famiglia composta da cinque persone tra cui un bambino di cinque anni è rimasta intossicata dal monossido di carbonio

Un’intera famiglia composta da cinque persone tra cui un bimbo di cinque anni è rimasta intossicata dal monossido di carbonio. È accaduto la notte scorsa, intorno alle 4. Sul posto è arrivato il 118 che ha soccorso padre, madre e bimbo di 5 anni che sono stati accompagnati all’ospedale valdarnese della Gruccia in codice giallo e da lì trasferiti alla camera iperbarica di Careggi a Firenze. Lievemente intossicati i nonni che dormivano al piano di sotto e che hanno dato l’allarme. A provocare le esalazioni sarebbe stato un braciere acceso per scaldare la casa. Sul posto ambulanze, automedica, i vigili del fuoco e i carabinieri.

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Individuata centrale spaccio di droga

Individuata centrale spaccio di droga

Firenze, al termine di una articolata attività info-investigativa, iniziata nella serata di sabato e conclusasi nelle prime ore del mattino di domenica, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Firenze, hanno tratto in arresto 5 persone e sequestrato sostanze stupefacenti illegali e armamentari per la confezione e lo spaccio delle dosi.

L’intervento dei Carabinieri iniziava in via del Gignoro, dove i militari fermavano un uomo con precedenti specifici di spaccio, che tenevano sotto osservazione, che si aggirava guardingo nei pressi di un supermercato.

Fermato dagli operanti, l’uomo con mossa repentina cercava di disfarsi di un involucr, tentando poi la fuga a piedi, ma veniva bloccato e perquisito e trovato in possesso di 1600 euro in contanti in banconote di vario taglio.

La perquisizione veniva poi estesa ad un motociclo, che tanto interesse aveva suscitato nel fermato, e nascosto nella carena del motociclo vi era un involucro contenente 6 dosi di cocaina pronte ad essere spacciate.

A questo punto i carabinieri decidevano di cercare la base di appoggio da dove l’uomo potesse rifornirsi della ‘merce’, ed impiegando più pattuglie di militari in abiti civili, sorprendevano in via Pilati, un altro soggetto 29enne, pluripregiudicato e noto agli uffici per essere stato arrestato complessivamente 9 volte in meno di 8 anni per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti e per essere stato da poco rimesso in libertà.

Questo secondo individuo veniva bloccato sull’uscio con indosso altri 11 grammi di cocaina mentre altri militari procedevano alla perquisizione dell’appartamento.


All’interno “appariva una scena che riportava alla mente immagini televisive sul traffico di droga – si legge in un comunicato dell’Arma dei Carabinieri – altri tre soggetti erano intenti intorno ad un tavolo a confezionare sostanza in involucri pronti all’uso. Sul tavolo tutto l’occorrente per garantire un servizio di packaging espresso: bilancina, forbici, cellophane, coltelli e sostanza stupefacente. I tre ‘addetti al confezionamento’ tentavano la fuga ma venivano anch’essi bloccati. Nella casa un vero market capace di soddisfare ogni richiesta: sul tavolo circa 44 grammi di cocaina da tagliare e confezionare, a pochi metri 1,4 kg di hashish che potevano soddisfare i clienti finali ma anche spacciatori di medio livello poiché la sostanza si presentava per circa 600 grammi in ovuli termosaldati e ulteriori 8 panetti da 100 grammi cadauno. Il gruppo operava in perfetta sinergia: verosimilmente arrivata la “comanda”, il sistema si attivava con i tre addetti che confezionavano la sostanza in base all’utente finale ovvero dosi singole se doveva soddisfare il consumatore finale oppure dosi aggregate (panetti e ovuli) per il livello superiore mentre i ‘fattorini’ erano pronti alla consegna a domicilio. Particolarmente complessa si è rivelata l’attività poiché il laboratorio era stato attrezzato in un appartamento privo di utenza elettrica, fornitura che avrebbe potuto ricondurre l’appartamento agli indagati. I rei preferivano utilizzare piccole torce che direzionavano solo sul ‘tavolo da lavoro’ in modo che dall’esterno sembrasse che l’appartamento fosse vuoto”.

Alla fine delle operazioni, venivano sequestrati 1,4 kg di hashish, 60 grammi di cocaina ed il materiale per il confezionamento, così come i 2400 euro rinvenuti ritenuti provento dell’attività illecita. Inoltre, veniva sequestrato anche il motociclo, che gli inquirenti pensano venisse usato per il trasporto in giro la droga.

I 5 soggetti, arrestati per concorso in detenzione ai fini di spaccio, venivano condotti presso il carcere di Sollicciano.

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Firenze: furto alla COIN di via Calzaiuoli

Firenze: furto alla COIN di via Calzaiuoli

Furto da parte di un gruppo di tre turisti ieri pomeriggio alla COIN di via Calzaiuoli. Rubati diversi capi di vestiario, un arrestato

Nel pomeriggio di ieri, nella centralissima via Calzaiuoli, un gruppo di almeno 3 turisti, entrati alla COIN fingendosi normali clienti, ha rubato diversi capi di vestiario.  Sono riusciti a togliere le placche antitaccheggio con la scusa di provarsi i vestiti dentro i camerini.

Fortunatamente, un addetto alle vendite si è subito reso conto della situazione trovando le placche all’interno dei camerini, riuscendo ad individuare il gruppetto di ragazzi che si stavano allontanando dal negozio. Avvertita la Centrale Operativa dei Carabinieri, il personale di sicurezza è riuscito a bloccare solo uno dei tre soggetti.

È giunta poi sul posto una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Firenze che ha identificato il soggetto fermato, un 19enne serbo. In possesso aveva una maglietta del valore di circa 50 euro e un coltello utilizzato per rimuovere la placca antitaccheggio dalla T-shirt.

Il colpevole è stato arrestato e sarà giudicato con rito direttissimo presso il Tribunale di Firenze, dopo la notte trascorsa nelle camere di sicurezza.

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